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 Oggetto del messaggio: Riconoscimento dell'Elettrosensibilità
MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 00:05 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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L’Associazione degli ipersensibili ai campi elettromagnetici

Al Ministro per la Salute On.le Livia Turco
Al Ministro per l’Ambiente On.le Alfonso Pecoraro Scanio
Al Ministro per le Infrastrutture On.le Antonio Di Pietro
Al Ministro della Solidarietà Sociale on.le Paolo Ferrero


Chiediamo il riconoscimento sanitario-previdenziale dell'esistenza di persone elettroipersensibili (ES) a prescindere dal fatto che i campi elettromagnetici (cem) ne siano la causa determinante o scatenante. Strettamente connesso è il riconoscimento di persone multichemioipersensibili (MCS) .
La nostra richiesta si basa:
 Su pareri di Istituzioni e Studi scientifici che convergono tutti nel ritenere reale il problema pur con differenze di interpretazione causale (cem per ES, sostanze chimiche per MCS, entrambe per ognuna delle manifestazioni; predisposizione individuale genetica) che solo ulteriori indagini potranno dirimere.
 Sulla legge quadro italiana 36/2001, art.4 comma b, che norma l’esposizione ai campi elettromagnetici da 0 a 300 Gigaherz e prevede la “promozione di attività di ricerca e di sperimentazione tecnico-scientifica, nonché il coordinamento dell’attività di raccolta, di elaborazione e di diffusione dei dati informando annualmente il Parlamento su tale attività; in particolare il Ministro della Sanità promuove…..un programma pluriennale di ricerca epidemiologica”.
 Sul regolamento ONU riguardante la disabilità del 1993, a cui aderisce anche l’Italia, che prevede la compensazione degli handicap con modifiche dell’ambiente di vita


1) posizione delle Istituzioni:
a- l' OMS(WHO) già dal 2004 sostiene che il problema è reale: “EHS è caratterizzata da una varietà di sintomi non specifici che differisce da individuo a individuo. I sintomi sono certamente reali e possono variare ampiamente nella loro severità. Per alcuni individui i sintomi cambiano lo stile di vita”…”è un disordine acquisito con ricorrenti sintomi multipli, associato con diversi fattori ambientali tollerati dalla maggior parte della popolazione, non spiegato da alcun disordine medico noto, né psichiatrico né psicologico”; i livelli di cem ai quali si manifesta sono nei limiti stabiliti da ICNIRP e fatti propri dai diversi governi tra cui l’Italia; ha raccolto gli interventi scientifici più rilevanti del convegno sull’elettroipersensibilità svoltosi a Praga nel 2004, in una pubblicazione del 2006:
http://www.who.int/peh-emf/publications ... ne2006.pdf
http://www.who.int/mediacentre/factshee ... index.html
http://www.who.int/peh-emf/meetings/hyp ... _oct04.pdf
Viene stimato che l’ES possa colpire dall’1 al 3% della popolazione; di essa il 10% è più grave e vive in condizioni oltre che di sofferenza psicofisica anche di emarginazione, solitudine e povertà come si dice nel Fact Sheet 296 del 2005 “i sintomi sono certamente reali e possono variare molto nella loro gravità. Qualunque ne sia la causa l’ipersensibilità ai campi elettromagnetici può costituire un fattore disabilitante per gli individui che ne sono afflitti”.
Nel fact sheet 296 del 2005, l’OMS conferma che ES ed MCS hanno sintomi simili, che si manifestano già a “bassi” livelli chimici ed elettromagnetici, possono associarsi o susseguirsi ed entrambe possono determinare un grave handicap.
Nell’ Working groups records si gettano le basi, pur con prudenza, per un management sanitario del problema ( vedi flow chart di Hillert L. a pag 21 versione inglese), in modo tale che i singoli governi possano avviare provvedimenti di politica sanitaria; nell’Workshop summary pag 4 il WHO conclude :“il consiglio per le Autorità Nazionali è che i Governi supportino i medici generali con mezzi appropriati tramite la formazione effettuata da esperti qualificati”. La posizione dell’OMS è stata dettata da uno studio della sezione di Ginevra che con questionario ha rilevato che al 2004 solo 13 Dipartimenti per la Salute su 50 Paesi consultati avevano preso provvedimenti a favore degli ES.


b-L’esistenza di persone che potevano essere più suscettibili all’azione dei cem era già nota dal 1998 allo stesso ICNIRP (International Commission Non Ionising Radiation Protection), ente scientifico internazionale privato che ha fatto da riferimento per i Paesi Occidentali, compresa l’Italia, riguardo ai limiti di esposizione: vengono citati alla pagina 3 della versione italiana “portatori di impianti metallici” e si dichiara “L’osservanza di queste linee guida non preclude necessariamente interferenze o effetti di altro tipo” e a pag 33 “soggetti malati o particolarmente sensibili”.
Tali linee guida che cautelano da effetti sanitari termici e acuti (6 minuti di esposizione) non tengono conto di esposizioni croniche a bassa intensità e dello spettro ampio delle frequenze a cui si è contemporaneamente esposti nella vita quotidiana contrariamente alle situazioni sperimentali; ciò rende plausibile come l’esposizione di gran parte della popolazione mondiale alle nuove tecnologie abbia potuto slatentizzare il problema a livello internazionale, così come avviene con l’immissione in commercio di un nuovo farmaco.
Molti studi epidemiologici su residenti nonché su animali esposti ad alte frequenze di intensità considerate non nocive da ICNIRP sono successive al 2004, data dell’ultima revisione.

c-In Italia l’Istituto Superiore di Sanità-Dipartimento di Epidemiologia, direttore dr Zapponi, ha realizzato 2 studi: uno, di cui è responsabile il dr Vanacore N., nel 2004 ha valutato 17 soggetti che si dicevano elettroipersensibili e sta per essere pubblicato (vedi www.iss.it cerca rapporti ISTISAN 2004); l’altro studio è stato effettuato sulla popolazione di Longarina Roma, esposta a basse frequenze di elettrodotti (responsabile dr Comba) che oltre a mortalità (già pubblicato) e morbilità, ha valutato con questionario l’esistenza di sintomi indice di ipersensibilità ai cem (in pubblicazione).
A livello Universitario italiano esiste solo la pubblicazione di un Case Report su 2 esposti residenziali a basse frequenze, del dr Gobba F., Università di Modena. Alcuni studi interessanti sulla soglia del dolore sono italiani (Ghione S. del CNR di Pisa-2004)

2) Posizione della scienza
Numerose sono le fonti bibliografiche internazionali autorevoli che descrivono l’ES in esposti residenziali ,individuali e lavorativi, a basse e ad alte frequenze,che rilevano alterazioni organiche obiettive,strumentali o istologiche (Johansson O.) e quindi misurabili; studi sperimentali che avanzano ipotesi fisiopatologiche ed etiopatogenetiche ( Goldsworthy A. 2007, Hyland GJ. 2005); si stanno moltiplicando le osservazioni di alterazioni neurocognitivocomportamentali anche nell’animale contraddicendo così quanti vogliono liquidare il problema come una patologia psichiatrica (Balmori A.M. 2006) .
(allego breve revisione della letteratura sull’ES con gli articoli originali)

3) Posizione della popolazione
Prova che il problema è reale ed è sentito dai cittadini-consumatori-utenti, è la nascita di Associazioni di “auto aiuto” di ES e di MCS in diverse nazioni: (Powerwatch in UK, FEB in Svezia).
L’importanza della loro esistenza per la funzione di riferimento non solo ai soggetti che stanno male, ma anche alle istituzioni è sottolineata nel 2005 nella review sull’ES di Irvine N, della Health Protection Agency inglese (HPA).
Anche in Italia dal 2005 esiste la nostra Associazione, di Promozione Sociale, www.elettrosensibili.it, che raccoglie adesioni di persone sofferenti ormai da più di 10 anni, spesso invalide; l’assenza di ogni riferimento sanitario, sociale, giuridico, moltiplica la sofferenza vissuta già per la sintomatologia; stato di malessere e disagio sono pressoché continui; presidente e vicepresidente sono medici oltre che elettroipersensibili.
Il n° di persone che ci hanno contatti da tutta Italia è in aumento, prevalentemente a seguito di esposizioni a impianti per la telefonia mobile, recentemente a wi fi; molti sono portatori di protesi, per altri i problemi sono insorti nell’ambiente di lavoro e anche per essi non c’è alcun riferimento nemmeno nella Medicina del Lavoro nonostante le raccomandazioni dell’OMS di focalizzare l’attenzione degli studi e dei provvedimenti su questa categoria che è esposta a livelli di cem più elevati rispetto alla popolazione generale.
Per la MCS esistono due associazioni (www.infoamica.it, www.riconoscimentomcs.135.it ) che hanno ottenuto con grande impegno personale al di sopra delle proprie forze, il riconoscimento in 3 regioni italiane: Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo; l’ISS nella persona della dott.ssa Taruscio D. se ne interessa dal 2001 nell’ambito delle Malattie Rare.

4) posizione della politica sanitaria
In Svezia l’elettroipersensibilità è stata riconosciuta causa di invalidità secondo la risoluzione ONU sulla DISABILITA’del 1993 che impegna tutti i Paesi aderenti, ad impegnarsi nel provvedere nella propria realtà a compensare gli handicap individuali con provvedimenti pubblici.:
La MCS è riconosciuta in Germania ( “allergia da cause indeterminate” secondo l’ICD 10 ), in USA (come disabilità) e in Canada. In Italia nel 2006 è stata presentata alla Camera la proposta di legge n°344 per il riconoscimento della MCS.

Chiediamo il riconoscimento con urgenza, poichè la rapida diffusione delle tecnologie wireless (wi fi, wi max, etc.), renderà a noi la vita sempre più impossibile e disseminata di “barriere elettriche” ( non solo all’esterno ma ancora una volta anche nella nostra abitazione) e provocherà il diffondersi ulteriore dell’elettroipersensibilità nonché della multichemiosensibilità (MCS) che si associano; tra gli iscritti delle nostre associazioni l’80% degli MCS sono anche ES, il 20% di ES sono anche MCS circa. Del nostro gruppo una donna ancora giovane è deceduta improvvisamente, uno è scomparso senza lasciare tracce nemmeno alla famiglia, altri vagano da una casa all’altra, alcuni sono andati a vivere in camper o in roulotte, altri perdono il lavoro o lo devono cambiare radicalmente. In Svezia circa 400 persone elettroipersensibili vivono nelle foreste. Recentemente una proiezione di Hallberg e Johansson (Svezia) e una di Carlo (USA) del 2006 stimano che tra 10 aa gli ES possano essere da 25 a 50% della popolazione se proseguirà il trend di diffusione delle tecnologie wireless.

Chiediamo che vadano studiate da tecnici ad hoc del Ministero della Salute, con cui proponiamo di collaborare come associazioni, le vie più rapide, legislative e/o amministrative, per realizzare il riconoscimento sanitario e previdenziale di ES ed MCS (ad es rimborso di schermature per
le abitazioni e per il corpo stesso da cem, di impianti elettrici domestici schermati; alimenti, prodotti, case ad hoc per chemiosensibili).
Poiché per la scienza col termine allergie si intende anche la reazione ad agenti fisici e chimici non IgE mediata, dal punto di vista nosografico ES ed MCS sono inseribili nella classificazione internazionale delle malattie , ICD 9 (attualmente usata in Italia), alle voci reazioni allergica o ipersensibilità 995.3.


Tale riconoscimento permetterà di integrare le leggi nazionali sui campi elettromagnetici con nuovi concetti derivanti dall’esperienza di incompatibilità tra uomo, animali, vegetali e cem manifestatasi dopo l’applicazione su ampia scala delle tecnologie che usano le alte frequenze.
Riportiamo di seguito i principali concetti che ne deriveranno:
1.impegno politico di avere come riferimento per la ridefinizione dei limiti di esposizione della popolazione generale italiana, gli studi scientifici più precauzionali e indipendenti ( riguardo all’influenza del conflitto di interessi sui risultati degli studi scientifici sui cem alleghiamo il lavoro di Huss A.2007), per evitare quanto è successo a noi fino ad ora.
2 .riserva di aree di pubblica utilità e di luoghi di residenza con livelli di cem ad alta frequenza tendenti a 0, per le persone più sensibili(Santini 2006)
3. definizione di soggetto sensibile; elettroipersensibile (tra essi i portatori di protesi metalliche, persone colpite da traumi encefalomidollari, sindrome postfolgorazione; vedi la review di Irvine, 2005 nel sito HPA, Health Protection Agency dello stato inglese) e multichemiosensibile.
4.definizione di sito sensibile e di distanza dal sito sensibile sulla base di criteri sanitari e non urbanistici.
5.Osservatorio epidemiologico nazionale, regionale, comunale per
elettroipersensibilità; cogliamo l’occasione per proporre, a seguito di segnalazioni, ricevute come associazione, di cluster (grappoli) di neoplasie in prossimità di stazioni radiobase o elettrodotti, di monitorare anche patologie e tumori sentinella per cui si sospetti correlazione causale o concausale con i cem. (Eger 2004 ,Wolf 2004).
6.riconoscimento giuridico delle radiazioni elettromagnetiche quale agente fisico che può essere dannoso per sé stesso, alla pari di rumore o lancio di oggetti pericolosi; ne deriva che la propria casa va tutelata sia da emissioni private( sistemi wireless dei vicini) sia da emissioni pubbliche.
7.divieto dell’uso della proprietà privata per installazioni senza il consenso del proprietario.
8.definizione degli impianti di telefonia mobile quale servizio di prima necessità solo per la copertura vocale.
9.costituzione di un sistema di sorveglianza postmarketing per le tecnologie che usano i cem, su modello di quella per i farmaci (i medici hanno l‘obbligo di segnalare al Ministero della Salute eventi avversi da farmaci su apposita scheda)
10. promozione urgente di aggiornamento professionale per fisici, medici,tecnici etc.
11. promozione urgente di educazione sanitaria ad hoc rivolta alla popolazione soprattutto giovanile.
12. promozione di studi su patologie emergenti e cem, come MCS ed EHS, nonché neoplasie e malattie neurodegenerative,allergiche,immunologiche.
13.sperimentazione di nuove tecnologie

Concludiamo ricordando quanto diceva nelle sue linee guida, nel 1998, l’ICNIRP, istituzione che ha stabilito i limiti che hanno reso a noi la vita impossibile: “..non ci si può ragionevolmente attendere che i singoli individui della popolazione adottino misure per minimizzare o per evitare l’esposizione”.
Riteniamo sia giunto il momento che ognuno per la propria competenza, politici, medici, scienziati, giuristi, assumano una posizione anche secondo principi etici e provvedano a quello che da fenomeno emergente rischia di diventare un’ emergenza irreversibile oltrechè un ennesimo oltraggio dei diritti umani.

Siamo disponibili ad inviare tutta la bibliografia scientifica citata in versione integrale.
Venezia 28/6/2007
ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTRIPERSENSIBILI, A.I.E.
ASSOCIAZIONE DEI MULTICHEMIOSENSIBILI, AMICA-MCS

Presidente A.I.E.: Dott.ssa Anna Zucchero
Medico Internista
Specialista in Medicina del lavoro
Specialista in Geriatria
Dipartimento Medicina Interna
Ospedale Civile di Mestre Venezia
Presidente Associazione Italiana Elettrosensibili





ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTROSENSIBILI AIE
Via Cadorna,5 – 35123 Padova (PD) – tel: 02/6431425 - www.elettrosensibili.it
presidente@elettrosensibili.it


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