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 Oggetto del messaggio: Il Kenya sull'orlo della guerra etnica
MessaggioInviato: mer gen 02, 2008 18:18 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
[color=darkblue]Dagli scontri sui risultati elettorali, si è passati alle stragi
tra tribù diverse. In campo le due etnie Kikuyu e Luo
Il Kenya sull'orlo della guerra etnica
L'Unione Africana chiede di trattare
Il presidente Kibaki accusa il rivale Odinga di "pulizia etnica": "Sono loro che attaccano"
Centinaia di morti, 70 mila sfollati. Miliband: "Gravi irregolarità, responsabilità di entrambi"

<B>Il Kenya sull'orlo della guerra etnica
L'Unione Africana chiede di trattare</B>

I resti della chiesa bruciata a Eldoret
NAIROBI - Il Kenya è sull'orlo della guerra etnica. Molti segnali ricordano le vicende ruandesi degli anni novanta: dagli scontri sui risultati elettorali delle presidenziali che sarebbero state vinte dal presidente uscente Kibaki - dopo quattro giorni di conteggi e con 230 mila voti di vantaggio su Odinga - si è passati ai massacri tra gruppi tribali. Kibaki, leader del Pnu è della dinastia Kikuyo, Odinga leader dell'Orange democratic movement (Odm) è dei Luo. Giovani armati di machete pattugliano le strade delle città mentre le maggiori potenze mondiali si muovono per arginare l'ondata di violenza.

Dopo gli scontri - gli ultimi bilanci degli ospedali parlano di 316 vittime e 70 mila sfollati - la dichiarazione del presidente della commissione elettorale su presunte pressioni ricevute ha di fatto aumentato le tensioni, esplose ieri con una strage di una cinquantina tra donne e bambini bruciati vivi all'interno di una chiesa a Eldoret, 300 chilometri a nordovest di Nairobi. Le vittime di questa tragedia appartenenvano al gruppo etnico Kikuyu, quello dello stesso anche Kibaki. Il capo dell'opposizione Raila Odinga appartiene ai Luo, gruppo economicamente e culturalmente molto forte ma da anni ai margini del potere politico. E Kibaki ha accusato direttamente il rivale: "E' lui che guida il tentativo di pulizia etnica. Tutti gli attacchi e le stragi sono venute da loro".

Immagini filmate da un elicottero della Croce Rossa hanno mostrato decine di roghi e uomini armati di machete, pietre e bastoni nelle strade. Bande armate sono state viste marciare verso la Burnt Forest, nella fertile Rift Valley, dove vivono molti Kikuyu, secondo l'emittente locale NTV.

La Gran Bretagna, di cui il Kenya è una ex colonia, ha fatto appello all'Unione africana e al Commonwealth per tentare una riconciliazione tra Kibaki e Odinga, i cui sostenitori si accusano l'un l'altro di brogli nelle elezioni del 27 dicembre scorso. Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, e il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, hanno lanciato un appello ai dirigenti del Kenya, affinchè "facciano prova di spirito di compromesso". Oggi Miliband definisce "inaccettabile" il livello di irregolarità del voto. In un'intervista alla Bbc il ministro degli esteri inglese accusa "i leader politici del Kenya delle violenze commesse da alcuni dei loro seguaci e della incapacità di trovare un terreno comune". "Non sappiamo chi ha vinto - aggiunge il capo della diplomazia britannica - Quello che sappiamo è che vi sono accuse di irregolarità molto serie, da tutte e due le parti". Miliband crede che "non sia possibile accettare uno status quo con questi livelli d'irregolarità elettorali e di violenza".

Il presidente dell'Unione africana John Kufuor ha accettato di dare avvio ad una trattativa che, secondo il primo ministro inglese Gordon Brown, potrebbe offrire una possibilità di mettere fine alle violenze.

(2 gennaio 2008)[/b]
www.repubblica.it


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 Oggetto del messaggio: Il rigurgito della NSSM 200 prende di mira l’Africa
MessaggioInviato: gio gen 03, 2008 00:38 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 4697
[b][b]Il rigurgito della NSSM 200 prende di mira l’Africa[/b][/b]

[color=darkblue]L’accaparramento delle materie prime, soprattutto il petrolio, passa attraverso la destabilizzazione sistematica del continente nero. Arrivano così i contigenti militari, in teoria impegnati nella “lotta ad Al Qaeda”......[/b] (N.B. la denuncia e' del 2004)

[b]segue sul link allegato...[/b]
http://www.movisol.org/NSSM200.htm
--------------------------------------------------------
La destabilizzazione dell'Africa come pure dell'America latina(Brasile,Argentina e....) fa parte di un piano ben preciso sul quale sono implicati tutti quelli il cui progresso sta' in piedi solo e esclusivamente se esistono questi conflitti interni e se non c'e' spazio per alcuna processo democratico.

In queste aree non e' difficile trovare un fantoccio sempre pronto a mettersi a capo di un gruppo di merceneri, dopo avergli riempito le tasche di dollari e oro (che poi verseranno sulle loro banche) e dopo avergli pure assicurato eventuale salvacondotto e un esilio d'oro, nel loro paese, in caso di rivolte popolari.

Questi signori(guardiamoci un po attorno e saremo in grado di riconoscerli) portano sempre con se' le famose valigette piene di contratti d'armi,di democrazie, di guerre, di contratti per avere il diritto di estrazione dei loro beni quali oro, diamenti,petrolio, rame e....e... e poi, come al solito, sempre pronti ad aprile l'altra ancor piu' famosa valigetta, quella della pace.

Tutto quello che sta' succedendo, non mi meraviglia piu' di tanto anche se inorridisco spesso difronte a quello che da troppo tempo sta succedendo in questi sfortunati Paesi, ma ancor piu' mi inorridisce l'ipocrizia di chi fa parte di questi piani e si mette in mostra solo quando si fa portatore nobile della pace. Ipocriti!!

Chi non si si ricorda, in tempi abbastanza recenti e non ancora conclusosi, dei famosi patti fra la CIA e Ghedaffi per la destabilizzazione di questa parte dell'Africa.
Ghedaffi per avere il potere politico di questi paesi e l'America e non solo ,per poter avere il diritto di predazione delle loro ricchezze.

Pero' agli occhi di tutti,l'America (per dire Bush) e Ghedaffi sembravano ai ferri corti e pronti a farsi la guerra mentre nello stesso momento la CIA addestrava nel territorio Libico gli attuali destabilizzatori che ora hanno il solo compito di interrompere qualsiasi inizio di processo domocratico e di pemettere questo scempio.

L'ipocrisia fa anche parte anche di noi quando spesso ci limitiamo a criticare con forza quando qualche democrazia,ancora in fase embrionale,mostra alcuni difetti mentre non abbiamo voluto vedere quello che precedentemente succedeva in questi paesi o abbiamo fatto finta di non vedere.

Il potere economico si fa un baffo della politica sopratutto quando questa lascia spazi o quando questa parte dal presupposto che il suo compito e' solo ed esclusivamente quello di salvare il salvabile e non quello di far rispettare le regole che una democrazia impone.
:? :twisted:

un salutone


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