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 Oggetto del messaggio: legge eletorale il pd littiga
MessaggioInviato: ven gen 04, 2008 11:49 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Riforme, bufera nel Pd Lite Franceschini-D'Alema
Tanti no all'ipotesi del modello presidenziale
Il vicepremier: qui salta tutto. Anche Finocchiaro contro. Casini parla di «sabotaggio». E Pisanu: buona idea ma è tardi

ROMA — Più che una «riforma » per il momento ciò che si vede è uno «scontro». Perché, dopo l'intervento di Dario Franceschini a favore del semipresidenzialismo alla francese, il dialogo sulla legge elettorale si è trasformato in battaglia politica. Che investe il Partito Democratico, scuote l'Unione e divide il centrodestra. All'interno del Pd si soffre di più. Perché, per una formazione appena nata, spaccarsi su un tema che dovrebbe essere bipartisan non è certo il massimo.
D'Alema e i dalemiani guidano il fronte dell'«indietro tutta ». Dal «qui salta tutto» del vicepremier su Repubblica al sos di Nicola Latorre: «Attenti a non affossare il dialogo che avevamo faticosamente avviato». Sul modello tedesco «corretto», s'intende. Il vicesegretario del Pd ribatte: «Non capisco lo stupore del ministro degli Esteri: la posizione che ho espresso non ha rappresentato da sempre la posizione dell'Ulivo e dello stesso D'Alema?». A difesa di Franceschini scendono in campo i veltroniani più convinti. Giorgio Tonini sostiene che «i timori di D'Alema sono infondati» e «che nessuno vuol far saltare il tavolo delle riforme», ma che, al tempo stesso, «non si può cedere totalmente al sistema tedesco ». E lo stesso afferma il costituzionalista Stefano Ceccanti: «Il referendum può essere superato da una mediazione alta, non da una resa incondizionata. Perché il sistema francese è la nostra prima scelta».
Ma altri esponenti del Pd, invece, si uniscono alla protesta. Il capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro, lancia un altolà: «In Parlamento è già in discussione la riforma elettorale: evitiamo che quel percorso vada interrotto o perduto». E anche Luciano Violante, che come presidente della commissione Affari costituzionali della Camera ha lavorato invece sulle riforme istituzionali, raccomanda: «Non puntiamo su proposte prive di consenso parlamentare».
I partiti «minori» dell'Unione continuano ad essere in rivolta. L'udierrino Mauro Fabris si chiede se Franceschini «c'è o ci fa» perché definisce «devastante » la sua iniziativa, Gennaro Migliore (Rifondazione Comunista) è convinto che se si dà retta al vicesegretario del Pd «si va dritti al referendum» e Manuela Palermi del Pdci è più contraria: «Si tratta di una provocazione da rispedire al mittente ». Mentre il politologo Giovanni Sartori parla di «dilettantismo puro» e invoca l'intervento di Prodi. Ed Enzo Bianco, che ha dato il suo nome alla bozza depositata al Senato? «Discutiamo su tutto, ma su una cosa non mollo: lo sbarramento al 5 per cento. Perché nessuno riuscirà mai a governare con 32 partiti».
Ma la proposta del modello francese continua a dividere anche il centrodestra. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini la definisce «un sabotaggio» del dialogo sulla base finora delineata, cioè quella del modello tedesco. E si confessa «preoccupato ». Lo è anche il leghista Roberto Calderoli che parla di Veltroni «non più credibile» e si appella a Prodi. Forza Italia mantiene una posizione attendista, anche se comincia a dubitare della tenuta unitaria del Pd: «Una buona proposta, anche se fuori tempo massimo», commenta Giuseppe Pisanu. An invece si mostra disponibi-le: «Noi — assicura Andrea Ronchi — siamo pronti a discutere sul presidenzialismo».

ma e mai possibile che non c'è ne uno che sia d'accordo con qualcosa che cavolo di partito è ora littigano pure insomma d'alema che è stato leader non so se ci stara a sottometere i proppi ideali penso che
questo partito alle vottazioni nemmeno c'à arriva manca di ideali manca d'unione forse se si faccese subitto lo statuto qualcosa migliorerebe ma la margherita con i socialdemocratici non saranno d'acordo su tutti i punti magari propio quelli che per ognuno di loro sono basilari e visti in modo radicalmente diverso da una parte complettamente laico dall'altra catolico littigherano e non poco


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 Oggetto del messaggio: La proposta di Frencheschini,numero 2 del PD, di avere un pr
MessaggioInviato: sab gen 05, 2008 14:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Progongo di fare la nuova legge elettorale modificando il Vassallum come segue.

La proposta di Frencheschini,numero 2 del PD, di avere un presidenzialismo alla francese ha riaperto il dibattito sulla legge elettorale.
Vorrei far notare che alcuni anno chiesto il sitema tedesco, il PD è per il misto tedesco-spagnolo ma altri chiedono il doppio turno alla francese.Io coniugherei letre cose così: partire dalla famosa proposta vassallum di eleggere il 50% dei parlmantari con il maggioritario e il 50% con il proporzionale.
Per quanto riguarda la parte maggioritaria userei il doppio turno alla francese con divieto di apparentamento fra 1° e 2° turno.Per la parte proporzionale fare colegi da 15 deputati e 8 senatori con sbarramanto al 5%.
Le coalizioni devono essere identiche sia nel proporzionale che nel maggioritario, nel sebso che ad esempio sel il PD và da solo nel proporzionale, lo stesso deve fare nel maggioritario.
In questo modo i due grandi partiti PD e PDL si svincolerebbero dagli alleati e potrebbero governare (chi vince) con ampia maggiornaza approvata dalla maggiornanza assoluta degli Italiani. Gli ex alleati inclusi i piccoli avrebbero ampie possibilità di antrare in parlamanto con cospique flotte di parlamentari, specialmente se si coalizzano fra loro, e senza poter ricattare l'eventuale Governo!
Quanto alla proposta di Francheschi la ritengo dannosa per la maggioranza ma anche per l'Italia: i nostri politici non sono pronti per un sistema con troppo potere nelle mani di un singolo. Prima si abbatta il livello di corruzione fra loro. Il presidenzialismo alla francese non è diverso da premierato alla Berlusconi (quello dittatoriale bocciato al referendum del 25 giugno 2006), quindi troppo pericoloso.
Più praticabile a odierna proposta di Veltroni dell'elezione diretta de premier da attualre in tempi più maturi ovvero fra qualche legislatura.


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MessaggioInviato: sab gen 05, 2008 14:37 pm 

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sono d'accordo non siamo prondi per il presidenzialismo e tutti i partitti compresi quelli piccoli devono avere la possibilita di dire la loro magari aleandossi la sinistra radiale gia lo ha fatto comunque un sistema spagnolo tedesco forse per il momento è la scelta migliore comunque veltroni a chiaramente detto che lui preferisce il sistema alla francese con doppio turno,
e presidenzialismo pero non tutti i problemi sorgono li
si vorrebe istituire un unica camera legislattiva e poi si parla ancora di diminuzione dei membri della camera senza dimenticarsi che un progetto e anche quello di concentrare piu pottere al presidente ovvio ai vuole riformare un sistema parlamentare ormai da tempo malatto
pero bisogna fare un nuovo sistema che non vada contro nessuno e poi se posso vorrei proporre anche una legge che regolarizzi la nascitta di un partitto un partito non puo nascere cosi dal nulla come quello di berlusconi e poi anche tutte queste vottazioni per ellegere il leader o il nome del partito be a me non sono piacciute avrei preferitto che si regolarizasse tutto con delle leggi precise sull'istituzzione di un partito e poi penso che ci siano anche troppi ministri
ad'esempio il ministro della publica istruzzione per me dovrebbe essere lo stesso dell'universitta e ricerca perche dividere cosi tanto i compitti che compacciano alla perfezzione e mettiamo definitivamente in ordine gli stipendi dei parlamentari arrivano fino a 15.000 euro ma per fare cosa sedersi e vottare mi dispiace ma non ci stò


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MessaggioInviato: sab gen 05, 2008 20:51 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Condivido il tuo pensiero meno che sulla parte sulla nascita dei partiti.
I partiti sono libere associazioni e come tali libere espressioni del pensiero tutelate dall'art. 21 della Costituzione.
Tutti hanno il diritto di fare un partito e candidarsi alle elezioni.
Io sarei semmai dell'idea di dare a tutti la possibilità di fare un campagna elettorale a livello nazionale a spese dello stato.
Se voglio fare un partito e competere contro Prodi o Berlusconi ho il dirito di farlo anche se sono povero.
E invece una lesione a questo mio diritto rendere più difficile la nascita dei partiti.


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MessaggioInviato: dom gen 06, 2008 02:39 am 

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chi vince governa, sbarramento al 10%
Esempio:
PD 30%
[color=cyan]PdL 29%[/b]
An 12%
Arcobaleno 10%
....................
[color=violet]Lega 8%
verdi 3%
IdV 3%[/b]

Governa il PD, senza passaggio di casacche
Sotto la linea tratteggiata nessun parlamentare.

Non mi sembra tanto difficile

Si obbliga tutti ad allearsi e al tempo stesso, non essendoci la possibilità di cambio di casacca, la maggioranza regge per forza 5 anni.
Al termine della legislatura se hanno fatto bene si riconferma il voto se no a casa.


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MessaggioInviato: dom gen 06, 2008 11:49 am 

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malcom 1975 effetivamente immaginavo che andase contro la costituzzione ma questa mia idea e venutts dopo le lamentele di come e nato il pdl cosi dal nulla tipico di chi ha tanti soldi un partito per arrivare alle politiche deve avere certi requisiti innanzituto uno statuto è inutile fare come il pd che ancora non ha mostrato lo statuto oppure quelle elezioni dove vottavano tutti anchio non toccherei i partiti ma se dovesse eserci un'altra lamentela si ignifica che le cose così non vanno


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MessaggioInviato: lun gen 07, 2008 20:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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X Stefano.gr

Dubito che na legge con uno sbarramento così alto possa ottenere consenso in parlamento, già hanno bocciato il sistema spagnolo che quasi la stessa cosa.

X Giamma 90
Capisco la rabbbia per la nascita di certi partiti tranquillo non sei l'unico. A me infastidisce che nonostante la Costituzione vieti l'uso del tricolore nel simbolo dei partiti, molti usa : PdL,FI,An,Fiamma Tricolore,ecc.


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MessaggioInviato: lun gen 07, 2008 20:39 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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be penso che comunque nessuno si preocupera di fare qualcosa per regolarizare i partiti ma almeno mi auguro che prendano in considerazzione le affermazioni che a datto parisi approposito degli errori che si stano facendo sulla linea da seguire dove io nel forum temi istituzionali o riportato uno stralcio dell'intervista del corriere della sera


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MessaggioInviato: lun gen 07, 2008 22:29 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Il problema è che c'è un paradosso irrisolvibile.
Una buona legge elettorale per forza di cose deve far fuori i partitini, almeno i più piccoli. Ma in Parlamento oggi abbiamo un sacco di partitini, che quindi non voteranno mai una legge che li fa fuori (visto che non passa loro nemmeno per la testa di aggregarsi o di crescere iniziando a far politica invece che rendita).
Quindi la legge può essere votata solo dai partiti più grandi (come il PD); ma il Governo non può permetterlo perchè altrimenti i piccoli, sentendosi traditi dal PD, lo fanno cadere.
Quali soluzioni sono possibili?
A) I piccoli si responsabilizzano e accettano che non possono stare in parlamento con l'unovirgola, e si impegnano a crescere. Molto poco probabile.
B) I grandi fanno la legge senza i piccoli, il Governo cade, si va a elezioni con la nuova legge. Probabile, ma sarebbe una disgrazia se tornasse il Berlusconi. Inoltre Prodi vorrà evitare questo esito.
C) Si rinvia la legge fino a fine legislatura, così che anche se il Governo cade non è un problema perchè stava comunque per scadere il mandato. Impossibile se si fa il referendum, probabilissimo se non si fa.
D) Si fa una legge su cui sono d'accordo anche i piccoli, che sarebbe di certo migliore del Porcellum (qualunque cosa è migliore), ma non risolverebbe i problemi alla radice. Abbastanza probabile.

Personalmente non vedo altre vie d'uscita, e sinceramente non so quale preferirei.


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MessaggioInviato: mar gen 08, 2008 21:54 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 3
Si fa un gran discutere di questa legge elettorale;
in questo gran marasma, in questa confusione ...
io ho poche e semplici richieste
che ritengo imprescindibili per il nostro Partito;
sono per una legge elettorale che garantisca la Governabilità del Paese e
che dia realmente la possibilità al Cittadino-Elettore-Attivo di decidere i propri rappresentanti a tutti i livelli.

vallee


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MessaggioInviato: mer gen 09, 2008 20:33 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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La vera via d'uscita è una legge che consente ai grandi partiti di governare senza doversi alleare con i partitini. Il mio sitema...quella della mia proposta darebbe questa possibilità pur tenedo i piccoli in parlamanto. Chi vince avrebbe almeno il 52% dei seggi anche se fà solo il 30% dei voti.


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MessaggioInviato: gio gen 10, 2008 12:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Entro maggiormente nel dettaglio sulla mia proposta;

per GOVERNABILITA' intendo:
favorire la "tendenza" al Bipolarismo, per cui
. introduzione di una soglia di SBARRAMENTO (5%?) per "tagliare fuori" partituccoli autoreferenziali che NULLA rappresentano, anzi fanno sterile OSTRUZIONISMO
. PREMIO di MAGGIORANZA per chi VINCE le elezioni, anche se confesso che il 52% di seggi con il 30% di voti come concetto mi fa un po' paura, ma a volte ci va il CORAGGIO di CAMBIARE!

ELEZIONE DIRETTA DEI RAPPRESENTANTI:
BASTA Liste Bloccate imposte dalle Segreterie di Partito, si va per preferenze, voti (Primarie?) chi LAVORA BENE viene premiato dal "proprio" elettorato, chi LAVORA MALE giustamente viene "TROMBATO"! :wink:

poi certamente entreranno anche "i soliti noti", ma ci saranno sicuramente delle "sorprese" che dovrebbero essere persone stimate, di qualità e che si danno da fare per la crescita del Partito ed il ritorno dei Cittadini ad una fiducia nei confronti della Politica e dei propri Rappresentanti;
anche perchè a livello Nazionale abbiamo una Commissione Etica al lavoro e la mia speranza (my hope per citare Obama) è che introduca Norme drastiche per quanto riguarda la candidabilità nelle Liste del Nostro Partito.


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MessaggioInviato: gio gen 10, 2008 12:35 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Vorrei toccare un altro argomento spinoso
ci sarebbero da fare discorsi SERI & CORAGGIOSI su un argomento dirimente e di interesse come la tanto millantata,
Riduzione dei Costi della Politica;

ma quando si farà qcs di concreto?
anche noi possiamo, anzi DOBBIAMO dire qcs: qualche idea già circolante e qualche spunto di riflessione seria ...

- Riduzione del numero dei Parlamentari e relativi PRIVILEGI (perchè alla gente comune quel che da fastidio non è il lauto stipendio che essi ricevono, ma la caterva di privilegi annessi e connessi che aumentano la sperequazione tra cittadino comune e casta politica),

- Finanziamento Pubblico ai Partiti che a mio modo di vedere è il VERO motivo di questo fiorire di partituccoli autoreferenziali (e quindi FRAMMENTARIETA'); Partiti Politici che NULLA RAPPRESENTANO, ma che sottraggono RISORSE PUBBLICHE per il mero mantenimento della propria Classe Dirigente (e che magari si definiscono di Sinistra ... queste sono le incongruenze che mi infastidiscono di più ...)
Un Partito in quanto tale, se ha un seguito deve avere la capacità di autofinanziarsi, altrimenti è FINITO!

questi a mio avviso sono "argomenti scomodi", ma su cui non si può sorvolare come si è fatto finora per non "alzare un vespaio"; dobbiamo avere la capacità di essere un partito diverso, anche nella DETERMINAZIONE di voler affrontare taluni argomenti un tantino scomodi.


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MessaggioInviato: gio gen 10, 2008 19:32 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Io sono favorevolissimo ad un ritorno del voto di preferenza: è un diritto sacrosanto dei cittadini scegliere il candidato che meglio incarna lo spsirito del partito prescelto.
Quanto alla candidabilità la vieterei a chi ha condanne penali, carchi pendenenti o assoluzioni per prescrizione del reato, inoltre la vietre a chi ha almeno una legslatura alle spalle nella quale ha avuto un comportamento indecoroso in aula (risse, insulti, cartelloni,ecc.)o nele manifestazioni o ha superato un determinato tetto di assenze.
Lo stipnedio lo farei prproprzionale alle ore lavorate e metterei un teto di assenze giustifica. L apensione la si prende se si raggiungono almeno 20 anni 20 anni di contributio all' età di 65 anni o a qualsiasi età se si hanno almeno 40 anni di contributi. per farla breve la contribuzione pensionistica del parlamantare dev'essere trattata come quella di un qualsiasi lavoratore dipendente della P.A.
Via tutti i privilegi. Rimborso delle spese sostenute per motivi istituzionali purchè documentate e possibilità di assumere fino a 4 collaboratori (portaborse) inquadrabili come impiegati amministrativi di livello base ( o poco più) e con i requisiti di legge necessari per antrare partecipare ha concorsi pubblici per P.A. e da iscrivere nell'apposito registro e pagati dal'onorevole attraverso una diaria ad esseo corrsisposta insieme allo stipendio.
Invece delle gratuità, per lui che per lo staff pari a quelli dei militari.

Quanto al PD se fossi Veltroni introdurrei un requisito di candiddabilità per i provenienti da altri partiti che consiste nell'avere la tessera da almeno 3 o 5 ani durante i queli si è dimostrata fedeltà al partito.
I tesserati che metono in cris giunte o governo non vengono ricandidati e se cambiano gruppo consiliare o parlamantare vengono espulsied obbligati a lasciare il seggio ad un altro del partito.
Quest'ultimo obbligo sarebbe da imporre per le legge a tutti gli eletti.


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