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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Aboliamo il canone Rai
MessaggioInviato: mar nov 06, 2007 21:51 pm 

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Per decreto.
Senza indugiare, senza addurre motivazioni di difesa de che?
Snellire l'elefante Rai.
Magari vendere unilateralmente un canale.
Ma magari trovare chi se lo compra.
Ma chi se ne frega se Berlusconi ha tre canali....
Non venite a parlarmi di ingenuita'.
Ci vuole un segnale di rinnovamento?
Eccolo: il cittadino risparmia, la qualità televisiva non peggiora tanto più peggiore di così è quasi impossibile, tagliamo una montagna di stipendi a ruba, Consigli di Amministrazione che si dissolvono al sole. La rai è una televisione brutta fatta da chi è convinto che chi la guarda è brutto dentro.
Pari pari come la televisione commerciale.


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 Oggetto del messaggio: Re: Aboliamo il canone Rai
MessaggioInviato: mar nov 06, 2007 22:06 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Francisturner ha scritto:
Per decreto.
........


Il canone per la televisione pubblica si paga in tutti i paesi europei.

E per notizia abbiamo il canone più basso del resto d'Europa.

Saluti Perrynic


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 Oggetto del messaggio: aboliamo il canone rai
MessaggioInviato: mar nov 06, 2007 22:18 pm 

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http://www.utelit.it/aboliamo.asp


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 Oggetto del messaggio: Re: aboliamo il canone rai
MessaggioInviato: mer nov 07, 2007 00:07 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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Francisturner ha scritto:
http://www.utelit.it/aboliamo.asp


Stai sicuro che voteranno quella petizione 50.000 evasori che già non pagano il canone.

Vi piace vincere facile!!!!

Saluti Perrynic


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MessaggioInviato: mer nov 07, 2007 10:08 am 

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Spero che il PD non seguirà nè l'andazzo di sempre nè la proposta del ministro Gentiloni,che dimostra che sulla RAI la politica non vuole togliere le mani,inventandosi società di controllo che poi alla fine si riducono in posti succulenti per i soliti amici.

Sono dell'avviso che una rete vada venduta e con i danari che si ricavano si rimodernano le altre 2.

Un'altra rete deve essere tutta commerciale,dove chi vuole potrà vedere le varie isole dei famosi e con i soldi che si ricavano si finanzia la 3a rete, che deve essere tutta indirizzata all'informazione,alla cultura ecc, senza far pagare il canone ai cittadini.

Un paese normale e liberale questo dovrebbe fare;sarà in grado il PD di fare scelte di questo genere?

Dubito, la cultura che permea DS e Margherita non si differenzia,quando si parla di RAI,da AN o UDC.

Ciao,Paolo


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 13:48 pm 

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E' stato più volte sostenuto da autorevoli personalità e con argomenti giuridicamente incontrovertibili l'incostituzionalità del canone RAI; l'altro giorno insieme a tanti milioni d'italiani stavo vedendo la partita dell'Italia vs Scozia ma non riuscivo a vedere il replay delle azioni perchè venivano oscurati dalla pubblicità. Ora si da il caso che per un numero di passaggi pubblicitari pressochè simili altri imprenditori riescano a fare fatturati (e utili) da capogiro. Succede anche che un tizio venuto dal Nord aveva portato l'azienda in utile ma mandato via questo e tornata alla gestione consociativa la RAI acquistava una sede a NEW YORK per un importo circa pari all'utile di bilancio dell'anno solare precedente.
Che dire, i fatti parlano da soli.
Il mio parere è: togliere del tutto la pubblicità su un canale dove verrebbe fatta cultura, informazione e sport facendo pagare il canone ma a ragione di bilancio. Gli altri canali che possono essere anche enne si autofinanziano come tutte le altre reti private.


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 Oggetto del messaggio: A proposito
MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 15:14 pm 

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Ma avete visto cosa sta succedendo con il casino delle intercettazioni.
Roba da chiodi!!!!
Ripeto, buttare tutto alle ortiche sarebbe la cosa più saggia da fare, ma visto che siamo in Italia mi basterebbe attuare alcune di quelle cose sagge che ho letto nelle risposte precedenti....
La Rai è una suburra.
E' Sottogoverno.
Il più malgovernato e demenziale che possa esistere.
Magari essere all'epoca dei Nani e Ballerine.
Scelte chiare, decise, eticamente inattaccabili.
E fuori i leccaculo che si definiscono giornalisti e dirigenti Rai.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 15:21 pm 

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A mio parere ci vorrebbe un po' di responsabilità anche da parte di chi fa televisione... Che Simona Ventura si prenda milioni di euro ogni anno anche grazie al mio canone mi da' un po' fastidio... se ognuno riuscisse a rinunciare a "un qualcosa" secondo me potrebbe far sì già di diminuire il canone...

Ciao
Carlo


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MessaggioInviato: mer nov 28, 2007 12:51 pm 

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Freedom73 ha scritto:
A mio parere ci vorrebbe un po' di responsabilità anche da parte di chi fa televisione... Che Simona Ventura si prenda milioni di euro ogni anno anche grazie al mio canone mi da' un po' fastidio... se ognuno riuscisse a rinunciare a "un qualcosa" secondo me potrebbe far sì già di diminuire il canone...

Ciao
Carlo


La responsabilità vale per chi amministra (dirigenti, amministratore del., presidente) non per chi svolge prestazioni professionali: in questo caso vale la legge di mercato perchè se Ventura guadagna 100 è veritiero che la RAI incassa almeno 1000 dalla pubblicità che raccoglie grazie a Ventura (e non, purtroppo per me, grazie Fabry617); questo ragionamento vale per tutti i settori (ad es. lo sport, il cinema, etc.):dove c'è audience c'è reddito e dove c'è reddito ne beneficia anche chi contribuisce a crearlo. Io non sto giustificando il sistema, lo sto solo fotografando. L'unico modo per evitare il lievitare dei compensi è il cartello oligopolistico (che mi sembra disdicevole).


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MessaggioInviato: ven nov 30, 2007 01:09 am 

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Messaggi: 1335
fabry617 ha scritto:
Freedom73 ha scritto:
A mio parere ci vorrebbe un po' di responsabilità anche da parte di chi fa televisione... Che Simona Ventura si prenda milioni di euro ogni anno anche grazie al mio canone mi da' un po' fastidio... se ognuno riuscisse a rinunciare a "un qualcosa" secondo me potrebbe far sì già di diminuire il canone...

Ciao
Carlo


La responsabilità vale per chi amministra (dirigenti, amministratore del., presidente) non per chi svolge prestazioni professionali: in questo caso vale la legge di mercato perchè se Ventura guadagna 100 è veritiero che la RAI incassa almeno 1000 dalla pubblicità che raccoglie grazie a Ventura (e non, purtroppo per me, grazie Fabry617); questo ragionamento vale per tutti i settori (ad es. lo sport, il cinema, etc.):dove c'è audience c'è reddito e dove c'è reddito ne beneficia anche chi contribuisce a crearlo. Io non sto giustificando il sistema, lo sto solo fotografando. L'unico modo per evitare il lievitare dei compensi è il cartello oligopolistico (che mi sembra disdicevole).


Non sono d'accordo... Mentre nello sport se Berlusconi vuole investire 100 milioni di euro per il milan per guadagnarne poi 1000 ti do' perfettamente ragione. Nel caso della RAI, a mio parere, le "Venture" del caso dovrebbero pensarci un po' su prima di firmare contratti milionari perchè i soldi che si prendono sono soldi pubblici!!!!

Ciao
Carlo


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MessaggioInviato: ven nov 30, 2007 09:32 am 

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Devo fare ammenda e rivedere il mio precedente intervento: la RAI è una azienda pubblica (proprietà) ma opera, in qualità di Società per Azioni, in regime di diritto privato assoggettata alle norme del codice civile e alle leggi economiche di mercato (si chiama, precisamente, RAI Radiotelevisione Italiana SpA). La differenza, rispetto ad altri mercati, è che quello radiotelevisivo è un mercato protetto, soggetto a concessione delle frequenze da parte dello Stato (ma sembra che in futuro sarà liberalizzato con il digitale). Tu cosa proponi, di rimettersi al buonismo dei personaggi televisivi? Io mi sono rimesso al buonismo dell'amministratore del mio condominio e non ho avuto risultati. Allora, visto che il mercato radiotelevisivo è sottoposto a concessione (ovvero non è un mercato libero) il ministro di competenza può intervenire e porre tetti, limitazioni, regole anche per i compensi dei professionisti. Questo però pone un altro quesito: che Italia vogliamo?


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MessaggioInviato: ven nov 30, 2007 10:12 am 

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fabry617 ha scritto:
Allora, visto che il mercato radiotelevisivo è sottoposto a concessione (ovvero non è un mercato libero) il ministro di competenza può intervenire e porre tetti, limitazioni, regole anche per i compensi dei professionisti. Questo però pone un altro quesito: che Italia vogliamo?

Mi pare che i tetti pubblicitari esistano già.
Il sistema come tutti i sistemi è quindi vincolato da risorse limitate (canone e raccolta pubblicitaria) in concorrenza con altri, sempre in presenza di risorse limitate.
All'interno dei vincoli forse l'unica cosa che puo' crescere è il costo della pubblicità, non le ore trasmesse, a meno di estendere drasticamente i canali TV (ma gli spettatori sono sempre quelli ed i consunatori di prodotti pubblcizzati pure). Ovviamente conduttori che possono avere piu' share, a cui collegare pubblicità piu' cara, è normale che vadano pagati di piu'.
Altrimenti vanno a lavorare altrove. Dove sta il problema? Vediamo quanto sono pagati i giocatori di calcio, i piloti di formula uno.

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: ven nov 30, 2007 11:35 am 

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Il modello di una rete pubblica c'è è funzionate,ha successo e si chiama SKYTG24.

Chi non pagherebbe il canone per una rete pubblica con quel servizio:un TG ogni 15 minuti,aggiornamenti continui ed approfondimenti sui temi cruciali della giornata?

Invece la politica che rincorre solo una RAI asservita al potere,sparge nebbia sui cittadini e propone di tutto,meno la cosa più utile.

Ho già scritto qualche proposta(non mia ma di G.Sartori)ma basterebbe una legge che vieti di possedere più di 2 canali e RAI e Mediaset dovrebbero venderene uno a testa,aprendo ad altri soggetti economici,rilanciando la pluralità dell'informazione.

Basta con i giochetti di palazzo utili solo alla casta ed al sindacato di categoria che ovviamente vuole una RAI così com'è.

Paolo


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun dic 03, 2007 15:36 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Il fatto è che lo sport non è soggetto a concessione, la televisione si; quindi mentre il calciatore (o il pilota, giocatore di golf, etc.) che percepisce stipendi milionari desta indignazione morale, nella televisione (che è roba dello Stato in quanto concessione di diritto amministrativo)un comportamento del genere suscita anche una indignazione di tipo politico (in fondo siamo noi cittadini che acconsetiamo che avvenga ciò, non il mercato).

Per quanto concerne Sky...mi riappacifica con mediaset (se mai ce ne fosse stato bisogno!): qui so che è l'editore, come la pensa, quali sono le linee politiche dei vari presentatori-giornalisti. Sky, chi sono costoro????


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar dic 04, 2007 09:44 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 2624
Se hai la possibilità vedi SkyTG24.

Cosa significa non sapere come la pensano gli editori Sky? E' il modello che Sky propone che va osservato;quello è utile per capiro come dovrebbe funzionare una rete pubblica.

Paolo


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