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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: risponde Ragone
MessaggioInviato: mar dic 04, 2007 16:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 2
In seguito alla mia email dal titolo "Il cantiere di Mussi", uno dei consiglieri del ministro, Giovanni Ragone, mi ha risposto.
Vi giro per conoscenza questa risposta e la mia replica in coda.
Un caro saluto
valeria militello
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Da Giovanni Ragone, consigliere del ministro Fabio Mussi:

"Mi sembra utile replicare, nel merito, all'intervento di Valeria
Militello. Una azione complessa e impegnativa di riforma e' stata
intrapresa dal governo. Un conto e' che una parte dei colleghi non ne
condivida l'ispirazione, un conto e' sottovalutarne la portata, che a medio
termine sara' molto forte. E' evidente che in questa legislatura, con una
maggioranza cosi' ristretta in Senato, non sono possibili (ovviamente) gli
interventi legislativi di tipo "organico", vagheggiati per esempio
dall'ANDU. E invece c'e' un drammatico bisogno di risorse e di riforme. La
costituzione formale e materiale dell'universita' e le sue pratiche non
sono adeguate alle sfide di un paese in declino. La prima fase
dell'autonomia universitaria ha visibilmente esaurito la sua spinta
propulsiva. Evidenti tendenze degenerative si sono incrostate sulla
mancanza di risorse. Occorre ripartire con una fase due, dai connotati
almeno in parte diversi. E la responsabilita' e' della politica, per
innestare movimenti di autoriforma.
E' quello che si sta facendo. Molti provvedimenti sono operativi, altri
sono stati varati e attendono solo la finale registrazione degli organi di
controllo (Consiglio di stato e Corte dei conti), altri ancora sono attesi
nel prossimo mese.

1) E' partita la revisione generale di tutti i corsi di laurea, di primo e
secondo livello, che dovra' adeguare la qualita' delle nostre lauree,
riducendo - con termine nel 2010-2011 - l'eccesso di frammentazione, in un
quadro di sempre più stretta integrazione dello spazio europeo della
formazione superiore. E' in corso la riforma del dottorato di ricerca,
ugualmente mirata alla valorizzazione della qualita' e alla rigorosa
selezione delle proposte istitutive delle nuove "scuole di dottorato". Per
tutti e tre i livelli, e per la formazione permanente che per la prima
volta e' esplicitamente affidata alle universita' da un ddl approvato dal
Consiglio dei ministri - sulla base di un lavoro congiunto con il Lavoro,
la Pubblica istruzione e l'Innovazione - , la qualita' dei percorsi e'
incentivata e valutata, anche ai fini delle necessarie dinamiche premiali
relativamente al finanziamento statale degli atenei. I testi sono tutti
pubblici, basta andare sul sito del ministero.
2) Una strategia di rilancio e di maggior finanziamento delle universita'
richiede due novita' essenziali: da un lato la definizione di nuovi
meccanismi di finanziamento, che spingano verso azioni virtuose di
miglioramento, anche nel quadro di obiettivi di sistema fissati
nell'interesse generale del paese, e che portino ove necessario a piani di
risanamento; dall'altro la costruzione di un efficiente sistema nazionale
di valutazione dei risultati, legittimato e autorevole. Entrambi i passaggi
sono definiti sul piano legislativo: il cosiddetto "patto per
l'universita'" nella legge finanziaria in discussione, che dara' luogo al
decreto attuativo entro il 31 gennaio 2008, e l'ANVUR, l'Agenzia di
valutazione, che e' al termine del percorso regolamentare e sta per essere
costituita.
3) Il reclutamento di nuovi ricercatori, sostenuto attraverso un piano
straordinario appositamente finanziato, e nuove regole per i concorsi
costituiscono il terzo asse dell'iniziativa governativa. Le nuove regole
per i concorsi a ricercatore stanno per diventare operative (su parere
definitivo del Consiglio di stato), su quelle per i professori ordinari e
associati si sta lavorando alla Camera, anche in vista della necessita' di
sbloccare i concorsi nel 2008 (la commissione ci lavorera' in comitato
ristretto dalla prossima settimana). Nello stesso ambito legislativo dovra'
trovare soluzione la definizione dell'organico docente in tre fasce.
4) E' infine stata annunciata dal ministro Mussi una imminente iniziativa
di riforma della governance delle universita', tema considerato urgente, in
coerenza con le necessita' di una forte ripresa di slancio dell'autonomia
nel quadro delle riforme avviate. Sara' presentato in dicembre alla Crui,
al CUN e alle associazioni di categoria e poi approvato in consiglio dei
ministri.

Molte altre cose sono state fatte, forse di rilievo minore, ma di un certo
impatto. In diciotto mesi, del resto, si e' varato un ciclo di riforme di
portata assai piu' vasta rispetto alle scorse due legislature. Sono stati
inoltre compiuti innumerevoli atti di gestione improntati al rigore e al
contrasto di pratiche degenerative, di cui molto si occupa la stampa,
necessari per valorizzare e rilanciare università e comunita' scientifiche.
Quelle che sono state in grado di resistere e rispondere con i risultati a
troppi anni di definanziamento. Lamentarsi per il vero deficit di azione
del governo, infatti, e' giusto. Dal 2001 le risorse disponibili sono state
dirottate verso altri interventi, con scarsi risultati in termini di
crescita del sistema ricerca del nostro paese. Si doveva cambiare subito
musica, ma la finanziaria 2007, a causa dello sforzo piu' generale di
risanamento del bilancio statale, non e' stata in grado di invertire la
tendenza, e solo con la finanziaria 2008 vengono dati i primi segnali di un
trend positivo, che richiede sostanziali accelerazioni.
L'Italia e' agli ultimi posti tra i paesi Ocse, e lontanissima dagli
obiettivi europei. Ora che si sono riconquistati dei margini economici, la
ricerca e la formazione superiore pubblica devono essere considerati come
parte e come motore essenziale di un processo generale di riconversione
dell'economia e del lavoro verso le alte tecnologie e le alte
professionalità, e di riconversione generale dei servizi verso la qualita'.
E il diritto di studiare, il principio del merito, sono gli unici strumenti
per riavviare processi di mobilità sociale. Ma tutto questo, per la parte
maggioritaria dell'Unione al governo sembra argomento da spendere nei
convegni. Non c'e' più neanche l'alibi di universita' inefficienti: e' che
sembra piu' popolare abbassare di qualche decimo di punto la pressione
fiscale, o regalare incentivi di nessuna efficacia alla ricerca delle
imprese. Intanto, il paese declina. Che fare allora? Intensificare la
pressione. Su questo tema strategico, dall'area del nuovo Partito
Democratico viene in questi mesi un assordante silenzio, salvo qualche
critica a Mussi per "dirigismo". Ma anche l'area della Sinistra deve
impegnarsi in una vera assunzione di responsabilita'.

Giovanni Ragone
consigliere del Ministro per l'Universita'"


::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Caro Giovanni Ragone,
nel ringraziarla per la sua tempestiva risposta mi permetta di descriverle
la sensazione provata nel leggerla: ancora una volta molte condivisibili parole e pochi fatti. Infatti, le
argomentazioni che lei porta come "azione complessa ed impegnativa" sono
esattamete quelle che ci spingono a lamentarci, ovvero sono quelle che da
almeno un anno leggiamo sui giornali e non sono seguite da fatti concreti.
Ma mi dica: era davvero così terribile il dottorato a cui avete dato
priorità rispetto allo stato giuridico o alla governance? Argomenti questi
ultimi che gridiamo oramai da anni e che sono stati anche sbandierati in
campagna elettorale come urgenti. E poi, la revisione dei corsi di laurea non è
un'invenzione, era già prevista. Chiunque ci fosse stato al ministero l'avrebbe dovuta attivare.
Mi consola il fatto che lei stesso sostenga il "bisogno drammatico di risorse e
riforme". Ma più si aspetta, più quelle "tendenze degenerative
incrostate" di cui lei parla, prenderanno il sopravvento. Per questo. in
fondo il dottorato, così come quegli interventi che lei chiama "di rilievo
minore ma di un certo impatto" avrebbero potuto aspettare. E mi potrebbe
far ben sperare l'interessante ed accattivante punto due da lei riportato se, ancora una volta, non fosse così vago.
Il fatto che siano state annunciate riforme o "cicli di riforme" rafforza l'idea di proclama giornalistico.
Mi rendo perfettamente conto che per far fronte alla traballante
situazione del governo sono necessari altri tipi di interventi. Ma vede, è
proprio questo il punto,e lei è d'accordo con me come scrive alla fine
della sua: in questo paese l'Università è messa in secondo piano, al
contrario di altri paesi dove è considerata il motore dello sviluppo
culturale, economico e sociale del Paese ed è un investimento necessario.
Solamente questa "ispirazione" può rincuorarci ed il sapere che una squadra lavora per giungere a questo risultato o almeno ad una parte di questo risultato.
Io nel mio piccolo, stia pur certo che mi batterò per portare questo come punto essenziale
all'interno del neonato Partito Democratico, che sta costruendo le sue
fondamenta. Ma, nel frattempo, che il governo si occupi di legge
elettorale e quant'altro, ma che il Ministero dell'Università e la sua squadra si occupino di
UNIVERSITa'. E gente come lei, può esercitare la giusta pressione.
La ringrazio per questo momento di confronto.


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 Oggetto del messaggio: ITALIA E FRANCIA: OCCUPAZIONI A CONFRONTO
MessaggioInviato: mer dic 05, 2007 03:42 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
Molto bene,
solo una domanda: che ne pensi della crescente autonomia delle singole università (motivo tra i principali delle proteste francesi, che dopo 15 giorni di sciopero hanno portato ad avere +50% della spesa pubblica per gli atenei)?

Inoltre, ci sono le basi oggi in Italia per occupazioni in tutta la nazione come è stato fatto in Francia?

Saluti e auguri a tutti,

Luca Silvestrini


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab gen 26, 2008 07:49 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 28
Sì, tutti noi coinvolti nella ricerca delle università stiamo facendo i salti mortali per tirare avanti continuando a produrre risultati di qualità.

E mi sembra che ci stiamo riuscendo benissimo se pensiamo agli investimenti drammaticamente inadeguati e non dimentichiamola all'ignoranza del paese che non riconosce di fatto la scienza come Cultura (non a caso gli 'intellettuali' scrivono e parlano sempre di cultura scientifica o si vantano di essere dei somari in matematica).

Però vi teniamo d'occhio vogliamo riforme radicali e concrete che diano risultati in tempi brevi. Anche la nostra è un'emergenza che dura da troppo tempo come quella di Napoli. Il governo non può fare proclami e programmi elettorali e poi dimenticarsi del ministero dell'università quando si scrive la finanziaria!

Chi vi guarda e vi ascolta sono i lavoratori che rappresentate e che vi hanno eletto per vedere dei risultati! Lavoratori che come dottoranti a 800 euro al mese non hanno che un presente virtuale e come ricercatori hanno un futuro precario, ma che hanno scelto di non fuggire dal paese e lavorano duro nei loro laboratori rattoppati.


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 Oggetto del messaggio: Re: risponde Ragone sull'UNIVERSITA' e la RICERCA
MessaggioInviato: sab gen 26, 2008 07:50 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 28
Io nel mio piccolo, stia pur certo che mi batterò per portare questo come punto essenziale all'interno del neonato Partito Democratico, che sta costruendo le sue fondamenta. Ma, nel frattempo, che il governo si occupi di legge elettorale e quant'altro, ma che il Ministero dell'Università e la sua squadra si occupino di UNIVERSITA'.


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