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 Oggetto del messaggio: L'Ue boccia l'Italia: i vostri medici si credono Dio
MessaggioInviato: mar ott 02, 2007 18:04 pm 

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2/10/2007 (8:1)

"Gli ospedali? Terra di baroni"

L'Ue boccia l'Italia: i vostri medici si credono Dio

MARCO ZATTERIN
BRUXELLES


«Ai dottori italiani piace sentirsi Dio, cosa che non crea affatto le premesse per un rapporto proficuo coi pazienti».

L'Health Consumer Powerhouse, istituto indipendente di analisi e informazione con sede a Bruxelles, boccia i nostri ospedali e i medici che vi lavorano, retrocedendoli dall'11° al 18° posto della sua classifica annuale dell'assistenza sanitaria in Europa. Arne Björnberg, direttore del progetto, accusa senza giri di parole un settore che ritiene «dominato da baroni in camice bianco» e che, a suo avviso, «manda i pazienti dagli specialisti "amici" senza offrire tutte le possibili alternative di cura e terapia».

La magra consolazione è che «tecnicamente» la Sanità italiana «non è male». Per il resto il quadro è inquietante fino al paradosso; le carenze tecniche, sebbene non generalizzate, si sommano allo schiaffo di una classe medica etichettata come «autocratica». Nella graduatoria, realizzata combinando le statistiche pubbliche e la ricerca dell'Hcp, il Bel Paese conquista appena 580 dei mille punti teorici in palio. Sul podio sale l'Austria (806 punti) - sistema generoso di attenzioni, di facile accesso e dai buoni risultati - seguita da Paesi Bassi (794) e Francia (786). Noi siamo dietro a giovani democrazie come Ungheria e Estonia, mentre l'indagine afferma che i posti peggiori sono Polonia (447), Bulgaria (445) e Lettonia (435).

L'indagine nota che in Europa il rispetto dei diritti dei pazienti sta compiendo passi da gigante. L'assistenza sanitaria «continua a fare progressi» anche se «le statistiche sui risultati degli interventi sono ancora tristemente povere in alcuni Paesi». Un esempio, secondo l'Hcp, sono le malattie cardiovascolari. Oltretutto, «in certi settori - insiste l'istituto - i progressi sono lenti, se non inesistenti»: ne sarebbe la prova il diffondersi delle infezioni dovute allo Staphylococcus Aureus resistente alla meticillina (Mrsa), «minaccia in un Paese europeo su due». Senza contare che «la metà dei governi continentali ritarda sistematicamente l'accesso dei pazienti a nuovi farmaci, e non solo per ragioni legate al basso reddito della popolazione».

Qualcosa si salva, beninteso. L'Hcp segnala che «Spagna e Italia offrono una buona assistenza», anche se la «vera eccellenza» la riscontrano «solo quanti possono permettersi di rivolgersi a strutture private». Un ottimo sistema è quello britannico, che però finisce basso nella classifica finale a causa delle liste d'attesa e da prestazioni qualitative dei dottori che si manifestano «poco omogenee».

L'Italia ha molti punti deboli, quasi tutti di natura infrastrutturale. Basso è il punteggio alla voce «Diritti dei pazienti», dove è promosso il livello di trasparenza e accessibilità dell'informazione, ma si perdono posizioni quanto a servizio online e telefonico, come sulla protezione assicurativa in caso di errore del dottore. Sui tempi di attesa, un velo pietoso. Nella media solo la possibilità di vedere il medico di base e quella di avviare una terapia antitumorale entro 21 giorni dalla richiesta. Male il resto, almeno così assicura l'Hcp: troppa anticamera per gli specialisti, troppa per gli interventi non gravi, troppa per le risonanze magnetiche.

Siamo in così cattive mani? Grazie al cielo, no. I tanti medici che danno l'anima per farci stare meglio portano a casa ottimi punteggi alla voce «esiti». Il potenziale di vita degli italiani è fra i migliori, intorno alla media sono la prevenzione e la cura dei malanni cardiovascolari, nonché la mortalità alla nascita e in caso di tumori. Butta giù il punteggio il rischio di infezioni Mrsa, come dire che l'apparato limita il giudizio sulle prestazioni dei singoli seguaci di Ippocrate.

Perlomeno l'intervento pubblico è «generoso», almeno in media, pesando i risultati. Dal punto di vista della spesa, le rilevazioni Hcp fanno apparire più conveniente un'operazione alla cataratta che un ponte o un'otturazione, cosa che invece ha buona copertura in Austria, Francia e Germania. Meglio comunque non avere il mal di denti. O farsi i raggi, ben rimborsati giù da noi dove però l'accesso ai nuovi farmaci è da ultimi della classe.

Una soluzione per riqualificare la Sanità nostrana, suggerisce l'Hcp, potrebbe essere l'accesso diretto all'assistenza specialistica: abbasserebbe i tempi medi di attesa. «Troppo spesso in Italia i pazienti fanno esclusivamente quello che dice il loro dottore - sintetizza Björnberg - e non sempre è la scelta migliore. Bisogna consentire maggiore libertà di scelta». Così si aggirerebbero le baronie? Il ricercatore frena, quasi si accorgesse di aver fatto il passo più lungo della gamba: «Ma anche i dottori sono esseri umani...».

da lastampa.it


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 Oggetto del messaggio: Re: L'Ue boccia l'Italia: i vostri medici si credono Dio
MessaggioInviato: sab dic 08, 2007 18:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 127
Arlecchino ha scritto:
2/10/2007 (8:1)

"Gli ospedali? Terra di baroni"

L'Ue boccia l'Italia: i vostri medici si credono Dio

MARCO ZATTERIN
BRUXELLES


«Ai dottori italiani piace sentirsi Dio, cosa che non crea affatto le premesse per un rapporto proficuo coi pazienti».

L'Health Consumer Powerhouse, istituto indipendente di analisi e informazione con sede a Bruxelles, boccia i nostri ospedali e i medici che vi lavorano, retrocedendoli dall'11° al 18° posto della sua classifica annuale dell'assistenza sanitaria in Europa. Arne Björnberg, direttore del progetto, accusa senza giri di parole un settore che ritiene «dominato da baroni in camice bianco» e che, a suo avviso, «manda i pazienti dagli specialisti "amici" senza offrire tutte le possibili alternative di cura e terapia».

La magra consolazione è che «tecnicamente» la Sanità italiana «non è male». Per il resto il quadro è inquietante fino al paradosso; le carenze tecniche, sebbene non generalizzate, si sommano allo schiaffo di una classe medica etichettata come «autocratica». Nella graduatoria, realizzata combinando le statistiche pubbliche e la ricerca dell'Hcp, il Bel Paese conquista appena 580 dei mille punti teorici in palio. Sul podio sale l'Austria (806 punti) - sistema generoso di attenzioni, di facile accesso e dai buoni risultati - seguita da Paesi Bassi (794) e Francia (786). Noi siamo dietro a giovani democrazie come Ungheria e Estonia, mentre l'indagine afferma che i posti peggiori sono Polonia (447), Bulgaria (445) e Lettonia (435).

L'indagine nota che in Europa il rispetto dei diritti dei pazienti sta compiendo passi da gigante. L'assistenza sanitaria «continua a fare progressi» anche se «le statistiche sui risultati degli interventi sono ancora tristemente povere in alcuni Paesi». Un esempio, secondo l'Hcp, sono le malattie cardiovascolari. Oltretutto, «in certi settori - insiste l'istituto - i progressi sono lenti, se non inesistenti»: ne sarebbe la prova il diffondersi delle infezioni dovute allo Staphylococcus Aureus resistente alla meticillina (Mrsa), «minaccia in un Paese europeo su due». Senza contare che «la metà dei governi continentali ritarda sistematicamente l'accesso dei pazienti a nuovi farmaci, e non solo per ragioni legate al basso reddito della popolazione».

Qualcosa si salva, beninteso. L'Hcp segnala che «Spagna e Italia offrono una buona assistenza», anche se la «vera eccellenza» la riscontrano «solo quanti possono permettersi di rivolgersi a strutture private». Un ottimo sistema è quello britannico, che però finisce basso nella classifica finale a causa delle liste d'attesa e da prestazioni qualitative dei dottori che si manifestano «poco omogenee».

L'Italia ha molti punti deboli, quasi tutti di natura infrastrutturale. Basso è il punteggio alla voce «Diritti dei pazienti», dove è promosso il livello di trasparenza e accessibilità dell'informazione, ma si perdono posizioni quanto a servizio online e telefonico, come sulla protezione assicurativa in caso di errore del dottore. Sui tempi di attesa, un velo pietoso. Nella media solo la possibilità di vedere il medico di base e quella di avviare una terapia antitumorale entro 21 giorni dalla richiesta. Male il resto, almeno così assicura l'Hcp: troppa anticamera per gli specialisti, troppa per gli interventi non gravi, troppa per le risonanze magnetiche.

Siamo in così cattive mani? Grazie al cielo, no. I tanti medici che danno l'anima per farci stare meglio portano a casa ottimi punteggi alla voce «esiti». Il potenziale di vita degli italiani è fra i migliori, intorno alla media sono la prevenzione e la cura dei malanni cardiovascolari, nonché la mortalità alla nascita e in caso di tumori. Butta giù il punteggio il rischio di infezioni Mrsa, come dire che l'apparato limita il giudizio sulle prestazioni dei singoli seguaci di Ippocrate.

Perlomeno l'intervento pubblico è «generoso», almeno in media, pesando i risultati. Dal punto di vista della spesa, le rilevazioni Hcp fanno apparire più conveniente un'operazione alla cataratta che un ponte o un'otturazione, cosa che invece ha buona copertura in Austria, Francia e Germania. Meglio comunque non avere il mal di denti. O farsi i raggi, ben rimborsati giù da noi dove però l'accesso ai nuovi farmaci è da ultimi della classe.

Una soluzione per riqualificare la Sanità nostrana, suggerisce l'Hcp, potrebbe essere l'accesso diretto all'assistenza specialistica: abbasserebbe i tempi medi di attesa. «Troppo spesso in Italia i pazienti fanno esclusivamente quello che dice il loro dottore - sintetizza Björnberg - e non sempre è la scelta migliore. Bisogna consentire maggiore libertà di scelta». Così si aggirerebbero le baronie? Il ricercatore frena, quasi si accorgesse di aver fatto il passo più lungo della gamba: «Ma anche i dottori sono esseri umani...».

da lastampa.it


Qualche considerazione in merito a quello che risulta essere l'unico post, nell'area tematica della pubblica amministrazione, dedicato al sistema sanitario nazionale, pubblico e privato.

La prima riguarda proprio il fatto che questo sia l'unico post, anche se piuttosto interessante - sembra smentire, andando al punto, altre graduatorie che riguardano la resa della sanità nel nostro sistema paese - con riferimento al vero e proprio mostro della pubblica amministrazione.

Nessuna polemica, certo tutti hanno paura a mettere le mani in un settore così critico.

Critico per tutte le sue implicazioni sociali in quanto destinato ad assistere il cittadino nel momento in cui ha realmente bisogno (il certificato posso ritirarlo anche un'altra volta, la salute ... non aspetta).

Critico per le sue implicazioni sociali in quanto determina, diciamo così, in maniera rilevante il prelievo fiscale.

Alla fine si arriva all'affermazione che i medici italiani si sentono Dio. La novità, almeno per me e lo dico in senso ironico, sta solo nel fatto che abbiamo bisogno di sentircelo dire da qualcun'altro. Per la gran parte degli italiani la novità è che qualcuno l'ha detto. Per chi è dentro il sistema non ci sono novità, ci si può guardare allo specchio.

Vengo al punto, perchè dire quello che è sotto gli occhi di tutti risulta alla fine noioso.

Richieste:

1. come il Partito Democratico vede, pensa, immagina il sistema sanitario nazionale;

2. quali sono le misure previste per garantire la nomina di manager adeguati (anche se qui si torna al principio secondo cui ... nella pubblica amministrazione basta aver fatto male per ... andare meglio);

3. che impostazione si vuole dare all'ambito elettivo della ricerca, della didattica e dell'assistenza, in parole povere i Policlinici Universitari.

4. quali sono le misure, particolari e necessarie, che il Partito Democratico prevede per garantire che la pioggia di fondi, nazionali e comunitari, previsti proprio per il gap infrastrutturale siano utilizzati in modo adeguato e finalizzato alla creazione di un sistema che sia efficace ed efficiente per il cittadino (sento puzza di bruciato ..... si è appena finito di parlare di piano di rientro e arrivano troppi soldi .... la differenza tra conto esercizio e conto capitale si è persa nel tempo, si usano i soldi a seconda delle esigenze che qualcuno manifesta ... e non sempre con il benefico per il cittadino quale motore dell'iniziativa);

5. quali misure sono previste per gli anziani non autosufficienti e per i cronici, numericamente molto importanti (non mi riferisco a quelli che hanno la fortuna di avere un reddito alle spalle, comunque proveniente, per garantire l'accesso a strutture adeguate);

6. andando sul tecnico, quando verranno finalmente realizzati gli interventi di rimozione reale dei disavanzi pubblici (al riguardo cito il caso, recente, del Policlinico Umberto I che ha candidamente dichiarato di aver ridotto il consumo di farmaci di circa 3 milioni di euro, 18 di partenza, semplicemente attivando un progetto aziendale di riduzione degli sprechi che tutte le strutture sanitarie potrebbero portare avanti .... e la farmaceutica convenzionata vola ancora);

7. si è parlato di medici che si sentono Dio ... a quando un pò di sana cultura del lavoro anche nei dipendenti della sanità? .... non dico di avere il diritto di lanciare qualcosa ogni volta che qualcuno mi risponde male ma ....

8. .... con quei salari? con quell'incremento stipendiale garantito e garantito a tutti? .... ma davvero?

Diciamo che è un inizio, buttato giù in pochi minuti per questo post del 2 ottobre 2007 che tutti, mi domando perchè, hanno lasciato solo soletto.

Manifesto comunque il mio rispetto e apprezzamento per tutti quelli che, come detto nel post originale, macinano i chilometri, superano gli ostacoli e anche se non ci salvano la vita, spesso non è necessario arrivare a tanto ... questo lo sa anche Dio!, ci fanno sentire meglio nel momento in cui .. torniamo bambini.

Buon lavoro.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'Ue boccia l'Italia: i vostri medici si credono Dio
MessaggioInviato: sab dic 08, 2007 19:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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gmcappai ha scritto:
Richieste:

1. come il Partito Democratico vede, pensa, immagina il sistema sanitario nazionale;

Io non posso certo risponderti e nessun frequentatore qui penso possa dirti piu' della sue personale opinione.
Per quanto valga due cent, butto giu' la mia.

Piu' che pensare ed immaginare, direi che non bisogna inventare l'acqua calda.
Basta iniziare da un classico benchmark delle strutture sanitarie nel mondo occidentale.

Non dico di "copiare" e soprattutto eviterei gli USA, ma è chiaro che se tutti hanno in qualche modo luci ed ombre ci sono comune sistemi che vanno meglio di altri e che vale la pena studiare, sia dal punto di vista della organizzazione del sistema delle prestazioni sanitarie, sia da quello dell'equità del finanziamento del sistema.

Diciamo che se partissimo da Germania, Olanda, Svizzera, Francia, troveremmo prestazioni di eccellenza ed un sistema di finanziamento a noi del tutto sconosciuto. Le due cose sono collegate e vanno di pari passo ma sono comunque studiabili separatamente.

I problemi di organizzazione si risolvono vedendo come altri sono organizzati e ponendo regole ferree sul rispetto dei protocolli.
Bel piu' rilevanti tuttavia sono i problemi politici.
10 anni fa la commissione Onofri sul welfare individuo' appunto alcuni casi nazionali d'eccellenza (mi pare per prima l'Olanda) da cui partire per una nostra riforma ma le resistenze politiche (legate anche al carrozzone di potere e voti chiamato SSN) bloccarono tutto.

Vedremo ora il PD cosa saprà proporre.

Ciao,
Francesco


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