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Pensi che l'Italia sia pronta per una riforma in senso federalistico dello stato?
SI 48%  48%  [ 10 ]
NO 48%  48%  [ 10 ]
Non so 5%  5%  [ 1 ]
Voti totali : 21
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il federalismo e L'Italia
MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 19:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 906
Maroni che parla di "questione settentrionale", Lombardo( :lol: ) , leader del MPA, candidato presidente in Sicilia, persino la Destra di Storace con la sua "rivoluzione federalista" (Pagliarini), e anche il nostro Veltroni, seppur in toni piu' dimessi e prettamente di natura economica, puntano l'obbiettivo su una riforma federale dello stato.

Ma voi siete d'accordo? Pensate l'Italia sia pronta per una riforma in questo senso? In che modo vorreste verrebbe applicata?


Io sono profondamente contrario ad una svolta in senso federale dello Stato.
Non penso per ora ci siano le condizioni, forse se ne potrà parlare in futuro.

Qual è il parere degli altri democratici di questo sito?


Ni sentimu,
Wallace


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 20:55 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 158
Per me la questione non è se il paese è pronto o meno a una riforma davvero federalista.

Semmai, il problema è quanto può andare ancora avanti senza una riforma davvero federalista.

Mi spiego. C'è un indicatore che si chiama residuo fiscale ed è ottenuto facendo la differenza tra quello che da un territorio viene prelevato sotto forma di tasse e contributi e quanto su quel territorio si riversa in termini di spesa pubblica per servizi e prestazioni.

Bene, in Italia sono sostanzialmetne 3 le regioni che registrano un residuo fiscale negativo (cioè versano più di quanto ricevono) e che dunque mantengono tutto il resto del sistema. Sono Lombardia (-31,5 miliardi di euro all'anno) Veneto (-11,5) ed Emilia (-10,5).

Poi ne esistono altre tre con un residuo fiscale negativo ma di poco: Piemonte (-1,5), Toscana (-0,6) e Marche (-0,2). Tutte le altre prendono, quelle del Sud, di più.

Ora potrà sembrare normale che chi è più ricco aiuti chi lo è meno. Ed è normale. Quello che non è normale sono:
1) le proporzioni di questo aiuto per le prime tre regioni
2) i risultati scarsi o inesistenti di tale sforzo sopportato sempre da quelle tre regioni (basta vedere la sanità o i rifiuti come sono gestiti nel centrosud)
3) il fatto che non si tenga affatto in conto che in molte delle regioni che beneficiano di trasferimenti vi sia un'intensità di evasione fiscale più alta di quella che si registra nelle regioni da cui si perlevano le risorse.

Io credo semplicemente che se non si provvede a breve a rimediare a questo squilibrio mostruoso, le tre regioni più ricche faranno sempre più fatica a reggere la competizione rispetto ai loro concorrenti e di cosneguenza faranno sempre più fatica a produrre ricchezza sufficiente ad alimentare i flussi di supporto alle regioni meno ricche del paese.

Questa condizione rischia di non essere più sostenibile né economicamente né politicamente.

Per questo è il caso di correre rapidamente ai ripari per:
a) ersponsabilizzare le regioni del centrosud sulla raccolta fiscale;
b) responsabilizzare le regioni del centrosud sull'efficienza e l'efficacia della spesa pubblica
c) consentire alle regioni più competitive del paese di liberare risorse per investimenti diretti a garantire sufficiente competitività ai loro sitemi economico-territoriali.

Il problema non è la secessione della Lega, che piove dall'altro delle istituzioni politiche (quella è una bufala). Il problema è che il paese si sta concretamente spaccando, sul terriotrio, dal basso.

E a me sembra che nel PD non se ne accorga nessuno.
Approfitto anche qui per consigliare il libro di Marco Alfieri (un giornalista ex Rfirmista ora al Sole 24 ORE, non sospettabile di simpatie forzaleghiste) "Nord terra ostile. perché la sinistra non vince".

daniele, milano


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 20:57 pm 

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P.S.: approfitto anche per segnalare questo sito (neppure questo di centrodestra) su cui si trovano diversi articoli sul tema:

www.gabriocasati.org


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 Oggetto del messaggio: Re: Il federalismo e L'Italia
MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 21:25 pm 

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Messaggi: 3234
Luis Wallace ha scritto:
Ma voi siete d'accordo? Pensate l'Italia sia pronta per una riforma in questo senso? In che modo vorreste verrebbe applicata?

Io penso di si'.
20 anni fa non sarebbe stata pronta.
Forse solo nel trentino ed in valle d'aosta erano pronti.
10 nni fa lo era a metà circa, o poco meno.
Oggi in gran parte è pronta.
Ok, non lo è tutta ma il federalismo puo'anche essere a geometria variabile e con partenze scaglionate nel tempo.
Ch è pronto parte.
Chi non è pronto si dà da fare, con l'aiuto degli altri.

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 21:44 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 906
Quello che dice dan969 è condivisibile, ma aspettiamo un momento=

quando parliamo di cifre "negative" e "positive" dobbiamo capire che dietro ci stanno delle persone.

Nel sud senza i finanziamenti statali, si toglierebbero granparte delle fonti di sostentamento di molti abitanti.


Sono assolutamente d'accordo nel dire che finora sono stati spesi troppi soldi senza alcuna garanzia, che c'è un sistema che mangia alle spalle dello stato.

Ma non possiamo chiudere gli occhi davanti una situazione di cosi' grave disagio, sperando che da soli all'improvviso i problemi si risolvano.

Prima c'è da avviare un processo, un "imput" per iniziare lo sviluppo nel sud.
Poi si potranno "togliere le rotelle",e far andare ognuno con le proprie gambe.


Cita:
Chi non è pronto si dà da fare, con l'aiuto degli altri.


Molti non vogliono che si cominci a "rimboccarsi le maniche"..


A rasa rasa,
Wallace


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MessaggioInviato: sab mar 01, 2008 23:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Luis Wallace ha scritto:
Nel sud senza i finanziamenti statali, si toglierebbero granparte delle fonti di sostentamento di molti abitanti.

No, credo che questo sia inesatto.
Per prima cosa al sud c'è un evasione ed un sommerso che è prossimo al 50% del PIL (90% nell'agricoltura e nell'edilizia) per cui ogni dato sulle risorse tributarie autonome è fortmente compromesso ed inesatto.
In secondo luogo anche senza contare l'emersione al sud ci sono risorse per un federalismo fiscale locale, come emerse già 10 anni fa da uno studio della ragioneria generale dello stato (regionalizzazione delle imposte).
In pratica al nord come al sud ci sono le stesse risorse in % al PIL (anzi al sud un po' di piu', data la regressiità delle imposte indirette) e quindi è possibile finanziare uno stato locale di tipo federalistico. Ovvio che se al sud si evade troppo troppo non potrete pagare molto il personale pubblico e fare grandi investimenti.
A me sembra chiaro che federalismo fiscale significa anche, come avvienene nei paesi federali, che non si puo' pagare lo stesso stipendio ad un docente di Enna e di Varese, dato che sono due città con un ben diverso costo della vita. E se questo funziona, al nord dovrebbero alzare le imposte per pagare di piu' i dipendenti pubblici (che oggi sono appiattiti attorno ad una scadente media nazionale) mentre al sud potrebbero abbassarle. E questo porterebbe imprese e lavoro nel sud, se fosse risolto il problema della sicurezza e delle strutture. Ecco il compito quindi dello stato nazionale.

Io ritengo che il dramma dello stato unitario sia stato di voler risolvere il problema delle differenze e delle disparità nord-sud imponendo (alla giacobina) ad entrambi le stesse soluzioni, gli stessi stipendi, le stesse leggi. Un secolo e piu' di fallimenti dovrebbe bastarci.
Invece luoghi diversi hanno bisogno di soluzioni e leggi diverse (soluzione girondina, o federalista).

A ben vedere infatti oggi i paesi federali come Germania, Usa e Svizzera hanno al loro interno differenze geoeconomiche inferiori e decrescenti (misurate ad esempio con l'indice di Gini) rispetto a stati centralizzati cone Italia e Francia.

Il centralimso è stata una fregatura per il sud ed un vantaggio per il nord. È ora di rendersi conto che il federalismo avvantaggia soprattutto le aree deboli.
Vedere l'est tedesco dopo la riunificazione o il fatto che il cantone piu' povero della svizzera in 60 anni è diventato il piu' ricco (anche in USA è successa una cosa simile).
È mai successo questo in Italia?

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: sab mar 01, 2008 23:53 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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francescopf ha scritto:
Luis Wallace ha scritto:
Nel sud senza i finanziamenti statali, si toglierebbero granparte delle fonti di sostentamento di molti abitanti.

No, credo che questo sia inesatto.
Per prima cosa al sud c'è un evasione ed un sommerso che è prossimo al 50% del PIL (90% nell'agricoltura e nell'edilizia) per cui ogni dato sulle risorse tributarie autonome è fortmente compromesso ed inesatto.
In secondo luogo anche senza contare l'emersione al sud ci sono risorse per un federalismo fiscale locale, come emerse già 10 anni fa da uno studio della ragioneria generale dello stato (regionalizzazione delle imposte).
In pratica al nord come al sud ci sono le stesse risorse in % al PIL (anzi al sud un po' di piu', data la regressiità delle imposte indirette) e quindi è possibile finanziare uno stato locale di tipo federalistico. Ovvio che se al sud si evade troppo troppo non potrete pagare molto il personale pubblico e fare grandi investimenti.
A me sembra chiaro che federalismo fiscale significa anche, come avvienene nei paesi federali, che non si puo' pagare lo stesso stipendio ad un docente di Enna e di Varese, dato che sono due città con un ben diverso costo della vita. E se questo funziona, al nord dovrebbero alzare le imposte per pagare di piu' i dipendenti pubblici (che oggi sono appiattiti attorno ad una scadente media nazionale) mentre al sud potrebbero abbassarle. E questo porterebbe imprese e lavoro nel sud, se fosse risolto il problema della sicurezza e delle strutture. Ecco il compito quindi dello stato nazionale.

Io ritengo che il dramma dello stato unitario sia stato di voler risolvere il problema delle differenze e delle disparità nord-sud imponendo (alla giacobina) ad entrambi le stesse soluzioni, gli stessi stipendi, le stesse leggi. Un secolo e piu' di fallimenti dovrebbe bastarci.
Invece luoghi diversi hanno bisogno di soluzioni e leggi diverse (soluzione girondina, o federalista).

A ben vedere infatti oggi i paesi federali come Germania, Usa e Svizzera hanno al loro interno differenze geoeconomiche inferiori e decrescenti (misurate ad esempio con l'indice di Gini) rispetto a stati centralizzati cone Italia e Francia.

Il centralimso è stata una fregatura per il sud ed un vantaggio per il nord. È ora di rendersi conto che il federalismo avvantaggia soprattutto le aree deboli.
Vedere l'est tedesco dopo la riunificazione o il fatto che il cantone piu' povero della svizzera in 60 anni è diventato il piu' ricco (anche in USA è successa una cosa simile).
È mai successo questo in Italia?

Ciao,
Francesco




Concordo nel dire che è sbagliato usare lo stesso metro di misura per tutte le realtà.

Ma=Il terziario mediamente rappresenta il 60-70% dell'occupazione al sud.


Se facciamo ora una riforma federalistica=

Chi li paga i dannatissimi forestali?

E gli LSU?

E gli impiegati?

Le università?

Come si potrebbe gestire una situazione del genere, senza prima creare le condizioni per un cambiamento in senso federale?


Tu stesso dici=se venissero risolti i problemi di sicurezza e delle infrastrutture, se si cominciassero a pagare le imposte...

Prima risolviamo questi problemi, poi "sganciare" le regioni dal cordone con Roma


Ni sentimu,
Wallace


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 10:46 am 

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Luis Wallace ha scritto:
Se facciamo ora una riforma federalistica=

Chi li paga i dannatissimi forestali?

E gli LSU?

E gli impiegati?

Le università?

Come si potrebbe gestire una situazione del genere, senza prima creare le condizioni per un cambiamento in senso federale?


In base ai miei calcoli, fatti partendo da quello studio delle ragioneria generale dello stato, comuni, province e regioni del sud avrebbero risorse sufficenti per pagare tutte le cose che hai elencato.
Puoi dare una occhiata a questa pagina http://www.progettoitaliafederale.it/itafisc.html
E' possibile farlo assegnando localmente il gettito delle indirette o (meglio) delle dirette e lasciando allo stato centrale il resto per il funzionamento dei compiti centrali e per la solidarietà.
Questo permetterebbe alle comunità locali di finanziare completamente scuole di ogni ordine e grado, sanità, polizia, tutela del territorio, giustizia. Ovvio che al sud c'è minor gettito (per via dell'evasione e per via del minor sviluppo) ma è spostando a livello locale lo stato ed il fisco che si crea un meccanismo virtuoso che induce a pagare localmente le imposte per i servizi di base.

Non bisogna quindi aspettare di risolvere i problemi e poi fare il federalismo ma è il federalismo stesso a risolvere il problema, perché induce nei cittadini e nei politici locali un comportamento diverso.

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 16:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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francescopf ha scritto:
Luis Wallace ha scritto:
Se facciamo ora una riforma federalistica=

Chi li paga i dannatissimi forestali?

E gli LSU?

E gli impiegati?

Le università?

Come si potrebbe gestire una situazione del genere, senza prima creare le condizioni per un cambiamento in senso federale?


In base ai miei calcoli, fatti partendo da quello studio delle ragioneria generale dello stato, comuni, province e regioni del sud avrebbero risorse sufficenti per pagare tutte le cose che hai elencato.
Puoi dare una occhiata a questa pagina http://www.progettoitaliafederale.it/itafisc.html
E' possibile farlo assegnando localmente il gettito delle indirette o (meglio) delle dirette e lasciando allo stato centrale il resto per il funzionamento dei compiti centrali e per la solidarietà.
Questo permetterebbe alle comunità locali di finanziare completamente scuole di ogni ordine e grado, sanità, polizia, tutela del territorio, giustizia. Ovvio che al sud c'è minor gettito (per via dell'evasione e per via del minor sviluppo) ma è spostando a livello locale lo stato ed il fisco che si crea un meccanismo virtuoso che induce a pagare localmente le imposte per i servizi di base.

Non bisogna quindi aspettare di risolvere i problemi e poi fare il federalismo ma è il federalismo stesso a risolvere il problema, perché induce nei cittadini e nei politici locali un comportamento diverso.

Ciao,
Francesco




Ho dato una (piccola :oops: )occhiata al sito.
Mi pare di aver capito che al primo punto, come condizione essenziale per il funzionamento del federalismo, ci sia la diminuizione dell'evasione fiscale.
Se tutti pagassero, allora certo che le regioni riuscirebbero a raggiungere una certa autonomia economica.
Ma se prima non si risolve questo problema?


Cita:
In base ai miei calcoli, fatti partendo da quello studio delle ragioneria generale dello stato, comuni, province e regioni del sud avrebbero risorse sufficenti per pagare tutte le cose che hai elencato.



?????????????

Scusa, ma a me sembra ora come ora che una granparte dei comuni e delle province sia sommersa dai debiti.
Forse i calcoli non sono così giusti...

Ni sentimu,
Wallace


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MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 18:40 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
Luis Wallace ha scritto:
Ho dato una (piccola :oops: )occhiata al sito.
Mi pare di aver capito che al primo punto, come condizione essenziale per il funzionamento del federalismo, ci sia la diminuizione dell'evasione fiscale.
Se tutti pagassero, allora certo che le regioni riuscirebbero a raggiungere una certa autonomia economica.
Ma se prima non si risolve questo problema?

Il federalismo fiscale sposta l'attività tributaria in periferia e spetta a comuni, province e regioni assumere il personale adatto (è il suo interesse, sono i loro soldi) e risquotere. Per contro si nota anche nei paesi federali che si pagano piu' volentieri le imposte comunali e locali, poi infine quelle nazionali.
In soldoni, voglio dire che il federalismo fiscale è una soluzione al problema evasione.

Luis Wallace ha scritto:
Scusa, ma a me sembra ora come ora che una granparte dei comuni e delle province sia sommersa dai debiti.
Forse i calcoli non sono così giusti...

I debiti sono una cosa diversa dal deficit ..... e poi sono generati da questo sistema che fa si che tutti i soldi vadano a Roma e poi tornano (chissà come, con manovre spesso clientelari).
Ti faccio un esempio. Metti che tu guadagni 1000 ma devi mandare sempre tutto a Roma. Roma ti rende una parte (200) ma tu devi mandare avanti la famiglia e spendi 250. E avendone ricevutio solo 200 devi fare debiti. Se ti lamenti ti senti pure dire che "hai fatto i debiti". Ora io dico che per le competenze locali in stile federalistico(scuola sanità, giustizia, polizia e quanto possiamo discutere razionalmente) a livello locale a te ne bastano 600 mentre solo 400 andrebbero a Roma, per le spese collettive nazionali (militare, debito pubblico etc). I soldi già ci sono ... bisogna distribuirli solo meglio. I mille già li abbiamo e vengono TUTTI prodotti localemte (a nord come a sud). L'evasione smagrisce il piatto ma le risorse già ci sono anche senza evasione. Bisogna farle emergere. Prova ad evadere in USA e poi vedi come funziona il federalismo fiscale. Ovviamente bisogna a che semplificare il fisco e le leggi: oggi 100'000 leggi sono troppe. Ne bastano meno di 5'000. La Germania ne ha 4'000. La Svizzera un migliaio. Poche leggi, chiare, comprensibili, senza appigli per i furbi.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: Miglio aveva ragione??
MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 19:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
1/3/2008 (7:8) - INTERVISTA

"L'Italia va divisa in macro-regioni"

Maroni: «Vogliamo tornare a Padania, Centro e Sud, come diceva Miglio. Nel '90 era utopia, oggi è realtà»

MARCO CASTELNUOVO


ROMA
Onorevole Maroni, ora che è stato siglato il programma con il Pdl, a cosa serve la riunione del parlamento del Nord di domani a Vicenza?
«A individuare i punti programmatici indispensabili per la Padania».

E non basta il programma del Pdl con cui siete alleati?
«No, è incompleto. Chiediamo di più. Ci rendiamo conto che non tutto si poteva mediare, e quindi presenteremo il programma rivendicativo della Padania».

Ancora con il mito della Padania? Guardi che è previsto il federalismo fiscale, nel programma.
«Per noi è solo un punto intermedio. Noi vogliamo un federalismo extra-strong».

Cioè?
«Prima di tutto la piena attuazione del federalismo fiscale. La nostra ricetta è semplice: un regime fiscale transitorio lungo dieci anni in cui si trasferisce il 90% del gettito fiscale e poi, a regime, si trattiene direttamente il 50% delle imposte dirette e il 50% dell’Iva più altre imposte, con tutte le perequazioni del caso».

E poi?
«Via al federalismo già teorizzato da Miglio nel 1990. Allora poteva sembrare eversivo. Oggi può diventare realtà, perché rappresenta la piena attuazione della normativa giuridica europea. Certo, bisogna aggiornare il quadro. Non più le tre macroregioni, ma tre Euroregioni: Padania, Centro, Sud. In Europa ci sono già degli esempi anche molto vicini: basti pensare alla Alpe-Adria».

Ma già la regione Lombardia prima e il Veneto poi hanno cominciato un’iter per ottenere più poteri a costituzione vigente.
«Che infatti è esplicitato nel programma. Ma non ci basta: noi abbiamo un obiettivo finale più ambizioso che ovviamente non piace a tutti gli alleati, lo presenteremo in Parlamento e vedremo chi ci sta».

Ho l’impressione che alla fine si riduca tutto a una questione di soldi.
«Per nulla: rivendichiamo autonomia in totale per cinque capitoli: di fisco e federalismo abbiamo detto. A questi aggiungiamo sicurezza, infrastrutture e immigrazione. Ce n’era un sesto, famiglia e società (quozienti familiari e bonus bebé), che è già stato pienamente recepito dal programma di governo».

Certo, la Lega che si fa un programma suo non deve entusiasmare gli alleati.
«Ma le nostre rivendicazioni non sono "contro" qualcuno, anzi. Diciamo che completano quello principale con i punti irrinunciabili per la Padania».

E quali sono?
«Su temi come l’immigrazione e la sicurezza, che pur tenendo separati hanno qualche punto di contatto, siamo intransigenti. Pensi che a Vicenza la relazione sulla sicurezza la terrà il sindaco di Cittadella Bitonci. Uno che potrà avere posizioni all’apparenza durissime ma certamente appoggiate dal 99% dei nostri cittadini».

Esempi?
«Nessuna pietà con i clandestini e no al voto per politiche o amministrative agli extracomunitari, come pensano di fare anche alcuni nostri alleati».

E sull’economia?
«Innanzitutto i dazi temporanei: temiamo lo tsunami cinese in settori tipo il tessile. Vogliamo imporre dazi per uno o due anni, dando così il tempo alle nostre imprese di ristrutturarsi in vista dell’invasione cinese. E poi i salari territoriali».

Cioè le gabbie salariali. Sa che è un argomento tabù?
«Noi li chiamiamo salari territoriali, ma il concetto è quello.Nel programma non ci sono perché non è competenza del governo, ma dei livelli contrattuali e vengono decise dalle parti. Ma se determiniamo una nuova fiscalità per il Sud significa abbassare il costo del lavoro, no?»

da lastampa.it


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MessaggioInviato: mar mar 04, 2008 16:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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francescopf ha scritto:
Luis Wallace ha scritto:
Ho dato una (piccola :oops: )occhiata al sito.
Mi pare di aver capito che al primo punto, come condizione essenziale per il funzionamento del federalismo, ci sia la diminuizione dell'evasione fiscale.
Se tutti pagassero, allora certo che le regioni riuscirebbero a raggiungere una certa autonomia economica.
Ma se prima non si risolve questo problema?

Il federalismo fiscale sposta l'attività tributaria in periferia e spetta a comuni, province e regioni assumere il personale adatto (è il suo interesse, sono i loro soldi) e risquotere. Per contro si nota anche nei paesi federali che si pagano piu' volentieri le imposte comunali e locali, poi infine quelle nazionali.
In soldoni, voglio dire che il federalismo fiscale è una soluzione al problema evasione.

Luis Wallace ha scritto:
Scusa, ma a me sembra ora come ora che una granparte dei comuni e delle province sia sommersa dai debiti.
Forse i calcoli non sono così giusti...

I debiti sono una cosa diversa dal deficit ..... e poi sono generati da questo sistema che fa si che tutti i soldi vadano a Roma e poi tornano (chissà come, con manovre spesso clientelari).
Ti faccio un esempio. Metti che tu guadagni 1000 ma devi mandare sempre tutto a Roma. Roma ti rende una parte (200) ma tu devi mandare avanti la famiglia e spendi 250. E avendone ricevutio solo 200 devi fare debiti. Se ti lamenti ti senti pure dire che "hai fatto i debiti". Ora io dico che per le competenze locali in stile federalistico(scuola sanità, giustizia, polizia e quanto possiamo discutere razionalmente) a livello locale a te ne bastano 600 mentre solo 400 andrebbero a Roma, per le spese collettive nazionali (militare, debito pubblico etc). I soldi già ci sono ... bisogna distribuirli solo meglio. I mille già li abbiamo e vengono TUTTI prodotti localemte (a nord come a sud). L'evasione smagrisce il piatto ma le risorse già ci sono anche senza evasione. Bisogna farle emergere. Prova ad evadere in USA e poi vedi come funziona il federalismo fiscale. Ovviamente bisogna a che semplificare il fisco e le leggi: oggi 100'000 leggi sono troppe. Ne bastano meno di 5'000. La Germania ne ha 4'000. La Svizzera un migliaio. Poche leggi, chiare, comprensibili, senza appigli per i furbi.

Ciao,
Francesco


Ti ringrazio per i chiarimenti.
Non sono un "tecnico", e alcune cose mi sono ancora oscure...

Pero' ancora l'attuazione di un progetto federale oranon mi pare ancora applicabile.

Perchè se è vero che il federalismo potrebbe avere un effetto "terapeutico" sulle finanze , e che è nell'interesse degli organismi locali attuare una buona ammistrazione...

1) I 1000 € di cui parli nell'esempio(quanta pazienza a parlare con me...)=ma se, dico, questi benedetti 1000 € non ci sono, o quelli che si guadagnano sono meno rispetto a quelli che servono?

Non penso proprio che "i mille € li abbiamo già" e vengono tutti prodotti localmente..

Io ti scrivo dalla realtà più povera in Italia=la Calabria.
La regione sopravvive soltanto grazie al continuo gettito statale ed europeo.

E i soldi che arrivano sono pure spesi malissimo.

Concordo nel dire che sarà nell'interesse poi dei locali amministrare correttamente,poichè non avranno più lo stato a fare da balia.

Ma non si puo' fare ora una riforma del genere, se alle regioni rimangono persone tipo Fuda, Adamo,Loiero stesso, giusto per fare un esempio.

Ci vuole appunto , come dici tu, che ci sia gente competente al comando, che sappia gestire la questione.

Se invece speriamo che siano loro a ravvedersi, allora penso davvero annegheremo tutti quanti.


Spero di essermi spiegato

Ni sentimu,
Wallace


x arlecchino=altro che macro regioni, qua parliamo di repubblica cisalpina, stati della chiesa e regno delle due sicilie...


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MessaggioInviato: mar mar 04, 2008 21:22 pm 

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Tutto giusto quello che dite. Però ribadisco il mio dubbio: qui forse non è più tempo di chiedersi "se" e "come" costruire un sistema federalista, perché la (mia) impressione è che l'attuale modello non regga più, né economicamente, né politicamente.

Io capisco che la Calabria (per non dire altre regioni del sud) viva di sussidi statali, però è anche ora di dirsi chiaro e tondo che, per fare qualche esempio:
- a Bologna su 100 euro di Irap versati se ne evadono 5,28 a Crotone 184,40 (cfr. Sole 24 ORE del 19.12.2006 con tabelle di Visco, non di qualche leghista).
- che in Sicilia c'è un addetto forestale ogni 12 ettari di boschi, in Friuli uno ogni 12.000 (cfr. Sole 24 ORE del 13.01.2007)
- che in Lombardia c'è un dirigente regionale ogni 60 dipendenti, in Sicilia (o in Lazio) uno ogni 6.

E si potrebbe andare avanti così a lungo.

Di contro:
- la pressione fiscale più alta si registra in Lombardia, Emilia e Veneto
- il residuo fiscale pro capite vede un lombardo versare (nelle stime più prudenti) in tasse e contributi 3.293 euro all'anno in più di quanto non riceva in servizi e prestazioni, un calabrese rivedere 3.473 euro in più di quanto versa (cfr. "i costi del non federalismo", CGIA Mestre su dati ministero dello sviluppo economico)


E anche qui si potrebbe andare avanti a lungo.

Ora, io credo che o si arriva, e molto rapidamente, a costruire un diverso equilibrio oppure rischia davvero di saltare tutto. Nuovo equilibrio basato su due semplicissimi pilastri:
1) tutti, ricchi o poveri, versino quanto dovuto allo Stato E POI eventualmetne si provvede all'integrazione per chi ha meno.
2) tutti, ricchi o poveri, si adeguino a standard decenti di efficienza ed efficacia della spesa pubblica.

Il che, molto banalmente significa che è necessario un salto enorme del centrosud sia in termini di efficenza della raccolta fiscale, sia in termini di efficienza della spesa.

Un federalismo fiscale VERO potrebbe essere la chiave perché responsabilizza le amministrazioni locali rispetto alle loro entrate e alle loro spese.
Dovrebbe cioè funzionare un meccanismo incentivante/disincentivante secondo il quale:

a) se come amministrazione non sei efficiente nella raccolta delle risorse fiscali e

b) non sei efficiente nella spesa

allora riveverai dallo Stato (cioè dalla collettività) un supporto e un aiuto inferiore a quello di cui avresti bisogno. Qualcosa di simile all'"aiutati che lo Stato t'aiuta". Altrimenti si persevera nel "chiagne e futte".

daniele, milano


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MessaggioInviato: mer mar 05, 2008 15:56 pm 

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Proprio oggi sono venuto a sapere di un'altra schifezza che avviene continuamente nelle nostre regioni.

15 anni fa la sinistra ebbe la brillante idea di creare LSU e LPU, che dovevano essere la base per alleviare la piaga della disoccupazione.

Come tutti sappiamo, da provvisori questi sono diventati ormai ordinari, e aspettano di essere impiegati dai rispettivi comuni.

I comuni non possono tirarsi indietro(quando mai avviene che dei dipendenti pubblici vengano licenziati?), e quindi sono costretti a sobbarcarsi tutti questi stipendi, spesso pure volontariamente(politica clientelare).

Il mio comune sta andando incontro al dissesto economico.

E' il II in 20 anni.


Ecco, qui davvero dovrebbe intervenire una visione "federalistica"

Cita:
Un federalismo fiscale VERO potrebbe essere la chiave perché responsabilizza le amministrazioni locali rispetto alle loro entrate e alle loro spese.
Dovrebbe cioè funzionare un meccanismo incentivante/disincentivante secondo il quale:

a) se come amministrazione non sei efficiente nella raccolta delle risorse fiscali e

b) non sei efficiente nella spesa

allora riveverai dallo Stato (cioè dalla collettività) un supporto e un aiuto inferiore a quello di cui avresti bisogno. Qualcosa di simile all'"aiutati che lo Stato t'aiuta". Altrimenti si persevera nel "chiagne e futte".


E intanto quella marea di gente che è impiegata in questo modo, losca e immorale (ma èdifficile che siano tutti manigoldi) che sia, che va a fare?

Li mandiamo a passeggio?

Ecco, qui deve inserirsi lo stato=creare garanzie per questa "trasformazione"
E "invitare" i politici a cambiare ragistro...


Ni sentimu,
Wallace


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MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 15:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Wallace, non è detto che la cosa debba essere fatta istantaneamente. Si può prevedere gradualità, porre obiettivi, monitorare, correggere. Però è ora di piantarla di accampare scuse. Nel ddl sul federalismo fiscale le regioni del nord hanno chiesto tempi certi (5 anni mi pare) per il suo arrivare a regime e hanno trovato l'opposizione compatta di tutte quelle del centrosud. Allora o al centrosud si convincono, amministratori e cittadini, a darsi una mossa oppure il mondo cammina lo stesso, alla sua velocità e tutto viene giù da sé. I cambiamenti è meglio governarli, ma se non lo si fa le cose cambiano comunque e generalmente in peggio.
daniele, milano


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