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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Una ricetta a prova di debito. La lezione svizzera.
MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 16:33 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 1
Perchè non utilizzare le monete complementari o metodi di compensazione creditizia per aiutare i cittadini e gli imprenditori in crisi di liquidità come avviene in svizzera canada, stati uniti, germania, giappone..
Un esempio ben riuscito è la WIR bank Svizzera, dopo la crisi del 1929 la situazione era tanto drammatica che un gruppo di 16 imprenditori, motivati dalle teorie dello studioso tedesco-argentino Silvio Gesell1, decise di unirsi in un circolo economico.
Per ovviare alla mancanza di liquidità decisero quindi di utilizzare un sistema di compensazione di crediti e debiti non basato sulla moneta ufficiale ma da una moneta alternativa, il WIR.
Questa, in quanto pensata da imprenditori per imprenditori, non prese la forma
di carta moneta bensì di voce di contabilità. In altre parole, i crediti derivanti dalle vendite venivano
direttamente usati per controbilanciare i debiti derivanti dagli acquisti, senza l’utilizzo di una
moneta convenzionale. Questo poteva avvenire in virtù del fatto che il WIR era un’associazione
organizzata di piccole e medie imprese commerciali disposte a ricevere pagamenti e pagare in
moneta Wir. Un altro peculiare aspetto del WIR è che nei primi anni d’introduzione ed impiego
questa moneta creditizia virtuale fosse gravata da interesse negativo (demurrage).
In effetti, i WIR perdevano valore ad intervalli stabiliti di tempo, facilitandone così la circolazione e
rendendo inutile l’accumulazione. L’iniziativa ebbe un successo incredibile, basti pensare che oggi
movimenta circa 3 bilioni di WIR (non convertibili ma equivalenti ai franchi svizzeri) e raggruppa
un quarto delle piccole e medie imprese svizzere (circa 82.000 imprese con al massimo 200
dipendenti). La Banca WIR si è quindi sviluppata, ma è rimasta fedele a molti dei principi che ne
motivarono la nascita il secolo scorso. Uno dei principi che è stato abbandonato è quello
dell’interesse negativo. Oggi la Banca WIR fa pagare interessi molto bassi sui crediti e non paga
alcun interesse sui depositi. Il WIR rimane quindi un sistema per natura non cumulativo e/o
speculativo, fondato sulla circolazione del credito. Nonostante sia gravato da interesse (si parla di
tassi dall’1 all’1.75% quindi ben al di sotto dei tassi ufficiali) è stato ampiamente provato che il
credito emesso in WIR aiuti l’economia locale e ne aumenti la stabilità economica. Inoltre grazie al
particolare assetto della Banca WIR (che funziona come una vera e propria piattaforma di contatti
commerciali fra soci) si creano tutti i presupposti per un generale aumento del giro d’affari di tutti
gli associati. E' importante notare a questo punto che il credito WIR è emanato e garantito da
ricchezza reale (la capacità produttiva dei soci) e non è gravato da interesse all’origine (come per
esempio il credito in franchi offerto dalle normali banche commerciali secondo i dettami della
Banca Centrale Svizzera).
Un esempio pratico:
Per spiegare meglio i vantaggi di un sistema come quello del WIR ci serviremo ora di un esempio
reale. A Zurigo c’ è un ristorante di nome “Schloessli” che fa parte del circolo WIR. Questo è subito
chiaro dall’ingresso stesso del ristorante dove, affianco agli adesivi delle carte di credito più
conosciute, c’è il logo del WIR. E' infatti possibile pagare parte se non tutto il conto in WIR.
Secondo il proprietario, il signor Tekaia, l’appartenenza al sistema di compensazione creditizia del
WIR oltre ad avere evidenti vantaggi in termini di liquidità, è un forte mezzo di marketing. Chi fa
parte del circuito WIR tende sempre e comunque a spendere i WIR, anziché franchi (dato che non
portano guadagni da deposito), e per spenderli, deve per forza spenderli all’interno del circuito. Il
signor Tekaia per esempio non solo paga in WIR l’affitto del ristorante, ma anche i suoi fornitori di
carne e quelli di vino. Quando ha bisogno di qualcosa come un PC nuovo o un’assicurazione,
controlla sempre nell’elenco WIR, alla ricerca di chi offre tale merce o servizio pagabile in WIR.
Ma cosa spinge allora un affittuario ad accettare affitti in WIR quando i costi fissi (energia, tasse)
sono da pagare in franchi? La domanda è più che pertinente. La risposta sta nel sistema creditizio.
Immaginiamo che un palazzo costi un milione di franchi e l’acquirente disponga solo del 20% della
somma. In quanto membro del circuito WIR egli può chiedere due mutui per rispettivamente il 40%
in franchi (al 4 %) ed il 40% in WIR (al 1.75%). In questo modo avrà il vantaggio di dover pagare
molti meno interessi del normale e tutto l’interesse ad accettare pagamenti in WIR. Una parte dei
locali verrà quindi affittata ad aziende o privati che paghino in franchi, quindi partecipanti alla
normale e comune vita economica svizzera, e che permettano così al padrone di casa di pagare le
tasse ed i costi fissi dell’immobile. Uno o più locali del palazzo verrà, come nel caso del ristorante
“Schloessli”, affittato ad un membro del circuito che a sua volta avrà interesse ad accettare
pagamenti in WIR per poter pagare il suo affitto. Il circolo è così chiuso e l’emissione di moneta
debito alquanto ridotta.
Jacopo Saladini.
ringrazio Di Piero Sanna


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 Oggetto del messaggio: Una ricetta a prova di debito. La lezione svizzera.
MessaggioInviato: ven mar 07, 2008 01:02 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 11
Mi pare di capire che tutto il marchingegno sarebbe tranquillamente inutile nel caso di tassi di interesse molto bassi.
Dal punto di vista dei debitori.
Però un'economia globalizzata non può tenere artificiosamente bassi i tassi.
E chi presta a tassi più bassi del mercato ci perde, quindi è un metodo non efficente di allocazione economica.


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 Oggetto del messaggio: monete complementari a Napoli
MessaggioInviato: dom mar 09, 2008 22:48 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:11 pm
Messaggi: 1
A Napoli esiste già un progetto di monete complementari
www.progettoscec.com - scec è lìacronimo di sconto che cammina, conta oltre 1500 iscritti e circolano più di centomila scec in città, che equivalgono ad altrettanti euro. Nel circuito scec si può comprare di tutto, vi sono moltissime attività commerciali, artigianali e e liberi professionisti, come medici, avvocati, consulenti, idraulici, elettricisti, ristoranti, alimentari, abbigliamento ecc. Gli scec aiutano l'economia risolvendo in parte la crisi di liquidità, creando anche nuovi posti di lavoro. L'iscrizione al circuito è gratuita, ed è un bell'esempio di organizzazione dal basso. Il meccanismo funziona in modo semplicissimo: all'atto dell'iscrizione si ricevono 100 scec, ( l'associazione fa emissioni periodiche ) che possono essere spesi nel circuito in quota percentuale. Le attività commerciali iscritte offrono uno sconto, per esempio del 20%, quindi chi compra i suoi prodotti pagherà la merce/servizi all'ottanta per cento in euro e il 20 in scec ( i tagli sano da 1/2 - 1 - 2 - 5 - 10 scec ), il commerciante potrà utilizzare gli scec incassati per i propri acquisti dasi fornitori o altri commercianti del circuito. In questo modo gli scec girano all'infinito remunerando merci e servizi. In ultima analisi il tutto costa almeno un 20% in meno, senza penalizzare chi vende. Il progetto ha avuto un tale successo in pochi mesi che si sta replicando in tutta italia, sono lameno venti le città interessate, che si sono consorziate tra di loro, permettendo anche scambi al di fuori del mercato locale, c'è interesse anche all'estero sul progetto. comunque ne hanno parlato giornali e televisioni, a tal proposito si veda la rassegna stampa sul sito, e i servizi filmati di RAI1 RAI e RAI3, sempre sul sito

Saluti Nello


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