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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: pd da solo alle prossime elezioni
MessaggioInviato: lun gen 21, 2008 20:27 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
Messaggi: 8
Oggi Mastella ha deciso di non sostenere più questo governo e di lasciare la maggioranza; è giunto il momento che il partito democratico, come indicato dal nostro segretario, costruisca un programma politico autenticamente riformista e senza il ricatto di nessuno si presenti da solo alle prossime elezioni politiche.


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MessaggioInviato: lun gen 21, 2008 23:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 1
Purtroppo questa alleanza non si è dimostrata affidabile bisogna asolutamente correre da soli per cambiare davvero questo paese.Credo che il nostro Segretario riuscirà a compiere il miracolo anche se ad ora tutti i sondaggi ci danno sfavoriti.In questo momento delicato volevo esprimere la mia profonda ammirazione per il Presidente Prodi che ha dato l'anima per tenere in piedi il governo.Grazie Presidente


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MessaggioInviato: lun gen 21, 2008 23:50 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 26
Cari cicciodifranco e yourimega sono molto perplesso.
Decretare la fine di questo governo è probabilmente l’unica cosa decente che abbia mai fatto Mastella in vita sua (involontariamente si intende).
E non ho capito perché ringraziare Prodi. Per aver profuso anima e corpo solo per tenere in vita (in modo irresponsabile) un governo inconcludente anziché governare il paese?
E non siete un po’ troppo acriticamente fiduciosi nei confronti del nostro amato Segretario che finora si confermato quale profeta del vacuo?
E in fondo, pur riconoscendo le ovvie difficoltà di nascita, dove riuscite intravedere nel PD gli elementi che vi fanno sperare che possa compiersi il miracolo di un partito riformista di sinistra vittorioso?
Ma forse sbaglio.


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MessaggioInviato: mar gen 22, 2008 19:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 35
Anch'io come i primi due sono d'accordo sul fatto che il PD deve andare da solo. Con il segretario che è attualmente il politico che ode di maggior fiducia da parte egli elettori , presentarsi al voto senza alleati con cui litigare e differenza del Berlusca sarà un' arma vincente. Mastella ha toccato il fondo.
Lui e Dini pagheranno a caro prezzo le loro scelte e verranno spazzati dallo scenario politico!


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MessaggioInviato: ven gen 25, 2008 15:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 4
Rispondo a Paolo61. Io credo che tu sbagli in questo : se anche nel PD, per ora, non si vedono singoli elementi che possano far sperare nel miracolo del partito riformista vittorioso, è alla cosa nuova nel suo insieme che dobbiamo guardare, a cui dobbiamo dare fiducia.
Il PD, una volta nato, è qualcosa che può sfuggir di mano anche a coloro che l'hanno inizialmente pensato. Credo cioè che gli ex-DS ed ex-Margherita che ne sono ora la struttura portante cambieranno, per forza di cose, e rapidamente, visioni e metodi. E dopo la caduta di Prodi, questo processo accelererà.
E capiranno, spero, che la "corsa da soli" sia ormai l'unica nuova e seria strategia da intraprendere. Che se non ci dà oggi molte probabilità di vittoria (anzi), è comunque la sola cosa nuova, chiara e pulita che possiamo fare.
Attraverseremo la notte a piedi....(come diceva De Gregori in "Banana Republic").


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MessaggioInviato: ven gen 25, 2008 20:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2167
Dalla "Repubblica :
bonanni
Venerdì, 25 Gennaio 2008
"Un governo rimpianto più in Europa che in Italia

Per una volta, visto che parliamo di un fatto tutto italiano e che il tempo incalza, consentitemi di pubblicare questo post solo in italiano. Il governo Prodi va a casa. E lascia un vuoto sentito paradossalmente più in Europa che in Italia. L’altro giorno ero a Parigi per assistere alla presentazione del rapporto che Jacques Attali e altre 43 personalità in prevalenza francesi hanno presentato al presidente Sarkozy: trecento misure da prendere con l’obiettivo di <cambiare la Francia>. Il rapporto contiene un’appendice, intitolata <Il mondo cambia, perché non noi?>, che esamina gli esempi positivi provenienti da altri Paesi che negli ultimi tempi hanno fatto meglio della Francia: Canada, Spagna, Gran Bretagna, Paesi Scandinavi, Germania e Italia.

Nel capitolo riguardante l’Italia si legge: <dopo cinque anni di atonia (calo della crescita da 1,8% nel 2001 a 0,1 % nel 2005) l’economia italiana conosce una ripresa con il 2% di crescita nel 2006 e previsioni attorno al 2% nel 2007………Un insieme di indicatori conferma il ritorno dell’Italia in seno all’Unione europea: ripesa dell’attività industriale; progresso delle esportazioni; calo del tasso di disoccupazione; deficit pubblico tornato al 2,6%>.

Il rapporto cita una lunga serie di riforme fatte da questo governo come motore della crescita. Tra le altre: la riforma della funzione pubblica; la riforma delle pensioni; <una fiscalità rimodellata per rilanciare i consumi delle famiglie>; <misure innovative per rendere più flessibile il mercato del lavoro>; <gli sforzi del governo in termini di politica della concorrenza con la liberalizzazione di grandi settori (servizi pubblici locali, taxi, prodotti farmaceutici, servizi notarili, commercio all’ingrosso e al dettaglio, assicurazioni, attività bancarie>.

Ma evidentemente il Parlamento sovrano ha dato un giudizio diverso e negativo su un governo che il resto d’Europa ci invidia. A volte ho il sospetto che proprio questa incongruenza, tra l’Italia vista da fuori e l’Italia vista da dentro, sia la madre di tutte le anomalie italiane."

Credo che Prodi vada ringraziata perchè in 20 mesi è riuscito a mettere in ordine i conti che Berlusconi in 5 anni e con una maggioranza mai vista aveva portato l'Italia fuori dai binari consentiti dalla UE, ottenendo invece ottimi risultati solo per la sua Mediaset ( altro che conflitto di interesse !!!)


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 Oggetto del messaggio: pd da solo alle prossime elezioni - MA DAVVERO SOLO !!!
MessaggioInviato: mar gen 29, 2008 09:35 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 1
D'accordissimo !! Lo vado dicendo tra gli amici da almeno 2 anni. Le coalizioni lasciamole a "quegli'altri", che si inciucino loro. Noi, mi pare, ci abbiamo provato ma non c'è verso, salta fuori sempre chi crede d'essere unto anche se ha solo un 1% ! Dimostriamo coraggio di cambiare davvero e che la segreteria, caro Walter, faccia una dichiarazione senza mezze parole per confermare, spero, che il PD "correrà" da solo alle nuove elezioni e che - molto esplicitamente - SCEGLIE DA ORA DI NON FARE PIU' GOVERNI DI COALIZIONE. Chi crede in un governo di sinistra dovrà votare PD dichiarandolo - a livello di segreteria - pubblicamente e garantendolo anche ufficialmente. Attenzione intendo dire NON ad una coalizione anche se dichiarata, "garantita" o altro, ma voto al PD. Quest'ultimo, da parte sua, dovrà impegnarsi formalmente, anche per scritto se necessario, a dare spazio - in un nuovo governo - a chi ha dichiarato di condividere le idee. Sia ben chiaro che, per me, i vari partiti - anche se con l'1% - potranno certamente continuare a svolgere la loro attività politica dando il loro, spesso, prezioso apporto MA non dovranno più costituire una minaccia per la prosecuzione di un governo voluto dalla stragrande maggioranza. Ho sentito oggi una dichiarazione di Rosy Bindi che recita: ...alla ricerca di una vera maggioranza "coesa"..NO, basta, mi scusi !


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio gen 31, 2008 00:16 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 6639
No al suicidio totale!


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 Oggetto del messaggio: Per evitare lo sfilacciamento di alleanze dopo le elezioni
MessaggioInviato: dom feb 03, 2008 11:19 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 1
PROPOSTA DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO DEL SENATO
(sfida bipartisan per la prossima legislatura)

Articolo 14
Composizione dei Gruppi parlamentari.



1. Tutti i Senatori debbono appartenere ad un Gruppo parlamentare. Entro tre giorni dalla prima seduta, ogni Senatore è tenuto ad indicare alla Presidenza del Senato il Gruppo del quale intende far parte. Analoga dichiarazione sono tenuti a rendere i Senatori che entrano a far parte del Senato nel corso della legislatura, entro tre giorni dalla proclamazione o dalla nomina.
2. Nella dichiarazione di cui al comma 1 i senatori non possono indicare un Gruppo parlamentare diverso da quello che adotta la denominazione indicata dal partito o dal gruppo politico organizzato all’atto del deposito del contrassegno con il quale il senatore concorse alle elezioni.
3. Ciascun Gruppo dev'essere composto da almeno dieci Senatori.

4. Formano il Gruppo misto i Senatori:
a) non abbiano dichiarato di voler appartenere ad un Gruppo;
b) che nella dichiarazione di cui al comma 1 abbiano indicato un Gruppo diverso da quello di cui al comma 2;
c) che abbiano abbandonato il Gruppo di cui al comma 2, salvo il caso di cui al comma 5, lettera b);
d) che abbiano concorso alle elezioni come candidati appartenenti alle liste presentate da un partito o gruppo politico organizzato che non abbia conseguito più di dieci senatori eletti, salvo il caso di cui al comma 5, lettera a).

5. Il Consiglio di Presidenza può autorizzare la costituzione di Gruppi:
a) con meno di dieci iscritti, purchè rappresentino un partito o un gruppo politico organizzato nel Paese che abbia presentato, con il medesimo contrassegno, in almeno quindici regioni, proprie liste di candidati alle elezioni per il Senato ed abbia ottenuto almeno cinque eletti in almeno tre regioni;
b) in deroga al disposto di cui al comma 2, purché a seguito di vicende interne al partito o gruppo politico organizzato che siano avvenute a non meno di un anno dall’inizio della legislatura.
6. Quando nel corso della legislatura i componenti di un Gruppo regolarmente costituito si riducano, ai sensi del comma 5 lettera b), ad un numero inferiore a dieci, il Gruppo è dichiarato sciolto e i Senatori che ne facevano parte, qualora entro tre giorni dalla dichiarazione di scioglimento non aderiscano ad altri Gruppi, vengono iscritti al Gruppo misto, salva la facoltà del Consiglio di Presidenza prevista dal comma 5.


Articolo 15
Convocazione e costituzione dei Gruppi.



1. Entro sette giorni dalla prima seduta, il Presidente del Senato indìce, per ogni Gruppo da costituire, la convocazione dei Senatori che hanno dichiarato di volerne far parte e la convocazione dei Senatori da iscrivere nel Gruppo misto.

2. Ciascun Gruppo si costituisce comunicando alla Presidenza del Senato l'elenco dei propri componenti, sottoscritto dal Presidente del Gruppo stesso, nominato nella seduta convocata ai sensi del primo comma. Ogni Gruppo nomina inoltre uno o più Vice presidenti ed uno o più Segretari. Di dette nomine e di ogni relativo mutamento così come delle variazioni nella composizione del Gruppo parlamentare, viene data comunicazione alla Presidenza del Senato.

3. Nuovi Gruppi parlamentari possono costituirsi nel corso della legislatura soltanto ai sensi dell’articolo 14, comma 5.


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