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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: POLITICHE FISCALI
MessaggioInviato: ven feb 15, 2008 23:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 2
In merito all'enorme evasione fiscale nel nostro paese soprattutto localizzata nei settori delle attività indipendenti, io ho l'impressione che NON CI SIA LA SERIA VOLONTA' di intervenire perchè si teme la perdita di voti da quei settori.
Io non capisco come possa essere impossibile con gli strumenti odierni disponibili, verificare ed incrociare seriamente tutte le dichiarazioni dei redditi.
Come ad ogni cittadino quotidianamente capita la mancata emissione di qualche scontrino fiscale immagino che succeda la medesima cosa anche ai pubblici ufficiali ma non si ha mai notizia di interventi conseguenti.
Allora io dico che tutte le scelte mirate a favorire o a convincere gli evasori a fare dichiarazioni consone non possono essere disgiunte da contemporanei controlli fiscali ferrei.

Grazie


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MessaggioInviato: dom feb 17, 2008 23:47 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 352
Il governo Prodi ha lavorato bene sul versante dell'evasione fiscale è risultati si continuano a vedere. 8)

Da repubblica

ROMA - La lotta all'evasione fiscale segna un nuovo importante successo. I giudici tributari della Commissione provinciale di Belluno hanno dato ragione all'Agenzia delle Entrate, respingendo il ricorso presentato dalla Leofin. Leonardo Del Vecchio, presidente di Luxottica e azionista di maggioranza della società, dovrà quindi versare nelle casse dell'erario 20,43 milioni di imposte evase, sanzioni comprese.
Le irregolarità accertate dagli 007 fiscali riguardano imposte non pagate per gli anni 1997 e 1998. Per scoprirle è stato necessario un meticoloso lavoro di indagine svolto in collaborazione con l'amministrazione finanziaria tedesca. Per eludere le norme italiane la Leofin aveva messo insieme un complesso meccanismo di società cosiddette 'esterovestite'. In pratica, imprenditori bellunesi detenevano ingenti pacchetti azionari di importanti società italiane e avevano costituito una società in Germania allo scopo di farvi confluire tali pacchetti azionari, comprese le plusvalenze e i dividendi realizzati, unicamente per trarre vantaggio dal favorevole regime esentasse previsto dall'ordinamento tedesco.
I funzionari delle Entrate sono riusciti però a dimostrare come tutte le decisioni della società tedesca continuavano a essere prese nel nostro paese da amministratori italiani che erano appunto proprietari dei pacchetti azionari trasferiti all'estero. Per effetto della sentenza della Commissione tributaria di Belluno, la società controllata da Del Vecchio dovrà versare al fisco 7,5 milioni di euro ai fini Irpeg, 2 milioni ai fini Ilor ed oltre 11 milioni di sanzioni per un totale di quasi 20,5 milioni.
Secondo la prestigiosa rivista Forbes, nella classifica del 2007, con un patrimonio netto stimato intorno agli 11,5 miliardi di dollari, Del Vecchio è il secondo uomo più ricco d'Italia, dopo Berlusconi, mentre si colloca alla 52esima posizione tra i Paperoni del pianeta. Risultato raggiunto soprattutto grazie ai proventi di Luxottica, azienda leader nella produzione di occhiali di lusso e da sole al quale fanno capo ormai quasi tutti i marchi più famosi del mondo.
17/02/2008 - 12:45


Saluti Maury


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MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 16:51 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 352
FISCO: ORNELLA MUTI NEI GUAI, DEVE OLTRE 2 MILIONI DI EURO
ROMA - Finisce nella rete dei controlli fiscali l'attrice Ornella Muti, al secolo Francesca Romana Rivelli. La Commissione tributaria provinciale di Roma l'ha recentemente condannata, in primo grado, a pagare circa un milione di euro per evasione fiscale. I fatti risalgono agli anni 1995-1998. Secondo quanto si apprende, l'attrice sarebbe stata raggiunta in queste settimane da un nuovo accertamento fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate, questa volta per gli anni immediatamente successivi (1999 e 2000), dal quale, secondo quanto si apprende risulterebbe un debito fiscale, tra imposte evase e sanzioni di ulteriori 1,3 milioni di euro. Tornando alla condanna, i giudici hanno contestato all'attrice di avere portato in quegli anni la residenza a Montecarlo per non pagare le tasse e hanno dunque respinto il ricorso che Ornella Muti aveva fatto contro l'accertamento Irpef delle Entrate.

Ornella Muti aveva dunque deciso nel 1994 di trasferire la propria residenza a Montecarlo. Per chi lavora nel mondo dello spettacolo non è difficile dimostrare di prestare la propria attività lavorativa fuori dall'Italia. Ma né questo fatto né "la pretesa relazione sentimentale della attrice con un soggetto francese", visto che la Muti aveva divorziato dal marito, sono riusciti a convincere il giudice tributario. L'esistenza in Italia di "una dimora stabile destinata ad ospitare stabilmente i figli della signora Rivelli - hanno sentenziato i giudici - e l'assunzione di una baby-sitter costituiscono indici obiettivi che valgono a radicare sul territorio italiano la presenza della ricorrente". Riscorso dunque respinto e una condanna di circa 1 milione di euro. L'attrice ora puo ricorrere in appello, dovendo rispondere contemporaneamente però al nuovo accertamento fiscale secondo il quale l'attrice dovrebbe sborsare al fisco ancora 1,3 milioni. Dopo aver scandagliato la posizione per il quadriennio 1995-1998, ora l'agenzia delle Entrate infatti sta setacciando la posizione fiscale degli anni successivi, dalla quale risulterebbe una Ornella Muti recidiva.



ORNELLA MUTI TRA EVASORI VIP CON CASA MONTECARLO
di Manuela Tulli

Dopo Valentino Rossi, Lele Mora, Leonardo Del Vecchio, Mario Cipollini, un altro vip finisce nelle maglie del fisco. Questa volta accusata di evasione fiscale è l'attrice Francesca Romana Rivelli, conosciuta da tutti come Ornella Muti. La bellissima del cinema italiano, oltre dieci anni fa, aveva trasferito la residenza a Montecarlo. Una decisione che non ha convinto l'Agenzia delle Entrate e neanche la Commissione tributaria di Roma che confermando gli accertamenti del fisco l'ha condannata, in primo grado, a pagare circa 1 milione di euro. Ma l'attrice risulterebbe recidiva tanto che da accertamenti fiscali di queste settimane risulterebbe un nuovo debito con l'erario, tra imposte evase e sanzioni, di ulteriori 1,3 milioni. Da Londra a Montecarlo si allunga dunque la lista dei vip che sceglie di trasferire la residenza all'estero per non pagare le tasse in Italia. Nel caso di Ornella Muti poi era possibile affermare che il suo lavoro la portava a continui spostamenti e anche una pluralità di luoghi dove svolgere il proprio mestiere. Diligentemente l'attrice si era iscritta anche all'anagrafe dei residenti all'estero. Ma tutto questo non è stato convincente né per l'Agenzia delle Entrate, che ha effettuato un accertamento Irpef per il quadriennio 1995-1998 né per i giudici tributari che, respingendo il ricorso presentato dalla Muti, hanno confermato la condanna per circa un milione di euro.

L'attrice sembrerebbe recidiva e, secondo quanto si apprende, scandagliando la sua posizione fiscale per gli anni successivi (1999 e 2000) l'Agenzia delle Entrate avrebbe scoperto nuovi inadempimenti fiscali. Il conto in questo caso sarebbe di 1,3 milioni di euro. Tornando alla condanna, elemento decisivo, leggendo la sentenza, sarebbe stata la presenza in Italia dei figli dell'attrice. Più importante della "pretesa relazione sentimentale dell'attrice con un soggetto francese"; una relazione non dimostrata e comunque "del tutto ininfluente", sono parole dei giudici, se paragonata al rapporto con i figli. L'esistenza in Italia di "una dimora stabile destinata ad ospitare stabilmente i figli della signora Rivelli - si legge nella sentenza - e l'assunzione di una baby-sitter costituiscono indici obiettivi che valgono a radicare sul territorio italiano la presenza della ricorrente". Scandagliati poi tutti i movimenti, dalle spese con la carta di credito ai viaggi in aereo: alla fine l'attrice risultava ritornare sempre a Roma. Frequenti poi, sempre in quegli anni, le comparsate alla nostra tv o il ruolo in film nazionali, le partecipazioni alle sfilate di stilisti italiani o a convention pubbliche, sempre in Italia. "In definitiva, dagli indici obiettivi risulta evidente - conclude il giudice - che la ricorrente si deve ritenere avere stabile dimora nel territorio italiano, sul quale deve essere fissata la sua residenza a fini fiscali". La sentenza è di primo grado e l'attrice può ricorrere in appello, sapendo che contemporaneamente c'é un nuovo accertamento del fisco che batte cassa.
(manuela.tulli@ansa.it).

Un grazie al governo Prodi 8)

Saluti Maury


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