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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: I POLITICI- LE RIFORME- LA COSCIENZA
MessaggioInviato: mar gen 22, 2008 18:00 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2167
[b]I POLITICI- LE RIFORME- LA COSCIENZA[/b]
Se domani dovrò andare a votare vorrei sapere prima se il candidato che io desidero scegliere per il Parlamento si comporterà seguendo la sua coscienza, quella del Vaticano o una coscienza laica che, pur essendo cattolica, sceglierà per sé secondo i principi che più riterrà giusti e per coloro che lo hanno votato secondo una coscienza laica che rispecchia la volontà della maggioranza.
La coscienza è una strana forma dell’anima che trova il modo di adattarsi a seconda delle circostanze .
La coscienza di quasi tutti i politici italiani dei vari partiti è tale , che dopo alcuni anni non è più in grado di distinguere le cose giuste da fare da quelle ingiuste da non fare, le scelte sono dettate più da convenienze personali o di gruppo o di partito, l’abitudine a certi comportamenti poco corretti istituzionalmente non viene percepita,
non c’è malafede , ma la convinzione di essere nel giusto e di operare meglio degli altri.
Ecco cosa suggeriva la coscienza in momenti diversi a due personaggi di notevole cultura e sensibilità :

[color=darkblue]Tommaso d’Aquino[/b], il più grande dei teologi le cui tesi erano norma obbligatoria nelle università cattoliche fino a poco tempo fa, afferma che l’uomo deve seguire la propria coscienza, anche quando essa è in errore, fino al punto di dichiarare che il non credente peccherebbe se, contro la sua coscienza, aderisse alla fede cattolica (Summa teologica 1-11,19,5). Ma poi, contraddicendosi, afferma che il credente che agisce contro il magistero commette peccato di eresia, cosicché gli eretici meritano “non solo di essere separati dalla Chiesa con la scomunica ma anche di essere tolti dal mondo con la morte” (Summa theol. II-II,11,3). E’ un mistero di iniquità come un santo, un insigne teologo possa avere affermato una simile bestemmia.
Papa Benedetto nel febbraio del 2007 disse testualmente: “i politici e i legislatori cattolici devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana, tra i quali c’è la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. A queste dichiarazioni fa eco la nota della Cei del Marzo 2007: “Sarebbe quindi incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto”, specialmente se omosessuali.
Peccato che papa Ratzinger abbia dimenticato quel che lui diceva quando era giovane teologo. Diceva: “La fede si norma su dati oggettivi della Scrittura e del dogma. Sarà possibile e necessaria una critica a pronunciamenti papali nella misura in cui manca ad essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa Universale… Al di sopra del papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica” (Commentario ai documenti del vaticano II). Checché se ne dica, aveva ragione il giovane teologo Ratzinger. Ora no!
Guardiamo i nostri politici, si dichiarano cattolici, manifestano a favore degli interventi del Vaticano( non diciamo della Chiesa), ma la maggior parte o sono divorziati o convivono, o non pagano le tasse e si arricchiscono oltre misura, certo non danno un buon esempio al Paese

PROPOSTE :
1) Presidenzialismo e due turni alla francese ;
2) ogni cittadino italiano può avere diritto ad essere eletto in Parlamento solo per due legislature ;
3) il trattamento economico dovrebbe corrispondere a quello medio degli altri Paesi europei , ma il 50% dovrebbe essere indicizzato al prodotto lordo del Paese Italia;
4) Dopo due legislature un cittadino può essere eletto, ma senza alcun compenso a carico dello Stato;
5) Il trattamento pensionistico deve essere uguale a quello di tutti i lavoratori


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio gen 24, 2008 21:00 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2167
Vorrei continuare dicendo che le proposte sono una conseguenza del fatto che la coscienza, alla quale spesso ci si appella, è molto volubile, e coloro che stanno in Parlamento per più di due legislature non sono più tanto affidabili come magari lo erano all'inizio.
La prima volta che vai al Parlamento hai una carica di ideali sincera, sei privo di vincoli che derivano dall'instaurarsi dai rapporti di potere, non fai ancora parte della casta che tutto vuol controllare e decidere.
RINNOVIAMO IL PARLAMENTO , DIAMO SPAZIO AI GIOVANI
Oggi la politica, i partiti, i parlamentari godono appena il 20% di fiducia da parte deI CITTADINI, non è questiione di Destra o Sinistra o Centro, è un problema di credibilità
Certe riforme,come quelle che propongo, non saranno mai fatte dai nostri parlamentari, l'art. 71 della Costituzione prevede che il popolo ha il diritto di esercitare l'iniziativa delle leggi mediante la proposta da parte di almeno cinquecentomila elettori
P R O V I A M O !!!


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