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 Oggetto del messaggio: Pace Subito
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 20:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Pace subito
Quanto sangue ancora dovrà scorrere, prima che si arrivi a decidere per quella che, tutti lo sanno, è l'unica strada che porti equilibrio, cioè il riconoscimento dello Stato di Palestina e la sicurezza dello Stato di Israele?
Walter Veltroni



L'evolversi della crisi in Medio Oriente tiene tutto il mondo con il fiato sospeso. "La tragedia in Medio Oriente - ha detto Veltroni a Pisa - ha una ragione: la fatica da parte di tutti a dire quel "sì" che deve essere detto. Un grande scrittore israeliano ha detto: quanto sangue ancora dovrà scorrere, prima che si arrivi a decidere per quella che, tutti lo sanno, è l'unica strada che porti equilibrio, cioè il riconoscimento dello Stato di Palestina e la sicurezza dello Stato di Israele?".

"Spesso - ha aggiunto - dire di sì è rischioso. Yitzhak Rabin a Camp David e a Washington, con Clinton e con Arafat, ha avuto il coraggio di dire 'sì' ed è stato ucciso da un fondamentalista. Fare le riforme sul serio, non a chiacchiere, cambiare il volto delle cose è molto rischioso. Ma è quello che uno statista, che è cosa diversa da un uomo politico, deve saper fare. Gli interessi generali - ha concluso Veltroni - prima di tutto".


A Gaza ancora violenza. Olmert: proteggiamo i nostri cittadini, Abu Mazen interrompe colloqui di pace

A nulla sembra essere servito l'appello rivolto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a israeliani e palestinesi per un immediato cessate il fuoco. Dopo la tragica giornata di ieri, terminata con il più grande bagno di sangue che il popolo palestinese abbia subito dal 1980 a oggi, il governo israeliano ha ribadito che gli attacchi militari sulla Striscia di Gaza continueranno fino a che non potrà considerarsi conclusa la missione. Dalla Striscia, intanto, continuano a piovere razzi Qassam sulle città del sud Israele lanciati dalle milizie di Hamas.

Dopo le 61 vittime di sabato - la maggior parte delle quali miliziani, ma anche 13 civili, di cui 7 bambini - anche domenica le autorità sanitarie palestinesi parlano di una conta dei morti in rapida e drammatica evoluzione. Le forze israeliane continuano a presidiare con i mezzi corazzati la periferia del campo profughi di Jabalyia e non mostrano cenni di ritiro. Gli elicotteri sorvolano la zona, ma i cieli della Striscia vengono solcati senza sosta anche dai "droni", gli aerei-spia che fotografano il terreno alla continua ricerca di nuovi obiettivi.

L'operazione "inverno caldo", sferrata dall'esercito israeliano dopo che un razzo Qassam lanciato dalla Striscia di Gaza aveva ucciso un civile israeliano nella cittadina di Sderot, prosegue. "Lo Stato ebraico - ha affermato il primo ministro Ehud Olmert rispondendo all'appello alla cessazione delle violenze lanciato dall'Onu - non ha alcuna intenzione di sospendere l'azione militare. I miliziani di Hamas - che controllano la Striscia - continueranno ad essere colpiti inesorabilmente".

"Dobbiamo ricordare - ha sottolineato Olmert - che Israele sta proteggendo i propri cittadini nel sud del paese e niente ci impedirà di continuare a fare il nostro dovere. Nessuno ha il diritto morale di fare la predica a Israele sul suo diritto di autodifesa". Più tardi il ministro della Difesa Ehud Barak ha precisato che, in questa fase dei combattimenti, l'esercito israeliano continuerà la propria azione con quattro obiettivi: la fine dei lanci di razzi sulle vicine città israeliane, la fine delle trafugazioni di armi verso Gaza, la fine del governo gdi Hamas e la separazione definitiva dello Stato di Israele dalla Striscia di Gaza, dopo il ritiro unilaterale del 2005.

Nonostante la massiccia operazione militare tuttora in corso, anche il continuo lancio di missili Qassam da parte dei miliziani Hamas sul sud di Israele, non accenna a fermarsi. Sderot continua ad essere la città più colpita. Intanto la minaccia di un'estensione della crisi da Gaza alla Cisgiordania - che è rimasta sotto il diretto controllo dell'Anp - sembra farsi sempre più concreta. Un ragazzo palestinese di 14 anni è stato ucciso dai colpi dei soldati israeliani intervenuti per disperdere una manifestazione di protesta a Betahma nelle vicinanze di Ramallah per le vittime nella Striscia di Gaza.

Nel frattempo, a fronte del deteriorarsi della situazione nei Territori, il presidente dell'Anp Abu Mazen ha sospeso tutti i contatti con Israele in segno di protesta. Lo ha reso noto il suo portavoce, Nabil Abu Rudeina, con un comunicato. "I negoziati sono sospesi, come tutti i contatti a tutti i livelli, perchè non hanno più senso di fronte all'aggressione israeliana. Il governo israeliano - ha aggiunto - ha deciso di lanciare una guerra ingiusta e massacra il popolo palestinese. Porta la completa responsabilità per il blocco del processo di pace".

S.C.
http://www.partitodemocratico.it/gw/pro ... _DOC=45761


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 20:33 pm 

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non è più tollerabile una carneficina infinita di queste dimensioni. non passa giorno senza sentire di missili lanciati su città israeliane che uccidono civili o di raid israeliani che uccidono palestinesi. basta!!! l'europa deve imporsi!!! deve costringere israele a fare più di qualche passo indietro. ma per arrivare a questo i paesi più importanti devono dire la loro. d'alema parlava di mandare i caschi blu, perchè non si mandano??? perchè non si fanno applicare le risoluzioni dell'onu?? perchè israele non smette di costruire ancora colonie?? solo così si può risolvere il problema e il fondamentalismo che ci è cresciuto sopra.


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:03 pm 

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i palestinesi si trovano a vivere in condizioni bruttissime.
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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:05 pm 

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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:06 pm 

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Purtroppo in questa campagna elettorale, i temi di politica internazionale sono quasi del tutto assenti.
Medio Oriente, Kossovo, crisi del dollaro e delle borse ecc. sembrano rimanere sullo sfondo delle nostre beghe interne alquanto provinicali.

Credo che tutto ciò accada non a caso. Ed il motivo è che le politiche nazionali sono assolutamente inadeguate ad affrontare tale ordine di problemi.

Giustamente ambientalistaPD esclama [color=darkblue]basta!!! l'europa deve imporsi!!! [/b]

Ma il problema è che senza un'Europa federale, con un parlamento con reali poteri legislativi ed un governo eletto dai cittadini e quindi investito di una autorità democratica, questa come altre crisi non portà mai affrontarle.

Speriamo che nelle prossime elezioni europee si possa lanciare una forte iniziativa politica su questi temi!


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:08 pm 

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mariok ha scritto:
Purtroppo in questa campagna elettorale, i temi di politica internazionale sono quasi del tutto assenti.
Medio Oriente, Kossovo, crisi del dollaro e delle borse ecc. sembrano rimanere sullo sfondo delle nostre beghe interne alquanto provinicali.

Credo che tutto ciò accada non a caso. Ed il motivo è che le politiche nazionali sono assolutamente inadeguate ad affrontare tale ordine di problemi.

Giustamente ambientalistaPD esclama [color=darkblue]basta!!! l'europa deve imporsi!!! [/b]

Ma il problema è che senza un'Europa federale, con un parlamento con reali poteri legislativi ed un governo eletto dai cittadini e quindi investito di una autorità democratica, questa come altre crisi non portà mai affrontarle.

Speriamo che nelle prossime elezioni europee si possa lanciare una forte iniziativa politica su questi temi!

si l'europa deve darsi una guida forte e intervenire per risolvere il problema ma anche gli USA devono impegnarsi.


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:10 pm 

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Intervista di Andrea Bonanni - La Repubblica - Chiedo il dispiegamento di forze internazionali a Gaza come in Libano. L'Egitto ha delineato la via della pace basata sul diritto internazionale. Intervista ad Al Ahram


Più di 50 minuti di una lunga intervista con Massimo D'Alema che tanti definiscono come un politico unico, dotato di una mentalità illuminata, di credibilità e di trasparenza che gli hanno consentito di trasformare il partito DS, di cui e' presidente, da un partito comunista ad un partito democratico appartenente alla coalizione dei partiti del centro-sinistra al potere in Italia. Le sue qualità gli hanno reso anche possibile diventare Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1997 e Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri nell'attuale governo Prodi. Durante l'intervista, D'Alema ha risposto a tutte le domande di Al Ahram, esprimendo la sua opinione sulla tragedia palestinese, la guerra preventiva in Iraq, la situazione in Libano ed il problema nucleare dell'Iran, nonché sul fenomeno del terrorismo e sui mezzi per il sostegno dei rapporti euro - mediterranei.


Come valuta la situazione attuale in Libano e a Gaza e quali sono gli sforzi che l'Italia svolge per mettere fine allo spargimento di sangue nei territori palestinesi?


“Siamo intervenuti in Libano per mettere fine ad un conflitto tragico che poteva rappresentare il fronte di una guerra totale. Siamo intervenuti per sostenere il governo libanese, ed abbiamo organizzato la Conferenza di Roma con questo obiettivo. Siamo intervenuti anche per unire gli sforzi dell'Europa, degli USA, della Russia e del mondo arabo per arrivare ad un accordo accettato da tutti. Partendo da questo punto di vista, penso che la Conferenza di Roma sia stata importante, malgrado i risultati, perché la bozza della risoluzione delle Nazioni Unite è partita da li' e, anche se non siamo riusciti a mettere subito fine al conflitto, abbiamo messo le basi necessarie. Penso che il grande valore della Conferenza di Roma sia stato l'elenco dei partecipanti e che al momento dell'esplosione del conflitto, l'Europa, gli Stati Uniti, la Russia, l'Egitto, l'Arabia Saudita, le organizzazioni internazionali e le Nazioni Unite si siano seduti attorno ad un tavolo per lavorare insieme. Alla fine questo sforzo è stato premiato con la conclusione del conflitto ed un piano internazionale per la ricostruzione del Libano a cui ha partecipato l'Europa con grandi stanziamenti a sostegno del governo libanese. C'è oggi una forza di sicurezza che aiuta gradualmente il Libano a realizzare gli accordi tra le diverse forze libanesi che dovrebbero consolidare il sistema democratico libanese. La democrazia è sempre in pericolo a causa della presenza di milizie armate. Tutti noi sappiamo che si tratta innanzi tutto di una questione libanese e non di un obbligo internazionale. La presenza internazionale è una garanzia ed è importante la partecipazione in questa garanzia di truppe europee ed islamiche, insieme a Turchia, Qatar e la comunità internazionale. L'Occidente e l'Islam non sono separati, ma tutta la comunità internazionale deve riprendere il suo impegno congiunto. C'e' stata una forte collaborazione da parte dell'Egitto per poter arrivare ad una soluzione, molto evidente in occasione del mio incontro con il presidente Mubarak al Cairo a meta' agosto. Speriamo che la situazione in Libano proceda come è stato pianificato malgrado gli attuali rischi, le violazioni israeliane da una parte e le minacce terroristiche dall'altra, Hezbollah ed i suoi armamenti. È una situazione piena di rischi, ma dobbiamo sostenere il Libano in campo politico e militare. Abbiamo preso questa decisione sulla base di un ampio sostegno nazionale. Gli italiani hanno capito che le loro forze sarebbero state impegnate in una vera missione di pace. A Gaza la situazione è più complessa. Non ho nascosto fin dall'inizio di considerare il Libano un'esperienza utile per il futuro dei Territori palestinesi. Per quanto riguarda il Libano c'era un accordo prima del dispiegamento delle forze delle Nazioni Unite e, se si arrivasse ad un accordo anche nei Territori palestinesi, sarebbe utile, a mio parere, dispiegare forze internazionali per garantire l'accordo e la sicurezza. La situazione a Gaza è tragica ed è una prova che le strategie unilaterali non funzionano e che dobbiamo seguire la via dei negoziati come la Road Map. A mio avviso, dobbiamo fare in fretta per arrivare ad un accordo di pace vero. Ritengo che sia sbagliato continuare a posticipare una situazione finale per i Territori palestinesi. Dobbiamo procedere velocemente nell'operazione che condurrà alla creazione di uno stato palestinese entro la fine dell'anno prossimo, come aveva previsto Re Abdullah II. L'Europa deve partecipare a questo impegno tramite negoziati che saranno basati sulle Risoluzioni delle Nazioni Unite. Le posizioni dell'UE affermano le stesse cose: accordo sulla base delle frontiere del 1967 ad eccezione dei cambiamenti e dello scambio di territorio che saranno concordati tra le due parti. Questo processo avrà successo solo se otterra' un forte sostegno da parte della comunità internazionale cioè dell'Europa, degli Stati Uniti e dei Paesi arabi. Penso che l'Europa dovrà proporre questo argomento agli USA dopo le elezioni di medio termine. Per rilanciare questo processo dovrebbe verificarsi una svolta sulla scena palestinese. Quello che ci preoccupa attualmente è il conflitto tra i palestinesi stessi e le difficoltà di uscita da questa impasse grazie ad un governo di unità nazionale che penso sarebbe la soluzione più ragionevole. Un governo di unità nazionale aprirà la porta ai negoziati con Israele, e cio' comporterebbe una svolta nella posizione di Hamas, tale da portarlo a riconoscere gli accordi firmati dall'Autorità Nazionale palestinese. Se si vuole negoziare con qualcuno lo si deve riconoscere e con esso il suo diritto di esistere. La situazione non si e' ancora risolta, malgrado tutti gli sforzi, ad iniziare dal cambiamento più urgente, cioè un cessate il fuoco e la fine della tattica suicida che consiste nel lancio dei razzi Qassam, oltre alla cessazione dei raid israeliani che hanno causato più di 300 morti nelle scorse settimane. Fra le cose piu' importanti, c'e' la restituzione del soldato israeliano, specialmente, in considerazione del fatto che Israele ha espresso la sua disponibilità al rilascio di un certo numero di palestinesi, tra cui i ministri del Governo palestinese. Il fatto tragico è l'incapacità della leadership palestinese di arrivare ad un accordo che possa risolvere il nodo della situazione. Credo che la comunità internazionale debba sostenere gli sforzi del presidente Abu Mazen per la formazione di un governo di Unità Nazionale.“

(l'intervista continua all'indirizzo
LINK

)
28 Ottobre 2006


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:20 pm 

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ambientalistaPD ha scritto:
Intervista di Andrea Bonanni - La Repubblica - Chiedo il dispiegamento di forze internazionali a Gaza come in Libano. L'Egitto ha delineato la via della pace basata sul diritto internazionale. Intervista ad Al Ahram

28 Ottobre 2006


A me la politica estera del Governo Prodi è piaciuta molto. Mi piacerebbe quindi che D'Alema potesse continuare a mettere in atto queste sue proposte, perchè trovo l'approccio molto valido.
Claudia


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 Oggetto del messaggio: Re
MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:22 pm 

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A me pochino.
Molto poco D'Alema a braccetto degli estremisti islamici.


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 21:25 pm 

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secondo me molta della responsabilità del conflitto israelo palestinese è degli stati uniti e parte anche dell'europa.
io spero nella pace fra questi due popoli e chissà magari in uno stato federato in cui israeliani e palestinesi possano vivere assieme. ma questa speranza tarderà ad arrivare se gli USA non cambieranno il loro approccio al problema.
ha sempre fatto comodo avere un avamposto occidentale in medio oriente, prima per la guerra fredda e ora per la guerra al terrorismo. bisogna cambiarlo questo stato di cose. dico che sono gli stati uniti il nodo della situazione perchè è sotto gli occhi di tutti. negli stati uniti c'è una comunità ebraica molto potente. prova ne sia che tutti gli ultimi presidenti degli stati uniti si sono limitati a degli inviti alla pace e a fine mandato quasi come un'ultima passerella. senza alcun impegno per non irritare i potenti elettori sionisti. sia clinton che bush. mai in impegni concreti. hanno addirittura paralizzato l'onu con i loro veti. in qualunque altro caso si sarebbe dato l'embargo o mandati i caschi blu.
gli stati uniti hanno la politica dei due pesi e due misure. il movimento sionista finanzia israele a piene mani ed esso è radicato negli USA e in europa. in europa poi non si prende una posizione netta per evitare di essere tacciati come dei nazisti o negazionisti.
altro ruolo importante è giocato poi dall'industria delle armi. gli usa sono il maggior fornitore di armi ad israele.comunque per la cronaca io non difendo i terroristi. i loro atti sono da condannare. si deve però capire che la situazione in cui sono costretti a vivere i palestinesi nella completa indifferenza della comunità internazionale li porta a fare gesti eclatanti.
ora non vale la pena pensare e dibattere sul fatto che è stato giusto o no rendere possibile agli ebrei di creare un loro stato in medio oriente e il modo in cui questo è stato fatto. quel che è fatto è fatto e nessuno può tornare indietro.
si deve cercare di rendere il più armoniosa possibile la convivenza di questi due popoli.
bisogna arrivare ad un cessate il fuoco. bisogna far rispettare le risoluzioni onu. israele deve finirla di costruire nuove colonie altrimenti rendera più acuta la contrapposizione. basta ai muri. nei territori occupati le città palestinesi sono circondate da muri. sono in carcere??? in queste condizioni grazie che nasce il fondamentalismo in un popolo che fondamentalista non lo è mai stato!!
gli americani devono battere il pugno sulla scrivania di olmert è obbligarlo a smetterla. ma come al solito se ne laveranno le mani.
bisogna dare atto e ringraziare gli americani per avere liberato l'europa dal fascismo ma nella loro politica internazionale degli ultimi 30 anni ci sarebbe molto da ridire.
ora non per essere anti americano ma gli americani che si dicono tanto paladini della libertà vedono la difesa della libertà solo dove loro interessa.
iraq per il petrolio. per il kuweit petrolio
per l'afhanistan i metanodotti.
se non si risolve il conflitto israelo palestinese il medio oriente resterà sempre un'area calda. con israeliani che si difendono e che fanno crescere movimenti negazionisti, antisionisti nei paesi limitrofi libano, siria, iran. quindi cerchiamo di vedere il problema in maniera critica.


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 22:17 pm 

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ambientalistaPD ha scritto:
bisogna far rispettare le risoluzioni onu. israele deve finirla di costruire nuove colonie altrimenti rendera più acuta la contrapposizione. basta ai muri. nei territori occupati le città palestinesi sono circondate da muri. sono in carcere??? in queste condizioni grazie che nasce il fondamentalismo in un popolo che fondamentalista non lo è mai stato!!

Mi pare, scusa se te lo dico francamente, tu intervenga in questo tema con un carico di vecchi ed odiosi pregiudizi antiisraleiani. Pregiudizi di cui, per definizione, non sei consapevole e quindi immagino negherai fortemente.
Ma la tua frase "bisogna far rispettare le risoluzioni onu" è emblematica perché utilizzata all'infinito dalla propaganda palestinese come se l'unico a violare le risoluzioni fosse Israele. Invece le risoluzioni oltre a citarle vanno lette e se tu le avessi lette saprai che prevedono il riconoscimento di israele come nazione ed il suo diritto a vivere in confini sicuri e certi. Dove questo riconoscimento c'è stato (Egitto, Giordania) la pace è stata fatta ed israele si è ritirato.
Gli altri paesi arabi non hanno mai riconosciuto israele ed hanno finanziato il terrorismo. Israele si è ritirata unilateralmente da Gaza ed il risultato lo vediamo. Vediamo che è una palla colossale (non so come tu possa crederci, capisco chi vive la' che nasce in un clima di bieca propaganda in stile nazi antiebraica, ma tu....) che sia l'occupazione dei territori a generare il terrorismo. La striscia di gaza è li a dimostrarlo. Hamas non vuole riconoscere Israle. L'OLP di Arafat lo fece ed il frutto fu il gradiale ritiro da alcune parti della cisgiornania, anno dopo anno, trattato dopo trattato.

Ma contro questa nascente pace è nato il fronte degli irriducibili contro la pace con israele, per la guerra fin alla fine, anche con il terrorismo suicida. Sadat ha pagato con la vita la sua pace siglata con Israele. Li' è nato il movimeto terrorista che conosciamo, dopo gli accordi di camp david, come reazione alla pace con Israele. Arafat ha pagato perdendo la leadership. Il terrorismo è causato dai progressi di pace ed infatti ogni volta che si parla di pace e di accordi scatta l'atentato o il lancio di missili. Credo che questo sia ben visibile a chi cerca la verità e sa trovarla, senza visioni ideiologiche pre-muro e piu' vicile al vecchio internazionalismo proletario. Il muro serve per evitare i kamikaze (ed in questo è riuscito abbastanza) ma ora viene scavalcato con i razzi kassam, lanciati a migliaia (con lo stesso stile con cui Hitler lancava le V2 su Londra).

Noi poi abbiamo l'esempio della nostra Resistenza, che contro i tedeschi che occupavano i nostri territori non hanno mai usato azioni terroristiche.

Venendo al tema della pace, credo che noi possiamo dare un ottimo contributo se non siamo coinvolti come tifosi pro o contro una delle fazioni in campo e riconosciamo che torti e ragioni sono ugualmente distribuiti. La tua visione invece mi pare molto sbilanciata e di parte, tanto che arrivi addirittura a giustificare il terrorismo (non lo difendi - e ci mancherebbe altro - ma lo giustifichi).

Spero che si possa affrontare questo tema in modo piu' equilibrato.
Per rispetto a chi soffre e lotta per la pace, non si puo' essere noi di parte.

Parere ovviamente personale ma che so condiviso da chi vuole veramente la pace.

Francesco


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 23:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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francescopf ha scritto:
ambientalistaPD ha scritto:
bisogna far rispettare le risoluzioni onu. israele deve finirla di costruire nuove colonie altrimenti rendera più acuta la contrapposizione. basta ai muri. nei territori occupati le città palestinesi sono circondate da muri. sono in carcere??? in queste condizioni grazie che nasce il fondamentalismo in un popolo che fondamentalista non lo è mai stato!!

Mi pare, scusa se te lo dico francamente, tu intervenga in questo tema con un carico di vecchi ed odiosi pregiudizi antiisraleiani. Pregiudizi di cui, per definizione, non sei consapevole e quindi immagino negherai fortemente.
Ma la tua frase "bisogna far rispettare le risoluzioni onu" è emblematica perché utilizzata all'infinito dalla propaganda palestinese come se l'unico a violare le risoluzioni fosse Israele. Invece le risoluzioni oltre a citarle vanno lette e se tu le avessi lette saprai che prevedono il riconoscimento di israele come nazione ed il suo diritto a vivere in confini sicuri e certi. Dove questo riconoscimento c'è stato (Egitto, Giordania) la pace è stata fatta ed israele si è ritirato.
Gli altri paesi arabi non hanno mai riconosciuto israele ed hanno finanziato il terrorismo. Israele si è ritirata unilateralmente da Gaza ed il risultato lo vediamo. Vediamo che è una palla colossale (non so come tu possa crederci, capisco chi vive la' che nasce in un clima di bieca propaganda in stile nazi antiebraica, ma tu....) che sia l'occupazione dei territori a generare il terrorismo. La striscia di gaza è li a dimostrarlo. Hamas non vuole riconoscere Israle. L'OLP di Arafat lo fece ed il frutto fu il gradiale ritiro da alcune parti della cisgiornania, anno dopo anno, trattato dopo trattato.

Ma contro questa nascente pace è nato il fronte degli irriducibili contro la pace con israele, per la guerra fin alla fine, anche con il terrorismo suicida. Sadat ha pagato con la vita la sua pace siglata con Israele. Li' è nato il movimeto terrorista che conosciamo, dopo gli accordi di camp david, come reazione alla pace con Israele. Arafat ha pagato perdendo la leadership. Il terrorismo è causato dai progressi di pace ed infatti ogni volta che si parla di pace e di accordi scatta l'atentato o il lancio di missili. Credo che questo sia ben visibile a chi cerca la verità e sa trovarla, senza visioni ideiologiche pre-muro e piu' vicile al vecchio internazionalismo proletario. Il muro serve per evitare i kamikaze (ed in questo è riuscito abbastanza) ma ora viene scavalcato con i razzi kassam, lanciati a migliaia (con lo stesso stile con cui Hitler lancava le V2 su Londra).

Noi poi abbiamo l'esempio della nostra Resistenza, che contro i tedeschi che occupavano i nostri territori non hanno mai usato azioni terroristiche.

Venendo al tema della pace, credo che noi possiamo dare un ottimo contributo se non siamo coinvolti come tifosi pro o contro una delle fazioni in campo e riconosciamo che torti e ragioni sono ugualmente distribuiti. La tua visione invece mi pare molto sbilanciata e di parte, tanto che arrivi addirittura a giustificare il terrorismo (non lo difendi - e ci mancherebbe altro - ma lo giustifichi).

Spero che si possa affrontare questo tema in modo piu' equilibrato.
Per rispetto a chi soffre e lotta per la pace, non si puo' essere noi di parte.

Parere ovviamente personale ma che so condiviso da chi vuole veramente la pace.

Francesco

cosa fai cerchi di screditarmi??
secondo te io sono un palestinese??? magari un terrorista??? ma falla finita!!!! per risolvere il problema c'è bisogno di meno gente che fa da paladina per la difesa di israele. le risoluzioni onu vanno rispettate da entrambi i fronti. israele deve essere riconosciuto da tutti!! ma israele deve fare parecchi passi indietro!!
prima di tutto con pregiudizi anti israeliani cosa intendi?? andiamo alla sostanza. israele è nato perchè alla fine della 2° guerra mondiale gran bretagna e stati uniti volevano fare un regalo agli ebrei usciti decimati dalla shoah. credo che facendo questo si sia fatto un madornale errore!! la shoah è stata una cosa terribile, spero che non si debba più ripetere ma non si fa nascere uno stato a tavolino così!! questa è la realtà o meglio la storia.
io il terrorismo lo condannno!! non farmi passare per amico dei terroristi!!! non è ammissibile uccidere decine e decine di persone innocenti per fini politici. dico solo che il terrorismo è dato dal fondamentalismo che nasce da questa eterna situazione di stallo e questo contagia tutto il medio oriente. la gente che vive in cisgiordania e nella striscia di gaza come puoi vedere dalla cartina vive asserragliata. la cisgiordania è di fatto sotto il controllo israeliano. le "colonie" israeliane in territorio palestinese sono tantissime e per difenderle gli israeliani hanno costruito lunghi muri attorno alle città e i punti di controllo chek point. in una condizione del genere non è possibile fare nulla. non si può fare impresa, commercio. anche andare in ospedale diventa un'avventura. che vita fa questa gente?? israele gioca la parte del leone aprendo e chiudendo i varchi, permettendo o no l'approvigionamento delle città palestinesi.
che israele deve essere riconosciuto è fuor di dubbio, ma se si è arrivati a questo punto la colpa è soprattutto d'israele. per svelenire il clima e fare arretrare il fondamntalismo israele deve fare la sua parte. l'olocausto lo stanno facendo ora gli israeliani nei confroni dei palestinesi.
israele però non vorrà mai lasciare la cisgiordania. sai perchè??
le falde acquifere!! in cisgiordania ci sono 1,4 milioni di persone di cui il 10% coloni israeliani ma in tale regione ci sono falde acquifere che servono per l'approvigionamento di isrele e della sua agricoltura. buona parte dello stato ebraico(il sud) èè un gande deserto. le fasce costiere e il territorio intorno al fiume giordano sono le aree in cui è possibile costruire insediamenti moderni e assicurare una qualità della vita decorosa. cedere ai palestinesi sarebbe da pazzi!!
e poi c'è il nodo di gerusalemme. ma comunque credo che la religione sia solo un aspetto secondario del problema

saluti


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MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 00:28 am 

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ambientalistaPD ha scritto:
dico solo che il terrorismo è dato dal fondamentalismo che nasce da questa eterna situazione di stallo e questo contagia tutto il medio oriente. la gente che vive in cisgiordania e nella striscia di gaza come puoi vedere dalla cartina vive asserragliata. la cisgiordania è di fatto sotto il controllo israeliano. le "colonie" israeliane in territorio palestinese sono tantissime e per difenderle gli israeliani hanno costruito lunghi muri attorno alle città e i punti di controllo chek point. in una condizione del genere non è possibile fare nulla. non si può fare impresa, commercio. anche andare in ospedale diventa un'avventura.

E questo per te è "colpa" di Israele", non del terrorismo, giusto? Beh, questa secondo me è una tua opinione pregiudiziale. Secondo te il terrorismo è l'effetto ed Israele è la causa. A mio avviso invece è il contrario. Il terrorismo è la reazione violenta al processo di pace, da parte di chi non vuole la pace.
Fattene una ragione.

Guarda che poi se non ci fosse chi difende Israele, sarebbe già stata annientata già l'anno dopo la sua nascita. Isralele fu attaccata da Egitto, Siria, Libano, Iraq e Transgiordania il giorno stesso delle sua proclamazione di indipendnenza, ritentandoci nel '67 e nel 73. Dopo queste guerre due paesi arabi siglarono una pace separata con Israele nel 1978 (e furono definiti traditori) e gli altri paesi arabi, capito che non avrebbero mai vinto, iniziarono a finanziare il terrorismo, cosa che fanno ancora oggi.
Il terrorismo non vuole la pace, vuole dichiaratamente la distruzione di Israele e basta.
E non lo nasconde affatto.
Il problema quindi non è Israele ma è il terrorismo.

Isralele caso mai pecca di eccesso di reazione ma è facile giudicare dato che bombe e missili se li beccano loro e noi siamo solo qui a leggere i giornali in poltrona. Perché l'UNU non manda i caschi BLU a Gaza?

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 13:25 pm 

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francescopf ha scritto:
ambientalistaPD ha scritto:
dico solo che il terrorismo è dato dal fondamentalismo che nasce da questa eterna situazione di stallo e questo contagia tutto il medio oriente. la gente che vive in cisgiordania e nella striscia di gaza come puoi vedere dalla cartina vive asserragliata. la cisgiordania è di fatto sotto il controllo israeliano. le "colonie" israeliane in territorio palestinese sono tantissime e per difenderle gli israeliani hanno costruito lunghi muri attorno alle città e i punti di controllo chek point. in una condizione del genere non è possibile fare nulla. non si può fare impresa, commercio. anche andare in ospedale diventa un'avventura.

E questo per te è "colpa" di Israele", non del terrorismo, giusto? Beh, questa secondo me è una tua opinione pregiudiziale. Secondo te il terrorismo è l'effetto ed Israele è la causa. A mio avviso invece è il contrario. Il terrorismo è la reazione violenta al processo di pace, da parte di chi non vuole la pace.
Fattene una ragione.

Guarda che poi se non ci fosse chi difende Israele, sarebbe già stata annientata già l'anno dopo la sua nascita. Isralele fu attaccata da Egitto, Siria, Libano, Iraq e Transgiordania il giorno stesso delle sua proclamazione di indipendnenza, ritentandoci nel '67 e nel 73. Dopo queste guerre due paesi arabi siglarono una pace separata con Israele nel 1978 (e furono definiti traditori) e gli altri paesi arabi, capito che non avrebbero mai vinto, iniziarono a finanziare il terrorismo, cosa che fanno ancora oggi.
Il terrorismo non vuole la pace, vuole dichiaratamente la distruzione di Israele e basta.
E non lo nasconde affatto.
Il problema quindi non è Israele ma è il terrorismo.

Isralele caso mai pecca di eccesso di reazione ma è facile giudicare dato che bombe e missili se li beccano loro e noi siamo solo qui a leggere i giornali in poltrona. Perché l'UNU non manda i caschi BLU a Gaza?

Ciao,
Francesco


[color=darkblue]Lettera di un lettore Ebreo a Maurizio Blondet.
(P.S. se non fosse sufficientemente noto, sono veramente molti gli Ebrei nel mondo che si dissociano dal sionismo e che condannano fermamente il comportamento sanguinario e razzista del governo di Israele. Essendo Ebrei, risulta difficile considerarli antisemiti).

Buona lettura.

$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

Pubblichiamo la risposta del direttore Blondet ad un importante scritto di un lettore di origine ebraica.

«Caro direttore io sono di origine ebraica e nonostante questo (ma poi perchè?) sono un suo affezionato lettore che la stima per il suo coraggio di andare controcorrente e di dire la pura e semplice verità anche a costo di pagarne il prezzo.
Detto questo Le dico che quello che sta succedendo in Palestina è una vergogna ignobile:la cosca attualmente al governo della Knesset sta massacrando un popolo intero nel silenzio totale sia della politica (quella che conta, non certo l’Italia un Paese geniale governato da buffoni buoni per qualsiasi operazione di burattinaggio) che dei media internazionali, entrambi controllati in gran parte da una lobby governata dall’ala peggiore dell’ebraismo mondiale (purtroppo al di là delle paranoie nazistoidi vi è un pesante fondo di verità in merito al potere nel mondo delle élites finanziarie, politiche e massoniche ebraiche che Lei con grande conoscenza e aggiungo coraggio ben descrive).
Ebrei/Israeliani per bene, che hanno la forza di indignarsi e di combattere questo schifo ve ne sono ancora molti (tra tutti gli splendidi ragazzi aderenti al movimento dei refusnik, i militari che affrontano la galera pur di non prestarsi più a questo massacro indegno), ma la loro voce è sempre più flebile e sempre più soffocata da questi macellai al governo (il meno bestia, Sharon, i rabbini fanatici lo hanno quasi spedito al creatore con una bella ‘pulsa denura’ spieghi lei ai lettori che cos'è...)che scambiano il diritto di vivere e prosperare in una terra che una volta era (parzialmente) loro con l’oppressione spietata di un popolo.
I palestinesi avranno anche le loro colpe (in primis essersi quasi sempre affidati a capi popolo farabutti e/o ladri), ma quello che hanno e stanno subendo è inimmaginabile: il secondo esercito più potente del mondo (e i suoi alleati ora servi USA) li ha ridotti ormai neanche più alla disperazione ma alla pazzia a furia di torture e umiliazioni e quello che è scandaloso tutto succede NEL PIU’ TOTALE SILENZIO O MEGLIO ACCONDISCENDENZA DEGLI ORGANI DI INFORMAZIONE INTERNAZIONALI.
La saluto e Le rinnovo la mia stima.[/b]


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MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 19:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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francescopf ha scritto:
ambientalistaPD ha scritto:
dico solo che il terrorismo è dato dal fondamentalismo che nasce da questa eterna situazione di stallo e questo contagia tutto il medio oriente. la gente che vive in cisgiordania e nella striscia di gaza come puoi vedere dalla cartina vive asserragliata. la cisgiordania è di fatto sotto il controllo israeliano. le "colonie" israeliane in territorio palestinese sono tantissime e per difenderle gli israeliani hanno costruito lunghi muri attorno alle città e i punti di controllo chek point. in una condizione del genere non è possibile fare nulla. non si può fare impresa, commercio. anche andare in ospedale diventa un'avventura.

E questo per te è "colpa" di Israele", non del terrorismo, giusto? Beh, questa secondo me è una tua opinione pregiudiziale. Secondo te il terrorismo è l'effetto ed Israele è la causa. A mio avviso invece è il contrario. Il terrorismo è la reazione violenta al processo di pace, da parte di chi non vuole la pace.
Fattene una ragione.

Guarda che poi se non ci fosse chi difende Israele, sarebbe già stata annientata già l'anno dopo la sua nascita. Isralele fu attaccata da Egitto, Siria, Libano, Iraq e Transgiordania il giorno stesso delle sua proclamazione di indipendnenza, ritentandoci nel '67 e nel 73. Dopo queste guerre due paesi arabi siglarono una pace separata con Israele nel 1978 (e furono definiti traditori) e gli altri paesi arabi, capito che non avrebbero mai vinto, iniziarono a finanziare il terrorismo, cosa che fanno ancora oggi.
Il terrorismo non vuole la pace, vuole dichiaratamente la distruzione di Israele e basta.
E non lo nasconde affatto.
Il problema quindi non è Israele ma è il terrorismo.

Isralele caso mai pecca di eccesso di reazione ma è facile giudicare dato che bombe e missili se li beccano loro e noi siamo solo qui a leggere i giornali in poltrona. Perché l'UNU non manda i caschi BLU a Gaza?

Ciao,
Francesco

la lettera fa riflettere!! a me pare che il solo parlare in maniera critica del conflitto israelo palestinese attiri su di se attacchi. si viene considerati nazisti, negazionisti, anti sionisti. perchè questi pregiudizi??? lo si vuole risolvere o no il problema?? se lo si vuole risolvare se ne deve parlare.
a me sembra che stai cominciando a fare il discorso del "è nato prima l'uovo o la gallina?"
che il terrorismo è una cosa sbagliata pare che siamo concordi. ma ti sei chiesto perchè c'è il terrorismo nel medio oriente e non solo li??? perchè???
mi risponderai di certo perchè loro sono fondamentalisti!! è per la loro religione!!
questa risposta denoterebbe un'analisi superficiale delle cose. io credo che il fondamentalismo nasce, si sviluppa e prospera in quei paesi perchè non si sono sapute dare risposte chiare e veloci. un popolo come quello palestinese che vive da 40 anni in queste condizioni è portato a diventare fondamentalista. le stesso vale per l'afganistan e pakistan dove però c'è l'aggravante che gli USA tramite la cia finanziavano i talebani e al quaeda affinchè lottassero i russi.
inoltre in palestina si è avuto un alto livello di corruzione e questo ha spinto la gente verso gli estremisti. l'occidente non ha saputo dare delle risposte serie e in tempo. lo schema della super potenza che controlla e decide su tutto è ormai obsoleto. molto spesso ciò ha portato a privilegiare il dio denero alla pace o alla giustizia. lo stallo del conflitto israelo palestinese ha le sue radici nella
guerra fredda. faceva comodo avere un avamposto occidentale in medio oriente, e ora con la guerra al terrorismo lo è ancora di più. la politica che gli altri paesi arabi è stata quella di utilizzare strumentalmente il conflitto israelo palestinese.
comunque mettiamo da parte le cause del conflitto e parliamo di come risolverlo. i miliziani di gaza devono smetterla con il lancio di missili è israele con gli attacchi mirati. mandare i caschi blu subito.
ma qui c'è un grosso problema chi si impegnerebbe a mandare i propri uomini. si tratta di missioni rischiose. soggette agli attacchi kamikaze. l'italia è già impegnata in libano e afganistan, la francia e germania lo stesso. regno unito, USA canada australia in iraq e afganistan. allora chi??
ma le pressioni maggiori si devono fare su israele. israele ha il coltello dalla parte del manico. sembra la lotta tra davide e golia. carri armati e aerei contro pietre.
si deve svelenire il clima. spingere affinchè gli estremisti palestinesi si sradicalizzino un bel po. in questo un contributo importante può arrivare dagli altri paesi arabi. ma con la faccenda nucleare in iran un intervento di questo genere credo sia per ora lontano. cominciare ad allentare la morsa sui territori. consentire una vita il più normale possibile. il modello kossovo a me sembra buono.
cominciare a dare sempre più strumenti democratici alla palestina. finirla di costruire "colonie". e nel giro di una decina d'anni si potrebbe arrivare alla proclamazione di uno stato palestinese indipendente. non è fantapolitica internazionale!!! ci vuole la volonta , che sembra fino ad ora mancare. il governo israeliano deve fare i conti con frange estremiste di popolazione.rabin l'ha ucciso un israeliano mica un terrorista palestinese. si devono fare politiche d'integrazione. progetti comuni. la gestione dell'acqua potrebbe essere un punto di partenza oppure l'energia.


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