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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Ammortizzatori sociali per commercianti e artigiani
MessaggioInviato: sab mar 08, 2008 09:50 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 168
La mia vuole essere una proposta che provochi una discussione di fattibilità. Non sono affatto un esperto del settore.

Uno dei principali stress di artigiani, commercianti e professionisti è l'insicurezza derivante dal rischio di malattie o lunghi periodi di assenza di lavoro.
"I dipendenti prendono di meno ma sono sicuri, io devo lavorare anche quando ho la febbre" si sente dire spesso.

Ora, non sarebbe possibile pensare a una forma di ammortizzatori sociali, magari nella forma di assicurazioni, che compensino per i periodi di inattività e che siano legati al giro di affari dichiarato nelle imposte?


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab mar 08, 2008 21:21 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 73
Ben volentieri vero_lombardo, Ti rispondo qui perchè mi sembra più in tema dalla Tua richiesta nella sezione " la gente non arriva a fine mese..ma và al cinema"
1) Quanto al cambio 1euro=1936 lire: posso dire con tutta certezza che io ho sempre mantenuto rigorosamente questo cambio!
Con questo non metto in dubbio che qualcheduno ne abbia approfittato facendo il cambio sbagliato 1euro=1000 lire, ma detto proprio sinceramente i negozi che praticano o che hanno praticato questa truffa di loro iniziativa mi sembrano rari e forse per pochi articoli. Mi spiego meglio, non escludo che possa essere successo, però ci tengo a precisare che a nostra volta siamo sottomessi ai prezzi che ci fanno i distributori o grossisti o fabbriche. Per assicurarmi di non sbagliarmi, diverse volte ho telefonato per chiedere al fornitore se il prezzo aumentato trovato in fattura di acquisto era giusto o se si trattava di un errore e la risposta è sempre stata che il prezzo di quel determinato articolo non era sbagliato e che gli aumenti erano giustificati. Con questo l’unica misura da adottare è quella di adeguarsi, o ce ne sono altre?
Mi sembra però di ricordare che anche molte tariffe (comunali, statali, ecc.) si siano adeguate con un cambio sbagliato.
Ma ancora, noi piccoli commercianti siamo schiacciati dalla grande distribuzione, perciò non possiamo fare prezzi di molto più alti altrimenti chiudiamo, i clienti giustamente si dirotterebbero altrove, ma non possiamo nemmeno fare prezzi più bassi sempre riguardo alla grande distribuzione, perché la chiusura sarebbe certa e per disavanzo.
Purtroppo, secondo la nostra informazione un po’ contorta, dei prezzi troppo alti si incolpano sempre i commercianti, ma secondo mè i prezzi di tutti i generi in linea di massima, li stabilisce la grande distribuzione, magari a volte con qualche ricatto verso i loro fornitori ma a volte approfittando del quasi monopolio che si sono creati, il mercato lo fanno loro e noi siamo soltanto trainati.

2) Non si può dire che tutta la nostra categoria fa fatica ad arrivare a fine mese, ma molti piccoli negozi sicuramente sì, a volte si è costretti ad arrotondare con un secondo mestiere o facendo orari indecenti o perché in famiglia esiste un’altra entrata, il nonno con una buona pensione o a volte si è costretti ad arrivare alla famigerata evasione, ma personalmente in questi casi estremi non la considero tale ma considero la pressione fiscale troppo alta, esagerata.

3) La mia attività è un classico piccolo negozio di provincia, siamo in due a lavorare a tempo pieno, io e mia moglie ed il totale di 3000 euro NETTI al mese ce li sogniamo!

4) La mia richiesta alla politica … sono tante:
a) che i grandi centri commerciali abbiano anche loro gli studi di settore e paghino le tasse in proporzione ai piccoli. Ho spedito molte email anche a politici senza avere mai una risposta. Mi piacerebbe che le tasse si pagassero in base alla merce che esce da un negozio. La quantità di merce che esce da un grande centro commerciale e le tasse che paga questo confrontato con il totale di merce di un gruppo di negozi a parità di valore e le tasse in totale che dovrebbero pagare questi ultimi secondo anche agli studi di settore; ne uscirebbero delle grosse ingiustizie!!
b) Certo la sicurezza e la certezza della pena non esiste più, ma chiederei almeno anche più giustizia. Mi hanno rifilato un assegno falso di 1000 euro, denuncia ai carabinieri, esiste un documento della persona, il riconoscimento della stessa, targa auto, numero di telefono, si sa con certezza dove abita, ma questa continua tranquillamente a truffare altre persone…..è permesso dire che questo livello di ingiustizia è indecente?
c) Chiederei una chiarezza estrema in questo groviglio di norme fiscali, a quando un testo unico che raccolga tutte le norme con certezza?
d) Che chi è trovato con le mani nel sacco come tanto per fare un esempio un certo Valentino Rossi abbia le stesse conseguenze di come le avrebbe un cittadino degli Stati Uniti.
e) Che la Guardia di Finanza quando esce, non usi sistemi militari e che controlli oltre che gli scontrini di pochi centesimi, anche parecchi politici, amministratori (bustarelle), artisti(siae), atleti, squadre di calcio, pubblicitari, ecc., ecc.

Certo anche il problema qui sopra esposto della malattia o dell'infortunio è molto importante e il Tuo suggerimento mi sembra valido.
In questo momento non mi viene in mente altro, ma sono sicuro che pensandoci bene ne uscirebbero altre.
Spero di essere stato chiaro
Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Ammortizzatori sociali per commercianti e artigiani
MessaggioInviato: dom mar 09, 2008 09:50 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
vero_lombardo ha scritto:
Ora, non sarebbe possibile pensare a una forma di ammortizzatori sociali, magari nella forma di assicurazioni, che compensino per i periodi di inattività e che siano legati al giro di affari dichiarato nelle imposte?

Assicurazioni come la "perdita di guadagno" per i lavoratori indipendenti sono previste come facoltative in tutto il mondo occidentale.
Non mi risulta che da nessuna parte siano obbligatorie.
Se qualcuno ha informazioni diverse, sarebbe interessante conoscere questi casi.
Se commercianti ed artigiani volessero gli ammortizzatori che hanno i dipendenti è prassi comune costituire una società di capitali(ne e sistono di vari tipi, anche economiche come costi di costituzione) ed esserne dipendenti.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun mar 10, 2008 08:41 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 73
Ti prego, francescopf
fammi sapere qualche nome di queste società di cui parli qua sopra! Sono interessato ..... ma ho qualche vago sospetto che si tratti di "strozzinaggio". Ma la stragrande maggioranza delle società di capitale pagano le tasse o chiudono sempre il bilancio in perdita?

Detto questo, nell'ultimo mio intervento qua sopra riguardo all'assegno falso che mi hanno rifilato, avendo scritto un pò in fretta mi sono dimenticato di precisare che grazie alla nostra giustizia:
a) La persona che mi ha rifilato l'assegno è libera di fare altre truffe senza nessuna penale (e purtroppo sò per certo che è successo ripetutamente!)
b) io ho dovuto pagare le tasse anche per il mancato incasso dei 1000.00 euro, esattamente come se fossero incassati!! Questo è l'assurdo nell'assurdo!!
Quindi, lo stipendio mensile dei 1500.00 euro che mi chiedeva vero_lombardo è assai instabile ed è difficile da determinare con certezza, vci sono queste vicissitudini, periodi che si lavora poco, rimanenze di materiale, prodotti difettosi o deteriorabili, ecc.
Grazie


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