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MessaggioInviato: mer dic 26, 2007 12:46 pm 

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Nei giorni dell’ultimo attentato al ponte in cui ha perso la vita un militare italiano, abbiamo letto sui quotidiani nazionali l’agitazione del premier e del ministro degli Esteri tesa alla promozione di una Conferenza di pace per l’Afghanistan.

Dopodiché, come è nostra abitudine su tutto, non si è saputo più niente.

Questo è un vizio congenito tutto italiano.

Rivolgo pertanto un invito a Romano Prodi e a Massimo D’Alema, se avessero l’avventura di leggere queste righe, ad uscire da questi schemi nostrani che ci qualificano, in cui si innalzano polveroni solo in occasione di avvenimenti tragici, a cui succede il vuoto più assoluto, e a riprendere in mano questo tema prioritario.

Se dovesse succedere nuovamente, ripetere lo stesso teatrino senza mettere in atto quanto serve, risulterebbe doppiamente dannoso per il Cs.

Primo, perché confermerebbe questa predisposizione tutta tricolore.

Secondo, perché ci renderebbe equivalenti al Cd, il che non è affatto gradevole.

A.Hopkins


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MessaggioInviato: mer dic 26, 2007 12:55 pm 

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Se falliremo sarà per questi motivi e ridaremo il paese in mano ai Talebani e slancio al fondamentalismo islamico.

Paolo65----Gio Dic 20, 2007 2:53 pm
============================

La situazione in quell’area è più complessa, se lo stesso Karzai sta promovendo una politica che mira ad accordi con i talebani.

A.Hopkins


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MessaggioInviato: mer dic 26, 2007 15:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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paolo65 ha scritto:

Noi,purtroppo,con l'art 11 agiamo come un soggetto sciancato:andiamo ma non combattiamo.



Quando i giapponesi rimettono in discussione il ripudio della guerra che è nella loro costituzione, ci sono paesi che ricordano di essere stati attaccati, a freddo, per pura aggressione, dal Giappone. Fra questi paesi ci sono:

Cina
Corea
Stati Uniti (e colonie in Oceania)
Tailandia
Francia (e colonie in Asia)
Olanda (e colonie in Asia)
Gran Bretagna (e colonie in Asia)
Australia (e colonie in Oceania)
...vari ed eventuali che mi sfuggono....

Quando noi italiani rimettiamo in discussione il ripudio della guerra che è nella nostra costituzione, ci sono paesi che ricordano di essere stati attaccati, a freddo, per pura aggressione, dall'Italia. Questi paesi sono:

Stati Uniti (1941)
Paesi della ex-Jugoslavia (1941)
Russia (1941)
Grecia (1940)
Francia (1940)
Gran Bretagna (1940)
Albania (1939)
Etiopia (1935 e varie altre volte)
Germania (se non sbaglio nel 1916, un anno dopo l'Austria/Ungheria)
Austria e Ungheria (1915)
Turchia (1911)
Somalia (1889)
Eritrea (1882)

Si vuole forse mettere in discussione l'articolo 11, in un paese in cui i nostri concittadini, nella stragrande maggioranza, non hanno mai fatto i con la nostra storia di aggressione, di dittatura, di antsemitismo, di razzismo, di xenofobia?

Almeno i tedeschi li hanno fatti, i loro conti colla storia!


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MessaggioInviato: mer feb 13, 2008 16:50 pm 

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Dal Corriere.it

COLPI DI ARMA DA FUOCO a Rudbar
Afghanistan, morto soldato italiano
Un militare è stato ucciso in uno scontro a 60 km da Kabul, un altro è rimasto ferito in modo lieve




KABUL - Il maresciallo Giovanni Pezzullo, del «Cimic Group South», originario di Carinola, in provincia di Caserta, è stato ucciso in uno scontro a fuoco rivendicato dai talebani e avvenuto a circa 60 chilometri da Kabul, nella località di Rudbar. Un altro soldato è rimasto ferito. Lo ha annunciato lo Stato maggiore della Difesa.

SCONTRO A FUOCO - «Nel pomeriggio di mercoledì alle ore 15.00 locali (11.30 ora italiana) nella valle di Uzeebin, nei pressi della località di Rudbar, nella zona di responsabilità italiana a circa 60 km della capitale Kabul, militari italiani della Task Force Surobi, in attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione, sono stati fatti segno di alcuni colpi di arma da fuoco portatili da parte di elementi armati ostili a cui i militari italiani hanno risposto», dice la nota. «A seguito dello scontro è deceduto un militare italiano mentre un secondo risulta leggermente ferito». Lo Stato maggiore poi rende noto che «è in corso l'evacuazione medica presso l'ospedale militare francese a Camp Warehouse a Kabul».

ARMI PORTATILI - I due militari, entrambi dell'Esercito, sono rimasti dunque coinvolti in un attacco con armi da fuoco portatili mentre stavano svolgendo una missione nel distretto di Uzeebin, a circa 60 chilometri da Kabul. Massimo Fogari, portavoce Stato maggiore della Difesa, ha confermato la ricostruzione dell’accaduto, ma non ha chiarito se si sia trattato di un attacco di tipo terroristico.

OLTRE DUECENTO SOLDATI UCCISI - nel corso del 2007 più di 200 soldati stranieri sono stati uccisi in Afghanistan, mentre dall'inizio dell'anno il bilancio è già di 13 militari morti. Prima del maresciallo, erano stati uccisi in Afghanistan altri undici militari italiani.

COLPITO ALL'IMPROVVISO - «Il nostro militare era impegnato in una delle missioni caratteristiche che si fanno in Afghanistan, cioè quella di porre sotto controllo la ricostruzione della società civile», ha commentato il presidente del Consiglio uscente, Romano Prodi, a margine di una commemorazione. «Purtroppo è stato colpito improvvisamente, proditoriamente, cioè non è stata una battaglia, è stato colpito mentre esercitava questa funzione», ha aggiunto. L'Italia ha circa 2.200 militari in Afghanistan nelle zone sotto la propria responsabilità, Kabul e la regione ovest.

LA RIVENDICAZIONE - I talebani hanno rivendicato l'attentato a sud di Kabul in cui è morto il maresciallo Giovanni Pezzullo. In una telefonata alla France Presse, un portavoce, Zabihullah Mujahed, ha spiegato che sono stati i guerriglieri del movimento fondamentalista ad attaccare i militari della task force a Surobi


13 febbraio 2008


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MessaggioInviato: mer feb 13, 2008 16:52 pm 

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Ansa » 2008-02-13 15:11


AFGHANISTAN, UCCISO UN MILITARE ITALIANO


ROMA - Un militare italiano, il primo Maresciallo Giovanni Pezzulo, del "Cimic Group South" di Motta di Livenza, e' stato ucciso vicino Kabul ed un altro soldato e' ferito.

I due militari, entrambi dell'Esercito, sono rimasti coinvolti in un attacco con armi da fuoco portatili mentre stavano svolgendo una missione nel distretto di Uzeebin, a circa 60 chilometri da Kabul. Lo scontro a fuoco, ricostruisce lo Stato maggiore della Difesa, è avvenuto alle 15 locali (le 11.30 in Italia), nei pressi della località di Rudbar, nella zona di responsabilità italiana. "Militari italiani della Task Force Surobi, in attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione, sono stati fatti segno di alcuni colpi di arma da fuoco portatili da parte di elementi armati ostili a cui i militari italiani hanno risposto", si legge in una nota dello Stato maggiore della Difesa. "A seguito dello scontro - aggiunge il comunicato - un militare italiano è deceduto mentre un secondo risulta leggermente ferito". E' in corso il trasporto presso l'ospedale militare francese di Camp Warehouse, a Kabul.

L'ULTIMA VITTIMA A NOVEMBRE, POI ALTRI ATTACCHI

L'ultimo attacco noto contro i militari italiani in Afghanistan risale al 4 dicembre quando nella provincia di Farah, nell'ovest, vennero esplosi colpi di arma da fuoco contro una pattuglia in ricognizione. In quel caso, però, nessuno rimase ferito. Ben più gravi, invece, le conseguenze di un attentato kamikaze avvenuto pochi giorni prima, il 24 novembre, nella valle di Pagman, vicino a Kabul: in quella occasione perse la vita il maresciallo capo Daniele Paladini mentre altri tre soldati rimasero feriti. Altri attacchi si sono verificati il 19 novembre, quando un'esplosione investì un convoglio italiano che percorreva la Ring Road, sempre nella provincia occidentale di Farah, e il 9 e il 10 novembre, quando furono sparate raffiche di kalashnikov contro gli italiani (nessuno dei quali rimase ferito), intervenuti in supporto ai militari afgani impegnati nella 'riconquista' dei distretti di Goulistan e Bakwa.

PRODI, LA MISSIONE VA AVANTI

"E' una missione che abbiamo deciso di portare avanti perché ha un obiettivo di lungo periodo". Così il presidente del Consiglio Romano Prodi ha chiarito che la partecipazione dell'Italia alla missione in Afghanistan proseguirà.

D'ALEMA, ITALIA RIMANE FORTEMENTE IMPEGNATA

"L'Italia rimane fortemente impegnata assieme alla Comunità internazionale nell'opera di stabilizzazione dell'Afghanistan, per favorire il consolidamento democratico e porre le condizioni per lo sviluppo sociale ed economico del Paese". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema esprimendo nel contempo "il più vivo cordoglio ai familiari" del militare italiano ucciso oggi in Afghanistan. Lo si legge in una nota della Farnesina.


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MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 16:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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sabato 23 febbraio 2008 12.36



AFGHANISTAN, ORDIGNO CONTRO ITALIANI: DUE FERITI
Un ordigno è esploso al passaggio di un convoglio italiano nell'ovest dell'Afghanistan. Due militari sono rimasti lievemente finiti. Lo si è apprende da fonti dello Stato Maggiore della Difesa.


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MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 16:40 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 8940
UncleT ha scritto:
sabato 23 febbraio 2008 12.36
AFGHANISTAN, ORDIGNO CONTRO ITALIANI: DUE FERITI
Un ordigno è esploso al passaggio di un convoglio italiano nell'ovest dell'Afghanistan. Due militari sono rimasti lievemente finiti. Lo si è apprende da fonti dello Stato Maggiore della Difesa.

Caro UncleT.Si ho sentito.Chissà per quanti anni dovremo restarci.
Mi piacerebbe un tuo commento sul kossovo.
Ciao
Paolo11


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