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MessaggioInviato: dom set 17, 2006 19:27 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Vorrei far riflettere i partecipanti alla discussione, ma soprattutto i politici preposti alle modifiche della riforma Moratti, sulla opportunità di far partecipare ai concorsi per l'ammissione alle facoltà universitarie a numero programmato tutti senza nessun limite di età o di partecipazione.<BR>Mi spiego meglio: visualizzando la graduatoria dei vincitori dei concorsi per essere ammessi alle facoltà di medicina e odontoiatria ho rilevato la presenza di numerosi partecipanti aventi età oltre 30 anni.<BR>Premesso ciò mi domando se quanto sopra lasci sereni i ns. figli che si avvicinano per la prima volta al mondo universitario (sono un quarantacinquenne con 2 figli di 14 e 19 anni).<BR>Inoltre, avendo mio figlio quattordicenne ricevuto un comunicato del ministro della Pubblica Istruzione, credo che il sistema attuale NON RAFFORZI LA FIDUCIA IN SE STESSI quando si trovano candidati di 30 e più anni idonei (magari dopo 10 tentativi) e addirittura di 64 anni in graduatoria.<BR>Quanto sopra pone di fronte una serie di dubbi sul proprio futuro scolastico e lavorativo.<BR>Sperando che il problema non sia ritenuto personale invito i dirigenti dell'ulivo preposti a confrontarsi con i giovani sull'argomento.<BR>   


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MessaggioInviato: sab set 15, 2007 18:02 pm 

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danilorececi ha scritto:
Vorrei far riflettere i partecipanti alla discussione, ma soprattutto i politici preposti alle modifiche della riforma Moratti, sulla opportunità di far partecipare ai concorsi per l'ammissione alle facoltà universitarie a numero programmato tutti senza nessun limite di età o di partecipazione.<BR>Mi spiego meglio: visualizzando la graduatoria dei vincitori dei concorsi per essere ammessi alle facoltà di medicina e odontoiatria ho rilevato la presenza di numerosi partecipanti aventi età oltre 30 anni.<BR>Premesso ciò mi domando se quanto sopra lasci sereni i ns. figli che si avvicinano per la prima volta al mondo universitario (sono un quarantacinquenne con 2 figli di 14 e 19 anni).<BR>Inoltre, avendo mio figlio quattordicenne ricevuto un comunicato del ministro della Pubblica Istruzione, credo che il sistema attuale NON RAFFORZI LA FIDUCIA IN SE STESSI quando si trovano candidati di 30 e più anni idonei (magari dopo 10 tentativi) e addirittura di 64 anni in graduatoria.<BR>Quanto sopra pone di fronte una serie di dubbi sul proprio futuro scolastico e lavorativo.<BR>Sperando che il problema non sia ritenuto personale invito i dirigenti dell'ulivo preposti a confrontarsi con i giovani sull'argomento.<BR>



Mi trova in totale disaccordo per il semplice fatto che il diritto allo stuio è un sacro santo diritto del quale nessuno può esserne privato per come previsto anche dalla nostra costituzione.Già l'attuale legge che regola ilnumero chiuso per le 5 facoltà(medicina e chirurgia;odontoiatria,medicina veterinaria ecc)è una violazione della costituzione italiana che nn garantisce al singolo cittadino la scelta della propria formazione e oggi(visto ilcrescente numero di facoltà con accesso programmato)il diritto alla formazione e quindi allo studio.
Una buona proposta poteva essere,da parte del nostro ministro Mussi,la sospensione della 264 del 1999 per garantire a tutti i giovani di poter accedere al percorso di studi desiderato.
Un altro punto cruciale sarà la riforma che verrà fatta sulla base dell'accordo Mussi-Fioroni che prevede un massimo di 25 punti di partenza questo cambiamento a mio avviso sarà un altro bleaf per il semplice fatto che se prima le raccomandazioni(per come stiamo vedendo in questi giorni)avveniveno prima del test di selezione ora avverranno nelle scuole secondarie e ci troveremo davanti un numero esorbitante di 100 e 100 e lode o ancora peggio accederanno ad alcune particolari università solo coloro che provengono da una famiglia agiata e che quindi potranno permettersi lezioni private e quant'altro utile ad avere una preparazione tale che gli permetta di avere lameglio(in queste selezioni a numero programmato)rispetto al figlio di operaio che non può sostenere determinati costi


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MessaggioInviato: sab set 15, 2007 20:15 pm 

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danilorececi ha scritto:
Vorrei far riflettere i partecipanti alla discussione, ma soprattutto i politici preposti alle modifiche della riforma Moratti, sulla opportunità di far partecipare ai concorsi per l'ammissione alle facoltà universitarie a numero programmato tutti senza nessun limite di età o di partecipazione.

Sono perplesso, soprattutto da quando ho scoperto, non certo senza sorpresa, che all'estero è possibile iscriversi all'università senza alcun diploma di maturità e senza alcun persorso scolastico se è sopra una certa soglia di età.
Cosa che non sapevo ma che ritengo giusta.
Un sessantenne con la licenza elementare, per esperienza di vita e lavoro cumulata che vale molto di pui' di una matutità liceale, puo' iscriversi all'università a Zurigo e non a Roma?

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: dom set 16, 2007 13:52 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2488
XL'ULIVO ha scritto:
danilorececi ha scritto:
Vorrei far riflettere i partecipanti alla discussione, ma soprattutto i politici preposti alle modifiche della riforma Moratti, sulla opportunità di far partecipare ai concorsi per l'ammissione alle facoltà universitarie a numero programmato tutti senza nessun limite di età o di partecipazione


Mi trova in totale disaccordo per il semplice fatto che il diritto allo stuio è un sacro santo diritto del quale nessuno può esserne privato per come previsto anche dalla nostra costituzione.Già l'attuale legge che regola ilnumero chiuso per le 5 facoltà(medicina e chirurgia;odontoiatria,medicina veterinaria ecc)è una violazione della costituzione italiana che nn garantisce al singolo cittadino la scelta della propria formazione e oggi(visto ilcrescente numero di facoltà con accesso programmato)il diritto alla formazione e quindi allo studio.
Una buona proposta poteva essere,da parte del nostro ministro Mussi,la sospensione della 264 del 1999 per garantire a tutti i giovani di poter accedere al percorso di studi desiderato.
Un altro punto cruciale sarà la riforma che verrà fatta sulla base dell'accordo Mussi-Fioroni che prevede un massimo di 25 punti di partenza questo cambiamento a mio avviso sarà un altro bleaf per il semplice fatto che se prima le raccomandazioni(per come stiamo vedendo in questi giorni)avveniveno prima del test di selezione ora avverranno nelle scuole secondarie e ci troveremo davanti un numero esorbitante di 100 e 100 e lode o ancora peggio accederanno ad alcune particolari università solo coloro che provengono da una famiglia agiata e che quindi potranno permettersi lezioni private e quant'altro utile ad avere una preparazione tale che gli permetta di avere lameglio(in queste selezioni a numero programmato)rispetto al figlio di operaio che non può sostenere determinati costi


Il problema del diritto allo studio non può venir affrontato con superficialità.
Il numero programmato in molte facoltà scientifiche è stato introdotto proprio per evitare le discriminazioni nei confronti degli studenti non privilegiati. Infatti nelle facoltà scientifiche "studiare" non significa solo ascoltare una lezione e poi concentrasri sui libri, ma anche lavorare in laboratorio, per un medico laboratorio e poi letto del malato ... insomma, per poter studiare bisogna che l'Università disponga delle strutture necessarie per tutti gli studenti.
Se un posto a sedere in un'aula può avere un costo limitato, e se ci sono alcuni studenti in più è sempre possibile stringersi, i laboratori devono fornire un banco attrezzato per ogni studente, ed ognuno deve aver la possibilità di svolgere il suo lavoro con tutta l'attrezzatura necessaria a disposizione.
Se il numero degli studenti è in eccesso rispetto ai posti di laboratorio, lo studente favorito a livello familiare potrà supplire frequentando lo studio medico o il laboratorio dei genitori e dei loro amici. Lo studente di famiglia operaia un bancone disponibile con attrezzatura chimica, microscopi ed altro, quando li troverà?
Ovviamente quindi, senza una corrispondenza tra numero di posti attrezzati e numero di studenti, si finisce poi come sempre per favorire i "soliti noti".
Non sono i test di ingresso a dover essere eliminati, ma la corruzione di chi li somministra e di chi li valuta, e questo è un problema di carattere generale.

Quanto al punteggio aggiuntivo in base ai voti alla maturità, sembra anche a me una sciocchezza, soprattutto perché diverse scuole usano metri di valutazione differenti; si rischia quindi di promuovere giovani mal preparati, solo perché hanno ottenuto voti alti in scuole poco selettive.

Delle raccomandazioni e di promozioni comprate non parlo, perché rientriamo nel dicorso generale della corruzione, che dovrebbe essere combattuta con ogni mezzo.

Quanto all'età di chi desidera iscriversi all'università, non dovrebbero esserci problemi. E i ragazzi non dovrebbero preoccuparsi per i "concorrenti" più anziani: in genere, contrariamente a quel che si pensa, con l'aumentare dell'età aumentano anche le difficoltà allo studio, ed uno studente qurantenne avrà molte più difficoltà ad arrivare alla laurea di un ventenne (ed anche, spesso, di superare i test di ingresso).

annalu


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MessaggioInviato: gio gen 24, 2008 01:13 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 28
LA COSA FONDAMENTALE PER ME E' L'ELIMINAZIONE DELLA VALIDITA' LEGALE DEI TITOLI DI STUDIO

Possiamo diventare anche tutti quanti dottori in medicina e chirurgia, ma poi devono esercitare i migliori in numero adeguato al mercato del lavoro.

Si apre così una nuova problematica: la difficile, ma non impossibile, valutazione del merito e delle capacità. E per fare questo serve un sistema molto onesto e selettivo.

Comunque porto il mio esempio personale:

io sono stato uno dei soli cinque iscritti del mio anno all'indirizzo in scienze molecolari dell'università di Bologna (laurea in chimica) e di soddisfazioni e opportunità lavorative in Italia e all'estero ne potevo avere quante ne volevo.

Se mi fossi iscritto a medicina non avrei avuto tutte queste possibilità perchè non c'è "mercato" per tutti questi medici neolaureati. In particolare per i medici italiani che non hanno una buona preparazione scientifica di base e che non se la cavano molto bene a fare ricerca di base, almeno non bene come biologi molecolari e biotecnologi.

Comunque sulle passioni e sulle vocazioni non si discute, se uno vuole proprio fare il medico ben venga. Però bisogna fare sacrifici ed entrare in competizione con gli altri e tenere sempre presenti le risorse e le strutture disponibili nelle università.

Vi ricordo che i giovani che decidono di iscriversi a chimica, fisica o matematica (le cosiddette "scienze solide") hanno le tasse pagate il primo anno e tante tante borse di studio che premiano una scelta sicuramente un po' impegnativa, ma tanto importante per il futuro del paese.


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