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MessaggioInviato: mer nov 21, 2007 09:31 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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per campagna.alice.it
Oltre ad essere agevolate ed ultraprotette in tutti i modi dalle nostre amministrazioni in certe zone, le cooperative sono in diretta concorrenza fortemente sleale verso gli altri operatori privati! Come la mettiamo?
Grazie


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MessaggioInviato: mer nov 21, 2007 10:36 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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sole64 ha scritto:
Come la mettiamo?

...che non conosci che cos'è una cooperativa...

:wink:


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MessaggioInviato: mer nov 21, 2007 16:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Icrociatore,
non conosco cosa è una cooperativa? Mio padre era magazziniere in una cooperativa oltre 50 anni fà, quando nel commercio c'era un pò più di serietà e le cooperative svolgevano veramente la funzione di mutualità!
Ora mi trovo le cooperative che sono diventate dei colossi finanziari e svendono la merce che vendo io al prezzo di costo o spesso sottocosto, senza pagarci sopra un centesimo di tasse! Poi agli occhi dell'opinione pubblica gli evasori e ladri siamo noi piccoli commercianti! Fin che dura questa situazione, andiamo avanti così!
Grazie


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MessaggioInviato: gio nov 22, 2007 10:32 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Paolofiorito hai ragione,
siamo completamente fuori tema, scusatemi, ma da pochissimo tempo mi sono fiondato in questo forum e non ho ancora capito bene i meccanismi, ma quando ho visto la parola coop presentata angelicamente come il meglio di ogni cosa, istintivamente sono intervenuto.
Quanto l'8 per mille non sono documentato, ma se mi ricordo bene, se non viene scelto la destinazione i fondi dovrebbero andare allo stato con l'obbligo di destinarli ad enti caricatevoli.
Grazie


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 09:26 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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sole64 ha scritto:
Icrociatore,
non conosco cosa è una cooperativa? Mio padre era magazziniere in una cooperativa oltre 50 anni fà, quando nel commercio c'era un pò più di serietà e le cooperative svolgevano veramente la funzione di mutualità!
Ora mi trovo le cooperative che sono diventate dei colossi finanziari e svendono la merce che vendo io al prezzo di costo o spesso sottocosto, senza pagarci sopra un centesimo di tasse! Poi agli occhi dell'opinione pubblica gli evasori e ladri siamo noi piccoli commercianti! Fin che dura questa situazione, andiamo avanti così!
Grazie

Beh... credo che la concorrenza ai piccoli commercianti non sia prerogativa della cooperazione... anzi (vedi Esselunga)... il mondo cooperativo, unico ad averlo fatto, ha cercato delle risposte anche a questo creando consorzi di piccoli commercianti, gruppi di acquisto che permettessero un potere contrattuale più forte con i fornitori... certo non ha fatto spionaggio industriale (vedi Esselunga)...

Quanto alla cooperazione, anche se siamo evidentemente fuori tema, se ne era già parlato qui... ovviamente fuori tema...
http://www.ulivo.it/forum/viewtopic.php ... 64#1510464
http://www.ulivo.it/forum/viewtopic.php ... 90#1510490

ciao


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 09:41 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Quanto all'idea comune che la cooperazione per svolgere la sua funzione "sociale" debba essere necessariamente "piccola" è un dannato errore instillato da una mentalità prodotta da un capitalismo malato.

La riterrai di parte, ma leggitela lo stesso... è un'interessante intervista all'economista Zamagni sul sito della Coop.

Intervista a Zamagni


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 Oggetto del messaggio: 8 per mille
MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 11:07 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 18
sole64 ha scritto:
Paolofiorito hai ragione,
siamo completamente fuori tema, scusatemi, ma da pochissimo tempo mi sono fiondato in questo forum e non ho ancora capito bene i meccanismi, ma quando ho visto la parola coop presentata angelicamente come il meglio di ogni cosa, istintivamente sono intervenuto.
Quanto l'8 per mille non sono documentato, ma se mi ricordo bene, se non viene scelto la destinazione i fondi dovrebbero andare allo stato con l'obbligo di destinarli ad enti caricatevoli.
Grazie


Purtroppo questo è quello che gran parte degli italiani pensano. MA NON E' COSI'.
Io ho destinato ESPRESSAMENTE il mio 8%° allo Stato ma grazie alla legge attuale è andato per l'89 per cento alla Chiesa Cattolica e solo per il 9 per cento allo Stato.
Se non avessi effettuato la scelta, la destinazione percentuale sarebbe stata la stessa!!!
Questa è la legge attuale.
Se non ci credi informati (credo che dovrebbero farlo tutti).


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 11:49 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Per icrociatore

Anche se siamo fuori tema, non mi hai risposto!
Intanto stai tranquillo, faccio parte di un consorzio o gruppo di acquisto, ma devo precisare che non è stato creato dalle cooperative, ma da noi commercianti stessi, unendoci a nostre spese, rischio e pericolo, di conseguenza i prezzi di acquisto sono molto simili a quelli dei grandi centri di distribuzione.
Ciò che mi preme mettere in chiaro ancora una volta è confrontare le tasse esagerate che paghiamo noi piccoli commercianti e quelle che pagano le coop in proporzione alla merce che esce dalla porta principale. Per le coop (e le grandi distribuzioni) in barba a qualsiasi forma di giustizia o eguaglianza, non esistono studi di settore perciò possono vendere anche al prezzo di costo o sottocosto (per pubblicità, giornalini o prezzi civetta) senza pagare tasse su questa merce o addirittura possono avere un rimborso IVA! Poi non capisco perché in un mondo così globalizzato di libero commercio, esistano ancora agevolazioni a prezzi bassi (da un confronto fatto da me stesso mi sembrano prezzi di costo e senza iva) riservate ai soli soci coop (in certe zone quasi tutti), mi sembra di paragonarli alle tessere per il pane di vecchia memoria.
Merito della “bontà” del nostro attuale governo gli studi di settore sono stati pure “aggiornati” aumentandoli! Ora non mi rispondere che questi studi di settore sono soltanto indicativi, e che se posso documentare che non riesco a centrare i parametri posso stare tranquillo, perché se arriva un controllo molto probabile della finanza con quell’ingarbuglio di leggi che ci troviamo, di sicuro trovano qualche cosa di non regolare, qualche stupidaggine, ad esempio che ti manca un cartellino esposto, oppure il display del registratore di cassa che è poco visibile o tanto altro simile per appiopparti delle sanzioni!
Prometto che questo sarà l’ultimo intervento fuori tema, ma mi prudevano le mani…
Grazie


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 13:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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sole64 ha scritto:
Per icrociatore

Anche se siamo fuori tema, non mi hai risposto!
Intanto stai tranquillo, faccio parte di un consorzio o gruppo di acquisto, ma devo precisare che non è stato creato dalle cooperative, ma da noi commercianti stessi, unendoci a nostre spese, rischio e pericolo, di conseguenza i prezzi di acquisto sono molto simili a quelli dei grandi centri di distribuzione.
Ciò che mi preme mettere in chiaro ancora una volta è confrontare le tasse esagerate che paghiamo noi piccoli commercianti e quelle che pagano le coop in proporzione alla merce che esce dalla porta principale. Per le coop (e le grandi distribuzioni) in barba a qualsiasi forma di giustizia o eguaglianza, non esistono studi di settore perciò possono vendere anche al prezzo di costo o sottocosto (per pubblicità, giornalini o prezzi civetta) senza pagare tasse su questa merce o addirittura possono avere un rimborso IVA! Poi non capisco perché in un mondo così globalizzato di libero commercio, esistano ancora agevolazioni a prezzi bassi (da un confronto fatto da me stesso mi sembrano prezzi di costo e senza iva) riservate ai soli soci coop (in certe zone quasi tutti), mi sembra di paragonarli alle tessere per il pane di vecchia memoria.
Merito della “bontà” del nostro attuale governo gli studi di settore sono stati pure “aggiornati” aumentandoli! Ora non mi rispondere che questi studi di settore sono soltanto indicativi, e che se posso documentare che non riesco a centrare i parametri posso stare tranquillo, perché se arriva un controllo molto probabile della finanza con quell’ingarbuglio di leggi che ci troviamo, di sicuro trovano qualche cosa di non regolare, qualche stupidaggine, ad esempio che ti manca un cartellino esposto, oppure il display del registratore di cassa che è poco visibile o tanto altro simile per appiopparti delle sanzioni!
Prometto che questo sarà l’ultimo intervento fuori tema, ma mi prudevano le mani…
Grazie

ma che c'entra la Coop? le tue rimostranze sono nei confronti della grande distribuzione... perché come obiettivo solo la Coop?

La Coop, all'interno della grande distribuzione paga le imposte che pagano tutti gli altri... e a differenza di tutti gli altri ha vincoli precisi che altri non hanno...

Le imposte che paga Coop

Ti ricordo che le mie osservazioni erano riferite al fatto che tu sostieni: Oltre ad essere agevolate ed ultraprotette in tutti i modi dalle nostre amministrazioni in certe zone, le cooperative sono in diretta concorrenza fortemente sleale verso gli altri operatori privati! »... ora ti lamenti degli studi di settore (e puoi anche avere delle ragioni)... ma questo con la cooperazione c'entra un tubo... per cui a te sarà parso che non ti ho risposto, in effetti io l'avevo fatto... era la tua domanda che era mal posta...

ps - se trasformassi anche tu la tua attività da azienda di persone ad azienda di capitali... con una SRL, ad esempio... avresti lo stesso effetto con gli studi di settore... credo.


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MessaggioInviato: dom nov 25, 2007 19:59 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 301
:shock:
Ma... il Vaticano che fine ha fatto? l'ha comprato la coop?

A parte scherzi credo che non è possibile partire da un argomento e parlare di un altro.

Il Vaticano, Stato Extracomunitario inglobato in Roma gode di privilegi (diretti e tramite la CEI) inaccettabili in QUALSIASI Stato Democratico.
Questo non significa che si l'unico privilegio ingiustificato esistente in Italia, ma il fatto che ce ne siano altri non autorizza nessuno a far passare una serie di privilegi per diritti.
8)


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 Oggetto del messaggio: ritorniamo al tema
MessaggioInviato: lun nov 26, 2007 18:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 18
Concordo con l'ultimo messaggio.
Chiedo al moderatore di spostare tutta la discussione sulle cooperative bianche e rosse in un forum dedicato e di ricominciare a trattare l'argomento di questo forum.


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 Oggetto del messaggio: Re: ritorniamo al tema
MessaggioInviato: lun nov 26, 2007 19:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 1401
paolo_latina ha scritto:
Concordo con l'ultimo messaggio.
Chiedo al moderatore di spostare tutta la discussione sulle cooperative bianche e rosse in un forum dedicato e di ricominciare a trattare l'argomento di questo forum.

Il forum è quello giusto, sia che si parli di esenzioni vaticane che di eventuali esenzioni o regimi particolari di cooperative o altre forme societarie.
Eventualmente sarebbe possibile tecnicamente fare due thread nello stesso forum ma vedo che è difficile tracciare una linea netta perchè molti messaggi parlano di entrambe le cose (chiesa e coop) ed altri parlano della equità.
Meglio forse non usare la spada e lasciare cosi', tornando a parlare del tema principale.

Francesco
(moderatore)


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 Oggetto del messaggio: Re: ritorniamo al tema
MessaggioInviato: mer nov 28, 2007 22:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 4
Premettendo che sono dottore commercialiste, credo anche io che il forum sia quello giusto. Il concetto è quando è bene che vi siano dei privilegi o delle esenzioni fiscali. E quando ci si è discostati dalle previsioni della norma e di quanto. Facciamo l'esempio delle cooperative, non pensando esclusivamente alle cooperative di enorme dimensioni, rosse o bianche che siano. Il sistema cooperativistico di per sè è eccellente. E'uno strumento che consente di coniugare solidarietà e sviluppo economico (sembrano le stelle polari del partito democratico, no?). Ed è per questo che gli è concesso una fiscalità privilegiata. Hanno una determinazione della base imponibile Ires e Irap (il reddito su cui si pagano) vantaggiosissima rispetto alle società commerciali. Ma il punto è che spessissimo dietro le società cooperative si celano società lucrative vere e proprie. Sono dell'idea, quindi, che non bisogna modificare le norme fiscali e civilistiche che disciplinano il mondo cooperativo. E'necessario, invece, effettuare controlli seri (perchè di controlli ne subiscono sicuramente più delle altre società) che accertino il fine mutualistico del soggetto. Se non sussiste bisogna colpire senza pietà, come vogliamo che si faccia nei confronti dei lavoratori autonomi che evadono le tasse




francescof ha scritto:
paolo_latina ha scritto:
Concordo con l'ultimo messaggio.
Chiedo al moderatore di spostare tutta la discussione sulle cooperative bianche e rosse in un forum dedicato e di ricominciare a trattare l'argomento di questo forum.

Il forum è quello giusto, sia che si parli di esenzioni vaticane che di eventuali esenzioni o regimi particolari di cooperative o altre forme societarie.
Eventualmente sarebbe possibile tecnicamente fare due thread nello stesso forum ma vedo che è difficile tracciare una linea netta perchè molti messaggi parlano di entrambe le cose (chiesa e coop) ed altri parlano della equità.
Meglio forse non usare la spada e lasciare cosi', tornando a parlare del tema principale.

Francesco
(moderatore)


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 Oggetto del messaggio: Re: ritorniamo al tema
MessaggioInviato: gio nov 29, 2007 11:18 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
texwiller71 ha scritto:
Premettendo che sono dottore commercialiste, credo anche io che il forum sia quello giusto. Il concetto è quando è bene che vi siano dei privilegi o delle esenzioni fiscali.

Esatto.
Tornando al tema principale, ogni sistama tributario occidentale prevede esenzioni fiscali per enti no-profit (che siano religiosi o no non importa) e prevede trattamenti tributari leggermente diversi a seconda delle tipologia di società.
Non parlerei di "privilegi" ma di esenzioni o regimi particolari.
Per quato riguarda religioni e chiese esse sono ovviamente esentate un po' ovunque quando fanno attività no-profit. Il problema si pone per quelle situazioni miste, come per esempio il negozietto che vende il miele o l'amaro dei frati all'interno di una abazia. Si puo' discutere se il reddito sia tassabile ma per quanto riguarda l'ICI non credo che sia logico che tutta l'abazia debba pagare l'ICI solo per un piccolo negozio che vende souvenirs.
Casi piu' rilevanti riguardano le strutture di tipo alberghiero e qui si' che bisognerebbe fare chierezza, dato che li' il volume commerciale è determinante.

Il concetto generale tuttavia è che tutto il fisco italiano è atraversato da migliaia di norme particolari, tanto che è un vero ginepraio (soprattutto se comparato alla linearità e semplicità dei sistemi tributari esteri). La chiesa è solo la punta dell'iceberg, sotto esiste una mole immensa di casi particolari per tutti, professionisti, società, commercianti. Il risultato a mio avviso (e non solo mio) è che tutto il sistema pare farraginoso ed iniquo, non solo per certe allegre esenzioni alla chiesa ma un po' per tutto.
Ricordo quanto era grande la raccolta di tutte le leggi tributarie stampate su carta. La spostavamo con un furgone, quando veniva esposta a convegni ed occasioni varie. Direi che pesava molti quintali. Il fatto che ora sia su supporto digitale e quindi molto piu' piccolo, forse nasconde l'enormità del nostro sistema tributario che a mio avviso andrebbe riscrito ex-novo e dovrebbe poter stare tranquillamente in mano, anche stampato.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: otto per mille
MessaggioInviato: gio nov 29, 2007 13:55 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 18
Visto che siamo in tema di facilitazioni fiscali in favore della Chiesa cattolica, vorrei accendere un riflettore sull'8 per mille.
Come ho già avuto occasione in precedenza di scrivere, io vorrei poter destinare il mio 8 per mille con le stesse modalità con cui destino il mio 5 per mille.

Se scelgo che il 5 per mille vada ad "Azione Cattolica Italiana", il mio 5 per mille dell'IRFEF (quest'anno pari a € 58 ) viene accreditato ad Azione Cattolica Italiana.

Grazie alla legge attuale se scelgo che l'8 per mille della mia IRPEF debba andare allo Stato, il mio 8 per mille (quest'anno pari ad € 93) viene destinato all'incirca in questo modo:

€ 83 alla Chiesa cattolica
€ 8 allo Stato
€ 2 alle altre chiese.

Vi sembra una cosa normale?

Chi non credesse ai propri occhi o non credesse a quello che dico (e la cosa non mi stupirebbe perchè è veramente incredibile) provi ad informarsi meglio sul funzionamento di questo meccanismo che ogni anno attribuisce alla Chiesa cattolica circa.... tenetevi forte... un miliardo di Euro.


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