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 Oggetto del messaggio: Afghanistan: certe cose non cambiano
MessaggioInviato: gio gen 31, 2008 16:02 pm 

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Afghanistan: condannato a morte per aver scaricato dal web un articolo antiintegralista
Uno studente di giornalismo rischia di morire per aver letto un reportage che critica il fondamentalismo

KABUL (AFGHANISTAN) - Sarà giustiziato per aver scaricato da internet un articolo di giornale considerato «blasfemo».
Il presidente afgano Hamid Karzai (Ap)
E' la terribile sorte del giovane afgano Sayed Pervez Kambaksh, studente di giornalismo che la settimana scorsa è stato condannato alla pena capitale da una corte islamica della provincia di Balkh, nell’Afghanistan settentrionale.

EROSIONE DEI DIRITTI CIVILI - Come fa notare il quotidiano inglese "The Independent", che ha pubblicato in prima pagina la notizia, la condanna a morte non è frutto di una vecchia sentenza talebana, ma è stata ordinata sotto il regime “democratico” di Karzai. Secondo il quotidiano progressista la vicenda di Kambaksh è un'ennesima prova dell'erosione dei diritti civili in Afganisthan. Il ragazzo è accusato di blasfemia dopo aver scaricato dal web un reportage nel quale si accusavano i fondamentalisti musulmani: essi, secondo l’articolo, affermano che il Corano giustifica l'oppressione della donna, travisando gli insegnamenti del profeta Maometto.

DISCUSSIONE ALL’UNIVERSITA’ - Il ventitreenne studente Kambaksh avrebbe fatto leggere l'articolo ad alcuni suoi colleghi della "Balkh University" cercando di aprire un dibattito. Tuttavia il tema ha provocato l'irritazione di alcuni studenti che si sono rivoltati contro Kambaksh. Prontamente il ragazzo è stato arrestato dalla polizia, portato innanzi ai giudici religiosi e costoro senza battere ciglio hanno pronunciato velocemente la sentenza di morte senza che un avvocato potesse difendere le ragioni dello studente. Tra coloro che hanno proposto la severa condannato vi è Sibghatullah Mojaddedi, un alleato chiave del presidente Karzai. Inoltre il Senato, che ha confermato mercoledì la sentenza capitale, ha inviato un messaggio a Karzai affinché il presidente non si faccia influenzare dalle pressioni occidentali e rispetti la legge islamica. Il verdetto è stato approvato da numerosi capi religiosi. Durante un'assemblea nella provincia di Takhar, Maulavi Ghulam Rabbani Rahmani, il capo del consiglio degli Ulema, ha sottolineato: «Vogliamo che il governo e la corte portino a termine l'esecuzione di Kambaksh il più presto possibile». Nella provincia di Parwan, Maulavi Muhammad Asif, un altro importante religioso ha ribadito: «Questa decisione dimostra rispetto per il Sacro Corano e il governo dovrebbe portare a termine l'esecuzione prima che le pressioni straniere aumentino».

PETIZIONE DELL’INDEPENDENT - L'Independent ha lanciato una petizione per impedire che il giovane Kambaksh sia giustiziato e ha invitato tutti i lettori a sottoscriverla. Le Nazioni Unite, diversi gruppi dei diritti umani e molti diplomatici occidentali stanno facendo pressioni su Karzai affinché ordini la liberazione del ventitreenne. Il presidente afgano infatti ha il potere di sospendere la sentenza. Il fratello del condannato, Sayed Yaqub Ibrahimi, anche lui giornalista, ha recentemente scritto sul quotidiano locale IWPR un articolo molto violento nel quale denuncia le atrocità e i delitti commessi da importanti figure politiche. «Naturalmente siamo atterriti per quello che sta succedendo a mio fratello. Ciò che accade è davvero ingiusto. Egli non è colpevole di blasfemia e gli è stato negato il diritto di difendersi. Si tratta di un processo-farsa». Anche Rahimullah Samander, presidente dell'Associazione dei giornalisti afgani liberi accusa il potere: «E' qualcosa di inimmaginabile, è illegale. Egli ha solo stampato una copia di un giornale e l'ha fatta leggere ai colleghi. Come possiamo credere che questa sia una democrazia se non si può nemmeno leggere e studiare? Chiediamo al presidente Karzai di invalidare la sentenza prima che sia troppo tardi».









Alla luce di fatti come questi, comincio a chiedermi seriamente che senso abbiano avuto questi 6 anni e mezzo di occupazione dell'Afghanistan. Ne è valsa la pena? Per quanto ancora dovremo avere pazienza?


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