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MessaggioInviato: mer mag 24, 2006 12:12 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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E' Tiziana Ferrario che segue in loco per il Tg1 la guerra in Afghanistan a chiarire stamani, con un intervento sulla terza rete Rai, quanto già si sapeva ma che ma si preferisce ignorare.<BR><BR>I Talebani si sono riorganizzati e sono intenzionati a riprendersi Kabul.<BR><BR>Poco è cambiato in Afghanistan ma soprattutto manca lavoro.<BR><BR>Quando si fanno certi tipi di operazioni per dare solidità alla ricostruzione e alla trasformazione dei modelli di società, la base è promuovere il mondo del lavoro.<BR><BR>Nella miseria non si costruisce nulla, è una cosa risaputa da tutti senza essere scienziati.<BR><BR>Chi da profugo era rientrato adesso fa la fila presso le ambasciate dell'Iran e Pakistan per ritornare in quei paesi onde poter sopravvivere.<BR><BR>In un pianeta continuamente in guerra perché la guerra rende a chi costruisce armi, si è voluto far credere la nuova balla spaziale, l'esportazione della democrazia.<BR><BR>Questi invece sono i risultati pratici, guerra infinita e miseria.<BR><BR>I signori della guerra in Afghanistan mantengono inalterato il loro antico potere e siedono pure al Parlamento.<BR><BR>La produzione principale del paese asiatico rimane sempre l'oppio.<BR><BR>Ma i contadini che si dedicano a tale coltivazione vivono nella miseria più stretta e molti per sopravvivere sono costretti a vendere le figlie.<BR><BR>Le montagne dell'Afghanistan, a detta della Ferrario, sono rimaste inviolate e sono state un ottimo luogo per addestramento del terrorismo internazionale.<BR><BR>Forse, sostiene la giornalista Rai, si annida anche Bin Laden.<BR><BR>Dopo quattro anni, proviamo a tirare le somme.<BR><BR>L'ennesimo fallimento targato Onu e di chi lo ha sollecitato ad intervenire.<BR><BR>Quando le forze statunitensi si ricordano dell'Afghanistan e decidono d'intervenire lo fanno sempre nello stesso modo.<BR><BR>Bombardano indiscriminatamente ribelli Talebani e civili, come hanno fatto l'altro giorno dove le notizie in merito danno da 16 a 50 i morti civili.<BR><BR>Noi, anche e soprattutto come Unione ci siamo nascosti e ci stiamo nascondendo dietro il mandato dell'Onu.<BR><BR>La parola fallimento non si deve pronunciare.<BR><BR>Non è certo questo il modo di aderire a missioni umanitarie.<BR><BR>L'Unione mette la testa sotto la sabbia alla notizia che i Talebani sono pronti per riprendersi Kabul.<BR><BR>Come per gli avversari della Cdl si spera nello stellone tricolore.<BR><BR>I soldati italiani potrebbero trovarsi prossimamente di fronte alla possibilità di combattere.<BR><BR>L'articolo 11 della Costituzione è carta straccia?<BR><BR>I politici nazionali e delle Nazioni Unite sono abituati a far finta di niente e ad affrontare i problemi solo quando tutto oramai diventa insostenibile.<BR><BR>Proprio un bel genere umano.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: mer mag 24, 2006 12:38 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
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ciao,<BR>come per il casoiracheno, anche per quello afghano sostengo da sempre che si ssono confusi i mezzi con i fini. si è confuso un processo elettorale con la democrazia, la quale, per definirsi compiuta (come ben sappiamo) si nutre ovviamnte delle libere scelte dei cittadini, ma ha bisogno di tante e troppe situazioni che elettorali non sono e che nè in iraq nè in afghanistan sono state realizzate o perlomeno accennate. col risultato che la gente pensa ormai che stava meglio quando stava peggio.


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MessaggioInviato: mar mag 30, 2006 16:28 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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c.v.d.<BR><BR>Il generale Mini si era già pronunciato in merito altre volte.<BR><BR>Oggi ritorna sullo spinoso problema.<BR><BR>Da Repubblica di stamani<BR><BR>"Il generale Fabio Mini:" Missione a rischio, non abbiamo i mezzi per controllare il territorio"<BR><BR>"Ma i nostri militari sono solo comparse"<BR><BR>ROMA - «Gli italiani non sono attrezzati per affrontare le nuove sfide che ci aspettano a Kabul. <BR><BR>Non abbiamo gli strumenti operativi per controllare militarmente il territorio, ed in Afghanistan si profila sempre più una situazione ad alto rischio per i nostri soldati». <BR><BR>Il generale Fabio Mini, già comandante di Kfor ed ex capo di Stato maggiore della Nato nel Sud Europa, esprime tutte le sue perplessità sulla nostra missione a Kabul ed Herat.<BR><BR>-Generale Mini, in Afghanistan è sempre più lontana la stabilizzazione del Paese.<BR><BR>L'incidente tra gli americani e la popolazione mette a rischio anche gli italiani?-<BR><BR>«Penso di sì<BR><BR>Isaf, della quale noi facciamo parte, non è EnduringFreedom, ma gli americani ci sono dentro. <BR><BR>E gli afgani non fanno differenza tra una nazione e l'altra. <BR><BR>Ci vuole poco perché scambino tutti come militari Usa».<BR><BR>-Ha senso rimanere in Afghanistan? -<BR><BR>«E dura dire a cosa serviamo lì.<BR><BR>Certo, abbiamo preso accordi intemazionali, sia con gli americani bilateralmente, sia con la Nato perché siamo nell'alleanza atlantica. <BR><BR>E anche con il governo afgano. <BR><BR>Diventa difficile staccarsi! ma oggi qual è il progetto da realizzare? <BR><BR>E vago, poco chiaro, è diventato più retorico che pratico.<BR><BR>E gli afgani non né possono più né di retorica né di essere occupati>.<BR><BR>-Per il Paese la stabilità è un sogno irraggiungibile.-<BR><BR>«Per il nostro contingente si profila un'attività operativa di combattimento per la stabilità di una nazione che non è stabile per niente. <BR><BR>Il governo centrale non riesce nemmeno a controllare Kabul».<BR><BR>-Come continuare, allora, la missione?-<BR><BR>«Noi, come Isaf, non abbiamo gli assetti operativi per controllare militarmente il territorio. <BR><BR>Questa situazione è figlia di un'ambiguità di fondo. <BR><BR>L'idea è che la missione multinazionale debba fare solo attività di presenza. <BR><BR>E di conseguenza, non ci sono sufficienti elicotteri e mezzi di combattimento. <BR><BR>I nostri soldati rischiano molto».<BR><BR>-Cosa dovrebbe fare il governo italiano?-<BR><BR>«Dovrebbe darsi un progetto concreto da portare a termine con tutte le proprie forza. <BR><BR>Ma non possiamo più continuare a fare le comparse». .<BR><BR>(al.mat)


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MessaggioInviato: mer mag 31, 2006 12:32 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Da "La Repubblica" di stamani apprendiamo:<BR><BR>D'Alema: I nostri soldati restano in Afghanistan.<BR><BR>Mentre viene pubblicato il sondaggio lanciato ieri sul caos in Afghanistan.<BR><BR>Disordini a Kabul, nel centrosinistra c'è chi chiede il ritiro delle truppe. Il vostro voto:<BR><BR>64,3 % E' gìusto in Afghanistan, come in Iraq le missioni di pace hanno fallito l'obiettivo<BR><BR>24,8 % E' sbagliato. La missione in Afghanistan ha obiettivi diversi da quelli in Iraq.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: mar set 26, 2006 15:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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ATTACCO A MILITARI ITALIANI IN AFGHANISTAN, UN MORTO E 5 FERITI<BR><BR>ROMA - Un militare italiano è morto e altri 5 sono rimasti feriti, a 10 chilometri da Kabul, in Afghanistan, in seguito ad un attacco terroristico contro un convoglio composto da tre veicoli 'Puma': un' esplosione, comandata a distanza, ha coinvolto il terzo mezzo. Erano sei i militari italiani a bordo: uno e' morto, gli altri sono rimasti feriti. Due in modo grave. Il militare italiano ucciso a Kabul si chiamava Giorgio Langella, aveva 31 anni ed era in servizio al 2.Reggimento Alpini di Cuneo. Era nato ad Imperia ed era sposato. Nell'attentato e' morto anche un bambino afghano. <BR>I due militari piu' gravi sono il maresciallo Francesco Cirmi, 30 anni, di Bologna, e il caporal maggiore Vincenzo Cardella, 24 anni, di San Prisco (Caserta). Sono entrambi ricoverati nell'ospedale da campo francese. Cirmi ha riportato un forte trauma facciale e Cardella è ferito agli arti inferiori. Entrambe sono stati operati, fa sapere lo Stato Maggiore della Difesa. <BR>Tra i feriti c'é anche una donna, Pamela Rendina, che ha riportato però ferite lievi e le cui condizioni non destano preoccupazioni. Pamela Rendina è la prima donna soldato italiana mai ferita in azione. Gli altri due feriti in modo lieve, ricoverati presso l'aeroporto internazionale di Kabul, versano in buone condizioni di salute.<BR>Il portavoce del taleban, Mohammed Hanif ha rivendicato alla tv satellitare al Jazira i due attentati avvenuti in Afghanistan, in uno dei quali è morto l'alpino italiano.<BR>I soldati erano in "normale attività di pattuglia". "Alle ore 8 circa ora locale (le 5:30 ora italiana) - si legge infatti in una nota di Italfor - durante una normale attività di pattuglia condotta da personale italiano nel distretto di Chahar Asyab, circa 10 km a sud di Kabul, un convoglio italiano composto da 3 veicoli blindati leggeri (VBL) 'Puma' è stato coinvolto dall'esplosione di un ordigno improvvisato probabilmente azionato a distanza (RC-IED) che ha interessato il terzo mezzo, su cui viaggiavano 6 militari italiani". "L'esplosione - prosegue la nota - ha causato la morte di un militare italiano e il ferimento in maniera grave di altri due. Gli altri tre militari inoltre sono rimasti feriti in maniera lieve".<BR>Quello di oggi e' il settimo italiano caduto in Afghanistan dell'inizio della missione del contingente nazionale. Le altre vittime sono Bruno Vianini, Giovanni Bruno, Michele Sanfilippo, Manuel Fiorito e Luca Polsinelli (questi ultimi due morti a seguito di un attentato a Kabul il 5 maggio scorso); e Giuseppe Orlando, morto mercoledì scorso in un incidente stradale durante una normale attività di pattuglia condotta nel distretto di Chahar Asyab, a circa 13 chilometri a sud di Kabul.<BR>ESPLOSIONE NEL SUD, ALMENO 18 MORTI Almeno 18 persone sono state uccise da una esplosione, probabilmente provocata da un attentatore suicida, nella città di Lashkar Gah davanti all'ufficio del governatore della provincia di Helmand nel sud dell'Afghanistan. Lo ha detto un responsabile della polizia locale. Al momento dell'esplosione erano presenti nella zona soldati della Nato, ma nessuno di loro è stato colpito.<BR><BR>*******<BR><BR>Prima o poi doveva succedere.<BR><BR>E' accaduto oggi, 26 settembre 2006.<BR><BR>Lo sapevano tutti come stanno in realtà le cose, ma andava e va bene così.<BR><BR>Lasciano a desiderare gli interventi di circostanza dei vertici istituzionale e del mondo politico.<BR><BR>Densi di ipocrisia non troppo latente.<BR><BR><<E' una missione a rischio ma non possiamo sottrarci>> aveva detto un po' di giorni fa il Capo dello Stato.<BR><BR>Lo sapevamo che era a rischio, caro presidente, ma ciò che infastidisce è che Lei molto sensibile ai problemi della Nazione, ai problemi dei singoli, ai problemi del mondo del lavoro, di cui ne riconosciamo l'indiscusso merito, sia stato volutamente omissivo nei confronti degli italiani.<BR><BR>Lei ha negato la verità al Paese.<BR><BR>Sono almeno tre mesi che il generale Fabio Mini ha chiesto al governo di dire la verità agli italiani.<BR><BR>Come sono tre mesi che Laura Cesaretti su il Giornale, in occasione del voto sulla missione in Afghanistan denunciava che la maggioranza mentiva sulla missione di peacekeeping in quanto la Nato aveva già cambiato le regole d'ingaggio e la nostra non era più una missione di pace ma una missione di guerra.<BR><BR>Comportamenti meno irresponsabili li abbiamo contestati per tre anni al governo Berlusconi.<BR><BR>Il governo di cs a guida Prodi sta facendo di peggio, perlomeno nel nascondere la verità.<BR><BR>Siamo da mesi in guerra.<BR><BR>Una guerra in cui il nemico ha adottato la stessa strategia "dei fratelli iracheni" come sostengono i capi talebani, la guerriglia.<BR><BR>Il ministro della Difesa si è affannato a dichiarare, quando il comandante americano ha chiesto più truppe e mezzi, che non sarebbe stato fornito niente di più e che gli italiani non si sarebbero mossi dalla loro posizione ritenuta tra le più sicure.<BR><BR>Lo sapeva Tiziana Ferrario del Tg 1 quando ha pubblicato il libro "Il vento di Kabul", che non esisteva fronte in Afghanistan, che tutte le città afgane erano occupate da talebani in attesa di un segnale per l'attacco.<BR><BR>Non lo sapevano il Sismi, il ministro della Difesa, il presidente del Consiglio, il Capo dello Stato?<BR><BR>Non raccontiamoci berlusconate.<BR><BR>E' facile chiederci: qual'è il numero limite di morti per cui le istituzioni italiane cessino di far finta di niente?<BR><BR>Ci riconoscono che noi siamo i migliori nelle celebrazioni funebri.<BR><BR>Tra pochi giorni toccherà agli uomini del cs recitare la parte dei coccodrilli.<BR><BR>In questo destra e sinistra politica sono identiche.<BR><BR>Nel lungo elenco dei caduti di questi anni, abbiamo riscontrato che nessuno si chiama: Berlusconi, Prodi, Fassino, Letta, Rutelli, Bossi, Casini, Biondi, Cicchitto, D'Alema, Fini, Amato, Giovanardi, Maroni, Buttiglione, Mussi, Tremonti, Santanchè, Bondi, Bianco, Parisi, Napolitano, Gasparri, La Russa, Bertinotti, Cento, Andreotti, Castelli, La Malfa, Craxi, Castagnetti, Visco, De Michelis, Turco, Storace, Diliberto, Tajani, Calderoli, Polito, Di Pietro, Vendola, Pecoraro, Guzzanti, Pera, Angius, Salvi, De Mita, Adornato, Taradasch, Villetti, o altro.<BR><BR>E' completamente inutile e scorretto inveire contro la destra se poi è la sinistra a violare ripetutamente l'articolo 11 della Costituzione.<BR><BR>Prima con D'Alema, oggi con Prodi.<BR><BR>Basta saperlo, se il governo e i vertici di cs ritengono che la Costituzione sia diventata carta straccia ci adegueremo, sempre meglio che continuare nell'ipocrisa.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: mer set 27, 2006 12:31 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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A ogni morto ricomincia l'opera di sciacallaggio anti-occidentale e masochista.....accadrà anche in Libano nonostante si sia attualmente tutti d'accordo....<BR><BR>E' probabile che un attacco alle centrali atomiche dell'Iran...una volta accertato che di questo si tratta...compatti ulteriormente il fronte dei fondamentalisti islamici.<BR>Ma, premesso che c'è ancora da trattare....., non mi pare che il pericolo rappresentato da un Iran dotato di armi nucleari sia....meno pericoloso.<BR><BR>Nella mentalità degli islamici un occidente timoroso, tipo europei (come di fronte alle mire pazzoidi di Hitler), non fa che rafforzare il loro convincimento di trovarsi di fronte a dei "debosciati" da abbattere....tipo impero bizantino.<BR><BR>Rileggendomi in questi giorni la Storia, notavo che di "pazzi" ce ne sono stati parecchi....e certo l'attuale dirigenza statunitense sfiora spesso questa categoria. Ma da qui a preferire i pazzi fondamentalisti islamici ai presunti pazzi occidentali....ce ne corre.<BR><BR>Concordo con chi sostiene che il fondamentalismo islamico è usato per fini economici....cosi' come tutte le vicende umane lo sono.....anche Iraq e Afganistan....Ma dare fuoco a questo tipo di pseudo-religiosismo arcaico è davvero un boomerang che si ripercuoterà sugli stessi promotori.<BR><BR>Oggi il resto del mondo lascia fare agli Usa, ma dovesse precipitare la situazione, qualcuno ha dei dubbi su come si comporterebbero i Russi ed i Cinesi per non dire anche degli Indiani, ovverossia le tre superpotenze emergenti?<BR><BR>Attualmente, mentre gli Usa fanno "rumore" le altre potenze citate sono forse ancora meno tenere degli americani quando hanno a che fare con musulmani all'interno della loro sfera di influenza...<BR><BR>Vittorio


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MessaggioInviato: mer set 27, 2006 14:28 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Su la Repubblica di ieri abbiamo potuto leggere che i generali statunitensi in Iraq sono in rivolta contro Rumsfeld.<BR><BR>Il capo di stato maggiore dell'esercito ha chiesto al ministro della Difesa di aumentare in modo drastico le spese della difesa oppure bisogna ridurre il livello delle truppe in Iraq.<BR><BR>Dal punto di vista tecnico-strategico il generale Peter Schoomaker ha pienamente ragione.<BR><BR>O gli americani riescono a dare una svolta significativa o devono ritirarsi.<BR><BR>Solo che in questo momento a fronte di un esborso lunare per non aver ottenuto nulla, Bush non può chiedere al congresso quello che veramente necessita in Iraq.<BR><BR>Tre ex generali hanno anche chiesto le immediate dimissioni di Rumsfeld.<BR><BR><<Il ministro non ha detto la verità al Paese per paura di perdere il sostegno alla guerra>>, ha spiegato di fronte a un comitato si senatori democratici John Batiste, ex consigliere di Paul Wolfowitz al Pentagono.<BR><BR>Quanto accade per l'Iraq vale per l'Afghanistan tenendo presente che da subito il sostegno economico statunitense e l'impegno per una trasformazione dell'Afghanistan sono venuti a mancare all'atto dell'attacco all'Iraq.<BR><BR>Non possiamo permettercelo, fu la scusa ufficiale dell'epoca.<BR><BR>Pertanto l'Afghanistan è stato abbandonato al suo destino.<BR><BR>Un fallimento clamoroso come quello dell'Iraq, con la scusante però che agli Usa l'Afghanistan non interessa più di tanto.<BR><BR>A fronte di questo fallimento gli americani hanno mantenuto il comando Nato e adesso vogliono che gli europei facciano il lavoro sporco in sua vece.<BR><BR>La situazione afgana è una vera buffonata.<BR><BR>Gli occidentali lamentano di non poter fermare la coltivazione del papavero fonte di sostegno alla lotta armata talebana.<BR><BR>Strana posizione, perché nel parlamento afgano siede, oltre ai signori della guerra, il fratello di Karzai, potente trafficante di droga.<BR><BR>C'è forse un mercato della droga buono e l'altro cattivo? Un o lecito e uno illecito?<BR><BR>Perché gli occidentali hanno tollerato queste e tante altre posizioni poco chiare?<BR><BR>Cosa ci sono andati a fare se la realtà del paese che hanno difeso ed intendono difendere è questa?<BR><BR>Del fallimento afgano nessuno ne parla come d'altra parte nessuno ha un piano ben preciso della ricostruzione e il costo per la sua realizzazione.<BR><BR>Tutti tirano a campare compreso l'intero schieramento di cs.<BR><BR>Da noi si nascondono le cose come nel governo Berlusconi, se non peggio.<BR><BR>Il comando nato tre mesi fa è stato preciso, cambia la natura della missione.<BR><BR>Da noi tutti zitti, gli italiani non devono sapere.<BR><BR>Il comandante Nato venti giorni fa è stato preciso.<BR><BR>Siamo in difficoltà e per poter sostenere la situazione ci vogliono più uomini, mezzi ma soprattutto finanziamenti.<BR><BR>Parisi si è affrettato a rispondere picche.<BR><BR>Lo stesso comandante ha fatto sapere che questo conflitto potrebbe durare almeno tre anni.<BR><BR>E ancora una volta da noi tutti zitti.<BR><BR>In pratica siamo da tre mesi in guerra contro i talebani per la prima volta dal 1945 e tutti si affrettano a nascondere a misticare.<BR><BR>Giorgio Langella è morto ieri anche grazie a questo equivoco.<BR><BR>Il caporalmaggiore come la stragrande maggioranza delle forze italiane in zona di operazione lo ha fatto perché ha avuto la possibilità di raggranellare un po' di denaro.<BR><BR>In questo caso per comprasi una casa.<BR><BR>Ma adesso il rischio non vale più la candela.<BR><BR>Lo stesso dicasi per i militari statunitensi.<BR><BR>Molti si sono arruolati in tempo di pace per poter pagarsi gli studi, per comprarsi la casa o altro.<BR><BR>Invece con Bush si sono comprati la morte.<BR><BR>Ora gli uffici reclutamento Usa sono in grande crisi, nessuno abbocca più.<BR><BR>Anche se adesso i sottufficiali arruolatori dei marines offrono ponti d'oro, nessuno ci casca, nessuno vuole morire per la guerra di Bush.<BR><BR>Nell'estate dell'anno scorso i disertori statunitensi che avevano oltrepassato il confine del Canada erano più di cinquemila.<BR><BR>Come ha sostenuto il generale Mini il governo deve chiarire la nostra posizione in Afghanistan prima che sia troppo tardi.<BR><BR>Se Prodi spera di affidarsi allo stellone o al fattore C si sbaglia di grosso, visto anche che di questi tempi il fattore C si è attenuato notevolmente.<BR><BR>A Ballarò ieri sera Fassino ha detta la cosa più credibile.<BR><BR>Se la cdl credeva che la il nostro punto più debole fosse la politica estera si è sbagliata di grosso.<BR><BR>Noi manteniamo i nostri impegni.<BR><BR>Certo caro Piero che se per non avere problemi con la casa della libertà mandate la gente a morire non siete meglio di loro.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: mer set 27, 2006 23:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Afghanistan, feriti a Herat altri tre soldati italiani<BR><BR>Ormai non si può negare che esiste un caso Afghanistan. Tre militari italiani sono rimasti feriti in modo lieve in seguito all´esplosione di un ordigno a circa cento chilometri da Herat, nell'ovest del paese. Proprio nel giorno in cui è tornata in Italia la salma di Giorgio Langella, il militare italiano deceduto martedì scorso, in un attacco esplosivo che ha feriti altri cinque suoi commilitoni. I militari erano impegnati in una normale attività di pattuglia nell'area di competenza. La causa dell'esplosione è attribuita a un ordigno improvvisato probabilmente azionato da un comando a distanza, ha detto un portavoce della Difesa. <BR><BR>Due attentati in due giorni che suonano come una ulteriore conferma dell'allarme lanciato qualche settimana fa da un rapporto dell'Intelligence italiana che parlava di "irachizzazione" del conflitto in Afghanistan e di una «possibile intensificazione dell'attività terroristica nei confronti di personale ed interessi della Coalizione Internazionale e di Isaf, con conseguente maggiore esposizione anche del contingente italiano». <BR><BR>«Le misure di sicurezza in Afghanistan sono già alte», ha spiegato il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, «ed è chiaro che ogni singolo episodio viene analizzato e studiato per capire se c'è qualcosa che si può fare di più e meglio». «Nell'area della capitale - ha detto Di Paola -, come nelle altre zone, ci sono sempre stati degli alti e bassi. Non mi sembra che ci sia una sostanziale variazione, né nel bene né nel male». <BR><BR>Il soldato Langella è il terzo militare italiano ucciso in Afghanistan in attentati, dopo i due morti a causa di un ordigno il 5 maggio scorso, sempre vicino a Kabul. Altri quattro hanno perso la vita in incidenti, l'ultimo dei quali, il 20 settembre, è costato la vita a Giuseppe Orlando. L'ennesimo evento di lutto in Afghanistan ha spinto una parte della maggioranza di sinistra (Verdi, Pdci e Rifondazione) a rinnovare l'appello perché il governo discuta in parlamento un disimpegno rapido del contingente italiano dal paese, mettendo in discussione il fatto che la missione di cui fanno parte le truppe italiane abbia ancora come unico fine il mantenimento della pace. <BR><BR>Il ministro della Difesa Arturo Parisi ha auspicato che l'Italia continui a mantenere un ruolo attivo «per la protezione della pace». «Esiste una divisione di valutazioni circa la necessità che il Paese assuma attivamente delle responsabilità all'interno della comunità internazionale per la protezione della pace», ha dichiarato il ministro. «C'è la necessità di valutare se l'intervento militare in Afghanistan debba continuare», ha detto a Kabul il viceministro agli Esteri Patrizia Sentinelli. «Bisogna riaprire una discussione molto forte - ha aggiunto - e la riflessione in Parlamento è d'obbligo». D'altra parte, ha sottolineato il viceministro, «sicurezza non significa solo presenza militare, che, dilatata nel tempo, assume agli occhi della popolazione l'aspetto di un'occupazione. Sicurezza significa anche garantire un livello economico, sanitario, di istruzione alla gente. E il Governo del presidente Hamid Karzai, sostenuto dall'Isaf (la forza Nato in Afghanistan) questo non lo garantisce». <BR><BR>Il tema insomma resta scottante. A Palazzo Chigi ne hanno parlato il premier Romano Prodi, il ministro della Difesa Parisi e il capo di Stato maggiore della Difesa Giampaolo Di Paola e, soprattutto, se ne parlerà il 3 ottobre in una riunione dell'Ulivo convocata proprio per discutere di questo tema. Ad annunciarlo Marina Sereni, che pur non dicendosi d'accordo con chi chiede il ritiro, dice: «A luglio, decidendo il ritiro dall'Iraq e finanziando le altre missioni, abbiamo disposto un comitato di monitoraggio e abbiamo impegnato, con un atto parlamentare, il governo italiano a ridiscutere la presenza internazionale in Afghanistan nella sedi competenti, come la Nato e le Nazioni Unite. Affronteremo questo tema in una riunione dell'Ulivo il 3 ottobre. È urgente che si dia seguito a questi impegni contenuti nella mozione votata da tutti i gruppi dell'Unione». <BR><BR>Pubblicato il: 27.09.06<BR>Modificato il: 27.09.06 alle ore 20.59


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MessaggioInviato: gio set 28, 2006 01:02 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Dall'Unità del 27 settembre 2006<BR><BR>NEWSWEEK<BR><BR>Clark: nel Paese bisogna puntare su economia e politica<BR><BR>«All'indomani dell'11 settembre, con una guerra rapida le truppe Usa posero fine in Afghanistan al regime dei Talebani. <BR><BR>Cinque anni dopo, i Talebani sono tornati», inizia così l'articolo a firma di Wesley K. Clark pubblicato su Newsweek di questa settimana che dedica la copertina proprio all'Afghanistan. <BR><BR>Nell'articolo, dal titolo «Quello che ora dobbiamo fare», Clark dice che ricostruzione del Paese promessa dagli Usa «non è mai arrivata». <BR><BR>«La vera guerra -insiste Clark- non è militare, ma politica ed economica». <BR><BR>«Il successo è possibile, ma non dobbiamo fare errori, perché adesso non stiamo vincendo». <BR><BR>«Se continueremo a non confrontarci con la situazione economica, se continueremo a pensare che l'unica missione è quella contro il terrorismo, allora perderemo».<BR><BR>****<BR><BR>Grazie generale anche se la Sua è una tardiva ed autorevole conferma.<BR><BR>Il problema però è che alla Casa Bianca alloggia Bush con tutto il suo staff neo-con, che ottiene un consenso limitato negli Usa (35%) e maggioritario nel Bel Paese che pullula di vispetti neo-con tricolori.<BR><BR>Quanto da Lei affermato è stato ripetutamente sostenuto su questo forum da quattro anni a questa parte.<BR><BR>Purtroppo, caro generale, per chi siede dietro la scrivania della sala ovale vincere la guerra confrontandosi con l'economia è l'ultimo dei pensieri, altrimenti va a farsi benedire la teoria della guerra permanente che sta al primo posto dei comandamenti dei neo-con.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: gio set 28, 2006 11:43 am 

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Da vota con "la Repubblica" di stamani<BR><BR>La missione in Afghanistan<BR><BR>65,9 % le truppe vanno ritirate. La missione ha fallito i suoi obiettivi di pacificazione del Paese.<BR><BR>34,1% le truppe devono restare. La missione Nato non è conclusa, la democrazia va consolidata.<BR><BR>Diciamo che ci sono inesattezze in entrambi gli schieramenti.<BR><BR>Di fronte ad un fallimento palese certificato anche dal generale Clark, è necessario dare una svolta definitiva anche in Afghanistan.<BR><BR>Bush ha commesso l'errore, Bush rimedia all'errore.<BR><BR>L'Afghanistan è servito solo a confondere l'opinione pubblica interna ed esterna agli Stati Uniti.<BR><BR>Sarebbe stata un'azione troppo sporca attaccare senza motivazione l'Iraq per impadronirsi del petrolio.<BR><BR>L'Afghanistan è servito come parvenza di una lotta al terrorismo.<BR><BR>Il totale disimpegno politico, economico, strategico, stanno li a dimostrare quanto sopra.<BR><BR>Allora Bush si era vantato di aver cacciato i talebani, ma questi sono tornati regolarmente.<BR><BR>Sta a Bush adesso impegnare le sue forze per una cacciata definitiva dei talebani.<BR><BR>Successivamente, per non commettere lo stesso errore, con l'occidente si può stabilire una reale trasformazione economico-politica come sostiene il generale Clark<BR><BR>Pertanto le truppe occidentali dovrebbero lasciare il terreno afgano per essere sostituite da quelle americane adatte al combattimento.<BR><BR>Le sposti dall'Iraq, vada a pescarle nella riserva nazionale, faccia quel che vuole, ma Bush invii truppe a stelle e strisce in Afghanistan se vuole contrastare i taliban.<BR><BR>Solo dopo possono ritornare le truppe occidentali.<BR><BR>Questo è quello che dovrebbe succedere, ma è solo pura fantasia in quanto Bush ha chiesto l'esatto contrario.<BR><BR>Ha confermato il disimpegno militare mantenendo il comando Nato per dirigere le operazioni.<BR><BR>Il lavoro che compete agli Usa intendono scaricarlo sugli europei.<BR><BR>Su Repubblica di stamani, pagina 16 leggiamo che sulla missione di Kabul cominciano i dubbi anche dei Ds.<BR><BR>Diciamo che la situazione è un po' sporchina.<BR><BR>Sono tre mesi che la Nato ha cambiato missione entrando nei fatti, su volontà statunitense, in guerra con i taliban.<BR><BR>Dovevano verificarsi degli attacchi diretti su convogli italiani per smettere di far finta del problema.<BR><BR>Se non fosse successo nulla anche i Ds sarebbero andati avanti imperterriti facendo finta di niente.<BR><BR>Ora chiedono che la Nato cambi strategia.<BR><BR>Giusto.<BR><BR>Ma come possono pretendere che dopo quattro anni di occupazione il comando Nato su sollecitazione Usa cambia la natura della missione e dopo solo tre mesi possa nuovamente rivedere il tutto.<BR><BR>Bush che ci ripensa? <BR><BR>Ma dove?<BR><BR>Lui vuole la presenza dei volenterosi.<BR><BR>D'Alema, Fassino, Rutelli, Parisi, Franceschini ed altri continuano a giustificarsi adducendo che siamo in un missione Onu e Nato.<BR><BR>Anche in Iraq c'erano fior fiore di risoluzioni Onu o se le sono già scordate?<BR><BR>Il problema è che non possono più continuare oltre a raccontare palle agli italiani.<BR><BR>Bush ha ordinato alla Nato di cambiare la missione e aprire ufficialmente il secondo fronte con copertura europea.<BR><BR>Se non era riuscito a convincere i governi nazionali europei a partecipare alla sua guerra personale, lo ha fatto con l'inganno attraverso la Nato.<BR><BR>Provi D'Alema a ritirare le truppe senza avere problemi con Condoleezza.<BR><BR>Bush si è divertito, a verificare il tasso di fedeltà degli italiani lasciandoli manovrare in Libano(sua dichiarazione).<BR><BR>E gli italiani ci sono cascati.<BR><BR>Se è vero che tutto è tornato sotto la centralità dell'Onu allora si ritirino subito le truppe per ridarle con un preciso impegno di ricostruzione economico-politica dell'Afghanistan quando ci saranno le condizioni minime sufficienti.<BR><BR>Il disastro che è sotto gli occhi di tutti si può risolvere ancora secondo l'indirizzo del generale Clark.<BR><BR>La guerra preventiva per l'eternità se la faccia in privato il signor Bush, perché anche gli americani ne hanno le palle piene.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: ven set 29, 2006 09:50 am 

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ciao,<BR>mi pare che si fosse votato una mozione tempo fa per approvare il rifinianziamento della missione italiana. chiedeva tutta una serie di cose. basta ricordarle a chi di cdovere. se abbiamo le palle naturalmente. cosa di cui comincio a dubitare.


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MessaggioInviato: ven set 29, 2006 23:23 pm 

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>mi pare che si fosse votato una mozione tempo fa per approvare il rifinianziamento della missione italiana. chiedeva tutta una serie di cose. basta ricordarle a chi di cdovere. se abbiamo le palle naturalmente. cosa di cui comincio a dubitare.<BR><BR>michel 29/09/2006 09:50<BR>==============<BR><BR>Ieri sera la trasmissione di Santoro "Anno Zero" si è occupata di Afghanistan.<BR><BR>Ho potuto assistere solo all'intervista di Rula Jebreal al ministro della Difesa Parisi.<BR><BR>Le motivazioni addotte dal ministro sul perché siamo in Afghanistan e dobbiamo rimanere sono identiche, identiche pure nelle virgole e nelle pause, a quelle che il suo predecessore Martino e l'ex capo del governo Berlusconi quando sostenevano per la missione italiana in Iraq.<BR><BR>La domanda a questo punto sorge spontanea.<BR><BR>Perché allora ci siamo ritirati dall'Iraq se le motivazioni per la permanenza in Afghanistan sono le stesse?<BR><BR>Occorre poi anche essere corretti nei confronti di Berlusconi, anche se l'ex premier è quello che è.<BR><BR>Il grado di pericolosità per i componenti della missione irachena è stato inferiore a quello che stanno correndo i militari italiani in territorio afgano da tre mesi a questa parte.<BR><BR>Il ministro insiste su un nostro dislocamento in zona relativamente sicura tentando un parallelo con Nassirya.<BR><BR>In effetti gli attacchi di questi giorni smentiscono il ministro.<BR><BR>Come smentiscono il ministro le dichiarazioni del comandante Taliban Ynus Saheb.<BR><BR>In un intervista concessa ad un inviato di Repubblica all'inizio dell'estate, un capo talebano aveva assicurato che non ci sarebbero stati sconti per nessuno.<BR><BR>Gli italiani venivano considerati alla pari degli altri invasori.<BR><BR>Infine, è stato anche precisato che i Taliban sono in tutte le città afgane in attesa del segnale di attacco.<BR><BR>La guerriglia che cresce di giorno in giorno in Afghanistan da l'impressione che in attesa dell'attacco sia il percorso da praticare da parte dei Taliban per tenere sul filo del rasoio la Nato.<BR><BR>Grazie a Bush, la guerriglia come forma di lotta armata ha fatto scuola in tutto il Medio Oriente.<BR><BR>In Iraq, l'azione americana è alla paralisi.<BR><BR>In Libano, Hezbollah, ha tenuto testa al più forte esercito del Medio Oriente.<BR><BR>In Afghanistan, come tra l'altro conferma molto onestamente il generale Clark, in questa fase è vincente.<BR><BR>Su Repubblica di stamani apprendiamo che:<BR><BR>D'Alema rispetteremo gli impegni.I Taliban: lotta agli italiani.<BR><BR>"La Nato prende il controllo della parte Orientale dell'Afghanistan e assume il comando delle operazioni di "stabilizzazione" nell'intero Paese.<BR><BR>Dopo quasi cinque anni si conclude "Enduring freedom", la missione anglo-americana scattata un mese dopo l'attacco delle Torri Gemelle di New York per annientare la rete terroristica di Bin Laden."....................<BR><BR>" La morte del caporalmaggiore Langella ha riacceso lo scontro all'interno dell'Unione sulla prosecuzione della missione.<BR><BR>E allarmano le minacce lanciate in un'intervista dal mullah Ynus Saheb trasmessa su Rai Due da Anno Zero.<BR><BR><< I soldati italiani - ha detto il comandante dei taliban - sono occupanti infedeli e noi li combatteremo (Quanto già precisato in un'intervista dell'estate su la Repubblica)>>.<BR><BR>Ma a chi chiede un ripensamento del nostro impegno, Massimo D'Alema, risponde che non si prevede nessuna rimodulazione né in un senso né nell'altro>> del contingente in Afghanistan.<BR><BR>Il nostro paese intende portare a fondo gli impegni presi con la Nato."<BR><BR>Di fronte ad un attacco che ha provocato un solo morto il governo non può che prendere questa decisione.<BR><BR>Ma l'errore di Prodi e D'Alema non è di questi giorni.<BR><BR>Va fatto risalire a prima della vittoria dell'Unione.<BR><BR>Non sono stati capaci di chiarirsi fino in fondo la realtà afgana e le implicazioni del caso.<BR><BR>Hanno preso la decisione del ritiro delle truppe dall'Iraq sotto la pressione di una spinta popolare sapendo che sarebbe stato complicato far digerire il rospo all'imperatore d'Occidente.<BR><BR>Fargli digerire due rospi era impresa fuori dalla loro portata.<BR><BR>Quando si è presentato il problema del rifinanziamento della missione non hanno avuto il coraggio di un approfondimento con le forze politiche, con il Parlamento, con il corpo della Nazione.<BR><BR>Non hanno avuto il coraggio di affrontare l'alleato americano che già aveva stortato il naso per il ritiro iracheno.<BR><BR>Non hanno avuto il coraggio né la capacità di affrontare l'opposizione della destra italiana che ha portato i soldati italiani in Afghanistan.<BR><BR>Non hanno il coraggio di dire agli italiani come realmente stanno le cose.<BR><BR>Il fronte afgano, per come sono state impostate le strategie di contrasto ai Taliban dal comando Nato guidato da un generale americano, procurerà nei prossimi anni un numero di caduti più alto di quello dell'Iraq. <BR><BR>Prima o poi D'Alema, Prodi e Parisi dovranno fare i conti con i morti che arriveranno dall'Afghanistan e a quel punto il governo Prodi se non sarà caduto per altri motivi cadrà sotto il peso del sangue inutile sparso dai soldati italiani.<BR><BR>Vauro presente ad Anno Zero ieri sera è stato particolarmente ruvido e senza sconti per nessuno.<BR><BR>In una delle sue vignette ha sostenuto che Napolitano tra quarant'anni si ravvederà per quanto affermato ora sull'Afghanistan.<BR><BR>Le parole del presidente in proposito sono state troppo scontate e retoriche, e molto distanti dalla verità che non ha il coraggio di raccontare agli italiani.<BR><BR>A.Hopkins


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MessaggioInviato: dom set 23, 2007 17:43 pm 

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Da Repubblica.it

[b]Non si hanno notizie di due sottufficiali dell'esercito. Con loro un autista e un inteprete afgani

Erano in attività di pattuglia nel distretto di Shindand, nella regione di Herat

Afghanistan, scomparsi militari italiani

I Taliban: "Non ne sappiamo niente"

D'Alema: "Prematuro parlare di sequestro, seguiamo la vicenda da vicino"
[/b]

HERAT - Due militari italiani in attività di pattuglia sono scomparsi in Afghanistan. I contatti con loro si sono persi da ieri sera. Le famiglie sono state informate. Secondo la polizia afgana, la prima a dare l'annuncio, sono scomparsi anche un autista e un interprete afgani. I quattro erano in viaggio nel distretto di Shindand, nella provincia di Herat, vicino al confine con l'Iran. I militari non avrebbero rispettato alcuni degli appuntamenti telefonici previsti in questi casi, circostanza che fa ritenere l'ipotesi del rapimento come la più accreditata, anche se al momento tutte le altre vengono tenute in considerazione.

La dinamica. "In base alle nostre informazioni - riferisce il capo degli investigatori Ali Khan Husseinzada - due italiani e due afgani hanno lasciato la città di Herat a bordo di due auto, sabato. Hanno parcheggiato una delle auto in una zona di Shindand e sono partiti a bordo dell'altra verso un'altra direzione". Husseinzada ha detto che sono in corso ricerche anche per cercare di capire se siano stati rapiti o no.

Taliban: "Non ne sappiamo niente". Dopo l'annuncio che gli stessi Taliban stavano effettuando verifiche sulla sorte degli italiani e dei loro collaboratori, un portavoce degli studenti coranici, Qari Mohammad Yussef Ahmadi, ha detto "non ne sappiamo niente".

Nessuno conferma rapimento. Nessuna delle fonti contattate in Afghanistan conferma, per il momento, il rapimento dei due militari. Haji Mohammad Alam, capo della polizia del distretto di Shindand, dice che "due italiani con due afgani" sono passati ieri al posto di blocco di Azizabad (a Shindand) e non sono più tornati. "Non sappiamo dove siano, né possiamo confermare che siano stati rapiti", ha detto all'agenzia di stampa Ansa, che lo ha contattato telefonicamente da Kabul.

D'Alema: "Prematuro parlare di sequestro". Secondo il ministro degli Esteri è "prematuro" parlare di rapimento. "Per ora siamo di fronte a due funzionari italiani che sono scomparsi - dice D'Alema da New York, poco prima di partecipare a una riunione sull'Afghanistan a margine dell'Assemblea generale dell'Onu - la vicenda è seguita da governo e autorità militari competenti d'intesa con le autorità afgane e con i nostri alleati. Credo che per ora questo sia ciò che si deve dire, anziché aprire discussioni del tutto premature".

Le prime informazioni. In un primo momento la polizia afgana aveva parlato di due giornalisti. Poi la Farnesina ha fatto sapere che, effettuati i controlli, nessun giornalista mancava all'appello.

"De Gregorio: scenari inquietanti". Il presidente della commissione Difesa del Senato, Sergio De Gregorio, parla di scenari inquietanti e in un'intervista a SkyTg24 sostiene che "se sarà confermato il rapimento al confine con l'Iran, si apre un'ipotesi terribile", ovvero "un avvertimento forte e deciso agli italiani", parte di una strategia politica "per colpire i Paesi occidentali dell'alleanza uniti in Afghanistan e in Libano". De Gregorio precisa che i due militari sono sottufficiali dell'Esercito, impegnati in azioni di rapporto con le istituzioni locali e non lavorano per l'intelligence, come riferito da alcune agenzie di stampa.

Gli italiani in missione. I militari italiani in missione Isaf in Afghanistan sono oltre 2.000. Due i contingenti principali, a Kabul e a Herat. Del contingente di Herat fa parte anche un distaccamento di forze speciali che perlustra la regione ovest del Paese, tutto sotto il comando italiano. L'ultima relazione semestrale dei servizi segreti, inviata al Parlamento, indica che nella zona "si è registrato un sensibile incremento dei profili di rischio, in ragione dell'afflusso di elementi jihadisti e talibani dalla provincia meridionale di Helmand".

(23 settembre 2007)


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MessaggioInviato: dom set 23, 2007 17:46 pm 

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Ansa » 2007-09-23 17:08

[b]AFGHANISTAN, DUE MILITARI ITALIANI SCOMPARSI AD HERAT
[/b]

ROMA - Due italiani mancano all' appello a Herat, nell'ovest dell'Afghanistan: si tratta di due militari di cui da ieri sera si sono perse le tracce, secondo informazioni rese note dal ministero della difesa. Fonti informate contattate dall'ANSA hanno riferito che i due militari apparterrebbero all'intelligence. Anche secondo l'agenzia di stampa Reuters, che cita notizie della sicurezza occidentale presente in Afghanistan, si tratterebbe di due componenti dell'intelligence. Il presidente della commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio ha aggiunto che si tratta di due sottufficiali dell'Esercito.

In un primo momento, secondo le informazioni della polizia afghana, si era parlato di due giornalisti scomparsi mentre viaggiavano sulla strada principale del distretto di Shindand, 120 chilometri a sud di Herat, una delle zone più 'calde' della provincia sotto il comando italiano.

Ma poco dopo, la Farnesina ha precisato che a seguito di controlli effettuati, contrariamente alle prime indicazioni emerse in loco, nessun giornalista risulta mancante. Fonti del ministero della difesa hanno quindi precisato che si tratta di due militari che svolgevano attività di pattuglia, non è chiaro se isolati o insieme ad altre unità del contingente. "I contatti con i due si sono persi da alcune ore" e al momento non è stato ancora reso noto a quale reparto appartengano, ha precisato il ministero, sottolineando inoltre che le famiglie dei due italiani sono già "state interessate", mentre " sono in corso tutte le verifiche necessarie".

Due i contingenti principali, nella capitale Kabul e il secondo proprio a Herat. Secondo la ricostruzione fatta dal capo degli investigatori della regione, Ali Khan Husseinzada "due italiani e due afghani, un autista e un interprete, hanno lasciato ieri la città di Herat a bordo di due auto". "Hanno parcheggiato uno dei veicoli in una zona di Shindand, Azizabad, e sono ripartiti a bordo dell'altro in un'altra direzione". "Al momento - ha proseguito il funzionario - li stiamo cercando, stiamo cercando di sapere dopo possano essere andati o se sono stati rapiti. Ma a questo punto è troppo presto per dire che sono stati rapiti".

TALEBAN NON COINVOLTI - Il portavoce dei Taleban in Afghanistan, Qari Mohammad Yussef Ahmadi, contattato telefonicamente dall'ANSA da Kabul, ha detto di non avere nessuna informazione sul rapimento di italiani nella provincia occidentale di Herat.
''Non ne sappiamo niente'', ha detto Yussef Ahmadi, che parlava da una localita' sconosciuta.

PRODI SEGUE PASSO DOPO PASSO VICENDA 2 MILITARI - Il presidente del Consiglio Romano Prodi sta seguendo momento dopo momento la vicenda dei due militari italiani scomparsi in Afghanistan. Il premier infatti è in continuo contatto con il ministro della Difesa Arturo Parisi. Ha chiamato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema che in si trova a New York per partecipare all'Assemblea generale dell'Onu. Prodi è anche in contatto con i vertici militari italiani. E continuerà a seguire la vicenda anche durante il viaggio aereo che lo sta conducendo negli Stati Uniti. Il presidente del Consiglio, infatti, raggiungerà questa sera il responsabile della Farnesina a New York per prendere parte ai lavori delle Nazioni Unite. Da parte del governo fino ad ora non sono giunte indicazioni sulla scomparsa dei due militari. La questione, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, è seguita con la massima attenzione ma il riserbo, vista la delicatezza della vicenda, deve essere totale.

D'ALEMA, SEGUIAMO VICENDA MINUTO PER MINUTO - La vicenda dei due italiani scomparsi in Afghanistan è seguita dal governo "minuto per
minuto". E' quanto ha riferito il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, oggi a New York in una breve dichiarazione ai giornalisti.

007, AUMENTO RISCHIO PER MILITARI ITALIANI HERAT - Ad Herat, la provincia afgana dove è presente il contingente italiano e dove sono stati rapiti due militari, "si è registrato un sensibile incremento dei profili di rischio in ragione dell'afflusso di elementi jihadisti e talebani dalla provincia meridionale di Helmand". Lo segnala l'ultima Relazione semestrale dei servizi segreti inviata al Parlamento. Vengono inoltre definite "di rilievo, le segnalazioni sulla crescente attività delle formazioni anticoalizione nella provincia di Farah, contigua a quella di Herat. A Farah - scrivono i servizi - si registra l'afflusso di ribelli dalle province meridionali ed orientali, su cui si è andata stringendo la morsa delle Forze governative e Nato". Nelle province di Farah ed Herat, sotto il comando italiano, nel primo semestre 2007 si sono verificati "16 eventi terroristici significativi". In crescita, rispetto al passato. E, secondo il Sismi, "i fattori di minaccia per la missione Isaf sono destinati ad aumentare, con un persistente analogo livello di rischio per il contingente italiano".


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MessaggioInviato: lun set 24, 2007 10:58 am 

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Ansa» 2007-09-24 10:21

[b]AFGHANISTAN, LIBERATI I DUE MILITARI RAPITI
[/b]

ROMA - Liberati i due militari italiani rapiti a seguito di un blitz della Nato. Nel corso dell' operazione i due sono rimasti feriti, uno in modo serio. I soldati, secondo quanto rende noto il Ministero della Difesa "sono attualmente trattati presso una struttura ospedaliera di Isaf", la forza della Nato in Afghanistan. Le famiglie sono state informate della avvenuta liberazione dei loro congiunti. Nel blitz delle Forze Isaf che ha portato alla liberazione dei due militari italiani sarebbero rimasti uccisi, secondo quanto si e' appreso, 5 o 6 dei rapitori. A parte i due ostaggi, nessun militare della Nato sarebbe invece rimasto ferito nell'operazione.

IN AZIONE SAS E FORZE SPECIALI ITALIANE
E' stata un'operazione 'complessa', in cui hanno avuto un ruolo centrale i commandos britannici del Sas e le forze speciali italiane, oltre agli organismi di intelligence, quella che si e' conclusa oggi all'alba con la liberazione dei due militari rapiti in Afghanistan. Secondo quanto e' stato finora possibile ricostruire, il blitz e' stato tecnicamente pianificato dal Comando centrale di Isaf e da quello della Regione ovest (dove e' avvenuto il sequestro), comandato dal generale italiano Fausto Macor.

L'operazione e' stata decisa nel momento in cui si e' avuta la ''certezza assoluta'', spiega una fonte, del luogo dove si trovavano gli ostaggi. A questo riguardo sono state fondamentali le informazioni di intelligence, in particolare quelle ottenute dai servizi segreti italiani. I commandos sono quindi giunti sul posto. L'irruzione nel luogo dove si trovavano i due prigionieri sarebbe stata materialmente compiuta dai Sas inglesi, anche se l'operazione e' stata compiuta in cooperazione con i commandosi italiani: gli incursori del Col Moschin e i Comsubin della Marina.

PARISI, SODDISFAZIONE E TREPIDAZIONE
Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha accolto ''con soddisfazione'' la notizia della liberazione dei due militari italiani ed ''apprezzamento per chi si e' impegnato in queste ore'' per ottenere il risultato. Al tempo stesso, da parte sua c'e' ''trepidazione e vicinanza ai militari che sono purtroppo rimasti feriti'' e alle loro famiglie. Lo ha detto lo stesso ministro della Difesa, intervenendo al Tg1. Il ministro ha confermato che i due militari sono attualmente ricoverati e che uno ''e' ferito in forma lieve, l'altro non lieve. Attendiamo ulteriori informazioni''.

Il blitz che ha portato alla liberazione dei due militari italiani ''e' stata un'operazione che si e' svolta all'interno dell'Isaf (la forza della Nato in Afghanistan - ndr), sotto responsabilita' di Isaf e che ha visto il contingente italiano in prima linea''. Lo ha precisato Parisi. Contingente italiano in prima linea, ''sia nella direzione dell'operazione, sia nella predisposizione dell'operazione stessa, insieme ai militari inglesi, con cui abbiamo portato a compimento l'operazione, ma sempre in un quadro Isaf''.


PARISI, BLITZ DIFFICILE PER 2 ITALIANI SPECIALI
BOLOGNA - I due militari italiani liberati stamani con un blitz ''non erano andati in Afghanistan ad ammirare il panorama, ma perche' mandati la' dalla Repubblica''. Il ministro della difesa Arturo Parisi lo ha detto agli studenti della 'Best', la scuola estiva dell'Alma Graduate School di Bologna subito dopo la liberazione dei due militari. Parisi avrebbe dovuto tenere ieri sera una lezione sulla Patria agli studenti del master, ma aveva dovuto eliminare l'impegno a causa del sequestro dei due militari italiani in Afghanistan. Alle 8.45, pero', poco dopo la loro liberazione, il ministro della Difesa ha voluto fare un saluto agli studenti, che vivono per quattro giorni in un campo militare allestito in un parco dalla Brigata Friuli, per dare un messaggio di soddisfazione per l'esito della vicenda del sequestro dei due militari italiani.

Sul giardino antistante la storica villa Guastavillani, sulla collina bolognese, ora sede di corsi universitari, sono prima atterrati due elicotteri, un Mangusta e un 109, poi, con militari e allievi schierati per l'alzabandiera, si e' atteso l'arrivo in auto di Parisi che, hanno riferito gli organizzatori, ha fatto un breve discorso, spiegando che i due militari sono stati liberati questa mattina grazie a un blitz e che sono entrambi feriti, uno in modo serio, l'altro lieve: ''Siamo vicini a questi due nostri compatrioti'', ha detto Parisi. E, con un cenno al tema della lezione che avrebbe dovuto tenere, Parisi ha detto che ''la Patria e la Repubblica cominciano sul pianerottolo di casa''.


''Voglio salutare due italiani speciali che sono stati rapiti in Afghanistan e nella notte sono stati liberati a seguito di quello che viene chiamato un blitz, molto impegnativo, che ha messo alla prova la capacita' professionale dei nostri militari e la solidarieta' dell'Alleanza''. Cosi' il ministro della Difesa Artuto Parisi e' intervenuto all'Alma Graduate School (la scuola post laurea in management dell'ateneo bolognese), dove ha salutato i 50 tra i migliori neolaureati italiani che a Villa Guastavillani stanno frequentando la scuola estiva Best.

Il ministro, alla cerimonia dell'alzabandiera con il professor Massimo Bergami, direttore dell'Alma Graduate School, e il generale Francesco Arena, comandante della Brigata Aeromobile Friuli, ha detto ancora: ''Il blitz e' stato condotto all'interno dell'Isaf con forze speciali inglesi. Siamo vicini ai militari e alle loro famiglie perche' oggi sono state messe alla prova. I militari purtroppo sono feriti, sappiamo che erano li' non per una gita di piacere o per il desiderio di conoscere l'Afghanistan, ma erano stati mandati li' in nome della Repubblica e dell'Italia per contribuire a mantenere la sicurezza e la pace nel mondo''.

Il ministro avrebbe dovuto intervenire alla scuola ieri sera per un incontro dal titolo ''Patria Mondo: l'Italia e la difesa delle nuove frontiere''. ''Questo e' il tema di cui avremmo dovuto discutere ieri. Avrei voluto parlarvi piu' da professore che da ministro della Difesa - ha continuato - Noi sappiamo che i confini della patria, della repubblica non coincidono con quelli che apprendiamo nella storia e nella geografia, ma coincidono sempre piu' col mondo intero, e di questo dobbiamo farci carico, sapendo che tutto inizia dal cuore e dall'uscio di casa: e' li' che comincia la cosa pubblica, la res-pubblica. E' per rendere disponibile l'incontro tra noi e il nostro vicino dall'altra parte, che la Repubblica e' impegnata e sono impegnati i nostri uomini''.


DILIBERTO, ORA RITIRO TRUPPE
''Esprimo grande soddisfazione per la liberazione degli ostaggi italiani. I complimenti piu' vivi ai militari che li hanno liberati e l'augurio piu' affettuoso e sincero di pronta guarigione al soldato ferito''. Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, lo dichiara a margine di una riunione di segreteria nella quale il Pdci ha ribadito ''con forza la linea del ritiro delle truppe militari dall'Afghanistan''.


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