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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Smentita versione ufficiale"Benazir colpita alla testa
MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 14:54 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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[b][b]Bhutto, smentita versione ufficiale della morte
E Al Qaeda nega ogni responsabilità
[/b][/b]

Il leader Taliban Mehsud, considerato il luogotenente pakistano dell'organizzazione di Bin Laden, smentisce il coinvolgimento nell'attentato. La portavoce dell'ex premier smentisce la versione del governo sulla causa della morte: "Ho visto il suo corpo, è stata colpita da una pallottola alla testa". Il bilancio dei disordini è di oltre trenta morti. Grande manifestazione di piazza a Lahore. Elezioni in dubbio


[b][b]Il testo della telefonata
di congratulazioni intercettata
[/b][/b]
ISLAMABAD -

I servizi segreti pachistani hanno intercettato una telefonata di congratulazioni che Baitullah Nahsud, leader Taliban collegato con Al Qaeda, ha inviato ai suoi uomini, si ritiene, per l'uccisione di Benazir Bhutto, anche se il nome della donna non viene mai pronunciato nel corso della conversazione tra lui e Malvi Sahib, altro militante dell'organizzazione terroristica. Ecco la traduzione del testo della conversazione telefonica, come fornita dalle autorità pachistane:

Maulvi Sahib (MS) - Asalam Aleikum (la pace sia con te)!
Baitullah Nahsud (BM) - Waleikum Asalam (e anche con te)!
MS - Capo, come va?
BM - Va bene.
MS - Felicitazioni, sono appena ritornato questa notte.
BM - Felicitazioni a voi, erano nostri uomini?
MS - Sì, erano i nostri.
BM - Chi erano?
MS - C'era Said, c'era Bilal di Badar e Ikramullah.
BM - Lo hanno fatto quei tre?
MS - Lo hanno fatto Ikramullah e Bilal.
BM - Allora, felicitazioni!
MS - Dove siete? Vi voglio raccontare...
BM - Io sono a Makin (citat nella regione tribale del Waziristan del Sud), passate, io sono nella casa di Anwar Shah.
MS - D'accordo, verrò.
BM - Non informate le loro famiglie per il momento.
MS - D'accordo.
BM - E' stata una prova formidabile. Sono stati veramente dei bravi ragazzi quelli che l'hanno uccisa.
MS - Mashallah (grazie a Dio). Quando verrò vi darò tutti i particolari.
BM - Vi attendo. Felicitazioni. Ancora una volta felicitazioni!
MS - Felicitazioni a voi!
BM - C'è qualcosa che posso fare per voi?
MS - Grazie tante
BM - Asalaam Aleikum.
MS - Waaleikum Asalaam

(28 dicembre 2007)

---------------------------------------
Che dire di fronte a questi fatti se non esprimere con forza tutto il ns. sdegno

Una cosa pero' mi sorprende non poco in queste ultime ore.
Perche molti ns. benemeriti parlamentari hanno subito fatto propria la tesi di un attentato terroristico da parte di Al Qaeda e hanno invece scartato a priori che questo fattaccio non fosse stato opera dei servizi segreti Pachistani?

Forse perche' in un certo qualmodo si sentivano un po' collusi per aver dato il loro pieno appoggio a quel tale chiamato George W. Bush e ora non sanno come venirne fuori lindi e puliti? :twisted: :?

Probabilmente la causa di tutto questo potrebbe veramente essere opera di Bin Laden ma suvvia, un attimo di pazienza prima di esprimerci cosi' in fretta. :wink: :?


un salutone....
nella speranza che a gennaio si possano chiarire molte cose.


Ultima modifica di Ospite il sab dic 29, 2007 15:13 pm, modificato 4 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 15:11 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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[b][b]Il 2008 si apre all’ insegna del tritolo, del caos, dei grandi massacri[/b][/b]
di [b]Flavio Fusi[/b]

Una bara bianca, avvolta dalla bandiera verde rossa e nera del partito popolare pakistano. Così torna alla terra Benazir , “l’ incomparabile”, l’ aristocratica figlia di un Pakistan che non esiste più. Intorno a questa bara, l’ intero paese affonda nel caos e nella violenza. “Questa morte – scrive il quotidiano The News – getta tutto l’ edificio politico, la dolorosa marcia del Pakistan verso la democrazia, in un turbolento fumo e in polvere insanguinata.” Le ultime parole di Benazir Butto (“conosco i miei nemici, e non mi lascerò intimidire dai kamikaze….” ) suonano oggi come un testamento e un presagio di morte. Un fallimento pagato con la vita. L’ impresa era superiore alle sue forze. Benazir Butto, prima donna premier in un paese islamico, aveva in questa terra troppi nemici. I protettori di Osama Bin Laden, certo, ma anche i circoli politici vicini al presidente Musharraf, e soprattutto i potentissimi servizi segreti, da sempre coinvolti in un doppio e triplo gioco, da Karachi alle inespugnabili frontiere con l’ Afghanistan. Una tenaglia mortale, che alla fine ha schiacciato la donna che voleva tornare alla guida del Pakistan: la rivincita di una tumultuosa stagione di governo suggellata da un lungo esilio volontario. L’ ex premier inseguiva il sogno di mobilitare nelle piazze le forze moderate, ma il Pakistan – precipitato in una vertigine di violenza - è oggi ben diverso da quello che lei aveva lasciato, otto anni fa. Tutto è cambiato: dal 2001, anno fatale dell’ attentato alle due Torri, dalla guerra in Afghanistan, dal nuovo protagonismo del terrore radicale islamico. Non è più tempo di dinastie rivali, di colpi di stato nel Palazzo, di agguati politici, di leadership personali. Il Pakistan di Benazir è stato travolto dal “grande gioco” del XXIesimo secolo: una partita spietata e senza eroi, che coinvolge l’intera regione, da Karachi a Kabul, da Teheran a Bagdad, fino a sfiorare il grande vicino indiano. Per il padre, Zulfikar Alì Buttho, ci fu la forca. Per la figlia, un fiume di sangue, che si è portato via il suo sogno, insieme ai corpi martoriati di decine di persone. Nel giorno dei funerali, la campana suona per altri protagonisti. In primo luogo il presidente Musharraf, che accusa i gruppi terroristici, ma è a sua volta bersaglio della rabbia degli orfani di Benazir, e insieme degli integralisti islamici, e infine degli uomini di Al Qaida. Alla vigilia di elezioni insanguinate – ormai prive di significato - vacilla il potere dell’ uomo forte del Pakistan, e vacilla l’ intera impalcatura dello Stato. E la campana suona per il grande padrino di Musharraf, il presidente George Dabliu Bush, che ha investito sul generale - oltre a un fiume di denaro – le vane speranze di una stabilizzazione della regione, il sogno di una vuota democrazia costruita sulla punta dei fucili. La diplomazia è ormai in pezzi, e non si vede come possa essere rifondata. L’ Occidente e la Casa Bianca non hanno più interlocutori. Il 2008 si apre all’ insegna del tritolo, del caos, dei grandi massacri.


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 Oggetto del messaggio: Re: Smentita versione ufficiale "Benazir colpita alla t
MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 15:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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gi.bo. ha scritto:
Una cosa pero' mi sorprende non poco in queste ultime ore.
Perche molti ns. benemeriti parlamentari hanno subito fatto propria la tesi di un attentato terroristico da parte di Al Qaeda e hanno invece scartato a priori che questo fattaccio non fosse stato opera dei servizi segreti Pachistani?

Forse perché è più facile essere partigiani di idee altrui che artefici di idee in proprio.
Le idee in proprio, se sbagliate, sputtanano l'ideatore.
Per quelle altrui invece è sempre possibile produrre una caterva di giustificazioni.
Gradirei pero' anche sapere a quali parlamentari (benemeriti o meno che siano) ti riferisci.
Sinceramente io nella drammaticità del momento di tutto mi sono preoccupato che delle esternazioni dei nostri parlamentari sul caso.

Ciao,
Francesco

PS: Vedo che comunque è sempre difficile resitere alla tentazione di aprire un thread nuovo sul tema invece di accodarsi agli altri thread già aperti .....


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 Oggetto del messaggio: Re: Smentita versione ufficiale "Benazir colpita alla t
MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 16:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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francescopf ha scritto:
gi.bo. ha scritto:
Una cosa pero' mi sorprende non poco in queste ultime ore.
Perche molti ns. benemeriti parlamentari hanno subito fatto propria la tesi di un attentato terroristico da parte di Al Qaeda e hanno invece scartato a priori che questo fattaccio non fosse stato opera dei servizi segreti Pachistani?

Forse perché è più facile essere partigiani di idee altrui che artefici di idee in proprio.
Le idee in proprio, se sbagliate, sputtanano l'ideatore.
Per quelle altrui invece è sempre possibile produrre una caterva di giustificazioni.
Gradirei pero' anche sapere a quali parlamentari (benemeriti o meno che siano) ti riferisci.
Sinceramente io nella drammaticità del momento di tutto mi sono preoccupato che delle esternazioni dei nostri parlamentari sul caso.

Ciao,
Francesco

PS: Vedo che comunque è sempre difficile resitere alla tentazione di aprire un thread nuovo sul tema invece di accodarsi agli altri thread già aperti .....

Cita:
Gradirei pero' anche sapere a quali parlamentari (benemeriti o meno che siano) ti riferisci.

Basta aprire i giornale o internet e i commenti si basano tutti sull'ipotesi Al Qaeda.

Non e' da scartare ma sappiamo tutti che su queste cose si deve andare con i piedi di piombo.

In Spagna e caduto il governo Aznar per un fatto del genere.

Se poi vuoi qualche nome , te ne cito uno che sta' nella home page di questo sito:
“L’assassinio di Benazir Bhutto rivendicato da Al Quaeda – commenta oggi il leader del Pd, Walter Veltroni - è un colpo gravissimo e rappresenta il tentativo di destabilizzare irrimediabilmente il Pakistan. Disegno a cui bisogna reagire con forza sostenendo il difficile processo democratico nel paese e intensificando gli sforzi contro il terrorismo”.

Non e' l'unico, ripeto.

Non faccio un caso personale anche per il fatto che considero il Walter un po' fuori da certe logiche.

In questi casi, avrei preferito che si fosse usato condizionale o quanto meno "nelle'eventualita'" che la rivendicazione avesse passato tutti i normali filtri e non solo quelli americani.

A costoro(Bush e co.), va bene che tutto questo venga imputato a Bin Laden. Chissa' perche'?

Cita:
PS: Vedo che comunque è sempre difficile resitere alla tentazione di aprire un thread nuovo sul tema invece di accodarsi agli altri thread già aperti .....

Mi sembrava che il tema potesse aprire una diversa e molto piu ampia discussione rispetto ai thread precedenti.

Se sui primi si poteva discutere sul fatto aberrante ora visto alcune smentite la discussione poteva spostarsi sugli appoggi che questo dittatore ha avuto dall'Occidente e come se ne poteva uscire per trovare altri interlocutori in questa area geopolitica difficile.

Mettere tutto in un unico calderone oltre a rendere difficile la discussione puo' creare anche difficolta' nell'eventuale uso della ri-"cerca"(mia opinione e quindi sempre opinabile).


un salutone


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 Oggetto del messaggio: Re: Smentita versione ufficiale "Benazir colpita alla t
MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 17:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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gi.bo. ha scritto:
Basta aprire i giornale o internet e i commenti si basano tutti sull'ipotesi Al Qaeda.

Non e' da scartare ma sappiamo tutti che su queste cose si deve andare con i piedi di piombo.

In Spagna e caduto il governo Aznar per un fatto del genere.

Se poi vuoi qualche nome , te ne cito uno che sta' nella home page di questo sito:
“L’assassinio di Benazir Bhutto rivendicato da Al Quaeda – commenta oggi il leader del Pd, Walter Veltroni - è un colpo gravissimo e rappresenta il tentativo di destabilizzare irrimediabilmente il Pakistan. Disegno a cui bisogna reagire con forza sostenendo il difficile processo democratico nel paese e intensificando gli sforzi contro il terrorismo”.

Non e' l'unico, ripeto.

Mi pare che una cosa sia il fatto che tutta la stampa indica la rivendicazione di al qaeda (lo dici tu stesso che è un fatto) e citare (menzionare) questa stessa rivendicazione come ha fatto Veltroni.
Altra cosa è "fare propria la tesi" come tu invece hai scritto a proposito di "benemeriti parlamentari", che ancora mi sfuggono. Far propria una tesi significa condividerla e rilanciarla in prima persona.
Attendo di sapere, dato che rimango curioso, chi tra i parlamentari italiani lo ha fatto.
Io posso solo vedere che ieri il governo packistano aveva diffuso una intercettazione in cui questa rivendicazione era implicita ed evidente nei complimenti che i due personaggi intercettati si facevano; oggi vediamo che Al Qaeda (accusata dai servizi pakistani) dice: "Non siamo stati noi".

[color=darkblue]La smentita di Al Qaeda. Ieri, le autorità avevano diffuso il testo di una telefonata intercettata tra il luogotenente di Osama Bin Laden in Pakistan, Baitullah Mehsud, e un militante, da cui emerge la loro responsabilità dell'attentato. Ma oggi è arrivata la smentita: "Mehsud non c'entra niente con questo attacco - ha detto il suo portavoce, Maulana Omar - questa è una cospirazione del governo, dei militari e dei servizi segreti. Benazir non era solo una leader in Pakistan, ma aveva una fama internazionale. Esprimiamo tutto il nostro dolore per la sua morte. Noi siamo popoli tribali, non uccidiamo le donne"[/b]

Inter nos, negli attentati terroristici di questi anni, ovunque e da chiunque compiuti ... da New York a Bagdad, dall'Algeria al Pakistan, da Tel-Aviv a Bali, da Madrid a Londra, sono morte centinaia e forse migliaia di donne....

Non credo che noi qui siamo in grado di "far propria" una rivendicazione. Possiamo solo ragionare. Diciamo che ora in questo momento il capro espiatorio a nome "al qaeda", se è tale, fa comodo. Perché nessuno se la sente apertamente di far dei nomi di altri possibili autori .... piu' istituzionali.
Ma la verità qualunque sia credo verrà a galla. E' solo in Italia che non viene a galla (quasi) mai.

Quanto alla dispersione .... tanto ormai i thread sono già tanti per cui cosa fatta capo ha ma lasciami almeno sfogare :-)

Francesco


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 Oggetto del messaggio: Re: Smentita versione ufficiale "Benazir colpita alla t
MessaggioInviato: sab dic 29, 2007 22:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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francescopf ha scritto:
gi.bo. ha scritto:
Basta aprire i giornale o internet e i commenti si basano tutti sull'ipotesi Al Qaeda.

Non e' da scartare ma sappiamo tutti che su queste cose si deve andare con i piedi di piombo.

In Spagna e caduto il governo Aznar per un fatto del genere.

Se poi vuoi qualche nome , te ne cito uno che sta' nella home page di questo sito:
“L’assassinio di Benazir Bhutto rivendicato da Al Quaeda – commenta oggi il leader del Pd, Walter Veltroni - è un colpo gravissimo e rappresenta il tentativo di destabilizzare irrimediabilmente il Pakistan. Disegno a cui bisogna reagire con forza sostenendo il difficile processo democratico nel paese e intensificando gli sforzi contro il terrorismo”.

Non e' l'unico, ripeto.

Mi pare che una cosa sia il fatto che tutta la stampa indica la rivendicazione di al qaeda (lo dici tu stesso che è un fatto) e citare (menzionare) questa stessa rivendicazione come ha fatto Veltroni.
Altra cosa è "fare propria la tesi" come tu invece hai scritto a proposito di "benemeriti parlamentari", che ancora mi sfuggono. Far propria una tesi significa condividerla e rilanciarla in prima persona.
Attendo di sapere, dato che rimango curioso, chi tra i parlamentari italiani lo ha fatto.
Io posso solo vedere che ieri il governo packistano aveva diffuso una intercettazione in cui questa rivendicazione era implicita ed evidente nei complimenti che i due personaggi intercettati si facevano; oggi vediamo che Al Qaeda (accusata dai servizi pakistani) dice: "Non siamo stati noi".

[color=darkblue]La smentita di Al Qaeda. Ieri, le autorità avevano diffuso il testo di una telefonata intercettata tra il luogotenente di Osama Bin Laden in Pakistan, Baitullah Mehsud, e un militante, da cui emerge la loro responsabilità dell'attentato. Ma oggi è arrivata la smentita: "Mehsud non c'entra niente con questo attacco - ha detto il suo portavoce, Maulana Omar - questa è una cospirazione del governo, dei militari e dei servizi segreti. Benazir non era solo una leader in Pakistan, ma aveva una fama internazionale. Esprimiamo tutto il nostro dolore per la sua morte. Noi siamo popoli tribali, non uccidiamo le donne"[/b]

Inter nos, negli attentati terroristici di questi anni, ovunque e da chiunque compiuti ... da New York a Bagdad, dall'Algeria al Pakistan, da Tel-Aviv a Bali, da Madrid a Londra, sono morte centinaia e forse migliaia di donne....

Non credo che noi qui siamo in grado di "far propria" una rivendicazione. Possiamo solo ragionare. Diciamo che ora in questo momento il capro espiatorio a nome "al qaeda", se è tale, fa comodo. Perché nessuno se la sente apertamente di far dei nomi di altri possibili autori .... piu' istituzionali.
Ma la verità qualunque sia credo verrà a galla. E' solo in Italia che non viene a galla (quasi) mai.

Quanto alla dispersione .... tanto ormai i thread sono già tanti per cui cosa fatta capo ha ma lasciami almeno sfogare :-)

Francesco

Cita:
Non credo che noi qui siamo in grado di "far propria" una rivendicazione. Possiamo solo ragionare. Diciamo che ora in questo momento il capro espiatorio a nome "al qaeda", se è tale, fa comodo. Perché nessuno se la sente apertamente di far dei nomi di altri possibili autori .... piu' istituzionali.
Ma la verità qualunque sia credo verrà a galla. E' solo in Italia che non viene a galla (quasi) mai

Questo mio post non aveva alcuna intenzione di polemizzare(il caso non lo permetterebbe) ma solamente mettere in evidenza che non bisogna mai farsi"pilotare", anche in buona fede, da chicchessia.

A noi, in questo forum e' permesso di appassionarci per questa o quella supposizione ma ad altri questo non puo' essere permesso sopratutto se siedono su qualche scranno importante(sempre se vogliono indossare la veste dell'imparzialita' democratica).
Non voglio prolungarmi e polemizzare ancora su questo tema ma come non vedere che tutte le dichiarazioni di molti "benemeriti" parlamentari partivano dal fatto che fosse stato Al Qaeda e non prendevano in alcuna considerazione la E-Mail che la stessa Benazir aveva inviato al suo portavoce.

Busch e co. avevano deciso di far cadere la colpa ad Al Qaeda e subito ....tutti in processione supini.

Cita:
Ma la verità qualunque sia credo verrà a galla. E' solo in Italia che non viene a galla (quasi) mai

Me lo auguro ma su questi fatti difficilmente verremmo a sapere la verita.

Aspettiamo ancora quella dei Kennedy, Martin Luter King,Portella della Ginestra,Salvatore Giuliano e... fino arrtivare alle stragi interne nostre.

Vorrei avere il tuo ottimismo, ma non ci riesco.

Il mio ottimismo della volonta viene sopraffatto dal pessimismo della ragione.

Sulle altre tue considerazioni, concordo pienamente


un salutone


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MessaggioInviato: dom dic 30, 2007 21:53 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 4697
INTERVISTA A [b]AHMED RASHEED[/b]

[b][b]Mushrraf ha utilizzato i fondamentalisti come una minaccia e sia come un modo per restare al potere[/b][/b]
di [b]Duilio Giammaria[/b]

Ahmed Rasheed autore di numerosi libri sul fenomeno dei Talebani e sul fondamentalismo in Asia Centrale è uno dei più autorevoli analisti pakistani. Duilio Giammaria per il Tg1 lo ha sentito varie volte in queste ultime ore. Ecco la sintesi dei suoi commenti e analisi sulla situazione in Pakistan.

[b]Rasheed, quali sono le forze che si celano dietro questo attentato?[/b]

Gran parte dell’opinione pubblica accusa Musharraf e il governo, ma secondo me non c’è dubbio che dietro questo attentato ci sia al Qaeda, i Talebani che sono coinvolti nella violenza e che hanno portato avanti attacchi suicidi contro l’esercito e contro i politici. Negli ultimi anni dobbiamo ricordare che ci sono stati attentati suicidi contro Musharraf, contro il I ministro e contro i ministri del governo e naturalmente anche contro figure di opposizione, quindi questo non è il primo attentato suicida contro i leader governativi.

[b]Chi In Pakistan ha potuto progettare ed organizzare un evento di simile portata?[/b]

Nel Pakistan sono attive numerose forze, gruppi di Talebani, nuclei di Al Qaeda, formazioni del Kashmir e organizzazioni che operano nella parte nord del Paese, tutti particolarmente attivi contro il governo negli ultimi mesi. Proprio a queste forze si possono far risalire gli eventi contro la Bhutto, e soprattutto questa ultima rivincita finale.

[b]C’è chi accusa apertamente l’amministrazione di Musharraf?[/b]

Le persone e i rappresentanti dei partiti stanno ora dimostrando nelle strade contro il governo, accusandolo dell’assassinio. C’è molta rabbia; si bruciano oggetti e si attaccano gli edifici governativi.

[b]Questa reazione è un evento puramente emozionale o è dettato da profonde convinzioni politiche?[/b]

Credo che i fatti attuali nascano da reazione emotive spontanee. Certo è che il governo, che attraversa una grossa crisi, non guadagnerà molto dallo stato attuale delle cose. C’è una forte opposizione alla legge sullo stato di emergenza ed è molto probabile che elezioni fissate per il prossimo gennaio 2008 saranno rinviate.

[b]Allora tu non vedi nessun[/b] possibile collegamento fra questo attentato e l’ISI?

Io non credo che il governo avesse la possibilità di portare avanti questa operazione, operazione che sembra apparire in tutta certezza proprio ad Al Qaeda.

[b]Secondo il tuo parere dunque questo attentato certo non aiuterà la posizione di Musharraf, giusto?[/b]

La posizione del governo è sempre più debole e con il passare dei giorni e il crescere dell’inquietudine per questo attentato, la stabilità di Musharraf sarà sempre più vacillante.

In uno dei suoi ultimi interventi la Bhutto chiedeva elezioni chiare e giuste. Era molto preoccupata riguardo alla reale possibilità che queste potessero verificarsi. Accusava il regime di Musharraf di non essere in grado di potersi misurare con questo evento.

La Bhutto non era la sola ad avere tali preoccupazioni e a sostenere, insieme ad altri politici di opposizione, che il regime militare avrebbe influenzato le future elezioni. Concludendo, ritengo comunque che la Bhutto non accusasse il governo di truccare le elezioni; il governo non è coinvolto nell’attentato appena successo.

[b]Benazir Bhutto era davvero l’ultima speranza evidente per riportare in questo Paese la sua democrazia?[/b]

era l’ultima speranza per coloro che volevano schierarsi contro gli estremismi. Purtroppo non c’è nessuno, né nel campo politico, né nel campo militare che adesso voglia schierarsi contro Al Qaeda, contro questi estremismi. Mussharraf ha giocato un doppio gioco, lo gioca da molti anni; da una parte lui sostiene gli americani e la guerra al terrorismo, ma dall’altra consente al terrorismo di guadagnare terreno in Pakistan. La Bhutto era nettamente contraria a questi estremismi e purtroppo, l’oscurità che ci circonda adesso e il fatto che noi non vediamo nessuno che sia disposto a lottare, a combattere per queste persone.

[b]Perché il fondamentalismo, il terrorismo ha guadagnato così tanto spazio in questi anni nel tuo Paese?[/b]

Sinceramente perché non si è fatto nulla, l’esercito non ha affrontato la questione in modo appropriato, anzi si è schierato con questi partiti fondamentalisti per mantenere il potere e per tenere fuori dal potere personaggi come la Bhutto; ha condotto una politica duplice, come un doppio gioco e penso che questa sia stata la vera catastrofe anche nella politica americana che ha rifiutato di capire come Mushrraf ha utilizzato i fondamentalisti come una minaccia e sia come un modo per restare al potere.

30/12/2007


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: dom dic 30, 2007 22:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 4697
INTERVISTA A [b]AHMED RASHEED[/b]

[b][b]Mushrraf ha utilizzato i fondamentalisti come una minaccia e sia come un modo per restare al potere[/b][/b]
di [b]Duilio Giammaria[/b]

Ahmed Rasheed autore di numerosi libri sul fenomeno dei Talebani e sul fondamentalismo in Asia Centrale è uno dei più autorevoli analisti pakistani. Duilio Giammaria per il Tg1 lo ha sentito varie volte in queste ultime ore. Ecco la sintesi dei suoi commenti e analisi sulla situazione in Pakistan.

[b]Rasheed, quali sono le forze che si celano dietro questo attentato?[/b]

Gran parte dell’opinione pubblica accusa Musharraf e il governo, ma secondo me non c’è dubbio che dietro questo attentato ci sia al Qaeda, i Talebani che sono coinvolti nella violenza e che hanno portato avanti attacchi suicidi contro l’esercito e contro i politici. Negli ultimi anni dobbiamo ricordare che ci sono stati attentati suicidi contro Musharraf, contro il I ministro e contro i ministri del governo e naturalmente anche contro figure di opposizione, quindi questo non è il primo attentato suicida contro i leader governativi.

[b]Chi In Pakistan ha potuto progettare ed organizzare un evento di simile portata?[/b]

Nel Pakistan sono attive numerose forze, gruppi di Talebani, nuclei di Al Qaeda, formazioni del Kashmir e organizzazioni che operano nella parte nord del Paese, tutti particolarmente attivi contro il governo negli ultimi mesi. Proprio a queste forze si possono far risalire gli eventi contro la Bhutto, e soprattutto questa ultima rivincita finale.

[b]C’è chi accusa apertamente l’amministrazione di Musharraf?[/b]

Le persone e i rappresentanti dei partiti stanno ora dimostrando nelle strade contro il governo, accusandolo dell’assassinio. C’è molta rabbia; si bruciano oggetti e si attaccano gli edifici governativi.

[b]Questa reazione è un evento puramente emozionale o è dettato da profonde convinzioni politiche?[/b]

Credo che i fatti attuali nascano da reazione emotive spontanee. Certo è che il governo, che attraversa una grossa crisi, non guadagnerà molto dallo stato attuale delle cose. C’è una forte opposizione alla legge sullo stato di emergenza ed è molto probabile che elezioni fissate per il prossimo gennaio 2008 saranno rinviate.

[b]Allora tu non vedi nessun[/b] possibile collegamento fra questo attentato e l’ISI?

Io non credo che il governo avesse la possibilità di portare avanti questa operazione, operazione che sembra apparire in tutta certezza proprio ad Al Qaeda.

[b]Secondo il tuo parere dunque questo attentato certo non aiuterà la posizione di Musharraf, giusto?[/b]

La posizione del governo è sempre più debole e con il passare dei giorni e il crescere dell’inquietudine per questo attentato, la stabilità di Musharraf sarà sempre più vacillante.

In uno dei suoi ultimi interventi la Bhutto chiedeva elezioni chiare e giuste. Era molto preoccupata riguardo alla reale possibilità che queste potessero verificarsi. Accusava il regime di Musharraf di non essere in grado di potersi misurare con questo evento.

La Bhutto non era la sola ad avere tali preoccupazioni e a sostenere, insieme ad altri politici di opposizione, che il regime militare avrebbe influenzato le future elezioni. Concludendo, ritengo comunque che la Bhutto non accusasse il governo di truccare le elezioni; il governo non è coinvolto nell’attentato appena successo.

[b]Benazir Bhutto era davvero l’ultima speranza evidente per riportare in questo Paese la sua democrazia?[/b]

era l’ultima speranza per coloro che volevano schierarsi contro gli estremismi. Purtroppo non c’è nessuno, né nel campo politico, né nel campo militare che adesso voglia schierarsi contro Al Qaeda, contro questi estremismi. Mussharraf ha giocato un doppio gioco, lo gioca da molti anni; da una parte lui sostiene gli americani e la guerra al terrorismo, ma dall’altra consente al terrorismo di guadagnare terreno in Pakistan. La Bhutto era nettamente contraria a questi estremismi e purtroppo, l’oscurità che ci circonda adesso e il fatto che noi non vediamo nessuno che sia disposto a lottare, a combattere per queste persone.

[b]Perché il fondamentalismo, il terrorismo ha guadagnato così tanto spazio in questi anni nel tuo Paese?[/b]

Sinceramente perché non si è fatto nulla, l’esercito non ha affrontato la questione in modo appropriato, anzi si è schierato con questi partiti fondamentalisti per mantenere il potere e per tenere fuori dal potere personaggi come la Bhutto; ha condotto una politica duplice, come un doppio gioco e penso che questa sia stata la vera catastrofe anche nella politica americana che ha rifiutato di capire come Mushrraf ha utilizzato i fondamentalisti come una minaccia e sia come un modo per restare al potere.

30/12/2007


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 Oggetto del messaggio: Al Qaeda esulta: "Musharraf è il prossimo"
MessaggioInviato: lun dic 31, 2007 10:30 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
Al Qaeda esulta: "Musharraf è il prossimo"

Un successo insperato

Tutti gli affiliati di Al Qaeda nel Nord e Sud Waziristan erano convinti, prima del 2003, di dover combattere la loro battaglia in Afghanistan, contro la Nato, e non nel Pakistan contro un esercito musulmano. Questa idea cambiò grazie allo sceicco Essa, uno studioso egiziano vicino ad Al Qaeda, che viveva a Mir Ali, nel Nord Waziristan. I suoi sermoni fecero insorgere l’esercito dei «Takfiris», che considerano tutti i musulmani non praticanti come infedeli e ritengono che la guerra contro la Nato non potrà essere vinta fino a quando il Pakistan non diventerà il retrovia strategico dei taleban. In pochi anni la sua ideologia ha dato inizio al nuovo mondo del «Takfiriato», rinato nel Nord Waziristan dopo decenni dalla sua prima apparizione in Egitto, alla fine degli anni ‘60. I Takfiri hanno attaccato Musharraf, l’esercito e in particolare Benazir Bhutto, che hanno eletto a loro bersaglio preferito.

Questo nido di Takfiri con i loro intrighi è monitorato dalla Cia, e il giorno dopo l’omicidio della Bhutto i droni della Cia hanno puntato lo sceicco Essa nella sua casa nel Nord Waziristan. E’ sopravvissuto all’attacco, rimanendo però gravemente ferito. L’attacco allo sceicco - appena ripresosi da un ictus che per qualche mese l’ha costretto a letto - ha costretto i membri di Al Qaeda a interrompere i festeggiamenti nei campi jihadisti per l’omicidio della Bhutto, e a cercare rifugio altrove. Ma l’attacco non ha cancellato le loro ambizioni di colpire nuovi bersagli importanti che ritengono essere «preziose proprietà degli americani».

L’assassinio di Benazir Bhutto è stata senza dubbio la maggiore operazione di Al Qaeda nella regione, che però ha colpito il bersaglio solo per una coincidenza. Uno degli attentatori ha sparato alla donna pare senza colpirla, mentre il secondo si è avvicinato alla sua auto e si è fatto esplodere, senza però danneggiare troppo la vettura, uccidendo solo i suoi complici e la gente intorno. Nonostante questo, la potente onda d’urto dell’esplosione ha fatto sbattere la testa della Bhutto contro la leva del tettuccio apribile dell’auto. Questa è la versione ufficiale dei fatti, suffragata apparentemente dalle radiografie del cranio di Benazir. La ferita è stata profonda e l’emorragia che ha scatenato è stata fatale. Questo attacco è un grande stimolo per un’Al Qaeda disperata che ha fallito tutti gli ultimi tentativi di colpire i suoi obiettivi: la stessa Bhutto, il 18 ottobre 2007, Amir Muqam, alleato di Musharraf, e presidente della Lega musulmana pakistana, Amir Muqam, l’ex ministro dell’Interno Aftab Shepao, uno dei protagonisti nell’operazione di Lal Masjid, la Moschea Rossa.

Resta la domanda da un milione di dollari: a chi tocca? L’attacco suicida fallito di questa domenica contro l’ex ministro per gli Affari religiosi Ejazul Haq - figlio dell’ex dittatore Zia ul Aq, un altro dei protagonisti dell’operazione Lal Masjid - disegna un quadro di chi Al Qaeda considera nemici. Indubbiamente, l’ex generale Pervez Musharraf è sempre stato il numero uno della lista di quelli che Al Qaeda vorrebbe morti, e la strategia in questa nuova guerra regionale della jihad potrebbe essere quella di eliminare tutti gli alleati più stretti del presidente sabotando così la strategia americana di creare una vasta coalizione politica di elementi laici e liberali, destinata a cambiare le dinamiche non solo politiche, ma anche sociali della regione. In questo gioco diventa imminente vedere il prossimo bersaglio in Maualana Fazlur Rahman, ex leader dell’opposizione parlamentare, considerato parte di uno schema americano più vasto per un governo di coalizione postelettorale che dovrebbe sostenere Musharraf e dare una base popolare alla guerra al terrorismo degli Usa. La Bhutto era l’unica leader dell’opposizione ad aver preso una posizione chiara appoggiando l’operazione alla Moschea Rossa, mentre Rahman si rifiutò di fermarla e condannò i leader religiosi di Lal Masjid.

L’assassinio di Benazir è già stato un successo di Al Qaeda che ha destabilizzato il governo di Musharraf. Il Paese è rimasto nel caos per tre giorni, e siccome la folla inferocita non poteva mettere le mani sui fantasmi di Al Qaeda, si è sfogata attaccando le sedi della Lega musulmana pakistana. In questo mondo il piano che Washington ha portato avanti per mesi per costruire una coalizione politica che sostenesse i suoi progetti nella regione è andato a pezzi. I taleban pakistani cresciuti con l’ideologia di Al Qaeda ora cercano di fondare gli «Emirati Islamici» per sfidare sia il Pakistan che l’Afghanistan.


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 Oggetto del messaggio: Re: Al Qaeda esulta: "Musharraf è il prossimo"
MessaggioInviato: lun dic 31, 2007 16:30 pm 

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francescopf ha scritto:
Al Qaeda esulta: "Musharraf è il prossimo"

Un successo insperato

Tutti gli affiliati di Al Qaeda nel Nord e Sud Waziristan erano convinti, prima del 2003, di dover combattere la loro battaglia in Afghanistan, contro la Nato, e non nel Pakistan contro un esercito musulmano. Questa idea cambiò grazie allo sceicco Essa, uno studioso egiziano vicino ad Al Qaeda, che viveva a Mir Ali, nel Nord Waziristan. I suoi sermoni fecero insorgere l’esercito dei «Takfiris», che considerano tutti i musulmani non praticanti come infedeli e ritengono che la guerra contro la Nato non potrà essere vinta fino a quando il Pakistan non diventerà il retrovia strategico dei taleban. In pochi anni la sua ideologia ha dato inizio al nuovo mondo del «Takfiriato», rinato nel Nord Waziristan dopo decenni dalla sua prima apparizione in Egitto, alla fine degli anni ‘60. I Takfiri hanno attaccato Musharraf, l’esercito e in particolare Benazir Bhutto, che hanno eletto a loro bersaglio preferito.

Questo nido di Takfiri con i loro intrighi è monitorato dalla Cia, e il giorno dopo l’omicidio della Bhutto i droni della Cia hanno puntato lo sceicco Essa nella sua casa nel Nord Waziristan. E’ sopravvissuto all’attacco, rimanendo però gravemente ferito. L’attacco allo sceicco - appena ripresosi da un ictus che per qualche mese l’ha costretto a letto - ha costretto i membri di Al Qaeda a interrompere i festeggiamenti nei campi jihadisti per l’omicidio della Bhutto, e a cercare rifugio altrove. Ma l’attacco non ha cancellato le loro ambizioni di colpire nuovi bersagli importanti che ritengono essere «preziose proprietà degli americani».

L’assassinio di Benazir Bhutto è stata senza dubbio la maggiore operazione di Al Qaeda nella regione, che però ha colpito il bersaglio solo per una coincidenza. Uno degli attentatori ha sparato alla donna pare senza colpirla, mentre il secondo si è avvicinato alla sua auto e si è fatto esplodere, senza però danneggiare troppo la vettura, uccidendo solo i suoi complici e la gente intorno. Nonostante questo, la potente onda d’urto dell’esplosione ha fatto sbattere la testa della Bhutto contro la leva del tettuccio apribile dell’auto. Questa è la versione ufficiale dei fatti, suffragata apparentemente dalle radiografie del cranio di Benazir. La ferita è stata profonda e l’emorragia che ha scatenato è stata fatale. Questo attacco è un grande stimolo per un’Al Qaeda disperata che ha fallito tutti gli ultimi tentativi di colpire i suoi obiettivi: la stessa Bhutto, il 18 ottobre 2007, Amir Muqam, alleato di Musharraf, e presidente della Lega musulmana pakistana, Amir Muqam, l’ex ministro dell’Interno Aftab Shepao, uno dei protagonisti nell’operazione di Lal Masjid, la Moschea Rossa.

Resta la domanda da un milione di dollari: a chi tocca? L’attacco suicida fallito di questa domenica contro l’ex ministro per gli Affari religiosi Ejazul Haq - figlio dell’ex dittatore Zia ul Aq, un altro dei protagonisti dell’operazione Lal Masjid - disegna un quadro di chi Al Qaeda considera nemici. Indubbiamente, l’ex generale Pervez Musharraf è sempre stato il numero uno della lista di quelli che Al Qaeda vorrebbe morti, e la strategia in questa nuova guerra regionale della jihad potrebbe essere quella di eliminare tutti gli alleati più stretti del presidente sabotando così la strategia americana di creare una vasta coalizione politica di elementi laici e liberali, destinata a cambiare le dinamiche non solo politiche, ma anche sociali della regione. In questo gioco diventa imminente vedere il prossimo bersaglio in Maualana Fazlur Rahman, ex leader dell’opposizione parlamentare, considerato parte di uno schema americano più vasto per un governo di coalizione postelettorale che dovrebbe sostenere Musharraf e dare una base popolare alla guerra al terrorismo degli Usa. La Bhutto era l’unica leader dell’opposizione ad aver preso una posizione chiara appoggiando l’operazione alla Moschea Rossa, mentre Rahman si rifiutò di fermarla e condannò i leader religiosi di Lal Masjid.

L’assassinio di Benazir è già stato un successo di Al Qaeda che ha destabilizzato il governo di Musharraf. Il Paese è rimasto nel caos per tre giorni, e siccome la folla inferocita non poteva mettere le mani sui fantasmi di Al Qaeda, si è sfogata attaccando le sedi della Lega musulmana pakistana. In questo mondo il piano che Washington ha portato avanti per mesi per costruire una coalizione politica che sostenesse i suoi progetti nella regione è andato a pezzi. I taleban pakistani cresciuti con l’ideologia di Al Qaeda ora cercano di fondare gli «Emirati Islamici» per sfidare sia il Pakistan che l’Afghanistan.


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Come puoi notare, la situazione e' ancora incerta e forse la verita' non verra' mai fuori.
Partendo da queste mie considerazioni dico di lasciare ai giornalisti e solo a questi porre le domande da dove possa essere partito l'ordine per eliminare Benazir.
Ai politici spetterebbe si' far supposizioni ma mai dichiarazioni che possano propendere per l'una o per l'altra possibilòe ipotesi.

Francesco,questa e' una mia semplice opinione dettata dal mio "buon senso".

unb salutone e.....buon anno :D


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MessaggioInviato: mar gen 01, 2008 20:51 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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[b][b]Bhutto: smascherate le bugie delle autorità[/b][/b]
di Oliviero Bergamini

Alla fine il Ministero il portavoce dell’Interno pakistano ha dovuto capitolare. In un’intervista ha ammesso che la versione ufficiale sulla morte di Benazir Bhutto era stata “non corretta”. Ovvero, che il governo aveva mentito, sostenendo per giorni che la leader dell’opposizione era morta per aver urtato violentemente la testa contro una maniglia dell’auto blindata che la trasportava e non perché raggiunta dai colpi di pistola di un killer che la polizia non aveva saputo o voluto fermare.
A costringere le autorità a questo dietrofront sono state le immagini. Video e fotografie amatoriali, emersi giorno dopo giorno dal flusso magmatico dell’informazione televisiva; hanno mostrato prima la pistola che faceva fuoco, poi il killer con il braccio alzato, e infine gli spari che colpivano la Bhutto facendola cadere in avanti. Dalla pakistana Dawn News all’inglese Cahnnel Four, a tante altre, RAI compresa, decine di emittenti hanno trovato e rilanciato queste immagini, le hanno analizzate, rallentate, elaborate e riproposte. E le bugie delle autorità sono state messe a nudo.
A sgretolare fino ad abbattere la versione ufficiale, dunque, è stato uno sguardo: lo sguardo del grande occhio globale della comunicazione digitale. Lo formano le migliaia e migliaia di videocamere e macchine fotografiche che ormai in ogni punto del globo riprendono ogni evento possibile, e insieme ad esse il circuito delle televisioni digitalizzate capaci di assorbire e rilanciare in ogni angolo della terra questo infinito patrimonio di immagini.
Difficile sfuggire a uno sguardo apparentemente implacabile e per definizione “democratico”, composto com’è da milioni di sguardi di cittadini comuni. L’idea del panoptikon, della visione universale istantanea (nata con il progetto di “carcere ideale” di Jeremy Bentham) è sempre stata concepita soprattutto in chiave di distopia, di incubo, di sorveglianza assoluta e controllo totalitario. Ma nella sua versione informatizzata e mediatica possiede anche un inaspettato lato virtuoso, che diventa difficile da sconfiggere, soprattutto quando i giornalisti decidono di utilizzarlo per sfidare l’oscurità di cui si nutre il potere. E’ una delle potenzialità dell’era digitale con cui il giornalismo deve e dovrà sempre più fare i conti.




--------------------------------------------------------------------------------

di Annibale

Può essere utile una commissione d’inchiesta sul delitto Bhutto? Per cercare una risposta forse è meglio andare con ordine. L’assassinio di Benazir Bhutto è stato presentato e analizzato come pochi altri eventi di politica internazionale. Molte osservazioni tanto preoccupate quanto acute sono state presentate, anche su questo sito. Può forse valere la pena aggiungere, in quest’epoca e nell’analisi di un atto così feroce e dalle così gravi conseguenze, che Benazir Bhutto appartiene, apparteneva, ad una famiglia sciita, come il nome del padre, Ali Zulfiqar, rende esplicito. Ali infatti è stato il padre dello sciismo e Zulfiqar era il nome della sua spada. Famiglia sciita non praticante, né lei né il padre, che però era un devoto dei santi sufi di origine sciita. I Bhutto sono di origine sciita come un quinto circa della popolazione pakistana e questo elemento non stride non il connotato popolare e progressista che ha caratterizzato la loro azione politica. Ma se questo delitto rientra in dinamiche che contemplano l’uso della fede e dell’odio religioso non si può escludere che chi ha deciso di eliminarla abbia considerato anche questo aspetto. Gli sciiti da anni sono oggetto di aggressioni feroci in Pakistan e lo scontro tra sunniti e sciiti è divenuto centrale nella questione politica islamica. Così non si può dimenticare che il regime di Islamabad è stato “sunnizzato” dai generali, fin dai tempi del golpe che destituì il padre della Bhutto. Questo elemento forse è marginale nei calcoli dei mandanti, ma potrebbe non essere assente. E aiuta a immaginare il complesso intreccio di calcoli e trame che può nascondersi tra le pieghe delle connivenze che dall’interno del regime pakistano hanno aiutato, favorito il disegno criminale. La senatrice Clinton ha chiesto che una commissione internazionale, forse delle Nazioni Unite, indaghi sull’assassinio, sicura che non ci siano le condizioni per credere al governo, anzi! Forse la Clinton immagina pezzi del regime pronti a tutto per “condizionare” lo stesso presidente in carica, forse lo vede come un uomo prigioniero dei suoi stessi alleati. Se così fosse indicherebbe la strada maestra, la sola che può consentire di smascherare le connivenze tra pezzi del regime, dei servizi segreti ed i terroristi. Una commissione d’inchiesta internazionale potrebbe allora essere la risposta possibile per aiutare il Pakistan a non sprofondare ulteriormente nel buio. Forse non è un semplice caso che Benazir Bhutto sia stata assassinata nel parco Liaquat Bagh, cioè proprio lì dove venne compiuto il primo delitto politico della storia pakistana, quello del primo ministro Liaquat Ali Khan.


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MessaggioInviato: gio gen 03, 2008 22:31 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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[b][b]Bhutto: perchè continua la “terza guerra mondiale”? [/b][/b]
29-12-07

di Nadia Redoglia - Megachip

Voci “che contano” condannano l'assassinio di Benazir Bhutto, leader che a tutti gli effetti lottava contro Al Qaeda, dunque contro il terrorismo islamico, lavorando perciò a sconfiggere Musharraf alle prossime elezioni di gennaio pachistane. Tutto cominciò nel luglio del 1977 quando il generale Zia-ul-Haq con un colpo di stato spodestò e impiccò suo padre Zulfikar Ali Bhutto, mentre suoi due fratelli morivano misteriosamente. Zia-ul-Haq, musulmano integralista, impose al Paese una società islamica basata sulla sharia, islam integralmente “puro”.


Istituì l'Isi (Inter Services Intelligence) divenuto negli anni ‘80 braccio operativo della Cia statunitense che coi finanziamenti, reclutò, addestrò e armò gli afgani nella guerra tra sovietici e mujaheddin che ben presto si trasformarono in agglomerato di estremisti (il cui nucleo oggi è chiamato Al Qaeda, talebani compresi).

Chi ridimensionò il potere di costoro fu proprio Benazir Bhutto che in qualche modo cercò di riportare una sorta di democrazia nel Paese dal 1988 al 1996, anno in cui le succedette Nazaw Sharif fino al 1999 quando altro colpo di stato portò al potere il generale Pervez Musharraf, personaggio di facciata per l'Isi, indotto a riprendere i rapporti con tutti i protagonisti della jihad antisovietica (Bin Laden fu ricoverato nell'ospedale di Peshawar prima e dopo l'11 settembre 2001), ripristinando in Pakistan la dittatura jidaista. La “facciata” di Musharraf si duplicò quando gli Usa lo costrinsero, post 11 settembre, ad allearsi nella “guerra contro il terrorismo”. L'Isi, stratega antioccidentale, intanto proseguiva indisturbata nel suo operato sostenendo l'integralismo, dando riparo ai talebani e ai capi di Al Qaeda fuggitivi dall'Afghanistan: tutto regolare per l'area pashtun (Afghanistan orientale e meridionale e Pakistan occidentale). Musharraf (che già sappiamo incompetente nel prendere decisioni in proprio) ovviamente non aveva credenziali per opporsi all'Isi ( e come avrebbe potuto, dato che proprio l'Isi lo piazzò su quella sedia?) e dunque sottostò ripiegando alla pantomima statunitense. Lui evidentemente continuava a non porsi domande, ma altri (esclusi evidentemente i capi di stato alleati degli States) cominciavano a porsele…Anni di massacri in Afghanistan e Iraq, dei quali s'è imparato abbastanza, nonostante l'embedded, “stancamente” procedono (con corollari libanesi che non guastano strategicamente).

La verità, ampiamente dimostrata, è che gli Usa in medio oriente hanno fatto tutto e continuano a fare il contrario di tutto... Ricordiamo: da vecchissime storie (di pace?!) israelo-palestinese e favoritismi all'instaurazione dello scià di Persia (oggi Iran, vittorioso sullo scià, accusato di preparare atomiche e dunque catalogato come la miccia per scatenare la terza guerra mondiale, secondo gli States. Il recente paradosso è proprio la Cia che ha risolutamente negato che l'Iran stia procurandosi armi nucleari…) passando per i finanziamenti a Saddam usato a suo tempo quale antiayatollah iraniani e perciò i conseguenti massacri colà, giungendo ad armare mujaidin afgani (oggi talebani) contro i russi, appoggiandosi poi a curdi e sciiti iracheni, questa volta anti Saddam…e dunque si arriva all'oggi di Benazir Bhutto. Rientrata recentemente in Pakistan dopo l'esilio forzato, a seguito di accuse per reati di aggiotaggio e riciclaggio di denaro, grazie all'amnistia per questi reati concessa da Musharraf (perorata fortissimamente dalla Rice), ecco che ella si pone di nuovo come avversaria a Musharraf per le prossime elezioni. E' un periodo storico privo di credibili possibilità per dichiarazioni di guerra/missioni di pace contro l'Iran (di fatto labili perchè non stanno più in piedi come invece stettero quando si trattò di dichiarare guerra all'Iraq, ed è proprio la Cia “amica” che l'ha statuito). Benazir impersona(va) l'“inviata speciale” del desiderio statunitense perchè contrapponendosi all'integralismo islamico, propone(va) e si batte(va) per i diritti umani “protetti” dalla democrazia occidentale. Il suo assassinio, ad opera dei soliti terroristi, ha (ancora una volta) colpito i difensori di libertà, di diritti umani e di democrazia. Una domanda sorge spontanea: com'è che in tempo utile gli Usa non hanno lottato semplicemente contro l'Isi, anziché preventivare e mettere in atto la distruzione del medio oriente?!

In questo momento il Pakistan (detentore di atomica, non scordiamolo) è teatro di eterogenea carneficina ossia un insieme di centinaia di morti e feriti appartenenti a miscugli di pensieri ideologici e passanti per caso nelle strade: messaggio di kaos. Da qui, ad esempio, il direttore del TG1 Riotta, nell'informazione di share maggiore, ha parlato perciò di terza guerra mondiale? Di nuovo (vista quella fallita, perché improbabile, a causa dell'Iran)? La Bhutto ha sempre dichiarato che gli attentati alla sua vita erano (ora sono, giacché questa volta è riuscito) opera del governo. Il governo è Musharraf e di lui abbiamo descritto la personalità: ci pare superfluo entrare nella sua buona o mala fede, ma oggi abbiamo una (vitale) ragione in più per chiederci il perché si sta perseguendo la terza guerra mondiale…


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MessaggioInviato: ven gen 04, 2008 23:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Sinceramente tutta questa diatriba sull'attribuzione dell'attentato non mi appassiona piu' di tanto. Forse perche' non so apprezzare la differenza di implicazioni tra le due ipotesi. Il fatto che AlQaeda non ne sia responsabile non credo che serva a riabilitarla. Cosi' come la responsabilita' di Musharraf non aggiunge nulla di nuovo al suo profilo di dittatore.
Che gli USA si alleino con simili personaggi non proprio adamantini nemmeno credo rappresenti una sconvolgente novita'.
Il mondo e' purtroppo pieno di dittatori ed e' difficile distinguere tra quelli buoni e quelli cattivi. Cosi' come ho considerato una grave ipocrisia essersi eretti a paladini della democrazia per far fuori Sadam Hussein, altrettanto pericolosi considero ora i moralismi su Musharraf.
Se rifiutiamo il principio dell'esportazione della democrazia mediante la guerra, dobbiamo accettare il fatto che i problemi interni devono risolverseli i diretti interessati e che qualsiasi forma di intervento esterno e' vissuta da quei popoli come una forma di occupazione e produce l'immediato effetto di dare piu' spazio al terrorismo.
Gli unici motivi che possono giustificare interventi "concordati" della comunita' internazionale sono quelli dettati da motivi umanitari o aggressioni ad altri paesi. Ogni altra forma di interferenza porta a disastri come quello del Vietnam e dell'Iraq.


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MessaggioInviato: sab gen 05, 2008 00:28 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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mariok ha scritto:
Gli unici motivi che possono giustificare interventi "concordati" della comunita' internazionale sono quelli dettati da motivi umanitari o aggressioni ad altri paesi. Ogni altra forma di interferenza porta a disastri come quello del Vietnam e dell'Iraq.


Nessuno si sogna nemmeno lontanamente di inviare manco mezzo soldato in Pakistan, salvo quelle sparute e simboliche missioni ONU di monitoraggio in Kashmir, che si susseguono da sessant'anni (60 anni!) senza effetto alcuno.

Il Pakistan è un paese di 144 milioni di persone, che controlla solo parte del proprio territorio perchè nelle zone montane vige ancora la sovranità totale dei capi tribù, che avviano paci e guerre ed emettono anche condanne a morte, esattamente come diavolo pare ai consigli dei capitribù.

A ciò si aggiunga che il Pakistan ha bombe atomiche e missili balistici.

Per cui, si può dire che non ci sarà mai il rischio che qualche pazzo vada ad invadere quella immensa ed incontrollabile trappola per aspiranti suicidi.

Il problema non è che si possa interferire troppo coi problemi interni del Pakistan, è che ci si riuscirà sempre ad interferire troppo poco.


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