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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Per la Birmania
MessaggioInviato: gio set 27, 2007 16:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Indossate una maglietta in solidarietà con il popolo birmano.
I sit-in di Amnesty.
Alle 18,30 manifestazione bipartisan in Campidoglio, a Roma

[b]Un messaggio sta circolando in queste ore per sms e sui blog
per chiedere a tutti un segno di solidarietà per i monaci buddisti
Una maglietta rossa per la Birmania
"In tutto il mondo, venerdì 28"
Nastri rossi, gialli e ocra stamane alla stazione Leopolda di Firenze
Sit-in di Amnesty International domani e sabato a Roma e Milano

<I>Una maglietta rossa per la Birmania
"In tutto il mondo, venerdì 28"</I>

ROMA - Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.

Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: "In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".

Mentre gli studenti delle scuole superiori fiorentine che stamattina hanno partecipato all'iniziativa "La stazione delle idee" alla stazione Leopolda di Firenze hanno adottato un nastro rosso, ocra, giallo o rosa come segno di solidarietà per la Birmania. Un nastro verrà consegnato questo pomeriggio dagli studenti anche al ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che interverrà alla manifestazione.

La sezione italiana di Amnesty International, con l'obiettivo di mobilitare opinione pubblica e governi, ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.

I sit-in - si legge in una nota dell'organizzazione - si svolgeranno domani a Roma (dalle 17.30 di fronte all'ambasciata del Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato a Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

(27 settembre 2007)
[/b]


Ultima modifica di JefferyNus il dom ott 21, 2007 14:50 pm, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: gio set 27, 2007 17:15 pm 
Amministratore

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due è meglio che una....

avevo inserito la notizia nella sezione dedicata ai temi internazionali.

sylvia


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MessaggioInviato: gio set 27, 2007 17:29 pm 

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CONDIVIDO E ADERISCO CON CONVINZIONE .UN'APPELLO CHE VA RACCOLTO IMMEDIATAMENTE!!!


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MessaggioInviato: gio set 27, 2007 17:35 pm 

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Non so se riuscirò ad andare a Roma, ma di sicuro aderisco all'iniziava

Gabriele


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MessaggioInviato: gio set 27, 2007 17:37 pm 

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sylvia ha scritto:
due è meglio che una....

avevo inserito la notizia nella sezione dedicata ai temi internazionali.

sylvia

Si' lo avevo visto ma ho reputato, dopo aver letto l'articolo piu' lungo su repubblica, che fosse maglio dare anche un maggiore risalto e dare anche la possibilità di adesioni virtuali.
Da parte mia sono già "in rosso" da ora.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: Prime crepe ....
MessaggioInviato: ven set 28, 2007 18:07 pm 

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da corriere.it

«Crepe nell'esercito, prime defezioni» In manette il comandante di Rangoon. «Militari divisi a Mandalay». Ambasciatore australiano: «I morti sono decine»
Le ombre dei manifestanti a Rangoon (Afp)

RANGOON - Nonostante i morti di ieri, nonostante le migliaia di militari in assetto di guerra che presidiano massicciamente Rangoon e minacciano di sparare ancora, nonostante il coprifuoco, alcune migliaia di manifestanti, diecimila secondo alcuni testimoni, sono tornati oggi in piazza nell'ex capitale birmana, tentando di radunarsi nel centro. I soldati hanno risposto agli assembramenti con cariche e lancio di lacrimogeni e anche con spari in aria e hanno avviato perquisizioni nelle case attorno alla pagoda di Sule.

DEFEZIONI NELL'ESERCITO - Intanto le voci di un «dissidio fra generali e di defezioni da parte dell'esercito» riportate dal sito di esuli birmani «Mizzima News» e diffuse sul Web nonostante sono il blocco causato dalla giunta militare sono state confermate all'Aki-Adnkronos dall'ex segretario agli Affari Esteri birmano (dal 1974 al 1978), B. T. Win. « «La Brigata 66 si è unita ai manifestanti ed è pronta a sfidare la Brigata 77 se farà uso della forza. Il generale di brigata Tin Tun Aung non darà seguito all'ordine di sparare, mentre si è creata una scissione tra il comando militare situato nel sud-est del Paese e il comando generale di Rangoon», spiega il professor Win.

AMMUTINATINAMENTI A MANDALAY - Critica la situazione anche a Mandalay, dove «coloro che non rispettano gli ordini vengono rimpiazzati con soldati fedeli al regime», aggiunge Win, oggi Decano degli studenti del Programma Aeiou (All Ethnic International Open University) all'Università di Chiangmai in Thailandia.
Anche testimonianze riportate dalla radio russa «Eco di Mosca» i militari raccontano che tra i militari birmani impegnati nel reprimere la protesta sarebbero in atto profonde divisioni. L'emittente parla, citando le testimonianze dei giornalisti locali, di una divisione in atto fra i soldati dell'esercito in particolare nella città di Mandalay, la seconda città del Paese, dove sarebbero stati registrati scontri fra due divisioni di militari e una serie di reparti si sarebbe rifiutata di lasciare le caserme.

ARRESTATO GENERALE- Secondo fonti non confermate, il comandante delle forze militari, il generale Hla Htey Win, sarebbe agli arresti dopo che soldati ai suoi ordini si sono rifiutati di sparare sulla folla. Il sito d'informazione degli esuli birmani 'Mizzima News' riferisce inoltre che fra alcuni reparti dell'esercito birmano ci sarebbe una non meglio precisata «agitazione». Aerei pieni di militari si sarebbero levati in volo dalla base aerea di Matehtilar e anche truppe dal centro del Paese si starebbero muovendo verso Rangoon. Secondo 'Mizzima', «non è chiaro se le truppe stiano marciando come rinforzi o per opporsi alle truppe che hanno sparato sui monaci».

MOLTE VITTIME - Non è ancora chiaro quale sia il bilancio reale della sanguinosa repressione: il numero delle vittime sarebbe in realtà assai più elevato rispetto alle cifre ufficiali. Lo ha denunciato l'ambasciatore d'Australia nell'ex Birmania, Bob Davis, all'«Abc». Secondo la giunta militare birmana, i morti ammonterebbero complessivamente a dieci, ma a detta del diplomatico di Canberra testimoni oculari avrebbero riferito ad alcuni suoi collaboratori di aver visto «rimuovere ieri dal teatro delle manifestazioni nel centro di Rangoon un numero di cadaveri significativamente superiore» a quello reso noto dal regime. Il computo reale, ha aggiunto Davis, sarebbe «parecchie volte il multiplo» delle dieci persone uccise «riconosciute dalle autorità». A Rangoon la situazione è molto più grave di quanto venga riportato dai media internazionali confermano all'Ansa testimoni in loco, di nazionalità europea, che chiedono di rimanere anonimi per timore di ritorsioni: «Le famiglie birmane che hanno subito perdite vengono minacciate dai militari affinché dichiarino che i loro congiunti sono morti per cause naturali e non durante le manifestazioni». Inoltre, gli ingressi degli ospedali sono assediati dalle forze armate, che bloccano l'ingresso ai feriti, impedendo loro di ricevere le cure necessarie. «Non si sa che fine facciano questi feriti», ha detto allarmato un testimone, riferendo che «alcuni, probabilmente dei disperati che non hanno altra scelta, sono stati assoldati dai militari per fare dei pestaggi in giro per la città».

RAID NOTTURNI E SPARI CONTRO LA SCUOLA - La notte scorsa l'esercito birmano ha condotto raid in almeno due monasteri buddisti. Lo riferisce la radio Voce Democratica della Birmania, che trasmette da Oslo. L'emittente non ha potuto stabilire quanti monaci siano stati arrestati, ma ha riferito che una scuola presso il carcere di Insein è stata trasformata in centro di detenzione per circa 300 bonzi. «L'esercito ha chiesto ai monaci prigionieri di togliersi le tonache, ma loro hanno rifiutato», ha raccontato il direttore dell'emittente, Moe Aye. Sempre secondo la Voce Democratica, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro una scuola e picchiato e arrestato circa 300 studenti durante la brutale repressione di giovedì a Rangoon. A quanto riferiscono testimoni, un gruppo di studenti stava marciando dal ponte Pansodan verso il liceo del quartiere periferico di Tamwe, mentre altri studenti si trovavano nella scuola. Soldati e guardie del governo hanno cominciato a sparare anche ad altezza d'uomo, per impedire ai ragazzi di raggiungere la scuola. Nell'edificio studiano anche bambini delle elementari e alcuni di loro, così come genitori che erano venuti a prenderli, sono stati raggiunti dalle pallottole.


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 Oggetto del messaggio: Prodi: l'Italia è sdegnata
MessaggioInviato: ven set 28, 2007 20:05 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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[color=darkblue]Birmania, nuova giornata di protesta
"Molto più alto il numero delle vittime"
Interrotto collegamento internet
Lo dice l'ambasciatore australiano: "Il numero va moltiplicato parecchie volte". Rangoon in mano ai militari, ma in circa diecimila sono scesi comunque in strada in segno di sfida. Negozi chiusi, la gente non va a lavorare. Accuse da Tokyo ai militari per la morte del cronista giapponese ucciso durante i disordini di ieri. Telefonata Prodi-Socrates su una possibile missione Ue. Domani inviato Onu in Birmania. Voci di divisioni nella giunta militare. Il governo italiano esprime "sdegno cordoglio e partecipazione per quanto sta accadendo in Myanmar"


19:00 Casa Bianca: "Inviato Onu incontri Suu Syi

La Casa Bianca chiede che la giunta militare birmana consenta all'inviato delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari di incontrare la leader dell'opposizione, il premio Nobel Aung San Suu Kyi.

18:32 Letta: "L'Italia è sdegnata"

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha aperto il Consiglio dei ministri esprimendo il proprio "sdegno cordoglio e partecipazione per quanto sta accadendo in Myanmar". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Questo sentimento è stato condiviso da tutto il consiglio dei ministri e credo - aggiunge - interpreta il sentimento dell'intero Paese".
L'Italia, prosegue, si impegnerà dunque "insieme all'Unione europea per la pacificazione dell'ex Birmania e perchè la democrazia trionfi".
18:27 Sit-in di Amnesty davanti all'ambasciata

'Liberta' di manifestare in Myanmar' e 'Liberta' per tutti i prigionieri politicì: questi le scritte sugli striscioni che Amnesty international ha esposto di fronte all'ambasciata romana della Birmania in occasione del sit-in di protesta organizzato contro la repressione messa in atto dalla giunta militare. Circa 200 attivisti, tutti con qualcosa di rosso indosso, hanno partecipato all'iniziativa.

17:33 Putin: "Prematuro parlare di sanzioni"

E' ''prematuro'' parlare di sanzioni contro il regime del Myanmar mentre il caso è in discussione alle Nazioni Unite. E' la posizione del presidente russo, Vladimir Putin.
17:32 Diplomatica svedese: "Forse 35 vittime"

Potrebbero essere 35 le vittime oggi della repressione della giunta militare del Myanmar contro i manifestanti: lo ha detto al giornale di Stoccolma "Svenska Dagbladet" una diplomatica svedese dell'ambasciata nella ex Birmania, Lieselotte Agerlid, secondo cui "ci sono stati molti più morti di ieri".
16:37 Bush e Brown: non allentare pressioni sulla giunta

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e il primo ministro britannico Gordon Brown hanno rinnovato l'appello alla giunta militare birmana a mettere fine alla sanguinosa repressione delle manifestazioni democratiche. I due leader hanno anche riaffermato la "necessità che la comunità internazionale continui a dire con chiarezza alla giunta che deve astenersi dal continuare le violenze e deve avviare una transizione pacifica verso la democrazia", ha riferito Scott Stanzel, un portavoce della Casa Bianca
16:23 Ministro Melandri in maglia rossa

"Mi sono messa una maglia rossa per i monaci birmani che stanno rischiando la vita per una battaglia di liberta". Anche il ministro delle politiche sportive, Giovanna Melandri, ha accolto l'appello lanciato da Amnesty International di indossare una maglietta rossa come segno di solidarietà alla rivolta dei monaci
16:16 Germania: condannare duramente la repressione violenta

La Germania condanna la sanguinosa repressione in Birmania. ''Nessun governo al mondo ha il diritto di reprimere con violenza le speranze di un popolo'' ha detto Guenter Nooke, commissario tedesco per i diritti umani del ministero degli affari Esteri
15:49 Migliaia di manifestanti a Mandalay

Migliaia di giovani hanno manifestato oggi a Mandalay, seconda città più importante della Birmania. I cortei, divisi su due strade, si sono poi dispersi quando i soldati del regime hanno iniziato a sparare colpi di avvertimento. L'esercito e la polizia hanno bloccato le vie che conducono ai monasteri della città per impedire ai bonzi di partecipare alle proteste
15:40 Berlusconi: ci uniamo alla domanda di libertà dei monaci

"Ci uniamo idealmente alla domanda di libertà e democrazia che si leva dai monaci della Birmania e dalle migliaia di manifestanti pacifici contro il regime militare. E' necessario che in ogni parte del mondo, in Europa, nelle istituzioni internazionali, la pressione e le sanzioni sul regime aumentino, e il popolo birmano che ha già tanto sofferto ritrovi la strada della democrazia" ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi

15:35 Ambasciatore Cinti: "pressioni sulla giunta"

"La situazione è in continua evoluzione, è difficile dire cosa succederà nelle prossime ore, viviamo giorno per giorno ma intanto continuiamo a insistere con le autorità perché cessi la violenza contro chi manifesta pacificamente", ha detto l'ambasciatore italiano in Birmania Giuseppe Cinti

15:30 Mizzima: il vice di Shwe contrario a sparare sulla folla

Una fonte vicino alle alte gerarchie militari ha riferito al sito Mizzima News che esistono forti divisioni fra il capo della giunta militare, il generale Than Shwe, ed il suo vice Maung Aye sull'uso della forza contro i monaci. Mentre il capo del regime è a favore il suo numero due, insieme ai suoi sostenitori, sarebbe contrario a fare fuoco sulla folla
15:25 Alcuni soldati in ginocchio davanti ai monaci

Alcuni soldati hanno riposto le armi e si sono inginocchiati in segno di rispetto davanti ai monaci ieri a Mandalay, riferisce Khin Maung Win, vice direttore della radio Voce Democratica della Birmania, che trasmette da Oslo. La 33esima divisione di stanza a Mandalay, seconda città del Paese, verrà sostituita dopo che i soldati si sono rifiutati di aprire il fuoco. Truppe si sono rifiutate di sparare almeno in un'altra occasione a Rangoon
15:13 Raid nei monasteri respinti dalla popolazione locale

Molti dei raid dei militari contro diversi monasteri a Rangoon e Mandalay sono stati sventati la scorsa notte dalla reazione della gente che abita nella zona, riferisce il sito della radio Voce Democratica della Birmania, che trasmette da Oslo. In alcuni casi i soldati diretti ai monasteri hanno fatto marcia indietro di fronte ad una folla armata di bastoni che presidiava i monasteri

15:04 Colloquio Prodi-Socrates, possibile missione Ue

Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha avuto una telefonata con il primo ministro portoghese Socrates, presidente di turno della Ue sulla crisi in Birmania. "La telefonata - informa una nota di Palazzo Chigi - è stata dedicata alle misure da prendere all'indomani di una riunione a Bruxelles dei 27 Rappresentanti Permanenti presso la UE, convocata d'urgenza anche a seguito della iniziativa italiana, che ha esaminato il possibile inasprimento delle sanzioni nei confronti del governo di Rangoon. I due Presidenti hanno anche discusso di una possibile missione della UE nell'area a sostegno di quella prevista dell'Inviato ONU Gambari
14:48 Solidarietà dalle chiese evangeliche

Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), esprime "il suo sdegno per le cariche brutali della polizia e gli arresti indiscriminati di dimostranti pacifici contro la dittatura esistente nel Myanmar". In una nota auspica inoltre "che tutte le nazioni democratiche si facciano interpreti della volontà di pace e di libertà del popolo del Myanmar"
14:45 I campioni azzurri di scherma in maglia rossa

Anche i campioni azzurri della scherma, a San Pietroburgo per i Mondiali 2007, si mobilitano per solidarizzare con la protesta dei monaci. Le fiorettiste Valentina Vezzali, Margherita Granbassi e Ilaria Salvatori e gli sciabolatori Giampiero Pastore, Luigi Tarantino e Diego Occhiuzzi hanno indossato una maglietta rossa
14:43 Drappo rosso da Palazzo Vecchio, Firenze

In segno di solidarietà con la prostesta pacifica dei monaci, da Palazzo Vecchio a Firenze sventola un drappo rosso di cinque metri. "E' un gesto simbolico ma importante, per manifestare la nostra vicinanza ad un paese oppresso ed ai cittadini birmani, che con grande coraggio sfidano un regime sanguinario" ha spiegato il sindaco Leonardo Domenici, promotore dell'iniziativa
14:22 Irruzione militare in principale provider Internet

Soldati birmani, giunti a bordo di camion, hanno fatto irruzione, attorno a mezzogiorno di oggi, negli uffici del principale provider di servizi Internet del Paese, Myanmar Info Tech, che si trovano all'interno del campus universitario. Lo riferisce il sito del magazine Irrawaddy, gestito da dissidenti birmani in esilio. L'irruzione giunge dopo che le manifestazioni di protesta contro il regime e la repressione militare sono state documentate da una quantità enorme di foto, video ed e-mail inviati ai media stranieri da comuni cittadini.
14:15 Centinaia di arresti oggi a Rangoon

"Ci sono molto probabilmente morti e feriti" e "centinaia di arresti" nelle manifestazioni di oggi contro la giunta militare a Rangoon. E' quanto afferma un diplomatico occidentale nella città.
Manifestazioni sono state segnalate in almeno tre quartieri della ex capitale birmana dove l'esercito, così come nei due giorni scorsi, ha reagito con durezza alle manifestazioni Secondo il diplomatico, che ha voluto conservare l'anonimato, "ci sono state vittime, probabilmente morti e feriti. Gli arresti sono molto numerosi, si contano almeno a centinaia". Le forze dell'ordine, ha aggiunto "fanno piazza pulita indiscriminatamente".
13:36 Diritti umani, il caso Birmania arriva al Consiglio Onu

I 47 membri del Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu, hanno deciso di convocare una sessione speciale per esaminare la situazione nel Birmania il 2 ottobre prossimo. ''Il presidente del Consiglio - ha sottolineato Rolando Gomez, portavoce dell'Onu - ha annunciato di aver ricevuto una richiesta con 53 firme per indire una riunione speciale".
13:22 Boniver: Servono sanzioni durissime

"Nella tragedia che sta colpendo la ex Birmana si possono individuare diverse linee di azione, prima fra tutte quella del coinvolgimento delle nazioni vicine, Cina, India, Indonesia e gli altri Paesi dell'Asean, con i quali avevano un dialogo". Lo afferma Margherita Boniver, componente del Direttivo del Gruppo di Forza Italia della Camera e della Commissione Esteri di Montecitorio

13:10 Minacciati i parenti delle vittime

A Rangoon la situazione è molto più grave di quanto venga riportato dai media internazionali e tra i i manifestanti "le vittime sono di gran lunga più numerose" di quanto vorrebbe far credere la giunta militare al potere, riferiscono testimoni. Le famiglie birmane che hanno subito perdite vengono minacciate dai militari affinchè dichiarino che i loro congiunti sono morti per cause naturali e non durante le manifestazioni ha raccontato all'Ansa un testimone locale


13:08 Perquisite le case vicino alla pagoda di Sule

Le autorità birmane controllano oggi tutte le case attorno alla pagoda di Sule a Rangoon, verificando le persone che vi abitano, riferisce il sito del magazine birmano Irrawaddy. Le autorità hanno avvertito questa mattina gli abitanti delle case presso la pagoda a non uscire in vista dei controlli
13:07 Scuola trasformata in super-carcere

La giunta militare ha fatto trasformare in un super-carcere per manifestanti una scuola alla periferia di Rangoon. Stando alle organizzazioni umanitarie, è in quest'ultima struttura che il regime tiene in massima parte segregate le migliaia di prigionieri politici catturati nel corso degli anni
13:03 Mandalay, "generale disobbedisce per proteggere i monaci"

I soldati della 33esima divisione dell'esercito birmano, guidati dal generale Aung Thyat, descritto come un fervente buddista, avrebbero disobbedito agli ordini del regime rifiutandosi di sparare contro i monaci, ed ora sarebbero rimasto a guardia della città, in sostanza per proteggere i manifestanti. Lo ha raccontato a PeaceReporter Aung So, responsabile delle Frontiere del governo Nld (National League for Democracy, il movimento di Aung San Suu Kii) in esilio in Thailandia
12:48 Oggi sit-in anche a Napoli

Un sit-in promosso dall'amministrazione comunale di Napoli in segno di solidarietà verso il popolo birmano si terrà oggi, alle 17:30, davanti alla sede del Consiglio Comunale in Via Verdi
12:47 Coprifuoco esteso anche ad est

La giunta militare birmana ha esteso il coprifuoco notturno alla zona orientale di Rangoon. Si tratta del distretto di Okkalapa meridionale dove ieri sono stati uccisi otto manifestanti. Il provvedimento entra in vigore dalle 18 alle 6. L'intera Rangoon e Mandalay, la seconda città del Paese, sono da martedì sotto coprifuoco dalle 21 alle 5
12:45 Pisa propone cittadinanza onoraria per Aung San Suu Kyi

La Giunta comunale di Pisa propone la cittadinanza onoraria per Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace. "Si tratta - ha detto il sindaco Paolo Fontanelli - di un primo, piccolo ma significativo gesto, che può tuttavia contribuire alla necessaria ed urgente mobilitazione della opinione pubblica, anche nel nostro Paese"

12:44 "Comandante delle forze militari agli arresti"

Il comandante delle forze militari a Rangoon, il generale Hla Htey Win, sarebbe agli arresti dopo che soldati ai suoi ordini si sono rifiutati di sparare sulla folla dei manifestanti. Lo riferiscono fonti non confermate che giungono dalla Birmania
12:21 Quattro monaci arrestati in un blitz nel monastero

Quattro monaci buddisti sono stati arrestati in un monastero vicino a Rangoon durante un blitz delle forze di sicurezza
12:11 Ucciso da distanza ravvicinata il fotoreporter giapponese

Il giornalista giapponese ucciso ieri durante gli scontri a Rangoon è stato colpito da distanza ravvicinata. E' quanto emerge da un filmato trasmesso dal canale televisivo giapponese Fuji Television.
Nel filmato si vedono dei soldati caricare dei manifestanti e un militare con l'elmetto spingere a terra un uomo identificato come il giornalista Kenji Nagai, che indossa pantaloncini corti e sandali.
Mentre l'uomo giace a terra, tenendo la sua videocamera nella mano destra, si sente un colpo di arma da fuoco, con un soldato che punta un fucile contro l'uomo. Poi il soldato si allontana e insegue alcuni manifestanti
12:07 Oggi sit in di Amnesty International a Roma

Amnesty International ha indetto per oggi pomeriggio a Roma alle 17:30 di fronte all'ambasciata di Myanmar, in via della Camilluccia 551, un sit-in di protesta contro la repressione violenta della protesta pacifica dei monaci in Birmania
11:52 Anche Enrico Letta in rosso

Il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta indossa una camicia rossa oggi. "Con il pensiero e la preghiera - ha detto incontrando le organizzazioni del terzo settore - siamo legati a quanto sta succedendo in Birmania, dove la protesta si sta tramutando in tragedia". "L'Italia - ha aggiunto Letta - sostiene gli sforzi dell'Ue affinché la tragedia si fermi e vinca la libertà e la democrazia"
11:48 Pecoraro: cravatta rossa in solidarietà per il popolo birmano

Il ministro Pecoraro Scanio indossa oggi una cravatta rossa per il popolo birmano. A margine della presentazione di Ecofest, la festa dell'Ambiente della Regione Lazio in corso a Roma, il ministro ha mostrato la sua cravatta come segno della sua adesione all'appello di solidarietà al popolo birmano.
"Credo - ha detto - che dovremmo tutti essere solidali con un popolo che in modo non violento si ribella ai dittatori"
11:38 Esteso il coprifuoco notturno in distretto Nord di Rangoon

Le autorità militari birmane hanno protratto il coprifuoco notturno imposto da ieri nel distretto settentrionale di Rangoon, la zona della ex capitale dove ieri sono avvenuti gli scontri costati la vita ad almeno otto persone.
11:34 Decollano aerei militari, forse divisioni tra i militari

Aerei militari sono stati visti in giornata levarsi in volo dalla base di Matehtilar, in Birmania. Lo riferisce l'agenzia di stampa on line 'Mizzima News', appartenente al network omonimo, creato da un gruppo di dissidenti birmani in esilio. Contemporaneamente, come già riferito, sono stati notati movimenti di truppe di fanteria leggera della 33ma e della 99ma Divisione dell'Esercito. L'agenzia dell'opposizione ipotizza che questi movimenti possano essere il sintomo di divisioni all'interno dei militari che sostengono il regime.
10:35 Salito a circa diecimila il numero dei manifestanti

Testimoni hanno riferito che i militari stanno conducendo cariche contro circa diecimila dimostranti organizzati in più gruppi. Le forze di sicurezza, servendosi di megafoni, ordinano alla folla, assembrata su una strada che porta alla pagoda di Sule, di disperdersi.
10:34 Settimanali birmani chiudono per non piegarsi ai militari

Diversi settimanali birmani pubblicati da editori privati starebbero chiudendo per protestare contro le pressioni del regime militare affinché vengano pubblicati articoli di propaganda. Secondo quanto riferisce Democratic Voice of Burma, un sito di esuli in Norvegia, a cessare le pubblicazioni sarebbero stati Kumudra, Seven Days, Pyi Myanmar e altre testate ancora.
10:17 Militari isolano i monasteri di Rangoon

I militari birmani avrebbero isolato l'accesso ai cinque più importanti monasteri di Rangoon. Lo riferisce il sito internet della Bbc.
10:03 In più di mille sfidano i militari in strada a Rangoon

Sfidando la repressione, all'indomani dei feroci assalti delle forze di sicurezza birmane un migliaio di dimostranti, forse di più, suddivisi in tre gruppi separati di trecento-cinquecento persone ciascuno, sono tornati a radunarsi nel centro della vecchia capitale del Myanmar, Rangoon, concentrandosi intorno a una delle più importanti pagode della città, quella di Sule, per poi dare vita all'ennesima marcia di protesta. Lo hanno riferito testimoni oculari, secondo cui a scendere in piazza sono stati soprattutto studenti e, più in generale, giovani.
10:00 Spari e cariche nel centro di Rangoon

Spari sono stati uditi nel centro di Yangon dove i militari birmani hanno caricato manifestanti scesi in strada contro la giunta per il decimo giorno consecutivo.
09:57 Strani movimenti di truppe, forse prime defezioni nell'esercito

Secondo Mizzima News, l'agenzia d'informazione gestita dagli esuli birmani, voci si starebbero diffondendo nel paese su una possibile defezione dal regime di alcuni generali. In particolare alcuni reparti sarabbero in marcia dalla Birmania centrale verso Rangoon, ma non è chiaro se per dare manforte alla repressione o se per porre fine ai massacri.
09:43 Proteste davanti l'ambasciata birmana a Tokyo

Alcune decine di birmani residenti in Giappone hanno organizzato oggi una manifestazione di protesta dinanzi all'ambasciata birmana a Tokyo, simile a un'altra svoltasi ieri nella città industriale di Nagoya, al centro di una zona con un'immigrazione relativamente alta rispetto al resto dell'arcipelago.

09:42 Tappa a Singapore per l'inviato dell'Onu Gambari

L'inviato dell'Onu per Myanmar Ibrahim Gambari è giunto oggi a Singapore da dove ripartirà alla volta di Rangoon. Lo ha annunciato il ministero degli esteri di Singapore. "Le autorità di Singapore - si legge in un comunicato - gli hanno ribadito il forte sostegno per la sua missione ed hanno espresso la speranza che le autorità di Myanmar forniscano a Gambari e all'Onu piena cooperazione per giungere ad una soluzione pacifica".
09:37 Nella notte raid militari in due monasteri di Rangoon

L'esercito birmano ha condotto raid in almeno due monasteri buddisti la notte scorsa nell'area della ex capitale Rangoon, riferisce oggi la radio Voce Democratica della Birmania, che trasmette da Oslo. L'emittente non ha potuto stabilire quanti monaci siano stati arrestati, ma ha riferito che una scuola presso il carcere di Insein è stata trasformata in centro di detenzione per circa 300 bonzi.
09:31 I leader del 1990 alla guida dell manifestazione

La manifestazione di oggi a Rangoon sarà guidata dai leader vincitori delle elezioni del 1990, invalidate dalla giunta militare. Lo scrive il sito del magazine Irrawaday, scritto da birmani in esilio, secondo il quale i dimostranti si stanno riunendo presso il Traders Hotel per dar vita ad una manifestazione pacifica. Secondo una fonte i dimostranti cercheranno di parlare ai soldati, molti dei quali sono stati dispiegati attorno alla vicina pagoda di Sule, perché non sparino sulla folla come è accaduto negli ultimi due giorni.
09:11 Centinaia di persone sfidano la polizia a Rangoon

Centinaia di persone, alcune munite di bastoni, hanno iniziato dopo mezzogiorno a riunirsi a Rangoon nella strada che conduce alla pagoda di Sule, centro delle proteste degli ultimi giorni. I manifestanti stanno raggiungendo il luogo in aperta sfida al regime, che ha proclamato questa pagoda e altre quattro della città zone proibite alla cittadinanza. Un'altra folla si sta radunando alla pagoda Thakayta, nella parte orientale della ex capitale birmana.
08:49 Bush alla Cina: "Sosteniamo la transizione verso la democrazia in Birmania"

Il presidente americano George Bush ha chiesto alla Cina d'incoraggiare la transizione della Birmania verso la democrazia, in un incontro non previsto con il ministro degli Esteri di Pechino, Yang Jiechi
08:37 Domani inviato Onu in Birmania

Comincerà domani la missione in Birmania dell'inviato dell'Onu Ibrahim Gambari. Lo ha reso noto Marie Okabe, portavoce delle Nazioni Unite, spiegando che la giunta militare birmana ha accettato di ricevere Gambari e ha promesso di collaborare
08:25 La giunta taglia internet

La giunta birmana sembra abbia fatto tagliare l'accesso a internet, nell'intento d'impedire la trasmissione on line di fotografie, video e persino semplici notizie su quanto sta accadendo nel Paese, unica fonte d'informazione all'esterno. Abbassate le saracinesche di tutti i bar della città dotati di terminali, nessuna risposta al telefono dagli uffici del maggiore provider nazionale
08:02 Ambasciatore australiano: "Numero vittime molto più alto"

Il bilancio delle vittime sarebbe assai più elevato rispetto alle cifre ufficiali: lo ha denunciato l'ambasciatore d'Australia in Birmania Bob Davis, intervistato dall'emittente radofonica pubblica 'Abc'. Secondo la giunta militare birmana, i morti sarebbero 9 - secondo altre fonti sarebbero 10 - ma a detta del diplomatico di Canberra testimoni oculari avrebbero riferito che le vittime sarebbero "un numero significativamente superiore": "Il numero di dieci morti va moltiplicato parecchie volte"
07:40 Rice contro la giunta militare: "Vi teniamo gli occhi addosso"

Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha assicurato "che gli Stati Uniti sono determinati a tenere l'attenzione della comunità internazionale concentrata sui quello che accade a Rangoon"
07:23 Malaysia, birmani protestano contro la repressione

Circa 1.200 cittadini birmani protestavano nella capitale della Malaysia Kuala Lumpur contro la sanguinosa repressione delle manifestazioni in Birmania. Radunatisi davanti all'ambasciata birmana, i manifestanti scandivano slogan in birmano e in inglese: "Non uccidete i nostri monaci", "Fermate la repressione", "Vogliamo la democrazia"
07:19 Soldati nelle strade di Rangoon

Poliziotti e soldati sono dispiegati in massa a Rangoon, principale città della Birmania. Negozi chiusi e attività commerciali ferme. Autobus fermi. Molti impiegati e operai hanno ricevuto istruzioni di non recarsi al lavoro. Le vie che portano alla celebre pagoda d'oro di Shwedagon sono bloccate dal filo spinato, come pure quelle che conducono alla pagoda di Sule, nel centro della città
07:14 Giapponese ucciso, accuse da Tokyo ai militari

E' stato senza alcun dubbio colpito dai colpi sparati da un soldato antisommossa il cronista giapponese ucciso durante i disordini di ieri a Rangoon. Lo indica oggi l'agenzia Kyodo citando le testimonianze di due abitanti della zona. Secondo le fonti anche altri giornalisti stranieri sarebbero rimasti feriti[/b]


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 Oggetto del messaggio: Boicottaggi?
MessaggioInviato: ven set 28, 2007 20:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
Forse piu' che boicottare la Birmania bisognerebbe
farlo con i prodotti di quei paesi che hanno posto il
veto. Leggasi Cina e Russia. I quali quando si tratta
di difendere le dittature del loro stesso antico colore
dimostrano che il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Ma poi per Natale come fare senza i giocatoli made in China e soprattutto senza il gas russo?

Francesco


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 Oggetto del messaggio: Birmania: lunedì la Ue adotterà le sanzioni
MessaggioInviato: lun ott 08, 2007 18:25 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
[color=darkblue]In via di definizione i dettagli delle misure repressive europee che verranno presentate al Cagre
Il ministro: "Pieno appoggio all'impegno dell'Onu. Non è esclusa una nuova missione di Gambari"
Birmania, D'Alema: "Lunedì
la Ue adotterà le sanzioni"

<B>Birmania, D'Alema: "Lunedì
la Ue adotterà le sanzioni"</B>

Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema
HANOI - Lunedì prossimo nel corso della riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue (Cagre) verrà adottato un pacchetto di misure "efficaci" per indurre la giunta militare birmana a porre fine alla repressione. Lo ha annunciato il vice premier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema durante una conferenza stampa ad Hanoi.

Il titolare della Farnesina ha aggiunto che proprio in queste ore si stanno definendo i dettagli delle misure europee di pressione nei confronti della Birmania: "Stiamo seguendo - ha spiegato - questo lavoro a livello di funzionari". Per quanto riguarda il Consiglio di sicurezza dell'Onu, D'Alema non ha escluso che possa esserci una seconda missione in Birmania dell'inviato.

L'Italia appoggia in pieno l'impegno delle Nazioni Unite e del suo inviato speciale, Ibrahim Gambari, ha ribadito il ministro degli Esteri. Durante una conferenza stampa congiunta con il pari grado vietnamita, Pham Gia Khiem, il capo della Farnesina ha detto: "Abbiamo affrontato, nel corso dell'incontro, il delicato tema della crisi nel Myanmar, e abbiamo ribadito il sostegno dell'Italia all'impegno delle Nazioni Unite e a quello dell'inviato Gambari, e la richiesta che si ponga fine alla repressione del movimento popolare e si avvii un dialogo in vista della democratizzazione del Paese".

Nel frattempo, la giunta militare birmana ha nominato un responsabile per i rapporti con la leader dell'opposizione, Aung San Suu Kyi, da anni agli arresti domiciliari. Lo ha reso noto oggi la televisione di Stato. Il capo della giunta, il generale Than Shwe, ha affidato ad Aung Kyi, vice-ministro del lavoro, l'incarico "di proseguire le relazioni con Daw Aung San Suu Kyi in futuro", ha detto l'emittente.

(8 ottobre 2007)[/b]
www.repubblica.it


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio ott 11, 2007 15:35 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 44
Ma lo sapete quante dittature ci sono nel mondo?!?

Perchè non sanzionamo solo quelle invece di dover aspettare sempre l'onda dei giornali?


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 Oggetto del messaggio: Non è finita ....
MessaggioInviato: lun ott 29, 2007 21:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
tra le iniziative internazionali segnalo:

http://www.solosevuoi.org/index.php

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