Oggi è mar ago 21, 2018 23:48 pm


Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Forum bloccato Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 7 messaggi ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: 100 campus
MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 11:35 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 6
Leggo nei 12 punti le idee sull'università, la cosa dei 100 campus. Per favore, lo chiedo per favore: NO! Meglio il silenzio, molto meglio il silenzio. L'università e la scuola sono emergenze nazionali, sono in crisi profondissima da tempo, e meritano, se proprio non politiche vere, almeno rispetto. Su questa crisi il Paese si gioca il futuro, e le politiche di distruzione del sistema pubblico di formazione e ricerca hanno attraversato negli ultimi anni, SENZA PARTICOLARI DIFFERENZE, governi e schieramenti (bisogna pure ammettere la realtà). Quindi, o diciamo cose serie (anche diverse e contrapposte, per carità...), o non diciamo niente.

E' troppo chiedere di verificare il modello anglosassone, ormai lo standard nel mondo, e provare a fare qualcosa di simile? E' troppo semplice? O ci vuole sempre 'ben altro'?

Parlo dell'università, visto che ci lavoro:
1. Stipendi
2. Finanziamenti per la ricerca
3. Reclutamento, carriere, autonomia

1. Bisogna raddoppiare gli stipendi, ragazzi. Raddoppiare. Così ci si allinea - ancora verso il basso, ma ci si allinea - agli standard dei Paesi avanzati. Non è corporativismo, è politica 'aziendale': se vuoi trattenere o addirittura attirare quelli bravi, questa è condizione non sufficiente, ma sicuramente necessaria.
2. Secondo me il sistema attuale di assegnazione dei finanziamenti non è male. Il problema qui è un altro: ci sono POCHI finanziamenti.
3. Basta con i concorsi. Non esistono da nessuna parte, solo da noi. De-responsabilizzano formalmente i baroni senza per nulla garantire meritocrazia. Sono una farsa. Creano cinismo e scetticismo. Sono il cancro dell'università italiana, sono l'origine del degrado. Basta con i concorsi. Reclutamento e carriere devono esere inquadrati insieme al problema di una AUTONOMIA ESTESA (temperata?) degli atenei, che includa il reclutamento e, entro una certa griglia, i salari. Esempi:
- Vuoi fare il PhD? Proponi un progetto che sia di interesse di un docente, che diviene tuo tutor e si assume la RESPONSABILITA' della tua produttività nei confronti del Dipartimento. Il Dipartimento ti paga per tre anni, e tu non puoi avere il titolo se non pubblichi su una rivista peer-reviewed.
- I docenti (tutti, tranne gli 'emeriti') abbiano contratti a tempo DETERMINATO (entro alcuni parametri?) offerti e direttamente negoziati dai Dipartimenti in autonomia. Sia introdotta una valutazione formale e 'oggettiva' dei docenti sia sulla didattica (dove pesi il feed back degli studenti) che sulla ricerca: è possibilissimo, ragazzi, lo fanno tutti, e lo facciamo anche noi già ora quando si tratta del la ripartizione dei finanziamenti ai dipartimenti, no? Se il dipartimento non è soddisfatto del docente, alla scadenza del contratto la lascia, semplicemente, a casa. Si cerchi un posto con meno pretese (e salario più basso).
4. Qualcuno mi spiega a che serve il dualismo Facoltà/Dipartimenti (oltre che a foraggiare 2 strutture tecnico-amministrative)?

Parliamo di cose come queste? Non di 100 campus. Per favore. Per favore...
Sergio Porta


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: 100 campus
MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 17:19 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 13
serporta ha scritto:
Leggo nei 12 punti le idee sull'università, la cosa dei 100 campus. Per favore, lo chiedo per favore: NO! Meglio il silenzio, molto meglio il silenzio. L'università e la scuola sono emergenze nazionali, sono in crisi profondissima da tempo, e meritano, se proprio non politiche vere, almeno rispetto. Su questa crisi il Paese si gioca il futuro, e le politiche di distruzione del sistema pubblico di formazione e ricerca hanno attraversato negli ultimi anni, SENZA PARTICOLARI DIFFERENZE, governi e schieramenti (bisogna pure ammettere la realtà). Quindi, o diciamo cose serie (anche diverse e contrapposte, per carità...), o non diciamo niente.


condivido in pieno. il "merito" non può diventare ideologia. Non conosco bene i vari passaggi della carriera universitaria, ma mi limito a sottolineare che essa assolutamente non attrae i giovani laureati, figurarsi quelli più dotati o quelli che più facilmente possono garantirsi un occupazione nell'impresa privata o all'estero.


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 21:51 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 330
Non sono d'accordo con i contratti a termine: anche in USA, chi ha la tenure non puo' essere licenziato.

Questo perche' si ritiene che la tenure sia una garanzia della liberta' di ricerca.

Bisogna invece agire sui meccanismi di valutazione, sia in ingresso che durante la vita accademica.

Visto che siamo qui per discutere, faccio qualche proposta un po' "eretica"

Lasciare completa liberta' alle universita' pubbliche di assumere chi vogliono, con qualsiasi criterio ritengano opportuno, col solo vincolo di rendere pubbliche le pubblicazioni ISI e le lettere ufficiali di presentazione di ciascun candidato, in modo che chi scrive si prenda ufficialmente la responsabilita' di dire per quali motivi ritenga che QUEL candidato sia valido e quali siano i suoi meriti.

Un meccanismo semplice per incentivare l'assunzione basata sul merito potrebbe essere quella di valutare annualmente la produttivita' scientifica di ciascun docente in base alle pubblicazioni ISI.
Per ciascun docente che rientra annualmente nel 10% di eccellenza di questa graduatoria lo stato garantisce un finanziamento aggiuntivo all'universita' pari allo stipendio del docente.

Eliminare il tempo parziale: se sei professore di una universita' hai il diritto di svolgere eventuali attivita' libero-professionali ma in quanto dipendente universitario una piccola parte dei proventi di tale attivita' devono essere pagati all'universita'.

Prevedere un carico didattico differenziato per quei docenti che hanno una migliore produttivita' di ricerca scientifica.


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: 100 campus
MessaggioInviato: mar mar 04, 2008 14:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 75
serporta ha scritto:
Leggo nei 12 punti le idee sull'università, la cosa dei 100 campus. Per favore, lo chiedo per favore: NO! Meglio il silenzio, molto meglio il silenzio. L'università e la scuola sono emergenze nazionali, sono in crisi profondissima da tempo, e meritano, se proprio non politiche vere, almeno rispetto. Su questa crisi il Paese si gioca il futuro, e le politiche di distruzione del sistema pubblico di formazione e ricerca hanno attraversato negli ultimi anni, SENZA PARTICOLARI DIFFERENZE, governi e schieramenti (bisogna pure ammettere la realtà). Quindi, o diciamo cose serie (anche diverse e contrapposte, per carità...), o non diciamo niente.

E' troppo chiedere di verificare il modello anglosassone, ormai lo standard nel mondo, e provare a fare qualcosa di simile? E' troppo semplice? O ci vuole sempre 'ben altro'?

Parlo dell'università, visto che ci lavoro:
1. Stipendi
2. Finanziamenti per la ricerca
3. Reclutamento, carriere, autonomia

1. Bisogna raddoppiare gli stipendi, ragazzi. Raddoppiare. Così ci si allinea - ancora verso il basso, ma ci si allinea - agli standard dei Paesi avanzati. Non è corporativismo, è politica 'aziendale': se vuoi trattenere o addirittura attirare quelli bravi, questa è condizione non sufficiente, ma sicuramente necessaria.
2. Secondo me il sistema attuale di assegnazione dei finanziamenti non è male. Il problema qui è un altro: ci sono POCHI finanziamenti.
3. Basta con i concorsi. Non esistono da nessuna parte, solo da noi. De-responsabilizzano formalmente i baroni senza per nulla garantire meritocrazia. Sono una farsa. Creano cinismo e scetticismo. Sono il cancro dell'università italiana, sono l'origine del degrado. Basta con i concorsi. Reclutamento e carriere devono esere inquadrati insieme al problema di una AUTONOMIA ESTESA (temperata?) degli atenei, che includa il reclutamento e, entro una certa griglia, i salari. Esempi:
- Vuoi fare il PhD? Proponi un progetto che sia di interesse di un docente, che diviene tuo tutor e si assume la RESPONSABILITA' della tua produttività nei confronti del Dipartimento. Il Dipartimento ti paga per tre anni, e tu non puoi avere il titolo se non pubblichi su una rivista peer-reviewed.
- I docenti (tutti, tranne gli 'emeriti') abbiano contratti a tempo DETERMINATO (entro alcuni parametri?) offerti e direttamente negoziati dai Dipartimenti in autonomia. Sia introdotta una valutazione formale e 'oggettiva' dei docenti sia sulla didattica (dove pesi il feed back degli studenti) che sulla ricerca: è possibilissimo, ragazzi, lo fanno tutti, e lo facciamo anche noi già ora quando si tratta del la ripartizione dei finanziamenti ai dipartimenti, no? Se il dipartimento non è soddisfatto del docente, alla scadenza del contratto la lascia, semplicemente, a casa. Si cerchi un posto con meno pretese (e salario più basso).
4. Qualcuno mi spiega a che serve il dualismo Facoltà/Dipartimenti (oltre che a foraggiare 2 strutture tecnico-amministrative)?

Parliamo di cose come queste? Non di 100 campus. Per favore. Per favore...
Sergio Porta



io di universita' ne so poco! non ho avuto il tempo di frequentarla. pero' da imprenditore vorrei far conoscere che universita' va bene: far funzionare quelle che ci sono, investire sulla ricerca, cacciare, si letteralmente cacciare chi non fa il proprio dovere sia studente, sia professore.
vorrei farvi vedere come sono scritti alcuni testi relativi a prova di assunzione! Non ci siamo, proprio no! a Proposito se mi legge, l'ultimo (laura in scienze della comunicazione) che mi ha scritto che Adriano Olivetti era un operaio della Olivetti di Torino...ma per favore! ( scusate. )


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: a gebo60
MessaggioInviato: mer mar 05, 2008 22:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 6
[quote="Gebo60"]

Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto. Specialmente sulla libertà di assunzione, cosa che per me rientra nel titolo sull'autonomia. Per quanto riguarda il contratto a termine, bisogna vedere chi ha diritto alla tenure nel sistema americano. Veramente su questo punto non ho info precisissime. Credo si tratti della classe 'alta' dei docenti, assimilabile credo ai nostri ordinari. Ma bisognerebbe controllare. Certo che il contratto a tempo indeterminato per full professors di prestigio, i quali assumono nel dipartimento ruoli di rilievo, sono plausibilissimi.


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 11:17 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 330
Io conosco abbastanza il mondo universitario USA, ma solo nel campo scientifico, perche' ci collaboro da piu' di vent'anni.

In USA si viene di solito assunti dopo il PhD con contratti a termine (post-doc) assimilabili ai nostri assegni di ricerca.

Poi ci sono i "tenure track", ossia contratti in cui al termine di un periodo (intorno ai 7 anni, ma anche meno) si diventa professori.

Il "tenure track" e' una posizione assimilabile, per livello di esperienza richiesta, a quello di ricercatore.

Qui in Italia il ricercatore viene assunto, ma ci sono tre anni minimo (qualche volta di piu') per la conferma. La garanzia del posto, come in USA, ce l'hai solo dopo la conferma.

In base alla mia esperienza in USA si diventa professori prima, e non si puo' essere licenziati neanche li', a meno di non commettere veri e propri reati gravissimi.

Direi che in USA "i baroni" ci sono (eccome!) e hanno un potere enorme, molto maggiore di quello di un ordinario italiano, addirittura carta bianca su borse di dottorato, contratti di post-doc e qualche volta di tenure-track.

E' un potere quasi assoluto, ma "quanto potere hai" dipende dal livello di produttivita' scientifica, e questa e' la differenza sostanziale.

Il barone americano per mantenere o aumentare il suo potere ha bisogno di risultati, e quindi ha tutto l'interesse a scegliere i collaboratori piu' validi


Top
Non connesso Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: 100 campus
MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 13:59 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
serporta ha scritto:
1. Bisogna raddoppiare gli stipendi, ragazzi.

Io parlo invece per la scuola primaria e secondaria, senza la quale all'università ci si attacca al tram, direi.
E li' altre ad un raddoppio di stipendio (concordo) occorre anche aumentare di molto l'orario di lavoro; basta vedere quante ora fa alla settimana un insegnante tedesco, francese, americano, giapponese rispetto ad uno italiano.
Giuste le tue osservazioni sull'università ma le case si costruiscono su solide fondamenta quindi partirei dalla primaria e dalla secondaria. Se queste scuole "sfornano" (scusate il brutto termine) ottimi studenti, poi questi possono studiare in tutto il mondo (e questa è la vera competizione universitaria).
Difficile invece far fare la nostro figlio le ementari a Zurigo, Pechino, Bekeley.

Ciao,
Francesco


Top
Non connesso Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Forum bloccato Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 7 messaggi ] 

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi

Vai a:  
cron
Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Theme created StylerBB.net
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010