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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Diario dello scrutatore di primarie
MessaggioInviato: sab ott 13, 2007 00:09 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 63
[L'intervento che segue è apparso su www.ulivoselatico.org]

Mercoledi` c'e` stata la riunione dei presidenti di seggio e degli scrutatori per le primarie del 14 ottobre nel comprensorio imolese. Siamo quasi 400 persone e la riunione s'e` sdoppiata, poiche` la sala disponibile gratuitamente (di una cooperativa: siamo in Romagna) non e` abbastanza capiente. Infatti, le sedie erano quasi tutte occupate.

LEZIONE 1. E' piu` facile riempire una sala di persone per istruirle su cosa fare, piuttosto che non per ascoltare o dibattere di politica.

Il comitato che organizza le primarie sul comprensorio e` presieduto da un ragazzino coi capelli corti modellati a gel, probabilmente un giovane funzionario DS, coadiuvato da una ragazza un po` piu` anziana che si occupa degli aspetti legali. Ci vien dato un regolamento breve e esaustivo, che fa un buon compromesso tra la fatale informalita` di una consultazione non regolata per legge (p.es.: gli uffici comunali NON saranno ovviamente aperti per rilasciare certificati elettorali last-minute) e l'intenzione di avere una procedura elettorale il piu` possibile prossima a una organizzata con procedure regolate per legge.
I presidenti di seggio fanno molte domande su come dirimere i casi dubbi ("Viene una vecchietta con le stampelle in un seggio sbagliato: la facciamo votare?").
Un'eventualita` che eccita particolarmente le fantasie e`: e se chiede di votare un notorio esponente del centrodestra? (Lo facciamo votare, ovviamente, dopo avergli fatto notare che sta firmando l'adesione al processo costituente di un partito diverso dal suo). Il comitato organizzatore, invece, mette in guardia contro quelli, giornalisti o militanti del centrodestra, che potrebbero cercare di votare piu` volte, per poter poi dire il giorno dopo: "vedete, non c'erano garanzie procedurali: sicuramente ci sono stati brogli massicci". E` per questo che veniamo invitati alla flessibilita` (far votare la vecchietta di cui sopra, per esempio), ma anche al rigore (SOLO dopo aver telefonato al seggio in cui la vecchietta avrebbe dovuto votare, per avvisarli e controllare che non si tratti del secondo voto).
Questo tipo di precauzione si rende necessaria perche`, non avendo le elezioni uno statuto legislativo, i tentativi di broglio da parte dei
giornalisti burloni non comportano sanzioni di alcun tipo.

LEZIONE 2. La stessa esistenza di un'opposizione e di una libera stampa fa da contrappeso e controllo: le procedure s'adeguano a uno standard severo
e corretto abbastanza da non poter essere "bucato" dalle legittime critiche e dalle provocazioni.

Si capisce che il ragazzotto e quasi tutti i presenti sono veltroniani. Quando cita una lista a mo` d'esempio, e` sempre quella di Veltroni, ma poi
il ragazzo ha un ripensamento, e aggiunge: "e la lista Bindi, e la lista Letta..."

LEZIONE 3. La macchina funzionariale e i militanti hanno introiettato, per quel che riguarda le primarie (quelle vere) e le "primarie" del 14 ottobre, le nozioni di terzieta`, rispetto della forma, libera partecipazione al voto. (Come, del resto, accade in ambito sindacale: lo si e` visto proprio in questi giorni).

Il coordinatore, riferendosi agli addetti ai seggi nel loro complesso, parla di "volontari" e non di "militanti". Una graziosa novita` lessicale per cui ha la mia gratitudine.

La prossima puntata dopo le primarie.


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MessaggioInviato: sab ott 13, 2007 17:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 3864
I presidenti di seggio fanno molte domande su come dirimere i casi dubbi ("Viene una vecchietta con le stampelle in un seggio sbagliato: la facciamo votare?").
Un'eventualita` che eccita particolarmente le fantasie e`: e se chiede di votare un notorio esponente del centrodestra?
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Ottima la lezione sulla "flessibilità", Mazz.!

Manca solo il quesito sugli "intrasportabili" più o meno temporanei, che potrebbero dimostrare come il voto a domicilio (volendolo sperimentare una buona volta) mediante seggio mobile, pur in via eccezionale, sia più semplice da gestire.
Sarebbe sufficiente che l'elettore impossibilitato fosse in grado di delegare la responsabilità del suo "diritto momentaneo" a un componente del seggio indicato nel certificato-tessera elettorale.
Tante "responsabilità individuali" ma ciascuna ovviamente assumibile per un solo votante a domicilio, e sottoscritta a verbale in apposito elenco presso il seggio fisso di competenza.
Minimo "spreco"di volontari con massimo "esempio" di pari opportunità.

Saluti

montepino


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MessaggioInviato: sab ott 13, 2007 20:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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E qui, caro Montepino, tocchi un nervo scoperto.

Non ho citato i vari "seggi volanti", che sono lasciati comunque all'iniziativa dei presidenti di seggio (gente -per fortuna- dotata della necessaria sensibilità). Ma, hai ragione, al seggio volante potrebbe affiancarsi il voto per delega, che in altri paesi esiste (la Francia, p.es.), ma che da noi non arriva per via della nostra cultura sospettosa basata su codici e pandette. Non ci si chiede prima "cosa serve al cittadino?", ma "come possiamo evitare fregature da parte del cittadino disonesto?" Il voto per delega viene quindi assimilato al voto di scambio, anche in quei casi dove invece sarebbe la via più semplice per far partecipare al voto chi vuol essere partecipe, ma non ne ha possibilità, o semplicemente non ne ha la minima comodità.

Ciao, Màz


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MessaggioInviato: sab ott 13, 2007 21:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 3864
Ma, hai ragione, al seggio volante potrebbe affiancarsi il voto per delega, che in altri paesi esiste
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Caro Mazz., non si tratterebbe semmai di delegare qualcuno a votare (nello specifico un componente del seggio "irraggiungibile" dell'elettore), ma a fungere da garante del "diritto al seggio mobile", o volante.

Un seggio mobile non deve intendersi distaccamento del seggio normalmente assegnato all'elettore; ma un seggio a sé stante, destinato alla raccolta degli eventuali voti non esercitabili in loco.
Mentre i garanti verbalizzano, nei rispettivi seggi, i votanti "dirottati", sul seggio mobile dovrà risultarne la somma durante lo spoglio.

Non trattandosi, appunto, di votazioni regolamentate per legge, viene fatta salva la pari opportunità anche delle candidature in concorrenza, vista la tutela da brogli.


Cia,

montepino


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MessaggioInviato: mar ott 16, 2007 22:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 63
LA GIORNATA DI UNO SCRUTATORE DI PRIMARIE 2

Ci troviamo alle 6.45 per la formazione del seggio; le schede le avevamo vidimate sabato pomeriggio. Un vecchietto iscritto ai DS è già lì, pronto a votare.
Alle primarie di Prodi avevano votato in 890. Calcolo che, tenuto conto che s'è in Romagna, per arrivare al milione fatidico (come quello del signor Bonaventura) il nostro contributo dovrebbe assestarsi sui 350.
A differerenza dell'altra volta, non c'è il timido scrutatore del PRC. In compenso, abbiamo due ex-margheritini invece di uno solo.
La sorpresa vera è che la giornata odierna assomiglia molto a quella delle primarie prodiane. In meglio c'è l'acquisto dell'ex segretaria DS come scrutatrice: sua mamma ci porta gnocco fritto, salumi e marmellate, proprio mentre stiamo discutendo di cibi dietetici: fa perdere più calorie il sedano o i funghi?

Alla fine, tra il seggio di pianura e quello di collina, voteranno in 650 circa. Quasi tutti, ci pare, gente delle primarie prodiane.

Lezione 1. C'è un "popolo delle primarie" in assestamento, che va ben al di là degli iscritti a DS e Margherita (molti di loro, come già a quelle del '95, non vengono a votare), ma che comunque delinea un certo, pur vasto recinto.

Il Giornale di oggi titolava a tutta pagina "la truffa": i suoi inviati son riusciti a far votare più volte un minore e un immigrato. Infatti, proprio su queste due categorie, sprovviste di certificato elettorale, i controlli son più difficili. Da noi prova a votare due volte solo un burlone che simpatizza per il PD. Altri scrutatori sanno che non può votare, ma aspettano di vedere se me ne accorgo (facilis: non è sulla lista; beccato subito!). La procedura viene seguita snza sbavature, a parte il caso di un nonno foggiano in trasferta, che facciamo comunque votare (dopo aver verificato che non c'è fuori il cronista con la telecamera).
Di minori ne son venuti forse cinque, di immigrati una: una nigeriana che vede d'esser la prima che vota e si mette a ridere ("Ah! Ci son solo io?").

Lezione 2. Nel recinto delle primarie mancano, per la prospettiva che ne ho avuto io, quelli che hanno meno di trent'anni. Le presenze iniziano a essere rappresentative verso i quaranta. Al di sotto, la politica dei partiti non viene molto sentita (neanche per Prodi lo era granchè, anche se il PRC aveva portato un pò di ragazzi alle urne).

Sorpresi, vediamo che le nostre schede vanno assottigliandosi in numero. Dal borgo di collina, quasi senza abitanti, chiamano per segnalare d'essere a quota 150. Insomma, lassù, complice il fatto che tutti passano davanti al seggio durante la passeggiata, devono aver votato tutti i nostri elettori d'altura.
Arriva il momento dello spoglio. Gli elettori son stati 180 donne e 260 uomini circa. Ci sono una ventina di schede nulle per le liste regionali, i cui nomi non dicono un granchè. A memoria:
Veltroni 350, Bindi e Letta con poco più di 30 voti a testa.

Lezione 3. Anche in un elettorato consapevole e impegnato, anche per le elettrici, l'esser donna di un candidato è solo un "valore aggiunto"; un fattore di cui si tiene conto solo in seconda, terza o quarta istanza.

Le chiacchere che sento fare ai dirigenti locali sono di per sè interessanti. Anche la segretaria, assai allineata al centro del partito -come da tradizione, più forte in Romagna che altrove- parla di primarie come metodo necessario prima delle prossime consultazioni.

Lezione 4. Non solo il nostro elettorato ci sta facendo il callo, a queste consultazioni aperte, ma anche i "militanti" e i dirigenti. Cedo che una marcia indietro, a questo punto, pur possibile, sarà difficile.

Aggiungo le lezioni, qui confermate, che trassi dalle primarie prodiane. I cittadini escono volentieri di casa se:
1) li si chiama per decidere;
2) su delle domande importanti e comprensibili, a cui si possano dare risposte semplici;
3) se l'evento ha una simultaneità che, di per sè, crea una sensazione di "comunità";
4) se si chiede loro di ripagare le spese, e nulla più (magari, poi, quel di più te lo danno volentieri e volontariamente).
Insomma, se li si tratta con assoluto rispetto, da protagonisti quali meritano di essere.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mer ott 17, 2007 18:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 4675
ALTRI RESOCONTI DELLA GIORNATA AI SEGGI, si possono leggere sul blog ......
http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it/comments/1650646


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