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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Comunismo: causa di tutta l'umanità.
MessaggioInviato: sab feb 02, 2008 16:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Capitalismo, mondo di “Disio senza speme”.
Comunismo, causa di tutta l’”Umanità”.

L’essere umano ha da sempre desiderato una vita serena, tranquilla, libero dai bisogni. Ed ogni azione di qualsiasi individuo, al di là dei giudizi morali, è mossa dalla volontà di giungere a questo obiettivo.
Quante volte abbiamo ascoltato qualcuno dire:” Ah …se avessi tanto denaro quante cose potrei fare.
Farei questo…quest’altro…quest’altro ancora…”.
La possibilità di una vita sognata in questo mondo passa attraverso il denaro e la sua quantità determina le condizioni di vita materiali.
L’autonomia , l’emancipazione, la libertà sono dovuti allo “Schiavo giallo”, il denaro, battezzato così da Shakespeare.
Questa prodigiosa materia capace di “rendere nero il bianco, bello il brutto, diritto il torto, nobile il basso, giovane il vecchio e valoroso il codardo.”
Partendo da questa realtà ogni essere umano, dotato di intelligenza ed onestà intellettuale, dovrebbe ammettere che la persona non sarà mai libera di emanciparsi e non avrà mai pari opportunità se le condizioni materiali non saranno pari per tutti.
Un essere umano non sarà mai libero se dovrà vendere il suo corpo o la sua anima per sopravvivere.
E fin quando un solo essere umano è costretto ad elemosinare la vita, la società non può dirsi libera, giusta, eguale, fraterna.
Ogni individuo ha i suoi desideri, i suoi sogni, ma in questo mondo per la quasi totalità rimangono desideri e sogni senza alcuna speranza di realizzazione.
La conseguenza delle delusioni è prendersela con cause che sono effetti della causa principale: questa struttura socio-economica è fondata sull’interesse privato e non sociale.
“ Se il ben inteso interesse è il principio di ogni morale, ciò che importa è che l’interesse privato dell’uomo coincida con l’interesse umano. Se l’uomo non è libero in senso materialistico, cioè se è libero non per la forza negativa di evitare questo o quello, ma per la capacità positiva di affermare la sua vera individualità, non si deve punire il delitto del singolo, ma distruggere i luoghi antisociali dove il delitto nasce, e dare a ciascuno nella società il posto di cui ha bisogno per l’estrinsecazione essenziale della sua vita.
Se l’uomo è formato dalle circostanze , si devono rendere umane le circostanze.
Se l’uomo è sociale per natura, egli sviluppa la sua vera natura solo nella società, e la potenza della sua natura deve trovare la sua misura non nella potenza dell’individuo singolo, ma nella potenza della società.”
La sacra famiglia
K. Marx, F. Engels.
“Dobbiamo operare affinchè alcun essere umano sia schiavo di un altro essere umano né materialmente né moralmente.
Dobbiamo creare un mondo basato sulla fratellanza, uguaglianza, libertà e, quindi, sulla pace, sull’amore, ove ognuno dia il suo contributo sociale e dalla società riceva la possibilità di soddisfare i suoi bisogni materiali e morali.
Un mondo ove uomini e donne abbiano la possibilità di vivere come meglio credono e ove sono loro a decidere del presente e del futuro.
Gli occhi oltre il cielo
Giuseppe Calocero.
C’è molto da fare!
I mass-media dominanti propagandano sfiducia e rassegnazione, i loro luoghi comuni dicono che il mondo è stato sempre così e così sarà.
Dicono falsità!
Il mondo economico e sociale ha subito varie trasformazioni nella storia a seconda dello sviluppo delle forze produttive, è stato, è, sempre dinamico, mai statico.
In ogni modello socio-economico, che si è succeduto nella storia, crescevano gli embrioni della società seguente.
Nella società odierna vi sono gli embrioni della nuova frontiera dell’umanità.
Bisogna accudirli, farli crescere!
C’è molto da fare!
“Per i suoi principi, il comunismo è al di sopra del dissidio tra borghesia e proletariato, poiché lo considera giustificato nel suo significato storico soltanto per il presente, non per il futuro; esso intende appunto sopprimere tale dissidio.
Riconosce perciò, finchè il dissidio permane; che il risentimento del proletariato contro i suoi oppressori è una necessità, che rappresenta la leva più importante del movimento operaio ai suoi inizi; ma va oltre tale risentimento, perché il comunismo è appunto una causa di tutta l’umanità, non soltanto degli oiperai.”
La situazione della classe operaia in Inghilterra.
F. Engels.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mer feb 06, 2008 00:51 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 1
Il principio è giusto e funziona però l'uomo è uomo e non perfetto ma perfettibile.
Dove è la perfezione non è l'uomo, dove è l'uomo non è la perfezione quindi le due cose non si potranno incontrare. Sono punti di piani paralleli , non hanno nulla in comune con la realtà, senza contare il colpo di spugna alla storia che i teorizzatori voleva no dare.
Marx ha anche detto che non saremo mai pronti......


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 Oggetto del messaggio: Elezioni: fiera di adulazioni e seduzioni.
MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 08:21 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Elezioni: fiera di adulazioni e seduzioni per portare il passato nel futuro.


Ci sono nuove elezioni. Ogni partito presenta i suoi programmi e li fa sembrare dolci come il miele.
Essi rispecchiano i temi messi all’ordine del giorno dei mass-media dominanti e gl’interessi dei detentori del potere economico-finanziario con una spruzzata di demagogia sugli aspetti di coloro che lavorano o che cercano un’occupazione, di coloro che sono costretti a vivere con una miseria di euro.
Si ascolta che le imprese devono andare bene, perché, se questo non fosse, non ci sarebbe lavoro e distribuzione di reddito.
Negli ultimi quindici anni le imprese sono andate non bene, ma benissimo, eppure la massa degli stipendi è calata di dodici punti.
I profitti hanno raggiunto livelli record in positivo, gli stipendi al contrario in negativo.
Alti profitti non vogliono dire alti stipendi!
Si dice che la priorità è elevare il reddito dei lavoratori dipendenti ed il tragico è che a dirlo sono coloro che hanno fatto di tutto per ridurlo chiedendo ed attuando la moderazione salariale.
Ci si può fidare?
Un punto da affrontare con decisione per tutti i partiti è la precarietà del lavoro, ma sia il precedente governo sia quello ancora in carica hanno fatto di tutto per aumentarla!
Il precedente con la legge Maroni, l’attuale con l’accordo sul Welfare.
Ci si può fidare?
Ci si può fidare di chi candida chi vuole rivedere ancora la normativa pensionistica e l’art. 18?
Al di la di opportunismi di facciata, ricordiamo che l’opportunismo ha sempre il vestito alla moda, in questa campagna elettorale non si discute delle esigenze del mondo del lavoro, dei pensionati, delle donne che lavorano, dei giovani precari, ma di come, nonostante produzioni da paesi in via di sviluppo, mantenere i profitti ai capitalisti senza capitali nostrani.
Si sta discutendo, approfittando della passività sociale, di come peggiorare ulteriormente la vita di chi è costretto a vendere le braccia o il cervello per vivere.
Vogliono portarci nel futuro peggio che nel passato!
Essi rappresentano una società ormai superata, perché non ha più la forza propulsiva allo sviluppo dell’umanità, è una società stretta nell’ottica del profitto, non aperta alla visione di un mondo nuovo aperto alle esigenze umane.
Il loro pensare è chiuso nei dati economici delle imprese e non nella grandezza di un essere umano, che ha diritto di vivere e di godere la vita in tutto il suo splendore.
E non si accorgono che così frenano lo sviluppo delle forze produttive e la loro produttività, che solo in un mondo di produzione per il consumo e non per la produzione raggiungerebbe vette inimagginabili.
Il futuro per l’umanità è la produzione per il consumo!
Chi si schiera per la produzione per la produzione e, quindi, per il profitto, al di là del vestito all’ultima moda, è del passato.
Il nodo storico, visti i livelli attuali delle forze produttive, è essere per il profitto ed il salario o per il loro superamento.
È essere per uno Stato
” al servizio dei cittadini e quindi uno Stato che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria.
Uno Stato che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport a tutti, e quindi palestre, piscine, campi da tennis, campi di calcio, piste e quant’altro possa servire ad avvicinare allo sport ogni cittadino.
Vogliamo uno Stato che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, uno stato che faccia tutto quello che serve per elevare la mente e lo spirito delle persone.
Non vogliamo uno Stato che entri nei rapporti personali, intimi dei cittadini…
Noi siamo per la vita e vogliamo che nascano tanti bambini, che avranno un futuro roseo, ma la scelta di un figlio non è di pertinenza dello Stato, ma di chi ha messo le basi per una nuova vita…
Ogni persona è libera di pensare quello che vuole e credere quello che ritiene più giusto…
…Tutto ciò può realizzarsi perché stiamo superando la società dei bisogni insoddisfatti e stiamo entrando nella società dei bisogni soddisfatti, ove è d’obbligo lavorare e studiare.”

Giuseppe Calocero

Il caldo respiro della speranza.

Il futuro dell’umanità non si può misurare sul valore del profitto, ma sul valore della soddisfazione di bisogni dell’umanità.
Tutti coloro che sentono di essere per il genere umano, per la vita, per la pace devono iniziare a riflettere su un “Mondo Nuovo” ove profitto e salario siano cacciati nelle anticaglie della storia.

“La libertà materiale e la libertà spirituale sono intimamente legate l’una all’altra.
La civiltà presuppone uomini liberi, perché soltanto da uomini liberi essa può essere concepita e realizzata.”

Albert Scheitzer

Rispetto per la vita.


Non può esserci civiltà se non vi sono uomini liberi dal lato materiale e spirituale!

Se vogliamo, possiamo sognare!


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 Oggetto del messaggio: tra cavalieri d'industria e verba magistri...
MessaggioInviato: gio apr 17, 2008 07:18 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Tra cavalieri d’industria e verba magistri la moltitudine dei cittadini porta vino e beve acqua.

“ Il proletariato non ha alcun interesse al mantenimento della società esistente. Gli manca solo la coscienza della sua missione, la scienza, la filosofia: diverrà il perno di tutto il movimento emancipatore se s’impregna di questa coscienza, di questa filosofia, se comprende le condizioni della sua emancipazione, se comprende il grande ruolo che gli è toccato”.
Marx ed Engels
D. Rjazanov
Fin quando non avrà coscienza del suo ruolo storico in una società dove le idee dominanti sono quelle delle classi dominanti sarà preda di cavalieri d’industria e verba magistri e porterà vino e berrà acqua.
Aumenterà nella società la ricchezza e nello stesso tempo la pauperizzazione.
I cavalieri d’industria ed i loro mass media sono organizzati nel far vedere alle persone che gli stipendi sono bassi e non bastano ad una vita decente, che la disoccupazione è una piaga, che la famiglia è lasciata sola nella crescita dei figli in una società dove tutto ha un costo, spesso proibitivo per le classi lavoratrici, che non si può uscire di sera per il timore di atti criminali, che c’è ingiustizia, disuguaglianza, miseria, ma che non c’è speranza di un mondo nuovo, diverso. Incutono paura del presente e del futuro per far chiudere le persone in se stesse, nell’individualismo, nell’egoismo e nascondere la causa vera della realtà misera in cui si è costretti a vivere: il vecchio mondo.
Illudono i cittadini con promesse, che, se anche mantenute, non cambieranno la condizione di milioni di persone.
I cittadini sono spettatori e mai protagonisti della storia.
Invece… la storia siamo noi!
Siamo noi che produciamo beni e servizi, ma non usufruiamo di quanto prodotto, se non in minima parte.
Per essere protagonisti bisogna impadronirsi della scienza sociale ed acquisire coscienza dei rapporti economici.
Solo in tale modo s’imparerà a discernere sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gl’interessi di queste o quelle classi e non si sarà vittima ingenua degl’inganni e delle illusioni.
Un mondo nuovo è possibile, godere la vita in tutto il suo splendore è un diritto!
Ma non sarà realtà se non prendiamo coscienza dei rapporti di produzione dell’attuale società e che l’ottica del profitto ha in se il disegno dello sfruttamento, della miseria, della disuguaglianza, dell’ingiustizia, della schiavitù ai bisogni materiali e spirituali.
Non basta cambiare un governo per cambiare vita!
E’ un’illusione!
Se non mutano i rapporti di produzione, se al posto del profitto non viene posta la centralità della vita umana, i governi possono cambiare, ma le condizioni di sopravvivenza restano.
Noi vogliamo vivere, non sopravvivere!
Noi vogliamo godere dei beni prodotti, non sognarli!
Noi vogliamo assaporare il caldo respiro della speranza!
L’essere umano nella sua straordinaria bellezza deve lottare per vivere con tutte le sue forze e la sua intelligenza , sentendosi parte dell’umanità e vedendo nell’altro un compagno di viaggio, non un nemico.
L’essere umano deve prendere coscienza che le divisioni nascono da una realtà sociale ove gl’interessi sono distinti e contrapposti e che solo superandola si potranno abolire le divisioni e trovarsi uniti e compatti in obiettivi comuni.
Se lo vogliamo, possiamo costruire un mondo nuovo!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!


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 Oggetto del messaggio: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: ven mag 02, 2008 06:57 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Il caldo respiro della speranza

“Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo!
Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti.
La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario.
Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore.
Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione.
Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale.
La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative.
Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico.
Tutti devono partecipare al processo produttivo…
Tutti devono avere una casa…
Tutte le azienda saranno di proprietà sociale…
Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa.
Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private.
Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole…
Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo.
Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.”

Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero

Questo è l’unico e concreto programma per cambiare la condizione umana!
Qualsiasi altro, mettendo al centro il profitto, non potrà mai realizzare una società libera, fraterna, uguale.
Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, un mondo nuovo è possibile e necessario.
Sta a noi, che “ci alziamo con la bava alla bocca” per le ingiustizie, che siamo costretti a subire, voler conquistare la nuova frontiera dell’umanità.
Se lo vogliamo, possiamo sognare!


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 Oggetto del messaggio: Nel capitalismo tanti provano il "morso del lupo".
MessaggioInviato: ven mag 16, 2008 15:48 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Nel capitalismo tanti provano il ”morso del lupo”, pochi si danno ai saturnali.

“Secondo un recente studio pubblicato dalla Bri, la banca dei regolamenti internazionali, nel 1983, all’apogeo della prima repubblica, la quota del P.I.L., intascata dalla voce profitti, era pari al 23.12 per cento. Di converso quella destinata ai lavoratori superava i tre quarti. Più o meno la stessa situazione del 1960, prima del “miracolo economico. ”L’allargamento della fetta del capitale comincia subito dopo, nel 1985. Ma per il vero salto bisogna aspettare la metà degli anni ’90. I profitti mangiano il 29 per cento della torta nel 1995. E la fetta dei padroni, grandi, medi e piccoli non si restringe più: raggiunge un massimo del 32,7 per cento nel 2001 e, nel 2005 era al 31,34 per cento del P.I.L. quasi un terzo. Ai lavoratori quell’anno, è rimasto in tasca poco più del 68 per cento della ricchezza nazionale.
Otto punti in meno, rispetto al 76 per cento di vent’anni prima. Una cifra enorme, uno scivolamento tettonico. Per capirci, l’8 per cento del P.I.L. di oggi è uguale a 120 miliardi di euro. Se i rapporti di forza tra capitale e lavoro fossero ancora quelli di vent’anni fa, quei soldi sarebbero nelle tasche dei lavoratori italiani, vorrebbero dire 5 mila 200 euro in più in media all’anno, se consideriamo anche gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti, che in realtà stanno un po’ di qui, un po’ di là. Se consideriamo solo i 17 milioni di lavoratori dipendenti, vuol dire 7 mila euro tonde in più. Altro che taglio delle aliquote Irpef.”
Maurizio Ricci
La Repubblica del 3. 5. 2008
Questa è realtà. Chi produce sta sempre peggio, chi non produce sempre meglio. E i sindacati? Hanno collaborato a questa situazione e continuano a farlo. Il sindacato, strumento delle lavoratrici e dei lavoratori, è diretto da individui che hanno a cuore gl’interessi del “paese” e quindi del sistema che vive di quello che le lavoratrici ed i lavoratori producono.
Gli attuali dirigenti sindacali hanno a cuore il profitto, non certo il salario.
Hanno accettato di tutto pur di venire incontro al profitto!
La riforma della contrattazione è solo l’ultima invenzione per indebolire ulteriormente i produttori.
Nulla mai potrà esserci alla luce del sole fino a quando esisteranno profitto e salario. A seconda della condizione sociale gli esseri umani avranno sempre obiettivi diversi e dissimili. La realtà del mondo che vede circa due miliardi di persone che provano “il morso del lupo”, la fame, con circa cinquanta milioni di bambini che muoiono per non poter cibarsi adeguatamente, non potrà mutare fin quando il re egemone è il profitto.
Illudersi che senza variare la realtà economico-sociale un partito, un individuo, possa venire incontro alle esigenze umane è pura illusione.
Per liberarsi dalla schiavitù ideologica ed iniziare un cammino di libertà la prima cosa da fare è prendere coscienza di questa realtà.
Questa presa di coscienza è il primo passo per incamminarsi verso il sogno, sempre più realizzabile, di un “Mondo Nuovo” senza profitto e salario, ma con una produzione mirata ala consumo e con l’essere umano ed i suoi bisogni al centro della società.
Una società non più divisa da vari interessi, ma unita su obiettivi comuni: una società di persone libere!
Una società in grado di liberare l’umanità dai problemi radicali dell’esistenza: il lavoro, la casa, il cibo, la salute.
L’attuale dimensione sociale non sarà mai in grado di raggiungere questi obiettivi per un motivo molto semplice: non sono i suoi.
L’unico suo obiettivo è il profitto ed esso vive sulla mancanza di lavoro per comprare la forza lavoro a minor prezzo e dare salari da fame che, in tanti casi, non permettono un’abitazione decente, un’alimentazione corretta, una cura della salute efficace.
Un “Mondo nuovo” è possibile, sta a noi volerlo conquistare!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
Se lo vogliamo, possiamo assaporare “ il caldo respiro della speranza”!


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 Oggetto del messaggio: Gl'individui del vecchio mondo "sputano dolce" e c
MessaggioInviato: ven giu 06, 2008 07:06 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Gl’individui del vecchio mondo “sputano dolce” e cercano di farci “essere la favola del tordo”.

Mentre la produzione di beni è sempre più in aumento, crescono le persone che soffrono la fame.
Il vertice F.A.O. di Roma, al di là dei dati sul problema, è stato incentrato sugl’interessi dei vari paesi capitalistici. Come riporta La Repubblica del 5.6.2008, le aree ricche vogliono un’ulteriore liberalizzazione dei mercati del Wto per garantire massimo accesso alle merci. Quelle”povere” chiedono meccanismi di protezione per i mercati deboli senza essere esclusi dal commercio globale.
L’occidente insiste sulla concezione degli aiuti come emergenza, così da far apparire i suoi “surplus” come solidarietà. I governi africani chiedono maggiore libertà di utilizzo negli aiuti e impegno nelle riforme strutturali. Usa, Europa e Brasile, per quanto riguarda i biocarburanti, hanno già avviato le coltivazioni e l’acquisto di atri terreni da destinare alla produzione di energia.
Le Ong chiedono che non si dedichi troppo terreno al biocarburante finchè serve alla coltivazione per uso alimentare.Sulla questione climatica le economie forti vanno avanti per la loro strada, escludendo legami fra agricoltura e cambiamenti climatici, mentre le Ong chiedono che l’agricoltura sia inserita nelle trattative di Kyoto 2.
Scriveva Orazio in Arte poetica:” Parturiunt montes, nascetur ridiculus mus.”
Nel caso del consesso della F.A.O. sono assenti pure le “montagne”. E’ come voler riscuotere dei soldi alla “Banca dei monchi”. La discussione è incentrata solo sugli interessi del “Guadagno”.
Tanti esseri umani nei prossimi anni continueranno a soffrire la miseria e la fame, non perché i beni prodotti non possano soddisfare le esigenze dell’umanità, ma perché la produzione è per il “Guadagno” e non per l’essere umano e, fino a quando la realtà socio-economica sarà tale, sarà solo una pia illusione pensare che le necessità di ogni persona possano essere soddisfatte. Coloro che propagandano questi miraggi coscientemente od inconsapevolmente vivono nel mondo del fantastico e dell’irrealtà.
Il capitalismo non potrà mai eliminare la miseria e la povertà, perché è una condizione necessaria alla sua vita. Cercherà sempre di tenere bassi i salari, al di là dei piagnistei caritatevoli di parlamentari, industriali, dirigenti sindacali, associazioni varie sulla perdita del loro potere d’acquisto, perché essi sono legati indissolubilmente al profitto e la forza lavoro per il capitalista deve costare poco e produrre molto.
Il sistema economico non è una fila o una sequela di astratti ragionamenti, ma è un connesso ed un complesso di fatti, in cui vengono generati i rapporti di produzione, base del sistema capitalistico.
Non si può pensare che il sistema attuale, che si è costituito nei secoli con la violenza, con l’astuzia, con l’ingegno, con la scienza, attenui la sua idea guida, fare “Guadagno”, per far posto alle esigenze dei poveri, dei miserevoli, degli affamati.
Pensare che questo sistema sociale cambi la sua linea guida è andare dritti nell’assurdo.
E ciò che i mass-media vogliono far sembrare irreale o superato dalla storia, portando ad esempio forme di capitalismo di stato, spacciato per comunismo, è reale, vivo, sempre più in crescita nella progressione capitalistica.
Ciò che invece vogliono far sembrare reale e cioè questo sistema come unico possibile, seppur riformabile, è irreale, perché non si pone l’idea guida di risolvere la soddisfazione dei bisogni dell’umanità intera e perché nelle sue contraddizioni s’inserisce la certezza scientifica di un “Mondo Nuovo”.
Progredisce in ogni area il capitalismo, si sviluppano gli embrioni del comunismo! Una società fondata sul concetto: “ Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo le sue necessità.”
Una società in cui avere un lavoro, una casa, mangiare, bere, vestirsi, conoscere, curarsi sia un diritto e non un’illusione. Una società di persone libere dai bisogni materiali, presupposto per una vera civiltà di libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia, amore, pace.
Il caldo respiro della speranza è reale allo stesso modo dell’essere reale, nella situazione odierna, dell’attuale sistema. Se lo vogliamo, possiamo essere attori di un “Mondo Nuovo” e non comparse di un vecchio mondo!
Se lo vogliano, possiamo sognare! Possiamo assaporare il dolce sapore del cielo.


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 Oggetto del messaggio: Il capitalismo ci "tratta come gl'Iloti".
MessaggioInviato: gio giu 19, 2008 07:31 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Il capitalismo ci “tratta come gl’Iloti”.
Le ultime elezioni hanno visto ancora una volta andare in onda la fiera delle illusioni. Tutti hanno cercato di convincere le persone che con i propri programmi ogni problema di vita sarebbe stato risolto.
Ha vinto il “re degl’illusionisti”.
Sono trascorsi due mesi dalla tornata elettorale e, nonostante gli spot pubblicitari su sicurezza, immondizia, lavoro, stipendi, energia, si prefigura un presente ed un prossimo futuro dove i problemi della sicurezza del lavoro, di uno stipendio decente per vivere, di una casa, di una buona assistenza sanitaria, di una buona scuola, di una legislazione uguale per tutti, di una buona rete di trasporti saranno sempre presenti e, forse, più gravi.
Si prefigura un domani dove i ricchi saranno ancora più ricchi ed i poveri ancora più poveri.
A questo scenario stanno partecipando tutti. Governo, opposizione, dirigenze sindacali delle imprese e dei lavoratori con un unico obiettivo: aumentare il profitto.
Ancora una volta parlare di destra e di sinistra, che non sono altro che le posizioni occupate in parlamento, non ha senso.
Bisogna vedere chi si schiera per il profitto e chi per il salario!
Chi si pone per aumentare il lusso e la lussuria dei ricchi e chi per cercare di migliorare la condizione delle classi subalterne!
L’analisi della sconfitta elettorale, che ha fatto un nome di primo piano della cosiddetta “ sinistra radicale” su una rivista, è stata ancora una volta “ pro domo sua” e per niente realista.
Per il semplice fatto che la sconfitta elettorale è stata dovuta in primo luogo alla non realizzazione di quanto scritto nel voluminoso programma dell’Unione ed in modo essenziale alla non abolizione della legge 30 o Maroni e delle nuove norme sulle pensioni, approvata dal precedente governo e che il nuovo esecutivo, in alcuni casi, ha addirittura peggiorato.
Sembrerebbe strano, ma non lo è, in una società di interessi diversi e contrapposti, le esigenze del profitto sono sempre in primo piano, quelle del salario e dei lavoratori sempre subordinate all’interesse del paese, ovvero del profitto.
A questa legge non si sottrae alcuno.
Ne consegue quindi che chi vuole una realtà socio-economica diversa deve guardare altrove per cercare di non essere come gl’Iloti, guardando in primo luogo la sua condizione e le sue esigenze ed alzando gli occhi dalla povere delle idee dominanti delle classi dominanti, sparse a piene mani per inserire nelle menti e nei cuori paura, abbattimento, sottomissione, ignoranza.
Se alziamo gli occhi dalla polvere dell’illusionismo e cerchiamo di conoscere ed analizzare la realtà con la mente libera nella conoscenza, ogni velo cade e tutto davanti a noi si presenta in modo crudo e reale.
Questa società non è per l’essere umano, ma per il “dio denaro”, impersonato dal “dio profitto”.
Ed il profitto non è sinonimo di libertà, uguaglianza, fratellanza, amore, pace, giustizia, ma è contrario.
“L’essere umano deve soddisfare i bisogni materiali, ma anche morali, deve dare da mangiare alla pancia e alla mente, solo così ritrova la sua essenza.”
Giuseppe Calocero
Il caldo respiro della speranza
Le persone non ritroveranno la propria essenza di esseri umani nell’amore e nella conoscenza se non quando i loro bisogni materiali e spirituali potranno essere completamente soddisfatti.
La strada per giungere a questa meta passa per una società, basata sulla produzione per il consumo e non sulla produzione per la produzione.
Ovvero una società che metta al centro l’essere umano e non il profitto.
Le contraddizioni del capitalismo ed il crepuscolo ideale, economico e sociale che sta segnando il suo cammino è simile ad altre epoche storiche sul procinto di partorire nuove frontiere economiche, sociali e politiche.
Un “Mondo Nuovo” è possibile! Se lo vogliamo, possiamo sognare!


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 Oggetto del messaggio: Il sogno e l'incubo.
MessaggioInviato: mar lug 22, 2008 07:24 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Il sogno e l’incubo.
Il sogno di ogni essere umano è vivere una vita serena nella soddisfazione dei suoi bisogni spirituali e materiali. Ogni sua azione è finalizzata al raggiungimento di questo obiettivo.
L’incubo dall’umanità è vivere in una società con l’idea guida del profitto, che determina disuguaglianza, ingiustizia, miseria, guerra, fame, sfruttamento.
Ci si illude che tale partito borghese, meglio dire comitato d’affare, o tal’altro personaggio possano cambiare in meglio la realtà, ma ci si accorge poi che la dimensione reale è sempre la stessa ed i problemi dello stipendio, del lavoro, della casa, dei servizi insufficienti e carenti continuano ad affliggere la nostra vita.
Si vive nella paura del presente e del futuro!
Paura accentuata dai mass-media dei gruppi sociali dominanti, che fanno campagne di stampa tali da far divenire problemi anche realtà normali della società capitalistica.
Che società è una dimensione sociale dove domina la paura?
La paura del presente, del futuro, di altre persone, di poter esprimere liberamente il proprio pensiero, di non avere denaro sufficiente per la propria sussistenza, di non poter uscire di casa liberamente.
“Nel vecchio mondo la realtà presentata nella finzione televisiva è bella, ma rimane solo finzione, purtroppo. In quel mondo…milioni di persone sono senza casa, hanno un’assistenza sanitaria o mancante o carente, milioni di persone non possono accedere all’istruzione.
Che mondo è dove al primo posto c’è l’ottica di fare soldi? Che mondo è dove i soldi si fanno trafficando droga? Che mondo è dove si fanno i soldi con le armi? Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando i bambini? Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando le donne? Che mondo è dove gli esseri umani non contano nulla se non per essere sfruttati?
E’ un mondo di miseria reale e culturale. E’ un mondo di iene, che sbranano gli agnelli.”
Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero
E’ una società in cui domina il profitto ed in cui l’essere umano è solo merce per arrivare all’obiettivo principe su cui si fonda l’attività socio-economica.
E’ una società in cui gli esseri umani sono dominati da un insieme di condizioni di vita, da un insieme di leggi dell’attività sociale che sono proprie del dominio di chi detiene il potere economico su chi vive del proprio lavoro.
Il capitalismo è il regno della necessità non soddisfatte!
Ogni essere umano vorrebbe vivere una vita diversa, sogna una vita nuova, ma non crede sia possibile avere intorno una dimensione socio-economica fondata su altri principi.
Il rifugio nel soprannaturale e nelle superstizioni per alcune persone sembra una buona medicina per accettare la cruda realtà, che comunque rimane tale.
E invece…se lo vogliamo, possiamo sognare!
Possiamo sognare un mondo con al centro di ogni attività i bisogni dell’umanità; un mondo dove “ognuno dia secondo le sue capacità e riceva secondo i suoi bisogni”, senza ricchi e poveri, senza profitto e salario; un mondo di eguali nella loro diversità, dove la libertà, la giustizia, la fratellanza si tocchino con mano e non siano solo enunciazioni.
Il capitalismo con la propaganda di paure, illusioni, tabù, superstizioni, luoghi comuni tenta di chiuderci in una gabbia di ignoranza e frustrazione per allontanarci dalla visione concreta della realtà. Camuffa il suo sistema del dio profitto, non importa se di stato, liberistico o misto, con la speranza dell’umanità per allontanarla dalla partecipazione al corso naturale della storia.
Il capitalismo è, nonostante la sua apparente forza, al capolinea. Ha terminato la sua funzione storica.
La forza del capitale è il potere economico, quella delle persone, che vivono di lavoro , è il numero.
Solo con l’organizzazione questa immensa quantità di persone potrà presentarsi agli appuntamenti decisivi della storia con le potenzialità di realizzazione delle speranze e del sogno.
La vita è bella e merita di essere goduta in tutto il suo splendore!


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 Oggetto del messaggio: Il capitalismo fa "reggere l'anima con i denti".
MessaggioInviato: dom ago 10, 2008 09:54 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 75
Il capitalismo fa “reggere l’ anima con i denti”.
Il piano triennale per lo sviluppo(sic), approvato dal parlamento, accresce le sperequazioni e la miseria di chi già ogni giorno deve “ reggere l’anima con i denti”.
Sono programmati peggioramenti nel campo della salute, della scuola, dei trasporti, nel mercato del lavoro, negli stipendi e nelle pensioni.
I mass-media delle classi dominanti inneggiano alle scelte del governo e cercano di far sembrare le lucciole per lanterne. In realtà è un altro colpo alle condizioni di vita e di lavoro per chi vive sull’impiego delle proprie energie fisiche e intellettuali.
La norma sui “precari”, che permette di sanare le irregolarità delle aziende con qualche spicciolo e vieta a tante lavoratrici e lavoratori di avere giustizia e l’art. 71 del piano di cui sopra, che obbliga i dipendenti della pubblica amministrazione per i periodi di malattia di qualunque durata ad avere un taglio dello stipendio nei primi dieci giorni di circa il 30%, costringendoli a recarsi al lavoro anche con la febbre, sono l’emblematici per capire da che parte stanno lo stato e coloro che lo rappresentano e che le leggi quasi mai in questo sistema fanno rima con giustizia, visto che si ispirano sempre alle esigenze delle classi dominanti.
Queste norme ricordano il periodo fascista quando i salari venivano diminuiti per legge.
Appare chiaro quindi che fascismo e democrazia sono due facce della stessa medaglia, nonostante “la democrazia sia il miglior involucro del capitalismo”, poiché ambedue con faccia feroce o suadente si pongono a strenua difesa del profitto.
Nonostante la gravità delle decisioni, hanno brillato per la loro assenza, scontata quella della cosiddetta opposizione, qualsiasi partito non metta in discussione il sistema di produzione e distribuzione della ricchezza non può dirsi in contrasto con il sistema attuale, le organizzazioni sindacali.
Hanno fatto le solite dichiarazioni vuote, ma hanno abdicato al loro ruolo, quello di difendere le lavoratrici ed i lavoratori.
Si sono sottomessi, ancora una volta, all’ottica del profitto!
Questo dimostra che le organizzazioni delle persone che lavorano, basilari per la difesa dei loro interessi, se non sono dirette da essi stessi, cadono in mano agli stessi partiti che portano avanti interessi di produzione e distribuzione in antitesi con le esigenze delle lavoratrici e lavoratori e che sono determinanti nel delineare una realtà ingiusta, diseguale e misera.
L’accordo contrattuale del settore commercio, firmato da Cisl e Uil, non da Cgil, che peggiora le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti di quel settore e li costringe a lavorare la domenica senza avere nulla in cambio, è un altro esempio di quali interessi stiano a cuore a dirigenti sindacali che nulla hanno a che fare con le esigenze di chi lavora.
La realtà è dura e triste per chi vive di solo lavoro! Ma c’è futuro!
Un futuro che sta nelle nostre menti e nei nostri cuori.
Sta nel capire che in questo sistema non ci sarà mai certezza di un presente e di un domani, nel fatto che esso è contraddittorio e nel suo cammino semina elementi che porteranno al suo superamento.
Sta nel mettere in campo passione ed intelligenza senza mai abbattersi o sottomettersi, perché anche questo giova al “vecchio mondo”.
Sta nel sentire che un “Mondo Nuovo” è possibile unendo intelligenze, cuori e gambe.
“Solo il comunismo rende lo stato completamente superfluo, perché non c’è da reprimere nessuno, “nessuno” nel senso di classe, nel senso di lotta sistematica verso una parte determinata della popolazione.”
Stato e rivoluzione
Lenin
Lo stato non è neutro, rappresenta le classi dominanti ed il profitto. Il piano triennale lo dimostra.
Sperare di migliorare la propria vita in uno stato basato sul profitto è utopico. Solo una società senza classi in cui non esista sopraffazione, disuguaglianza, ingiustizia porta all’estinzione di amministrazioni, costruite per dominare e non per servire.
La vita, liberata da ogni male, oppressione e violenza, è bella e va goduta!


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