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MessaggioInviato: lun lug 07, 2008 23:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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[color=indigo]maria, ti pregherei di porti (almeno) dei dubbi, quando ti sforzi di interpretare il pensiero di altri (in questo caso il mio).

non è la prima volta che sento il bisogno di dirtelo.

se proprio non riesci a interpretarlo, almeno non usare l'accetta (del pensiero).

grazie

ciao
paola[/b]


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MessaggioInviato: lun lug 07, 2008 23:50 pm 
Amministratore

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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Le considerazioni di Paola sono molto importanti, sopratutto perché non si fermano semplicemente alla richiesta di emanazioni di norme ma tendono a coinvolgere una vita molto più reale.
Le norme per sanzionare i comportamenti che lei descrive ci sono pure, a parte che la Costituzione stessa vieta qualsiasi discriminazione di genere, per cui qualsiasi comportamento di quel tipo sarebbe facilmente sanzionabile, ma la donna rimarrebbe ugualmente senza lavoro.
Che la vita che si percorre giorno per giorno presenti di fatto tali discriminazioni e ricatti è vero, come dice Paola è importante incidere profondamente nella cultura sociale.
Un piccolo appunto oltre alla possibilità di analizzare il diritto di famiglia per verificare che almeno vi sia parità almeno fra coniugi, facevo riferimento anche alle norme tese proprio a rimuovere gli ostacoli di una vera parità fra i sessi.
Per esempio nella tipologia di casi denunciata da Paola sarebbe opportuno che l'azienda intera che ha posto in essere tale comportamento risponda non solo in solido ma anche in termini societari, comportando per esempio l'inibizione dai pubblici uffici dei rappresentanti legali dell'azienda e dei partecipanti degli organi di amministrazione coinvolti.
Resta la difficoltà a denunciare tali fatti (anche pratica, come ritrovare il documento estorto di dimissioni) e la difficoltà a ritrovare collocazione lavorativa per chi li denuncia, tenendo presente che questi comportamenti vengono posti in essere sopratutto verso le figure lavorative più deboli.
Poi ho la speranza di avere Paola sempre fra noi, anche perché di fatto la composizione del gruppo è pressocché paritetica ed è difficle, dal mio punto di vista, rinunciare alle voci che Paola porta al nostro interno, da qualche parte si dovrà pure iniziare a mescolare le idee per creare qualcosa di nuovo e quella componente è irrinunciabile: non aver il contributo anche della componente del femminismo separatista, con tutti i necessari ambiti di autonomia, è una perdita grave, l'ho scritto altre volte, senza è inutile stare a parlare di qualcosa di nuovo.
P.S. mi scuso per la lunghezza con cui spesso abuso dell'altrui pazienza, ma per tanti motivi ho una predisposizione più per l'analisi che per una sintesi efficace di giusto colore.


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MessaggioInviato: mar lug 08, 2008 00:25 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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darwin ha scritto:
Le considerazioni di Paola sono molto importanti, sopratutto perché non si fermano semplicemente alla richiesta di emanazioni di norme ma tendono a coinvolgere una vita molto più reale.
Le norme per sanzionare i comportamenti che lei descrive ci sono pure, a parte che la Costituzione stessa vieta qualsiasi discriminazione di genere, per cui qualsiasi comportamento di quel tipo sarebbe facilmente sanzionabile, ma la donna rimarrebbe ugualmente senza lavoro.
Che la vita che si percorre giorno per giorno presenti di fatto tali discriminazioni e ricatti è vero, come dice Paola è importante incidere profondamente nella cultura sociale.
Un piccolo appunto oltre alla possibilità di analizzare il diritto di famiglia per verificare che almeno vi sia parità almeno fra coniugi, facevo riferimento anche alle norme tese proprio a rimuovere gli ostacoli di una vera parità fra i sessi.
Per esempio nella tipologia di casi denunciata da Paola sarebbe opportuno che l'azienda intera che ha posto in essere tale comportamento risponda non solo in solido ma anche in termini societari, comportando per esempio l'inibizione dai pubblici uffici dei rappresentanti legali dell'azienda e dei partecipanti degli organi di amministrazione coinvolti.
Resta la difficoltà a denunciare tali fatti (anche pratica, come ritrovare il documento estorto di dimissioni) e la difficoltà a ritrovare collocazione lavorativa per chi li denuncia, tenendo presente che questi comportamenti vengono posti in essere sopratutto verso le figure lavorative più deboli.
Poi ho la speranza di avere Paola sempre fra noi, anche perché di fatto la composizione del gruppo è pressocché paritetica ed è difficle, dal mio punto di vista, rinunciare alle voci che Paola porta al nostro interno, da qualche parte si dovrà pure iniziare a mescolare le idee per creare qualcosa di nuovo e quella componente è irrinunciabile: non aver il contributo anche della componente del femminismo separatista, con tutti i necessari ambiti di autonomia, è una perdita grave, l'ho scritto altre volte, senza è inutile stare a parlare di qualcosa di nuovo.
P.S. mi scuso per la lunghezza con cui spesso abuso dell'altrui pazienza, ma per tanti motivi ho una predisposizione più per l'analisi che per una sintesi efficace di giusto colore.



[color=indigo]ciao darwin, te lo dico in modo molto diretto: le tue analisi sono uno dei motivi per cui frequento con curiosità e piacere questo forum.

per il resto vedo di risponderti nei messaggi privati.

comunque grazie

ciao
paola[/b]


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MessaggioInviato: mar lug 08, 2008 00:37 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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paolav ha scritto:
[color=indigo]maria, ti pregherei di porti (almeno) dei dubbi, quando ti sforzi di interpretare il pensiero di altri (in questo caso il mio).

non è la prima volta che sento il bisogno di dirtelo.

se proprio non riesci a interpretarlo, almeno non usare l'accetta (del pensiero).

grazie

ciao
paola[/b]


Paola, non ho interpretato il tuo pensiero, ho espresso il mio... se proprio non riesci ad accettarlo almeno non usare l'arma del giudizio affrettato. Se proprio non riesci, ti pregherei di porti almeno ogni tanto dei dubbi sull'interpretazione che dai alle cose che leggi.
Non so se capita anche a te: spesso mi accorgo di essere più intransigente con le donne che con gli uomini. Forse per una sorta di presunzione che mi porta a considerare le donne in un certo senso superiori all'uomo (non me ne vogliate, ma sopravvivere in mezzo a voi deve per forza renderci più intelligenti :D ), mi porta a non aspettarmi poi troppo da un uomo, mentre mi aspetto molto di più da una donna.

p.s. come hai giustamente fatto notare ad Arlecchino riguardo te, tu non sai nulla di me, dei miei percorsi, delle mie battaglie, personali e non... eppure sei molto affrettata nelle valutazioni, e nei commenti che mi coinvolgono, che comprendo bene anche quando non sono diretti. E ai quali non rispondo perchè prima di esprimermi leggo e rileggo e valuto se e quando e come è il caso.
Non è la prima volta che sento il bisogno di dirtelo... e stavolta te l'ho detto. Ma ora passo al privato, siamo già abbastanza OT


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MessaggioInviato: mar lug 08, 2008 00:46 am 

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mammamaria ha scritto:
paolav ha scritto:
[color=indigo]maria, ti pregherei di porti (almeno) dei dubbi, quando ti sforzi di interpretare il pensiero di altri (in questo caso il mio).

non è la prima volta che sento il bisogno di dirtelo.

se proprio non riesci a interpretarlo, almeno non usare l'accetta (del pensiero).

grazie

ciao
paola[/b]


Paola, non ho interpretato il tuo pensiero, ho espresso il mio... se proprio non riesci ad accettarlo almeno non usare l'arma del giudizio affrettato. Se proprio non riesci, ti pregherei di porti almeno ogni tanto dei dubbi sull'interpretazione che dai alle cose che leggi.
Non so se capita anche a te: spesso mi accorgo di essere più intransigente con le donne che con gli uomini. Forse per una sorta di presunzione che mi porta a considerare le donne in un certo senso superiori all'uomo (non me ne vogliate, ma sopravvivere in mezzo a voi deve per forza renderci più intelligenti :D ), mi porta a non aspettarmi poi troppo da un uomo, mentre mi aspetto molto di più da una donna.

p.s. come hai giustamente fatto notare ad Arlecchino riguardo te, tu non sai nulla di me, dei miei percorsi, delle mie battaglie, personali e non... eppure sei molto affrettata nelle valutazioni, e nei commenti che mi coinvolgono, che comprendo bene anche quando non sono diretti. E ai quali non rispondo perchè prima di esprimermi leggo e rileggo e valuto se e quando e come è il caso.
Non è la prima volta che sento il bisogno di dirtelo... e stavolta te l'ho detto. Ma ora passo al privato, siamo già abbastanza OT



[color=indigo]cosa vuoi che ti dica maria, se uso un binario di pensiero tu lo ricalchi e lo usi a tuo vantaggio.

non ho l'abitudine di giudicare, quindi finiamola lì, per quanto mi riguarda.

diciamo che ho esigenza di aria più rarefatta.

ciao
paola[/b]


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MessaggioInviato: mar lug 08, 2008 01:01 am 

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[color=indigo]inoltre qualsiasi donna con due neuroni in testa in un mondo siffatto si è per forza di cose ritrovata a fare delle lotte...e che sarà mai.

piantiamola quindi di appuntarci le medaglie.

ognuna parte da dove può e arriva dove può.

e con questo chiudo davvero.

paola[/b]


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MessaggioInviato: mar lug 08, 2008 02:01 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 2055
paolav ha scritto:


[color=indigo]cosa vuoi che ti dica maria, se uso un binario di pensiero tu lo ricalchi e lo usi a tuo vantaggio.



Ahaahahah... che dici? dovrei buttarmi in politica?


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 Oggetto del messaggio: Siamo punto e daccapo...
MessaggioInviato: mar lug 08, 2008 08:54 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
"""Joined: 21 Feb 2006
Posts: 366

Posted: 04 Jul 2008 05:21 Post subject: GRUPPO DI STUDIO: DETASSAZIONE degli STRAORDINARI...



Detassazione degli straordinari.

ecc. ecc. ecc. ..."""


-----------------------------------------


Questo è il "titolo" di questo spazio dedicato.

E' stato rapidamente trasformato in una cosa diversa... intendiamoci interessante per molti aspetti, ma diversa.

L'invito a rispettare chi ci legge, più volte ripetuto non ha ancora fatto presa nel nostro modo di partecipare.

Peccato.

ciaoooooooooooooo


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MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 11:47 am 
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Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 3976
Condivido la richiesta di Arlecchino a tornare al tema del thread.

Inoltre osservo che a parte le considerazioni nel merito del documento, tutte le altre considerazioni di paolav e il suo annuncio di dimissioni dal gruppo con relative motivazioni sarebbe stato opportuno si svolgessero nel sito de LaU dove quel gruppo vive e lavora quotidianamente.

A questi forum devono essere riservati dialoghi e argomenti sui prodotti del gruppo.

Non riesco a concepire un motivo valido per cui paolav abbia voluto svolgere questo dibattito in questa sede.

sylvia


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MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 20:52 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:11 pm
Messaggi: 30
darwin ha scritto:
Secondo appunto i redditi da mattone sono tassati per i grossi investitori ben oltre il 20% (oltre il 43%), per cui il rischio di distogliere gli investimenti dalla borsa non c'è.


Non parlo di acquistare immobili pr percepirne l'affitto, ma a fine speculativo nel lungo periodo.
A mio avviso alzare la tassazioni nel campo della borsa porterà, sopratutto per i grandi patrimoni, a lasciare la borsa ed investire in altri beni.. l'acquisto degli immobili per esempio, l'oro, tutte cose che non danno un guadagno nel breve ma che non sono tassate..


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MessaggioInviato: gio lug 10, 2008 00:38 am 
Amministratore

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 4044
I dati pubblicati da ISTAT ed un commento rafforzano la convinzione sulle tesi che abbiamop esposto.

repubblica.it ha scritto:
ECONOMIA
Il monte ore, secondo l'Istat, è aumentato dell'1,7% rispetto al 2006, ma il Pil per ora lavorata è diminuito dello 0,2%
[b][b]Più ore lavorate nel 2007,
ma cala la produttività
[/b][/b]
ROMA - Dal 1993, rileva l'istituto, le ore di lavoro sono aumentate del 10,7%, e ancor più consistente è stata la crescita delle posizioni di lavoro (+13,9%). Il Pil per ora lavorata, nel 2007, è invece diminuito dello 0,2% rispetto al 2006, a testimonianza di un deficit di produttività.

Analizzando i dati per settore, emerge la progressiva crescita del comparto servizi, che raggiunge il 67% del totale di ore lavorate: industria e agricoltura invece occupano rispettivamente il 27,5% e il 5,5%. Per quanto riguarda le posizioni nella professione, il lavoro dipendente contribuisce maggiormente alla produzione di reddito, occupando circa il 68,4% del totale di ore lavorate: in calo il lavoro indipendente, che dal '93 al 2007 è passato dal 35% al 31,6%.
(9 luglio 2008)


A commento dei dati.
repubblica.it ha scritto:
ECONOMIA
[b][b]Non basta lavorare di più[/b][/b]
di CARLO CLERICETTI

Chi avesse avuto bisogno di una conferma del fatto che il provvedimento di detassazione degli straordinari non serve ad aumentare la produttività (anzi, semmai la riduce), adesso questa conferma ce l'ha dai dati Istat, che testimoniano appunto questo fatto: l'anno scorso le ore lavorate sono aumentate, ma il Pil per ora lavorata (cioè il valore aggiunto prodotto con ogni ora di lavoro) è diminuito.

E' un dato che toglie ogni alibi alla misura decisa dal governo che - non a caso - si è meritata molte lodi da parte della Confindustria. Si tratta, ancora una volta, di un espediente per aumentare la flessibilità e ridurre il costo del lavoro, naturalmente a svantaggio dei lavoratori visto che un'ora di straordinario viene pagata meno che una di lavoro ordinario (come avevamo scritto in questo articolo). Fosse solo questo: invece ci sono altre conseguenze negative, dall'ampliamento della possibilità di eludere il fisco all'aumento del rischio di incidenti sul lavoro, nei quali, come è facile capire, la stanchezza spesso giuoca un ruolo decisivo.

Un provvedimento modesto, che non incrementerà gran che le buste paga di quei lavoratori (solo una minoranza, peraltro) a cui si applicherà e che davvero non sembra avere nessuna implicazione positiva, se non qualche soldo di risparmio per le imprese. Ma ne vale la pena?
(9 luglio 2008)


Quindi, sopratutto seguendo il filo degli articoli citati, emerge in tutta la sua pochezza la manovra proposta dal governo di destra.
Si rischia solo di mantenere in vita aziende che si preparano ad essere decotte perché incapaci di svolgere il loro ruolo nel mercato, così cercano un po' di ossigeno in ogni modo sul versante costi, come avveniva con gli aiuti di Stato e con la mano della "Provvidenza" mascherata de IRI.
E' la prova che in Italia c'è poco o nessun investimento in innovazione e per questa ragione siamo perdenti.
In questo modo non si fa altro che peggiorare lo stato delle cose, aumentare esponenzialmente le cifre del debito che ci prepariamo a pagare, noi tutti.
Chi non sa stare sul mercato non ci può stare, prima o poi i conti si pagano.
Cosa avverrà quando l'Italia avrà un mercato interno a livello di terzo mondo e una capacità di prodotto da antiquariato? La storia purtroppo insegna cosa accade ......
Evidentemente chi ha la responsabilità sociale dell'intrapresa non comprende bene la necessità di reinvestire il capitale per mantenere abbastanza alto il livello di crescita e garantire che l'edificio stia in piedi, evidentemente siamo un paese in cui molti, che hanno il suddetto ruolo, dimostrano una cultura da soldi sotto il mattone. Così si va solo ad un pauroso collasso.
Purtroppo l'alfiere di questa mentalità è proprio il capo del governo di questa destra.

Siamo nel 2008 sveglia

P.S. per votosb: mi sembra che in Italia oggi ci sia molta fame di liquidità, anche nei redditi che possono permettersi investimenti, e, con la crisi generata sui mutui, il mercato non può dare assicurazioni sulla speculazione (compro oggi e rivendo domani ad un prezzo molto più alto, nel mercato immobiliare la bolla sta scoppiando) quindi il mattone mi sembra più orientare il rendimento sugli affitti che sulla speculazione. La crisi in atto calmiererà anche gli affitti e quindi non penso che il mattone sia il bene rifugio preferito.
Forse l'oro ha più chance, ma se i capitali dovessero volgere l'interesse su un sol bene non penso che la speculazione possa attecchire per molto e quindi l'Italia potrebbe convincersi che è meglio il sano investimento azionario, con aziende ben gestite come dappertutto nel mondo.


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MessaggioInviato: gio lug 17, 2008 01:46 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 4906
[b][b]Un'idea semplice per l'emergenza salari
[/b][/b]

Grazia Paoletti, Piercarlo Albertosi, 16 luglio 2008, 13:33 - Aprileonline

Immagine

[b]L'analisi[/b] - Nel nostro Paese è necessario un adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni al costo della vita. Si potrebbe partire da un meccanismo che preveda, qualora l'inflazione reale sia superiore a quella programmata, che la differenza venga inserita nella busta paga dei dipendenti


[color=darkblue]Nel sistema capitalistico vediamo affermata da decenni la prevalenza delle teorie macroeconomiche monetariste e delle relative politiche monetarie, il cui primo obbiettivo è eliminare l'instabilità dei sistemi economici moderni per mantenere la stabilità dei prezzi e quindi del valore della moneta. Sul versante della politica economica l'unico intervento per così dire legittimato sul mercato reale appare la cosiddetta politica dalla parte dell'offerta, cioè favorire la stabilità dei prezzi e lo stimolo alla crescita attraverso incentivi alle imprese. Questo tipo d'intervento gode di grande popolarità fin dagli anni di Reagan negli Stati Uniti e della Thatcher in Gran Bretagna. Si tratta di incentivi all'offerta e di forti riduzioni delle aliquote d'imposte e della progressività delle stesse. Tutto questo al fine di aumentare la remunerazione netta dei fattori come il risparmio, gli investimenti, il lavoro, che promuovono la crescita. Mentre la teoria keynesiana afferma il ruolo essenziale della domanda aggregata, cioè della spesa in consumi ed investimenti, per accrescere il prodotto nazionale e l'occupazione. All'inizio dell'amministrazione Reagan c'era una forte aspettativa di ripresa economica e di crescita del prodotto reale, il PNL, ma in realtà le politiche dal lato dell'offerta determinarono un tasso di crescita effettivo circa della metà rispetto a quello previsto. Al contrario delle previsioni, il gettito fiscale diminuì generando l'aumento del disavanzo del bilancio federale, l'inflazione diminuì ma fu pagato un prezzo altissimo in termini di disoccupazione, diminuì bruscamente il tasso di risparmio nazionale e nel periodo 81-83 si manifestò una profonda recessione, come descrive il premio Nobel Paul Samuelson.

Ebbene, oggi nel 2008 è molto importante che un illustre economista riaffermi i principi della politica economica keynesiana basata sul ruolo fondamentale della domanda. Il riferimento è all'intervista del Prof. Giorgio Lunghini ordinario di Economia politica all'Università di Pavia su L'Unità del 12 luglio.
L'economia dell'Italia è in costante declino, il Paese è stretto in notevoli difficoltà internazionali, la BCE è accanitamente monetarista. In questo quadro Lunghini propone l'aumento di salari e stipendi per rilanciare i consumi dei ceti sociali a basso reddito che hanno una elevata propensione al consumo. Egli sostiene con forza la necessità di una redistribuzione del reddito attraverso l'aumento del prelievo sui redditi alti e rilancia il concetto di progressività dell'imposta conformemente al dettato costituzionale. Insomma, è una voce oggi assolutamente fuori dal coro, che ci indica l'unica ragionevole strada da intraprendere, non solo per una questione di giustizia sociale, ma per far crescere l'economia: "basta frequentare un corso base di economia per saperlo", egli sostiene.

Ancora. Su Il Manifesto del 3 luglio commentando il Rapporto sullo stato sociale 2008 elaborato dal Dipartimento di economia pubblica della Sapienza di Roma e dal CRISS e curato dal Prof. Felice Roberto Pizzuti, docente di economia pubblica alla Sapienza, quest'ultimo mette in rilievo che negli ultimi anni pur senza trovare adeguate verifiche empiriche si è diffusa la tesi secondo la quale la spesa e l'azione dello stato sociale frenerebbero la crescita economica e dunque per favorire lo sviluppo dovrebbero essere contenute. Questo può essere usato per giustificare interventi restrittivi sul welfare con lo spostamento dei rischi dalle imprese e dalla collettività ai singoli lavoratori, come difatti sta avvenendo. Invece appare chiaro che in tal caso la domanda si riduce e frena la crescita. Al contrario "i paesi europei più avanzati si distinguono per un circolo virtuoso in cui il welfare state (e dunque la spesa pubblica) favorisce innovazione produttiva, competitività e crescita, facilitando la stessa capacità di finanziamento della spesa sociale".

Il governatore Draghi a Montecitorio parlando del DPEF ha spiegato che il contesto internazionale è difficile ed ha sottolineato la necessità di ridurre le aliquote d'imposte "per i lavoratori e per le imprese" per rafforzare la crescita, e di restituire il drenaggio fiscale per sostenere il reddito disponibile delle famiglie. Tuttavia i due gruppi sociali destinatari di tali interventi non possono essere messi sullo stesso piano a livello di effetti espansivi sulla crescita proprio in base alla diversa propensione marginale al consumo di soggetti con diversi livelli di reddito (anche senza parlare di equità sociale!).

Un importante accenno troviamo in Lunghini anche a proposito della produttività, che non cresce abbassando i salari, ma dipende dalle scelte imprenditoriali. Investimenti, innovazione, formazione, sicurezza sul lavoro, benessere nelle condizioni di lavoro. Invece le condizioni di lavoro e la sicurezza peggiorano notevolmente, l'intensità del lavoro in Italia è aumentata di 28 punti percentuali, e si detassano pure gli straordinari! Dalla seconda metà degli anni novanta i problemi mentali legati al lavoro, come stress, insonnia e crisi d'ansia sono aumentati del 3,2%. Non mi pare che siano forieri di crescita della produttività.

Del resto basta leggere anche solo i quotidiani per rilevare la drammaticità della questione salariale in Italia. Gli italiani guadagnano meno della media dei 30 paesi dell'OCSE e meno degli europei. Evidentemente se il costo del lavoro fosse davvero inversamente proporzionale alla produttività dovremmo, relativamente a quest'ultima, essere in cima alla classifica!
Il lavoratore medio guadagna circa la metà di un collega scandinavo, paga uguali tasse e non ottiene in cambio uguali servizi e sussidi.

L'aumento del petrolio insieme a quello collegato dei carburanti e di conseguenza delle tariffe essenziali (luce e gas), oltre ai generi alimentari cresciuti praticamente tutti (ma soprattutto quelli più importanti dal punto di vista sociale, i prodotti alimentari di base legati al grano) hanno generato una crescita non trascurabile dell'inflazione.

Questo dato deve essere collegato a quelli sulla povertà nel nostro Paese forniti recentemente dalla Caritas, che mostrano come la situazione si sia ulteriormente aggravata, addirittura anche rispetto al rapporto Istat pubblicato all'inizio dell'estate 2007. Se poi aggiungiamo i bassi livelli dei salari sopra citati, che hanno determinato anche in Italia il fenomeno dei "lavoratori poveri", tutto ciò induce a riflettere sull'opportunità, anzi la necessità ed urgenza di riparlare di un adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni al costo della vita.

A tale proposito si sono già cominciati a leggere su quotidiani e riviste vari articoli allarmati di economisti o industriali che paventano la reintroduzione della scala mobile.
La salvaguardia del valore reale delle retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti a fronte della crescita dell'inflazione e delle tariffe essenziali rappresenta, prima di tutto, l'attuazione del dettato costituzionale ex art.36: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa"
Ebbene è necessario formulare una proposta sull'adeguamento delle retribuzioni al costo della vita.

Il ridimensionamento progressivo del reddito reale dei lavoratori dipendenti contribuisce, oltre tutto, a contrarre i consumi ed il relativo mercato interno, senza che a ciò corrisponda alcun beneficio in termini occupazionali, come invece hanno sempre sostenuto i fautori della liquidazione della scala mobile.

Il meccanismo di indicizzazione dovrebbe prevedere che, qualora l'inflazione reale si riveli superiore a quella programmata, la differenza corrispondente alla diminuzione del valore reale delle retribuzioni venga inserita nella busta paga dei dipendenti entro il primo mese dell'anno successivo a quello di riferimento. Nulla sarebbe dovuto se l'inflazione reale coincidesse con quella programmata. Il meccanismo interviene solo se si verifica uno scostamento fra la realtà e le previsioni. E potrebbe anche fungere da deterrente nei confronti di tendenze all'ulteriore innalzamento dei prezzi. Inoltre questo strumento di indicizzazione automatica non viola la contrattazione fra le parti sociali né vi si sostituisce, ma lascia inalterati i contenuti degli accordi sindacali vigenti. Ci permettiamo dunque di ricordare con forza alla Sinistra questo problema.

[/b]


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MessaggioInviato: ven lug 18, 2008 00:47 am 

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sylvia ha scritto:
Condivido la richiesta di Arlecchino a tornare al tema del thread.

Inoltre osservo che a parte le considerazioni nel merito del documento, tutte le altre considerazioni di paolav e il suo annuncio di dimissioni dal gruppo con relative motivazioni sarebbe stato opportuno si svolgessero nel sito de LaU dove quel gruppo vive e lavora quotidianamente.

A questi forum devono essere riservati dialoghi e argomenti sui prodotti del gruppo.

Non riesco a concepire un motivo valido per cui paolav abbia voluto svolgere questo dibattito in questa sede.

sylvia



[color=indigo]ciao sylvia, scusa il ritardo della risposta, ma ho avuto poco tempo da dedicare al forum e ancora meno a questa faccenda.

la risposta è molto semplice: mi piacciono le discussioni a porte aperte.

ciao
paola[/b]


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MessaggioInviato: ven lug 18, 2008 01:43 am 
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Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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Il fatto è che non in tutti i luoghi puoi metterti a discutere di fatti che non riguardano direttamente il luogo in cui ti salta in mente di farlo.

E detto questo spero il discorso sia chiuso.

sylvia


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MessaggioInviato: ven lug 18, 2008 09:40 am 
Amministratore

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 3862
Entrando ne www.laudellulivo.org tutti possono leggere tutto.

Ognuno può verificarlo in ogni momento.

Per scrivere basta inserirsi e, ovviamente, neppure li c'è moderazione preventiva.

Dato che lavorare in un Gruppo di Studio non è come parlarne al bar o in una assemblea, lo stendere un documento "studiato" richiede un minimo d'ordine.

ciao
ggiannig


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