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MessaggioInviato: ven mag 18, 2007 10:27 am 
L'Istat ha comunicato che a marzo il fatturato delle industrie italiane ha segnato un aumento del 3,3% su mese e del 3% su anno. Nello stesso periodo gli ordinativi sono aumentati del 4,6% su mese e del 10,8% su anno. <BR><BR>18.5.2007


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: dom mag 20, 2007 09:22 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
Hai notizie sull'aumento della produttività, nel settore privato ed in quello <BR>pubblico? Perché in fondo mi pare che sia quello il fattore importante per<BR>avere aumenti senza generare inflazione. <BR><BR>Colgo l'occasione per sottoporvi queste riflessioni, <BR>ricevute da una newsletter. <BR><BR>Ciao,<BR>Francesco <BR>***********************<BR><BR>BROAD MONEY - LIQUIDITA'IN ATTESA<BR><BR>                                               Livio Magnani <BR><BR>            Quando, la settimana scorsa, abbiamo appreso che nel Regno Unito la Banca centrale aveva aumentato al record del 5,5% il tasso dello sconto, abbiamo trovato la spiegazione non soltanto nell'aumento dei prezzi britannici (+3.1% nel marzo su un anno prima), ma anche nell'andamento della massa monetaria (M3) in sterline, accresciutasi del 12,7% nel febbraio sulle stesso mese dell'anno scorso contro  +9,8% in Eurolandia e  +5,5% negli Stati Uniti. Gli economisti non-monetaristi guardano ben poco all'andamento della capacità di acquisto della Broad Money. Eppure, proprio nel mercato finanziario globalizzato, essa esercita un peso notevole. L'eccezionale espansione della moneta britannica (+78% dal 2000, contro il 63,6% in Eurolandia ed il 48,5% negli Stati Uniti) è derivata dalla politica indipendente della Banca d'Inghilterra che non ha voluto seguire Banca Centrale Europea ed ha accettato una dose d'inflazione superiore agli altri paesi europei, senza ottenere aumenti significativi della produzione.<BR><BR>            Lo stesso giorno, alla riunione di Dublino della BCE, si era deciso di mantenere i tassi di riferimento al 3.75%, ma il sig. Trichet ha lasciato intendere la sua intenzione di aumentare il costo del danaro per le banche nel prossimo giugno, probabilmente  al 4%. Perché mai, dato che in Europa i prezzi salgono di meno che altrove? Anche l'Europa ha visto aumentare la broad money in misura spropositata. Ma qui c'è il correttivo di una diminuzione della velocità di circolazione dell'euro, in quanto una parte di essa è detenuta dalle banche centrali extraeuro, sia da banche e imprese creditrici, sia ormai anche dalla popolazione di paesi che  sanno di finire nell'area euro. Questo tesoreggiamento esterno ad Eurolandia non influisce per ora sulla domanda di beni e servizi europei e quindi non preoccupa. Preoccupa invece il nuovo contratto che l'industria metalmeccanica tedesca ha firmato con i sindacati (+4,1% del livello 2006). Il tasso, per la Germania, non dovrebbe suscitare apprensioni, perché nello stesso anno l'incremento della produttività è stato calcolato nel 6,6%. Ma  altri settori produttivi tedeschi e soprattutto altri paesi europei non possono sperare di avere analoghi miglioramenti di produttività.<BR><BR>            Il maggior pericolo viene dai paesi europei dell'Est  prossimi ad entrare nell'euro e dove i salari stanno correndo per raggiungere quelli più elevati d'Europa continentale. Ma non meno grave è il pericolo che viene dall'Italia dove si teme che Padoa Schioppa, che ha dimostrato carattere debole,  finisca per cedere   alle minacce per aumenti spropositati a 3,5 mililioni di statali a bassa produttività e per l'abolizione dello "scalone" delle pensioni. Entrambi  avrebbero effetti devastanti per la spesa pubblica. Dato che  l'Italia è inserita nell'euro, essa andrà ad accrescere l'inflazione anche degli altri paesi membri e, ovviamente,  le loro proteste contro di noi.<BR><BR>                                                     


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MessaggioInviato: lun mag 21, 2007 11:21 am 
No non ho visto dati aggiornati sulla produttività del lavoro


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun mag 21, 2007 23:48 pm 
non li ho visti nemmeno io, però<BR>dai dati sopra citati sembrano in aumento almenochè non si alzino solo i prezzi di vendita, poi mi chiedo<BR>perchè con tutti questi record è sempre cosi difficile spuntare un aumento contrattuale anche al di sotto dell' inflazione?<BR>saluti,bandini


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar mag 22, 2007 10:54 am 
L'Isae ha comunicato che l'indice che misura la fiducia dei consumatori italiani a maggio è salito a 109,5 punti dai 107,9 di aprile<BR><BR>22.5.2007


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