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 Oggetto del messaggio: Anche il vaticano paghi tasse giuste...
MessaggioInviato: mar ago 21, 2007 23:44 pm 

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Il sottosegretario all'Economia: «Se ne parli dalla prossima Finanziaria» «Chiesa paghi giuste tasse, troppi privilegi»

Cento: «Nel corso degli anni sono stati accumulati dei privilegi.

Non sarebbe sbagliato aprire una discussione su questo»


ROMA - «Anche la Chiesa paghi tasse giuste. Il sottosegretario al ministero dell'Economia, il verde Paolo Cento, afferma che «nel corso degli anni la Chiesa ha accumulato dei privilegi. Non sarebbe sbagliato aprire una discussione su questo». Cento, nel ricordare che ci sono dei principi concordatari che regolano il rapporto con lo Stato, rileva che anche le attività commerciali dovrebbero essere sottoposte a un trattamento fiscale «al pari di quello a cui vengono sottoposti gli altri contribuenti nel nostro paese».

DISCUSSIONE - Per il sottosegretario occorre da una parte «riconoscere le funzioni che vengono svolte dalle attività religiose» e mantenere il particolare regime fiscale per quelle attività che sono strettamente connesse. Dall'altra parte, però, bisogna «rivedere le forme di agevolazioni di attività che hanno un contenuto economico e commerciale. In questo caso è legittimo che queste vengano sottoposte a un rapporto fiscale alla pari di tutti gli altri contribuenti». Il discorso era già stato affrontato in passato, ricorda Cento.

In particolare nella scorsa finanziaria. «Non è un tabù riprendere la discussione sull'Ici e sugli immobili della Chiesa, come delle altre istituzioni religiose, che sarebbe giusto sottoporre al regime di imposizione fiscale quando hanno una funzione economica».

Per il sottosegretario è quindi evidente che «se viene svolta una funzione economica l'attività deve essere assoggettata alle norme fiscali». Bisogna, dice, «riaprire la discussione su questi temi» già a partire dalla prossima Finanziaria.

21 agosto 2007

da corriere.it


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 Oggetto del messaggio: Re: Anche il vaticano paghi tasse giuste...
MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 10:35 am 

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Arlecchino ha scritto:
Il sottosegretario all'Economia: «Se ne parli dalla prossima Finanziaria» «Chiesa paghi giuste tasse, troppi privilegi»

Cento: «Nel corso degli anni sono stati accumulati dei privilegi.

Non sarebbe sbagliato aprire una discussione su questo»


Certo. Ma non solo sulla Chiesa.
L'Italia è piena di "regimi particolari" per categorie e settori particolari e questo la rende, nel 2000, piu' simile ad uno stato corporativo, mai uscito veramente dal ventennio, che ad uno stato moderno.

Vogliamo parlare delle cooperative?
Vogliamo parlare della differenza di trattenute previdenziali tra un lavoratore dipendente ed uno indipendente?

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: Re: Anche il vaticano paghi tasse giuste...
MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 10:38 am 

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francescopf ha scritto:
Vogliamo parlare della differenza di trattenute previdenziali tra un lavoratore dipendente ed uno indipendente?


Io sarei favorevole ad eliminare completamente queste differenze. Ma solo passando, contestualmente, ad un sistema molto più duro con gli evasori fiscali. Oggi, purtroppo, l'evasione fiscale diffusa tra gli indipendenti giustifica la differenza di trattamento, e viceversa... bisogna spezzare il circolo vizioso.

Ciao

Daniele


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 Oggetto del messaggio: Re: Anche il vaticano paghi tasse giuste...
MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 11:25 am 

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francescopf ha scritto:
Vogliamo parlare delle cooperative?
Ciao,
Francesco

Caro Francescopf:Si specialmente ora che si sta formando il PD.Forse ....quei privilegi nati con buone intezioni, ancora prima del fascismo.Poi sono ripartite nel dopoguerra, e si vedono cosa sono divenute ( dei colossi) e la musica ora è cambiata.
Debbono cambiare le regole pure per loro quanto prima.
Sono daccordo.
Ciao
Paolo11


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 Oggetto del messaggio: Re: Anche il vaticano paghi tasse giuste...
MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 12:42 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
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paolo11 ha scritto:
francescopf ha scritto:
Vogliamo parlare delle cooperative?
Ciao,
Francesco

Caro Francescopf:Si specialmente ora che si sta formando il PD.Forse ....quei privilegi nati con buone intezioni, ancora prima del fascismo.Poi sono ripartite nel dopoguerra, e si vedono cosa sono divenute ( dei colossi) e la musica ora è cambiata.
Debbono cambiare le regole pure per loro quanto prima.
Sono daccordo.
Ciao
Paolo11


rimuoviamo le poche agevolazioni fiscali mantendo però i vincoli in materia distribuzione degli utili e gestione del patrimonio?
o aboliamo anche quelli? ma facendo così cosa rimane della cooperativa? tanto vale trasformarle tutte in società di capitale.

il fatto poi che siano divenute dei colossi non mi sembra un problema. o le cooperative devono essere piccole per essere vere cooperative?


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MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 13:18 pm 

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Volevo informare chi ragiona per sentito dire che le Cooperative pagano le tasse.

La Cooperativa dove lavoro ha pagato nel 2006 quasi 4 milioni di euro di imposte sul reddito e nei primi mesi del 2007 ha subito un controllo a tappeto della Guardia di Finanza che ha riguardato anche la verifica della mutualità prevalente.

Tra l'altro, alcune strategie di bilancio per pagare meno tasse non sono praticabili nelle Cooperative, mentre sono praticabili in altre Società ( es. enormi compensi pagati dalla Società al proprietario/amministratore e quindi non inseriti nell'imponibile fiscale della Società etc....)

Per la cronaca, volevo anche ricordare che esiste l'art 45 della Costituzione :
La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a [b]carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.[/b]

Non stiamo quindi parlando di Corporazioni - che sono tutt'altra cosa - e non stiamo parlando di "privilegi" poiché il riconoscimento di una specificità della cooperazione é prevista dalla costituzione mi risulta quindi un Diritto non un Privilegio.

NOn facciamo confusione per favore, lasciamola fare al centrodestra.


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 Oggetto del messaggio: Re: Anche il vaticano paghi tasse giuste...
MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 14:43 pm 

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chango ha scritto:
il fatto poi che siano divenute dei colossi non mi sembra un problema. o le cooperative devono essere piccole per essere vere cooperative?

Carochango.Ti allego queste righe trovate su Vichipedia.
1962 - Unipol è una compagnia relativamente giovane: nasce nell’agosto del 1962 a Vallombrosa. Giulio Cerreti, allora presidente della Lega delle Cooperative, e i maggiori dirigenti della Lega Nazionale e della Federcoop di Bologna, decidono di riunire in un’unica struttura il vasto portafoglio assicurativo che le cooperative avevano distribuito in varie compagnie assicurative. L’occasione si presenta con la proposta di acquisto di una piccola compagnia di assicurazioni già autorizzata ma non ancora esercitante, l’Unipol (appartenente alla famiglia Buglione, proprietaria della Lancia), il cui marchio veniva dallo slogan “Unica Polizza” (e cioè la garanzia RCA, che allora non era obbligatoria e avrebbe dovuto essere offerta, come prestigioso omaggio, agli acquirenti di vetture Lancia).
1963 - La Lega delle Cooperative accetta che la Federcoop di Bologna, insieme a un largo gruppo di cooperative bolognesi ed emiliane, acquisisca il controllo dell’Unipol. Nel giro di pochi mesi vengono attivate varie agenzie nel centro-nord Italia.
..................................................
Questo è il problema che mi riferisco.Che poi alla fine fanno gli stessi errori delle societa normali.
Essendo come noto legate prima PCI PDS DS.Sempre votati dal sottoscritto.
I fatti ci riportano ad oggi, il caso Unipol.
Ciao
Paolo11


Ultima modifica di Ospite il gio ago 23, 2007 16:21 pm, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 14:57 pm 

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emmepi~} ha scritto:
Volevo informare chi ragiona per sentito dire che le Cooperative pagano le tasse.

La Cooperativa dove lavoro ha pagato nel 2006 quasi 4 milioni di euro di imposte sul reddito e nei primi mesi del 2007 ha subito un controllo a tappeto della Guardia di Finanza che ha riguardato anche la verifica della mutualità prevalente.

Beh, puoi parlare della tua ma per le altre anche tu parli per "sentito dire".
A meno che tu non conosca il bilancio di tutte.

E comunque si tratta di un "sentito dire" che vero o falso che sia va affrontato, perché i "rumors" sono importanti e le opinioni dei cittadini (vere o false che siano) determinano il loro orientanento ed il loro voto, in democrazia.
Parlarne senza tabu o censure mi pare già un primo ottimo segnale.

Il ruolo costituzionale (legittimo) non puo' trasformarsi in esenzioni fiscali o regimi fiscali particolari.
E poi anche condizioni particolari che avevano un senso nel dopoguerra o ai tempi del boom possono non averne oggi.
Ad esempio lo stato faceva acciaio, con Italisider, e possedeva banche. I comuni gestivano il latte.

Allora era giusto, oggi abbiamo privatizzato.

la realtà cambia.

Oggi ritengo che ogni azienda debba pagare le stesse imposte (progressive) per ogni euro guadagano e che la forma di società serva solo per regimi semplificati a livello civilistico e per la responsabilità versosoci e fornitori.
Non per il fisco, dato di cui questo thread si occupa.

La domanda è una sola. Le cooperative hanno un regime fiscale diverso? Di favore? Se si', perché? È sempre (ancora) giustificato?

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: Re: Anche il vaticano paghi tasse giuste...
MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 15:01 pm 

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paolo11 ha scritto:
chango ha scritto:
il fatto poi che siano divenute dei colossi non mi sembra un problema. o le cooperative devono essere piccole per essere vere cooperative?

Carochango.Ti allego queste righe trovate su Vichipedia.
1962 - Unipol è una compagnia relativamente giovane: nasce nell’agosto del 1962 a Vallombrosa. Giulio Cerreti, allora presidente della Lega delle Cooperative, e i maggiori dirigenti della Lega Nazionale e della Federcoop di Bologna, decidono di riunire in un’unica struttura il vasto portafoglio assicurativo che le cooperative avevano distribuito in varie compagnie assicurative. L’occasione si presenta con la proposta di acquisto di una piccola compagnia di assicurazioni già autorizzata ma non ancora esercitante, l’Unipol (appartenente alla famiglia Buglione, proprietaria della Lancia), il cui marchio veniva dallo slogan “Unica Polizza” (e cioè la garanzia RCA, che allora non era obbligatoria e avrebbe dovuto essere offerta, come prestigioso omaggio, agli acquirenti di vetture Lancia).
1963 - La Lega delle Cooperative accetta che la Federcoop di Bologna, insieme a un largo gruppo di cooperative bolognesi ed emiliane, acquisisca il controllo dell’Unipol. Nel giro di pochi mesi vengono attivate varie agenzie nel centro-nord Italia.
..................................................
Questo è il problema che mi riferisco.Che poi alla fine fanno gli stessi errori delle societa normali.
Essendo come noto legate prima PCI PDS DS.Sempre votati dal sottoscritto.
I fatti ci riportano ad oggi, il caso Unipol.
Ciao
Paolo11

Ciao
Paolo11


Quale sarebbe il problema dell'Unipol?
la sua esistenza?
le cooperative non dovrebbero agire, tramice società apposite come Unipol, nei mercati finanziari? perchè?
o il problema è la scalata BNL? nel caso specifico, quale era il problema? cosa c'è di contrario in quell'operazione allo spirito cooperativo?


discorso diverso sarebbe discutere su gli strumenti di gestione delle cooperative e di come riformali al fine di garantire una migliore e più efficiacia democrazia economica (dare veramente senso al principio "una testa un voto" tipico delle coop). Oltre che migliorare la comunicazione (trasparenza) nel rapporto tra coop e soci.
tutto ciò però ha poco a che fare con il ridurre i pochi vantaggi fiscali di cui le coop godono, mentre ha molto a che fare con i vincolo che solo le coop hanno.


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MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 15:34 pm 

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> Oggi ritengo che ogni azienda debba pagare le stesse imposte (progressive)

Comunque, le società di capitali pagano l'IRES, che non è un'imposta progressiva


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MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 15:55 pm 

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type ha scritto:
> Oggi ritengo che ogni azienda debba pagare le stesse imposte (progressive)

Comunque, le società di capitali pagano l'IRES, che non è un'imposta progressiva

Con quel "ritengo" e "debba" intendo che propongo, auspico, vorrei che fosse cosi'.

In particolare ritengo che vada calcolato un rapporto tra utile capitale e su quello sia calcolata la progressività dell'umposta.

Una azienda puo' avere un milione di capitale sociale, 100 di fatturato, uno di utile.
Un'altra puo' avere 100'000 di capitale sociale e 20 milioni di utile.
Il rapporto tra utile e capitale mostra la redditività del capitale stesso e maggiore è questa redditività e maggiore puo' essere la tassazione dell'utile. (ci sono sistemi fiscali in paesi capitalisti avanzati che usano questo sistema).

Eventualente l'azienda puo' aumentare il capitale sociale (a tutto vantaggio delle garanzie civili a protezione dei fornitori) se ritiene che paga troppe imposte e la tassazione sul capitale delle persone giuridiche (che una volta c'era anche in Italia) riequlibrerebbe il dovuto fiscale.

Un tassazione unica (proporzionale non progressiva) è econdo me di favore per grandi utili e grandi aziende e regressiva (penalizzante) per piccole società, salvo ovviamente quelle che si difendono presentando bilanci senza utili o in rosso (che sono la metà)

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 16:40 pm 

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francescopf ha scritto:
emmepi~} ha scritto:
Volevo informare chi ragiona per sentito dire che le Cooperative pagano le tasse.

La Cooperativa dove lavoro ha pagato nel 2006 quasi 4 milioni di euro di imposte sul reddito e nei primi mesi del 2007 ha subito un controllo a tappeto della Guardia di Finanza che ha riguardato anche la verifica della mutualità prevalente.

Beh, puoi parlare della tua ma per le altre anche tu parli per "sentito dire".
A meno che tu non conosca il bilancio di tutte.

E comunque si tratta di un "sentito dire" che vero o falso che sia va affrontato, perché i "rumors" sono importanti e le opinioni dei cittadini (vere o false che siano) determinano il loro orientanento ed il loro voto, in democrazia.
Parlarne senza tabu o censure mi pare già un primo ottimo segnale.

Il ruolo costituzionale (legittimo) non puo' trasformarsi in esenzioni fiscali o regimi fiscali particolari.
E poi anche condizioni particolari che avevano un senso nel dopoguerra o ai tempi del boom possono non averne oggi.
Ad esempio lo stato faceva acciaio, con Italisider, e possedeva banche. I comuni gestivano il latte.

Allora era giusto, oggi abbiamo privatizzato.

la realtà cambia.

Oggi ritengo che ogni azienda debba pagare le stesse imposte (progressive) per ogni euro guadagano e che la forma di società serva solo per regimi semplificati a livello civilistico e per la responsabilità versosoci e fornitori.
Non per il fisco, dato di cui questo thread si occupa.

La domanda è una sola. Le cooperative hanno un regime fiscale diverso? Di favore? Se si', perché? È sempre (ancora) giustificato?

Ciao,
Francesco



Non ho scritto io la Costituzione.

La ritengo comunque un punto di riferimento di civiltà.

In questo senso associare il principio cooperativo
( principio tutelato dalla Costituzione ) con comportamenti di gestione economica come la privatizzazione dell'Italsider mi sembra francamente azzardato.

Le Cooperative pagano IRES e IRAP ( e questo non é sentito dire )

Nelle Cooperative vige la norma : una testa un voto, nelle società non é così.

Le Cooperative hanno vincoli rispetto ai propri utili ( non possono farne quello che vogliono perché é la legge che prevede quello che possono o non possono fare con l'utile ), le altre società possono fare quello che vogliono del loro utile.

I soci di una Cooperativa sulla base del principio [b]una testa un voto
eleggono il Consiglio di Amministrazione che governa la Cooperativa, che nella maggioranza dei casi viene rinnovato su base annuale o biennale o triennale.

Fra l'altro, nelle Cooperative di Produzione e Lavoro moltissimi lavoratori sono anche soci della Cooperativa.

Non parliamo poi del fatto, ampiamente dimostrato, che le Cooperative creano occupazione, che esistono dati incontestabili sulla maggiore tutela del rapporto di lavoro nelle Cooperative ( tutti gli straordinari sono pagati, sono regolarmente applicati i contratti, c'é agibilità sindacale, alcune Cooperative si stanno certificando SA800, in molte Cooperative é vigente il Codice Etico, c'é una morbilità derivante da infortunio inferiore alla media etc...)

Che in presenza di tutti questi principi, chi é nell'area del PD non colga una diversità e una valenza sociale e democratica della cooperazione( che ha portato all'art. 45 della Costituzione ), mi rende in qualche modo sconcertato.

Equità non é trattare nello stesso modo situazioni diverse.

E' chiaro che se il trattamento fosse il medesimo non si vede perché le Cooperative dovrebbero avere vincoli sul proprio utile o praticare una testa un voto : si produrrebbe una situazione che porterebbe alla scomparsa del principio cooperativo.

Se questo é davvero un possibile obiettivo di una forza di centrosinistra allora allargo le braccia e non ho più niente da dire.

Anzi una cosa l'avrei da dire : smettiamola di far coincidere la cooperazione con la Lega delle Cooperative e di confondere l'Unipol - Società di Capitali - con una Cooperativa. [/b]


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MessaggioInviato: mer ago 22, 2007 17:27 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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emmepi ha scritto:
... Equità non é trattare nello stesso modo situazioni diverse...

A livello fiscale si'.
100'000 di utile devono essere tassate in modo simile per ogni società che fa utili, che sia una spa, una srl, una cooperativa, una associazione (tranne le associazioni non a scopo di lucro, che appunto non fanno utili).
A livello civile invece ogni tipologia ha le sua peculiarità, i suoi diritti, i suoi doveri.
Si parlava di tasse.
Dici che le coperative pagano IRES e IRAP.
Ottimo. Io chiedo se le pagano come ogni società o se hanno regimi fiscali particolai, aliquote, deduzioni, detrazioni ad hoc.

Qualche cosa paragonabile a certi regimi speciali che ha la Chiesa (altra realtà che innegabilmente è positiva ma che a mio avviso non merita esenzioni particolari quando fa business).

Le chiedo perché non lo so (lo sapevo ma le cose cambiano e forse non sono piu' aggiornato).

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: lun set 03, 2007 23:45 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 428
Purtroppo, come al solito, se si apre una discussione, invece di discutere sull'equità di quel certo argomento..... si vanno a cercare altri esempi.
Un po' come dire se lo fa lui...lo faccio anche io;
oppure....se lo fanno tutti....

Peccato non avere discussioni oneste e coscienziose, specie quando l'argomento è difficoltoso.

Un saluto a tutti

Fabio M. (Roma)


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MessaggioInviato: mar set 04, 2007 09:41 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
Nonsologrigio ha scritto:
Purtroppo, come al solito, se si apre una discussione, invece di discutere sull'equità di quel certo argomento..... si vanno a cercare altri esempi.

Beh, questo mi pare implicito in una discussione sulla equità.
Equità infatti significa parità di trattamento (equo=uguale) ed mi sembra abbastanza naturale che discutendo di un caso si vadano a vedere casi simili per vedere se esiste equità di trattamento.
La nostra è la patria delle eccezioni e dei trattamenti particolari (esenzioni per categorie, gruppi, corporazioni) per cui l'equità è scarsa. L'unica equità diventa chiedere una esenzione, se altri ce l'hanno.

Mi pare che comunque qui siamo stati tutti onesti e coscenziosi.

Ciao,
Francesco


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