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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Intervista di veltroni a repubblica sulle riforme
MessaggioInviato: sab gen 05, 2008 17:59 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
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Sono molto contento dell'intervista rilasciata oggi su Repubblica dal segretario Veltroni sulle riforme; in maniera chiara è stato ribadito quello che la gran parte delle persone pensa all'interno del partito democratico ovvero la totale contrarietà ad esperienze di grande coalizione che non farebbero altro che rendere ancora più confuso il nostro sitema politico.
Bisogna invece puntare, come proposto dal segretario Veltroni e nei giorni scorsi dal vicesegretario Franceschini, ad un modello elettorale ed istituzionale che consenta ai cittadini di sciegliere il presidente del consiglio (il cosidetto modello "sindaco di italia") e di avere maggioranze politiche coese ed omogenee.
A quanti oggi guardano con ammirazione alla germania della grande coalizione io dico di guardare agli Stati Uniti ed allo splendido momento di democrazia che questo paese stà vivendo con le primarie, momento di democrazia che permetterà di eleggere una guida politica chiara e forte.


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MessaggioInviato: sab gen 05, 2008 19:27 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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A me invece l'intervista di Veltroni mi ha lasciato un po' perplesso. E' contrario alla grande coalizione ma questo non è una novità, siamo tutti contrari alla grande coalizione e a tutti ci piacerebbe starcene al governo soli soletti senza dover condividere la coperta con nessuno. A ma il sistema istituzionale (e non elettorale) tedesco piace molto. è molto simile a quello attuale italiano (sistema monistico, il presidente della repubblica ha funzioni di garanzia e viene eletto dal parlamento e non dal popolo, anche il governo è espressione del parlamento), vi è solo una maggior razionalizzazione dei rapporti governo-parlamento (sfiducia costruttiva, possibilità per il cancelliere di proporre lo scioglimento) e un maggior rafforzamento dell'esecutivo (titolarità del potere esecutivo al solo cancelliere che è il solo destinatario della fiducia e può nominare e revocare i ministri). secondo me il nostro sistema istituzionale sarebbe ideale adottando alcuni accorgimenti di razionalizzazione e rafforzamento di questo tipo, sempre rimanendo all'interno della forma di governo della repubblica parlamentare. attenzione: sistema istituzionale tedesco non vuol dire automaticamente grande coalizione: anzi, la germania ha avuto con questo sistema solo 2 grandi coalizioni in tutta la storia: quella della merkel nel 2005 e quella di kiesinger nel 1966. per il resto si sono avuti governi STABILI (anche se non eletti dalla popolazione...) basati su un sistema politico molto simile a quello verso il quale si sta incamminando il nostro paese in questo momento: un insieme di pochi partiti (le varie cose rosse, bianche, nere, azzurre...)predominati da due poli, di cui uno è il partito democratico (in germania questi due poli sono i democristiani e i socialdemocratici)
cambiare forma di governo e spingersi verso il semipresidenzialismo mi pare eccessivo. se non sbaglio Veltroni fa una citazione in cui si sostiene che il capo dello stato viene eletto dalla popolazione (acquistando quindi inevitabilmente la titolarità del potere esecutivo, in quanto non si è mai visto che una figura legittimata dal popolo rimanga "di garanzia") nella maggior parte dei paesi d'europa. direi proprio che non è così... anzi, nella maggior parte dei paesi d'europa funziona esattamente come da noi, il governo è espressione del parlamento. il presidenzialismo esiste solo negli usa e in alcuni paesi dell'africa centrale (è inutile che mi soffermi sulla "governabilità" di questi ultimi, giusto?). in europa vige quasi ovunque il principio della centralità del parlamento, da cui deriva l'esecutivo. fanno eccezione i paesi che adottano il semi-presidenzialismo tirato fuori dal cilindro negli ultimi giorni da veltroni e franceschini come rimedio all'ingovernabilità dell'italia. a dire il vero però il semi-presidenzialismo non è affatto il più diffuso in europa, ma è presente solo in francia, dove si sta trasformando tra l'altro in un presidenzialismo di fatto grazie al coordinamento tra elezioni presidenziali e politiche, e la conseguente eliminazione della cohabitation che rende irrilevante il ruolo del primo ministro, lasciando in gioco solo presidente e parlamento, con uguale legittimazione. il semi-presidenzialismo rimane attivo a dire il vero in altri tre paesi europei: russia, ucraina e romania. sono questi i paesi che veltroni e franceschini hanno in mente quando parlano di governabilità? direi che la russia è fin troppo governabile, soprattutto se vi chiamate vladimir putin. l'ucraina non lo è per nulla, visto il susseguirsi di "rivoluzioni" multicolore. non conosco in modo approfondito la situazione politica della romania ma non penso ci sia nulla di invidiabile. in sostanza, per me il semi-presidenzialismo non ha mai funzionato, nè in francia nè altrove. se pensate che favorisca la governabilità pensate a cosa succederebbe se si verificasse in italia quello che in francia è successo per decenni: parlamento e presidente di diverso colore... e come si governa?
caro cicciodifranco, nessuno guarda con ammirazione alla grande coalizione tedesca che, come ho detto sopra, è una situazione "d'emergenza" per la germania stessa che col suo impianto istituzionale non ha mai avuto problemi grandi come l'italia o come la francia semipresidenziale. ma secondo me sbagli a guardare agli stati uniti. certamente il presidenzialismo funziona benissimo da loro, ma non illudiamoci. funziona bene SOLO da loro, e in nessun altro paese del mondo. questo perchè il presidenzialismo è un sistema molto originale e molto legato a quella che è la storia e la tradizione politica americana, completamente diversa da quella italiana. un sistema del genere è possibile sono in un paese non solo bipolare, ma addirittura bipartitico, come gli usa. e il bipartitismo può nascere solo in paesi come l'america in cui le differenze tra le controparti politiche sono incommensurabilmente minori rispetto a quelle presenti nei paesi europei (tranne dell'inghilterra).
in sostanza, più che cambiare forma di governo (ma ci rendiamo davvero conto di ciò che questo comporterebbe...?) sarebbe opportuno migliorare la nostra. per questo non condivido le opinioni di veltroni e franceschini su questo punto. poi, per l'amor del cielo, li ho votati alle primarie e rimango convinto che stiano facendo un ottimo lavoro e a loro va tutta la mia fiducia. una cosa soprattutto mi è piaciuta fra quelle che ha detto walter ultimamente: la 194 non si tocca. grande!


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 Oggetto del messaggio: "Sindaco d'Italia"... CHE ORRORE!
MessaggioInviato: dom gen 06, 2008 20:18 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Concordo su tutta la linea con "Fabio!". Il presidenzialismo sarebbe uno dei peggiori errori per un paese come l'Italia. Semplicemente perché porterebbe a derive fasciste o autoritarie in un'Italia che è ancora una democrazia incompiuta che non ha elaborato l'ascesa di Mussolini al potere e la gravità dell'assenza di democrazia di quel periodo (anche perché la prima e la seconda Repubblica ed i suoi partiti non hanno certo fatto amare la democrazia agli italiani).
In America - che comunque tende a essere una plutocrazia, e sfido chiunque a dimostrami l'opposto - perlomeno hanno come anticorpo all'autoritarismo la loro profonda fede federalista e autonomista, e inizialmente non volevano nemmeno l'Unione degli Stati americani. Hanno scelto di creare un'unione ed eleggersi un presidente solo perché in qualche maniera volevano essere rappresentati all'esterno (specie contro l'Inghilterra colonialista) in maniera unita.
Un'altro anticorpo di tecnica istituzionale sono le elezioni "mid-term" del parziale rinnovo delle due Camere, che valgono come termometro dell'operato del Presidente. Comunque, gran parte delle politiche si decidono nei singoli Stati, e solo la Difesa, gli Esteri e i principi della Giustizia sono veramente di competenza Federale.
Giustizia sociale, sicurezza, ambiente, ma anche politiche fiscali ed economiche appartengono fortemente alla legislazione statuale.

Un sistema del genere ce lo potremmo immaginare come sistema per un'Europa politicamente unita, ma per l'Italia... ???

Il termine "Sindaco d'Italia" che alcuni professoroni hanno inventato a tavolino, mi incute solo orrore: portare il particolarismo politico a principio repubblicano... ma come si può solo immaginare una cosa del genere? Comunque in Italia fallirebbe per la enorme quantità di particolarismi che si contendono già oggi le fette di potere. Figuriamoci con un "sol uomo alla guida"...

No, l'Italia come la conosco io è profondamente un paese di alta partecipazione, di dialettica viva, ma ha anche bisogno di iniziare ad amare le sue istituzioni nazionali, compreso il suo parlamento, migliorandolo certo, ma mai rinunciando alla possibilità di partecipare attivamente alle scelte e delegare ad un potere monolitico, anche se solo per 4 o 5 anni.


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MessaggioInviato: lun gen 07, 2008 03:17 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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dimenticavo un'ultima precisazione sul presidenzialismo. generlamente quando si vuole un governo forte si pensa agli stati uniti e quindi al presidenzialismo. sbagliatissimo. il presidente degli stati uniti d'america viene generalmente considerato l'uomo più potente del mondo, ma solo perchè è a capo della maggiore potenza del mondo. quindi verso l'esterno è molto potente, ma questo non vuol dire che lo sia anche verso l'interno. anzi, a dire il vero il presidente usa in casa sua è molto meno potento che il presidente in francia o il premier in inghilterra per esempio.
primo per la radicale divisione tra i poteri e per il fondamentale "potere della borsa" che spesso si manifesta in un vero e proprio cappio che il congresso mette al collo del presidente (vedi la questione per il rifinanziamento delle operazioni in iraq); secondo per il contrappeso del potere statale che limita fortemente le competenze federali; terzo perchè buona parte dell'aministrazione è in mano a "agencies" i cui vertici, seppur di nomina presidenziale, sono indipendenti e irresponsabili dal governo. in sostanza, il presidente è inamovibile (come del resto il congresso è "insolubile") in quanto non necessita della fiducia di nessuno per rimanere allo studio ovale, ma i suoi poteri e la sua capacità d'azione sono fortemente limitati da altri poteri: principalmente il congresso, ma anche corte suprema, governi statali, lobbies e amministrazioni indipendenti. il suo potere risalta solo all'estero, in quanto rappresentante dell'economia (e dell'esercito) più potenti al mondo. ancora una volta, se vogliamo un governo molto forte, non è dall'altra parte dell'atlantico che dobbiamo guardare...


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 Oggetto del messaggio: Derive fasciste??? Nascono dalla debolezza.
MessaggioInviato: lun gen 07, 2008 16:14 pm 

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Vorrei ricordare a tutti che le derive fasciste sono nate dalla debolezza del sistema politico e dalla debolezza del Governo, non dalla forza.
Sia Hitler che Mussolini emersero in contesti politici "deboli", fatti da governi parlamentari deboli, sempre sotto ricatto, impossibilitati a decidere e a governare.
Chi vuole dei governi che durino 5 anni, dei leader che possano decidere, non vuole affatto derive fasciste, anzi le vuole evitare...
Quindi: doppio turno alla francese? Semipresidenzialismo? Proporzionale con sbarramento e premio di maggioranza? Va bene tutto... purché finiscano i ricatti dei partitini e l'Italia diventi un Paese adulto, in cui chi governa possa governare fino alla scadenza naturale del mandato...


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 Oggetto del messaggio: Re: Derive fasciste??? Nascono dalla debolezza.
MessaggioInviato: lun gen 07, 2008 18:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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simo73 ha scritto:
Quindi: doppio turno alla francese? Semipresidenzialismo? Proporzionale con sbarramento e premio di maggioranza? Va bene tutto...


Mi pare una visione un tantinino semplicistica, degna di Beppe Grillo ma non di chi cerca di trovare soluzioni serie. Non è possibile che ogni volta che si parla di stabilità di governo ad un certo punto viene fuori qualcuno che tira in mezzo dittature, fascismi, rivoluzioni e cataclismi. Siamo tutti perfettamente d'accordo che l'attuale sistema non funziona, ma buttarci a pesce su sistemi che funzionerebbero ancora peggio solo per l'angoscia di cambiare a tutti i costi mi pare controproducente... e sventolare lo spauracchio del fascismo incombente per spingere verso un cambiamento affrettato e non meditato mi sembra scorretto...


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 Oggetto del messaggio: semplicistico?
MessaggioInviato: mar gen 08, 2008 11:45 am 

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Il mio discorso è semplice, altro che semplicistico...
Peraltro, caro Fabio, ti vorrei far notare che lo spauracchio delle derive fasciste non l'ho tirato in ballo io ma StefanM che scrive, sopra di me "Il presidenzialismo sarebbe uno dei peggiori errori per un paese come l'Italia. Semplicemente perché porterebbe a derive fasciste o autoritarie"...
Uno dei mali della sinistra in Italia, purtroppo, è ancora quello della "spocchia", di chi invece di ascoltare, ritiene semplicistici i ragionamenti altrui solo perché non li condivide...


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MessaggioInviato: mar gen 08, 2008 21:21 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Presidenzialismo o no, il problema di fondo da risolvere è garantire stabilità quinquennale ai Governi eletti. Che non è una deriva autoritaria, ma semplicemente l'unico modo per garantire il funzionamento del Paese in un contesto moderno. L'arretratezza dell'Italia rispetto agli altri grandi Paesi europei deriva anche dal fatto che non abbiamo avuto quasi mai un Governo stabile che potesse realizzare tutti i suoi programmi, e l'unico che abbiamo avuto è stato quello di Berlusconi, che come programma aveva se stesso.

Una precisazione: l'elezione diretta del Capo dello Stato e il "Sindaco d'Italia" sono due cose molto differenti.
Il primo caso è quello americano e francese; nel secondo invece viene eletto direttamente il Capo del Governo, cioè nel nostro caso il Presidente del Consiglio. Questo comporterebbe una modifica ai poteri del Presidente della Repubblica, che non potrebbe più nominare il Presidente del Consiglio e i Ministri, ma potrebbe conservare il potere di scioglimento delle Camere e di rappresentanza dello Stato. In questo modo si avrebbe una legittimazione forte del Governo di fronte al Parlamento, senza travasare troppi poteri in mano al Presidente del Consiglio.
Problema: non so per quale motivo, ma questo sistema è stato sperimentato solo da Israele, che dopo un paio d'anni l'ha cassato. E tutti quelli che hanno scritto in proposito danno giudizio negativo. Qualcuno sa spiegarmi qual è la falla di questo sistema?


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MessaggioInviato: mer gen 09, 2008 02:03 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
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Vorrei cercare di precisare meglio il mio intervento in merito all'intervista rilasciata da Veltroni su Repubblica. Per quanto riguarda il cosidetto modello del "Sindaco di italia" mi riferisco alla elezione diretta del presidente del consiglio; la sua elezione (così come oggi avviene in molte regioni per i governatori o per gli stessi sindaci) dovrebbe essere contestuale a quella della camera dei deputati e risulterebbe eletto presidente del consiglio il candidato premier della coalizione/partito vincente, che con un adeguato premio di maggioranza dovrebbe avere garantita la possibilità di governare. Nel caso in cui si venisse ad incrinare il rapporto tra la maggioranza di governo ed il presidente del consiglio (a cui dovrebbe spettare il potere di nomina e revoca dei ministri), in seguito ad una sfiducia da parte della maggioranza stessa nei confronti del presidente del consiglio o a dimissioni dello stesse si avrebbe automaticamente lo scioglimento della camera dei deputati, la decandenza del presidente del consiglio e nuove elezioni che darebbero nuova maggioranza e nuovo presidente. In un sistema del genere, nel caso si vengano a formare coalizioni di governo, si eviterebbe il ricatto di alcuni partiti che potrebbe portare gli stessi (nel caso di dimissioni del presidente del consiglio) al giudizio degli elettori.
Riguardo i poteri del presidente della Repubblica credo che dalle elezioni del 1994 ci siamo ormai tutti abituati a votare per una certa maggioranza di governo e per un certo presidente del consiglio ed eccetto casi particolari dovuti alla debolezza intrinseca dell'attuale sistema politico ( penso al governo Dini, ai governi D'alema, Amato) il presidente della Repubblica si è sempre dovuto giustamente (è la democrazia) adeguare alle scelte degli elettori. Quindi si tratterebbe di sancire in maniera rigorosa un comportamento che in tal modo non sarebbe più solo "buona regola seguire" mau obbligo costituzionale. Il presidente della Repubblica figura che per me deve rimanere come riferimento per tutto il paese al di là delle appartenze politiche (e per questo non mi convince il Presidenzialismo), manterebbe i suoi poteri di controllo sulle decisioni prese da altri poteri costituzionali e i poteri di garanzia (ovvero quello che si è limitato a fare fino adesso il presidente Napolitano e negli anni del governo berlusconi il presidente Ciampi).
Per quanto riguarda la paura di una involuzione autoritaria ed addirittura fascista che questo modello potrebbe determinare, sono assolutamente d'accordo con coloro che hanno scritto che è una paura ed una preoccupazione priva di fondamento in un paese in cui la democrazia è radicata da 60 anni ed inserito in un contesto europeo assolutamente democratico; è una preoccupazione da cui spero il partito democratico si liberi rapidamente.

Riguardo il mio invito a guardare alle primarie usa piuttosto che alla Germania, esso scaturiva proprio dal fatto che negli usa (con modalità assolutamente diverse da quelle che ho espresso) i cittadini decidono chi eleggere ed hanno una chiara guida al governo, mentre nel caso della Germania è possibile che si determini una situazione in cui ci si debba mettere d'accordo in una Grande Coalizione, non dando ai cittadini la possibilità di scegliere. Sono due filosofie completamente diverse e per quanto mi riguarda io scelgo quella in cui è il cittadino a scegliere da chi deve essere governato e non le particolari circostanze in cui ci si può trovare.

P.S. : una riforma del genere prevede chiaramente che il rapporto di fiducia con il presidente del consiglio si abbia con la sola camera dei deputati (a cui spetterebbero le decisioni fondamentali di politica nazionale) ed a questa andrebbe affiancato un senato delle regioni che dovrebbe essere costituito da rappresentanze degli stessi consigli regionali (stile Bundestrat tedesco).


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MessaggioInviato: mer gen 09, 2008 02:03 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
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Vorrei cercare di precisare meglio il mio intervento in merito all'intervista rilasciata da Veltroni su Repubblica. Per quanto riguarda il cosidetto modello del "Sindaco di italia" mi riferisco alla elezione diretta del presidente del consiglio; la sua elezione (così come oggi avviene in molte regioni per i governatori o per gli stessi sindaci) dovrebbe essere contestuale a quella della camera dei deputati e risulterebbe eletto presidente del consiglio il candidato premier della coalizione/partito vincente, che con un adeguato premio di maggioranza dovrebbe avere garantita la possibilità di governare. Nel caso in cui si venisse ad incrinare il rapporto tra la maggioranza di governo ed il presidente del consiglio (a cui dovrebbe spettare il potere di nomina e revoca dei ministri), in seguito ad una sfiducia da parte della maggioranza stessa nei confronti del presidente del consiglio o a dimissioni dello stesse si avrebbe automaticamente lo scioglimento della camera dei deputati, la decandenza del presidente del consiglio e nuove elezioni che darebbero nuova maggioranza e nuovo presidente. In un sistema del genere, nel caso si vengano a formare coalizioni di governo, si eviterebbe il ricatto di alcuni partiti che potrebbe portare gli stessi (nel caso di dimissioni del presidente del consiglio) al giudizio degli elettori.
Riguardo i poteri del presidente della Repubblica credo che dalle elezioni del 1994 ci siamo ormai tutti abituati a votare per una certa maggioranza di governo e per un certo presidente del consiglio ed eccetto casi particolari dovuti alla debolezza intrinseca dell'attuale sistema politico ( penso al governo Dini, ai governi D'alema, Amato) il presidente della Repubblica si è sempre dovuto giustamente (è la democrazia) adeguare alle scelte degli elettori. Quindi si tratterebbe di sancire in maniera rigorosa un comportamento che in tal modo non sarebbe più solo "buona regola seguire" mau obbligo costituzionale. Il presidente della Repubblica figura che per me deve rimanere come riferimento per tutto il paese al di là delle appartenze politiche (e per questo non mi convince il Presidenzialismo), manterebbe i suoi poteri di controllo sulle decisioni prese da altri poteri costituzionali e i poteri di garanzia (ovvero quello che si è limitato a fare fino adesso il presidente Napolitano e negli anni del governo berlusconi il presidente Ciampi).
Per quanto riguarda la paura di una involuzione autoritaria ed addirittura fascista che questo modello potrebbe determinare, sono assolutamente d'accordo con coloro che hanno scritto che è una paura ed una preoccupazione priva di fondamento in un paese in cui la democrazia è radicata da 60 anni ed inserito in un contesto europeo assolutamente democratico; è una preoccupazione da cui spero il partito democratico si liberi rapidamente.

Riguardo il mio invito a guardare alle primarie usa piuttosto che alla Germania, esso scaturiva proprio dal fatto che negli usa (con modalità assolutamente diverse da quelle che ho espresso) i cittadini decidono chi eleggere ed hanno una chiara guida al governo, mentre nel caso della Germania è possibile che si determini una situazione in cui ci si debba mettere d'accordo in una Grande Coalizione, non dando ai cittadini la possibilità di scegliere. Sono due filosofie completamente diverse e per quanto mi riguarda io scelgo quella in cui è il cittadino a scegliere da chi deve essere governato e non le particolari circostanze in cui ci si può trovare.

P.S. : una riforma del genere prevede chiaramente che il rapporto di fiducia con il presidente del consiglio si abbia con la sola camera dei deputati (a cui spetterebbero le decisioni fondamentali di politica nazionale) ed a questa andrebbe affiancato un senato delle regioni che dovrebbe essere costituito da rappresentanze degli stessi consigli regionali (stile Bundestrat tedesco).


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MessaggioInviato: mer gen 09, 2008 02:04 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:59 pm
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Vorrei cercare di precisare meglio il mio intervento in merito all'intervista rilasciata da Veltroni su Repubblica. Per quanto riguarda il cosidetto modello del "Sindaco di italia" mi riferisco alla elezione diretta del presidente del consiglio; la sua elezione (così come oggi avviene in molte regioni per i governatori o per gli stessi sindaci) dovrebbe essere contestuale a quella della camera dei deputati e risulterebbe eletto presidente del consiglio il candidato premier della coalizione/partito vincente, che con un adeguato premio di maggioranza dovrebbe avere garantita la possibilità di governare. Nel caso in cui si venisse ad incrinare il rapporto tra la maggioranza di governo ed il presidente del consiglio (a cui dovrebbe spettare il potere di nomina e revoca dei ministri), in seguito ad una sfiducia da parte della maggioranza stessa nei confronti del presidente del consiglio o a dimissioni dello stesse si avrebbe automaticamente lo scioglimento della camera dei deputati, la decandenza del presidente del consiglio e nuove elezioni che darebbero nuova maggioranza e nuovo presidente. In un sistema del genere, nel caso si vengano a formare coalizioni di governo, si eviterebbe il ricatto di alcuni partiti che potrebbe portare gli stessi (nel caso di dimissioni del presidente del consiglio) al giudizio degli elettori.
Riguardo i poteri del presidente della Repubblica credo che dalle elezioni del 1994 ci siamo ormai tutti abituati a votare per una certa maggioranza di governo e per un certo presidente del consiglio ed eccetto casi particolari dovuti alla debolezza intrinseca dell'attuale sistema politico ( penso al governo Dini, ai governi D'alema, Amato) il presidente della Repubblica si è sempre dovuto giustamente (è la democrazia) adeguare alle scelte degli elettori. Quindi si tratterebbe di sancire in maniera rigorosa un comportamento che in tal modo non sarebbe più solo "buona regola seguire" mau obbligo costituzionale. Il presidente della Repubblica figura che per me deve rimanere come riferimento per tutto il paese al di là delle appartenze politiche (e per questo non mi convince il Presidenzialismo), manterebbe i suoi poteri di controllo sulle decisioni prese da altri poteri costituzionali e i poteri di garanzia (ovvero quello che si è limitato a fare fino adesso il presidente Napolitano e negli anni del governo berlusconi il presidente Ciampi).
Per quanto riguarda la paura di una involuzione autoritaria ed addirittura fascista che questo modello potrebbe determinare, sono assolutamente d'accordo con coloro che hanno scritto che è una paura ed una preoccupazione priva di fondamento in un paese in cui la democrazia è radicata da 60 anni ed inserito in un contesto europeo assolutamente democratico; è una preoccupazione da cui spero il partito democratico si liberi rapidamente.

Riguardo il mio invito a guardare alle primarie usa piuttosto che alla Germania, esso scaturiva proprio dal fatto che negli usa (con modalità assolutamente diverse da quelle che ho espresso) i cittadini decidono chi eleggere ed hanno una chiara guida al governo, mentre nel caso della Germania è possibile che si determini una situazione in cui ci si debba mettere d'accordo in una Grande Coalizione, non dando ai cittadini la possibilità di scegliere. Sono due filosofie completamente diverse e per quanto mi riguarda io scelgo quella in cui è il cittadino a scegliere da chi deve essere governato e non le particolari circostanze in cui ci si può trovare.

P.S. : una riforma del genere prevede chiaramente che il rapporto di fiducia con il presidente del consiglio si abbia con la sola camera dei deputati (a cui spetterebbero le decisioni fondamentali di politica nazionale) ed a questa andrebbe affiancato un senato delle regioni che dovrebbe essere costituito da rappresentanze degli stessi consigli regionali (stile Bundestrat tedesco).


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 Oggetto del messaggio: Allora ok...
MessaggioInviato: gio gen 10, 2008 12:18 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 7
Se quella del "Sindaco D'Italia" è intesa così, cioè che il presidente del consiglio viene eletto "direttamente" assieme al suo partito se vincente (o alla sua coalizione se vincente) dalla Camera dei deputati (e non come i Sindaci dagli elettori, o come il presidente del consiglio oggi nominato dal Presidente dello Stato), allora si può accettare. Anzi è proprio così con il Cancellierato tedesco: Cancelliere diventa (normalmente e per costume parlamentare, non per regola costituzionale) il capolista del maggior partito che ottiene dopo le elezioni la maggioranza dei voti in parlamento. E' rimovibile solo con la sfiducia costruttiva, significa solo se contestualmente a un voto di sfiducia un altro parlamentare viene eletto cancelliere con la maggioranza dei voti. Se esso non viene eletto (come nel caso Rainer Barzel-Willy Brandt), la sfiducia è respinta (Brandt rimase cancelliere, ma preferì poi di dimettersi ed andare alle elezioni anticipate). Questo cambio di cancelliere con la sfiducia costruttiva è accaduto in Germania solo una volta: il cambio Schmidt-Kohl nel 1982. Anche in questo caso il vincitore Kohl preferì di farsi "leggittimare" da elezioni anticipate. Il potere di garanzia della governabilità di questo dispositivo costituzionale (la sfiducia costruttiva) è enorme e limita moltissimo il potere di ricatto di piccoli partiti o singoli parlamentari.
Il Cancelliere una volta eletto dal parlamento deve solo essere confermato dal Presidente della Repubblica, che detiene "solo" un ruolo di garanzia e rappresentanza costituzionale. Poi il Cancelliere nomina i suoi ministri che devono solo giurare - mano sulla costituzione - davanti al parlamento. Il Cancelliere può revocare i suoi ministri senza chiedere il parlamento e gli indica i suoi obbiettivi strategici, che loro devono o dovrebbero seguire (Competenza delle linee guida).

Trovo anch'io un giudizio sofferto e duro dire che il semipresidenzialismo o il presidenzialismo poterebbero in Italia a derive autoritarie, ma ragazzi - ottimismo a parte - guardatevi in giro, studiate il fenomeno Berlusconi dal punto di vista sociologico, il fenomeno Grillo che apre la strada alla sopravvivenza solo del partito più forte in termini economici e di potere mediatico con il suo anti-partitismo viscerale, poi la costante forza culturale di una destra autoritaria (che - guarda caso - vorrebbe giusto il presidenzialismo)... non si tornerà al fascismo, questo è chiaro, ma esistono forme più moderne e subdole di "democratura" o "dittatura della maggioranza", che per esempio già intravediamo in Russia... Voi direte la Russia è un'altra storia ed è lontana da noi... ma pensate bene: qual'è l'economia nazionale che oggi va meglio nel mondo e ci farà mangiare a tutti la polvere? La Cina. E' come garantisce i suoi successi economici? Con un sistema autoritario senza scrupoli. La Russia di Putin ha solo imparato dalla Cina: benessere in cambio di vera democrazia, libertà e giustizia sociale. Non è che questa ricetta possa convincere prima o poi anche qualcuno della "vecchia Europa"?

E' gli Stati Uniti? La parvenza di democrazia rimane e rimane sempre la possibilità di un cambiamento (il futuro rimane aperto), ma è una democrazia in cui votano solo poco più di 50% degli aventi diritto, grazie a una serie di misure che disincentivano il voto dei poveri e dei meno istruiti, una democrazia in cui lo strapotere dei media controllati dai grandi gruppi economici e finanziari, unito alla forza del complesso industriale-militare che trama quanto possibile per mantenere viva la paura di nemici sempre nuovi interni ed esterni, non decidono in verità già oggi loro chi va a governare e come deve governare? Cosa hanno potuto cambiare veramente Kennedy, Carter o Clinton, a parte essere stati più simpatici di Bush, Nixon o Reagan? Clinton ha firmato Kyoto? No. Clinton ha istituito una previdenza sanitaria universale per tutti. No. E del povero John F. Kennedy ed del suo fratello Robert non parliamo nemmeno...

No, Signori, l'unica cosa che abbiamo da contrapporre alla Cina è la nostra cultura europea ed anche italiana di giustizia sociale, dello stato di diritto e della libertà che sono gli unici a garantire anche domani il massimo potenziale di innovazione sociale, organizzativa, tecnologica ed economica, perchè garantiscono - con tutte le difficoltà - equità, benessere diffuso, autonomia degli individui, responsabilità individuale e sociale, partecipazione e conoscenza. E questo è solo possibile in un sistema democratico che non sacrifica gradi di democraticità o di libertà sull'altare del benessere a breve. Certo, è un cammino difficile, trovare l'equilibrio - specie in Italia - tra governabilità e rappresentatività, come elementi chiave di questa democrazia. Ma credo lo si possa trovare - anche in Italia, e penso che la strada è un sistema - non solo elettorale - il più possibile simile a quello tedesco.

Che, tra l'altro, corrisponderebbe anche molto meglio alla realtà italiana per quanto riguarda i suoi elementi federalisti - al contrario della situazione francese, che è sempre stata e continua ad essere una nazione centralista al quale bene corrisponde il semipresidenzialismo - mentre in Italia un federalismo sarebbe intrinseco nella storia di questo paese, che proprio come la Germania è uno Stato nazionale "in ritardo" proprio per la sua lunga storia di divisioni, staterelli ed occupazioni o ingerenze estere. E che solo attraverso la mediazione delle aggregazioni politiche locali e regionali può riuscire a fidarsi e credere nello stato nazionale. Proprio come forse è il pensiero alla base del "Sindaco d'Italia".


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MessaggioInviato: gio gen 10, 2008 19:29 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 4
Garbuglia ha scritto:
Problema: non so per quale motivo, ma questo sistema è stato sperimentato solo da Israele, che dopo un paio d'anni l'ha cassato. E tutti quelli che hanno scritto in proposito danno giudizio negativo. Qualcuno sa spiegarmi qual è la falla di questo sistema?


negli ultimi post si è parlato del sistema israeliano, introdotto nel 1992 per essere poi abrogato dopo neanche 10 anni, tornando al buon vecchio sistema della derivazione dell'esecutivo dal parlamento. il principio di questo sistema (neoparlamentarismo) è quello del "aut simul stabunt aut simul cadent": parlamento e primo ministro, così come vengono formati insieme, decadono ugualmente insieme. mozione di sfiducia e scioglimento della camera portano a elezioni che rinnovano entrambi gli organi. il sistema è stato abrogato perchè, tanto per cambiare, non serviva a garantire la stabilità di governo. il voto di fiducia che il parlamento deve dare al governo spingeva il primo ministro eletto (che molto spesso non aveva la maggioranza in parlamento) a formare coalizioni eterogenee. questo, unito al multipartitismo estremo, legava di fatto il governo al parlamento, rendendolo molto poco "forte". in sostanza, le crisi c'erano sempre e cmq, solo che invece che essere normali crisi parlamentari portavano ogni volta a elezioni: cosa scomoda in israele, impraticabile in uno stato molto più esteso come l'italia. questo unito ad altre conseguenze poche carine come l'estrema personalizzazione del dibattito politico e un complesso di "correttivi" che rendono il sistema istituzionale piuttosto complicato e confuso. un sistema del genere non è mai stato adottato da nessun altro stato. le regioni italiane funzionano in maniera simile, ma con risultati non ottenibili nè auspicabili a livello nazionale.


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