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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: La teoria dei vetri rotti
MessaggioInviato: ven nov 02, 2007 23:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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[color=darkblue]Italian Perspectives
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by Sandra Giovanna Giacomazzi
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Nelle città degli Stati Uniti dove è stata applicata la politica della tolleranza zero l’indice di criminalità è precipitato

L’Opinione della Libertà, 10 novembre 2005[/b]

Nel 1969, Philip Zimbardo, uno psicologo dell’Università di Stanford, in California, decise di fare un esperimento. Fece in modo di far abbandonare due automobili in due quartieri di due città molto diverse e molto distanti. Una fu sistemata nelle strade dure del Bronx, l’altra in una zona residenziale dell’alta borghesia nei dintorni di Stanford. Le due macchine erano identiche, tutte e due lasciate aperte e prive di targa. Zimbardo voleva vedere che cosa sarebbe successo. Per la macchina lasciata a New York non fu costretto ad aspettare molto. Entro dieci minuti c’era già chi strappava e portava via qualche pezzo di ricambio. Entro tre giorni non c’era più niente da strappare. E visto che non c’era più da rubare, la gente cominciò a rompere i vetri e tagliare l’interno finché non c’era neanche più niente da distruggere.

Alla macchina in California invece è successo qualcosa di molto diverso: assolutamente niente. Per più di una settimana la macchina non è stata toccata da nessuno, neanche con un dito. Così Zimbardo ha proceduto col suo esperimento. Tirò fuori un martello da fabbro e in piena vista di tutti cominciò a prendere la macchina a martellate. Presto i passanti cominciarono a turno a menare colpi alla macchina. Dopo alcune ore il veicolo era capovolto e completamente demolito. Due criminologi, James Q. Wilson e George Kelling studiarono l’esperimento di Zimbardo che portò alla nascita della loro oramai famosa “Broken Windows Theory”, la teoria dei vetri rotti. Se si lascia un vetro rotto in un edificio, presto tutti gli altri vetri saranno rotti dai vandali. Perché? Perché il primo vetro lancia un segnale: non c’è nessuno che controlla; se si rompono altri vetri, non c’è un prezzo da pagare, non ci saranno conseguenze indesiderabili.

I vetri rotti sono la loro metafora per i mille modi in cui possono disgregarsi le norme comportamentali della società. Se uno fa dei graffiti sul muro, ne seguiranno altri. Se un mendicante aggressivo comincia a lavorare in un quartiere, ne arriveranno altri. In breve, quando la gente comincia ad ignorare le norme che mantengono l’ordine in un quartiere, si sgretola sia l’ordine sia il quartiere. Nelle città degli Stati Uniti dove questa teoria è stata messa in opera, gli indici della criminalità sono precipitati. La politica della “tolleranza zero” dell’ex-sindaco di New York, Rudolf Giuliani, anche verso la criminalità più banale, è la più famosa applicazione di questa teoria. Quando si agisce già a questi livelli, il messaggio è ben diverso. “Se non posso farla franca a non pagare il biglietto dell’autobus, sarà meglio lasciar perdere lo scippo”.


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MessaggioInviato: dom nov 04, 2007 18:43 pm 

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Mi sembra pienamente condivisibile; aggiungo che la politica del "laissez faire laissez passaire" crea tutti i presupposti perchè la situazione degeneri, la gente diventi peggiore facendosi giustizia da sola e in ultima analisi si arrivi al razzismo.


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MessaggioInviato: dom nov 04, 2007 20:04 pm 

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Concordo in pieno e sarebbe ora che la sinistra comunista non ne faccia una questione di classe o di censo.

Chi delinque ha sempre torto,poi si possono concedere delle attenuanti ovvie tra chi ruba per fame e chi per comprarsi un yatch,ma questo non deve impedire di colpire duro,sempre.

Ciao,Paolo


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 Oggetto del messaggio: teoria dei vetri rotti
MessaggioInviato: ven nov 09, 2007 19:05 pm 

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Concordo.

Il lassismo, l'ipocrisia "rifasciata" di buonismo non portano da nessuna parte e salvo inversioni di tendenza saranno concause della rovina futura del nostro Paese.

"dalla cura del particolare emerge la visione del generale".

giox60


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 Oggetto del messaggio: MIEI CARI SIGNORI, MA QUESTO E' FASCISMO!
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 06:28 am 

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Il puro e duro tende appunto a far 'di tutta l'erba, 1 FASCIO'.(Come Giuliani, che appunto, è REPUBBLICANO, NON DEMOCRATICO).

Inoltre, chi accusa i comunisti di essere lassisti, dovrebbe dare un occhiata agli ottimi segni lasciati in Russia dal pungo di ferro (pardon, d'acciaio) del Signor Dzugasvili, per gli amici (ma soprattutto i numerosissimi nemici) Stalin.

Saluti e auguri,

Luca


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 Oggetto del messaggio: P.S. IN URSS...
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 06:31 am 

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IN URSS pure l'indice della criminalità era precipitato, contemporaneamente alla crescita di un altro indice: quello dell'uguaglianza.

Peccato però che non si era fatto i conti con un terzo altro caposaldo della democrazia: l'indice delle libertà.

Saluti e auguri,

Luca Silvestrini


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 Oggetto del messaggio: Re: MIEI CARI SIGNORI, MA QUESTO E' FASCISMO!
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 19:30 pm 

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luca1984 ha scritto:
Il puro e duro tende appunto a far 'di tutta l'erba, 1 FASCIO'.(Come Giuliani, che appunto, è REPUBBLICANO, NON DEMOCRATICO).

Inoltre, chi accusa i comunisti di essere lassisti, dovrebbe dare un occhiata agli ottimi segni lasciati in Russia dal pungo di ferro (pardon, d'acciaio) del Signor Dzugasvili, per gli amici (ma soprattutto i numerosissimi nemici) Stalin.


Ho parlato della teoria cosiddetta dei "vetri rotti" volutamente senza far riferimento a sue applicazioni, come quella di Giuliani, che non condivido.

E' ovvio che certi principi possono essere interpretati ed applicati in modo diverso, in funzione della propria visione politica.

Cio' che non capisco e' perche' il rispetto rigoroso delle regole, partendo da quelle piu' elementari (come quella di pagare il biglietto del treno o della metropolitana) che secondo la suddetta teoria aiuterebbe a prevenire le illegalita' piu' gravi, debba necessariamente evocare stati di polizia e violazioni della liberta'.

In cosa ci si sente piu' liberi se e' possibile fare pipi' (o peggio) per strada, come accade in molti quartieri periferici, senza che nessuno dica nulla?


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 Oggetto del messaggio: MIEI CARI SIGNORI, MA QUESTO E' .....
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 22:12 pm 

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Cita:
mariok Inviato: 19 Nov 2007 18:30 Oggetto: Re: MIEI CARI SIGNORI, MA QUESTO E' FASCISMO!

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luca1984 ha scritto:
Il puro e duro tende appunto a far 'di tutta l'erba, 1 FASCIO'.(Come Giuliani, che appunto, è REPUBBLICANO, NON DEMOCRATICO).

Inoltre, chi accusa i comunisti di essere lassisti, dovrebbe dare un occhiata agli ottimi segni lasciati in Russia dal pungo di ferro (pardon, d'acciaio) del Signor Dzugasvili, per gli amici (ma soprattutto i numerosissimi nemici) Stalin.



Ho parlato della teoria cosiddetta dei "vetri rotti" volutamente senza far riferimento a sue applicazioni, come quella di Giuliani, che non condivido.

E' ovvio che certi principi possono essere interpretati ed applicati in modo diverso, in funzione della propria visione politica.

Cio' che non capisco e' perche' il rispetto rigoroso delle regole, partendo da quelle piu' elementari (come quella di pagare il biglietto del treno o della metropolitana) che secondo la suddetta teoria aiuterebbe a prevenire le illegalita' piu' gravi, debba necessariamente evocare stati di polizia e violazioni della liberta'.

In cosa ci si sente piu' liberi se e' possibile fare pipi' (o peggio) per strada, come accade in molti quartieri periferici, senza che nessuno dica nulla?


Cio' che non capisco e' perche' il rispetto rigoroso delle regole, partendo da quelle piu' elementari...


Condivido ancora e aggiungo:

manca, oggi, la cultura, del rispetto in senso lato.
Forse in molti di noi il "gene" del rispetto non e' attivo.
Le regole sono importanti ed a esse non si puo' prescindere se si vuole una convivenza civile.
A monte delle regole e' necessario pero' il rispetto del prossimo, che si concretizza nei modi piu' svariati:
rispetto delle istituzioni, della Costituzione, delle Leggi, dell'ambiente, del vicino di casa, del patrimonio pubblico, del bene privato, eccetera.....
Rispettare e far rispettare le regole democraticamente condivise non e' nemmeno lontanamente certo paragonabile all'autoritarismo di triste memoria, ma autorietarieta'.
Il non fare rispettare le regole, anche indirettamente non considerandole come tali, fuorviandole o ignorandole, anche non volutamente e' lassismo e nel caso di volontarieta' puo' anche realizzarsi quel fenomeno 'curioso' che e' il buonismo.
Se esiste la cultura del rispetto essa la si potra' perfezionare integrandola nell'uomo come essere, solo con una crescita,.. una autocoscienza collettiva che se non antepone il prossimo all'ego.. certo pero' non l'ignora. Infine elementi indispensabili rimangono l'equilibrio e l'onesta' intellettuale; mattoni primordiali dell'evoluzione intelligente.
Quindi per la certezza delle regole: 'equilibrio' e 'rispetto' in sinergia con 'fermezza' e 'onesta'.
Meno regole, anche poche, ma chiare ed inequivoche.

Cordialita'

giox60


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2007 22:51 pm 

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La teoria dei vetri rotti è pienamente condivisibile, purchè non faccia perdere di vista quello che è l'orizzonte: una società della responsabilità, in cui ciascun individuo risponda delle proprie azioni.
Francamente dal mio piccolo osservatorio della facoltà di giurisprudenza, noto sempre con maggior vigore la preferenza netta per la c.d. funzione utilitaristica della sanzione. Cediamo alla generalprevenzione e ci dimentichiamo che compito delle regole (in particolare quelle sanzionatorie) non è tanto minacciare, dare l'esempio, quanto invece porre rimedio alle ingiustizie.
La situazione attuale di crisi e di profondo senso di insicurezza è determinata principalmente dalla paralisi del terzo potere dello Stato. Una paralisi che - non mi stancherò mai di ripeterlo - è voluta. Invece di accordare maggiori poteri a prefetti e forze dell'ordine cerchiamo finalmente di garantire il buon funzionamento della giustizia ordinaria e non perdiamo mai di vista quella che è la soglia sottile che separa la giustizia dalla vendetta. La prima circoscrive la responsabilità ai soli fatti compiuti, la seconda identifica il delinquente con la causa dell'intero male della società. Sotto questo profilo ritengo la teoria dei vetri rotti veritiera, ma potenzialmente pericolosa: può degenerare se, in nome della generalprevenzione, la si interpreta nel senso di utilizzare il singolo come esempio per gli altri caricandolo di responsabilità che non coincidono con la colpevolezza. Ciò che occorre è fermezza da un lato e rispetto della legalità dall'altro.


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MessaggioInviato: mer dic 19, 2007 12:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 3
Concordo pienamente. Al disagio e disordine non può che aggiungersi altro disagio. Un esempio che mi viene in mente dalla vita di tutti i giorni è il buttare le cose per terra. Quando si vede una strada pulita, in ordine, ben tenuta, penso che nessuno butterebbe cartacce o mozziconi per terra, quando invece si vede già sporco molti purtroppo non fanno che aggiungere sporcizia alla sporcizia. Nei paesi del nord Europa non butterebbero MAI qualcosa per terra. Forse hanno più rispetto della cosa comune. Se posso dare un consiglio al nuovo PD, reinserite la materia "Educazione civica" tra i programmi scolastici. Mai come in questo periodo ce n'è stato più bisogno. Si tratta di educare al rispetto comune del patrimonio di tutti. Ciao, elissa.


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MessaggioInviato: dom gen 06, 2008 19:48 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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elissa ha scritto:
Concordo pienamente. Al disagio e disordine non può che aggiungersi altro disagio. Un esempio che mi viene in mente dalla vita di tutti i giorni è il buttare le cose per terra. Quando si vede una strada pulita, in ordine, ben tenuta, penso che nessuno butterebbe cartacce o mozziconi per terra, quando invece si vede già sporco molti purtroppo non fanno che aggiungere sporcizia alla sporcizia. Nei paesi del nord Europa non butterebbero MAI qualcosa per terra. Forse hanno più rispetto della cosa comune. Se posso dare un consiglio al nuovo PD, reinserite la materia "Educazione civica" tra i programmi scolastici. Mai come in questo periodo ce n'è stato più bisogno. Si tratta di educare al rispetto comune del patrimonio di tutti. Ciao, elissa.


Sono d'accordo e vorrei aggiungere un'osservazione. Molti potrebbero affermare che esistono differenze quasi antropologiche tra nord e sud, tra temperamenti "freddi" e naturalmente disciplinati tipici di certi popoli rispetto al "calore latino" tendente al disordine ed all'individualismo.
In parte ciò è vero, ma è comunque un fenomeno prevalentemente culturale più che genetico. Lo dimostra tra l'altro il fatto che anche i meridionali, quando si trovano in tali contesti, tendono normalmente ad adeguarsi alle abitudini ed ai comportamenti dell'ambiente circostante.


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MessaggioInviato: ven gen 25, 2008 09:12 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 1
Purtroppo devo confermare che la teoria delle "finestre rotte" è, nella mia esperienza professionale, assolutamente valida. Il degrado fa da catalizzatore per ulteriore degrado, fino a che l'intervento di risanamento diventa difficile e dispendioso (e purtroppo in Italia si aspetta sempre l'emergenza, per agire).
Io faccio il vigile nell'hinterland milanese, ed il lavoro consiste in un misto di polizia amministrativa, stradale e giudiziaria. La mia esperienza mi porta ad essere totalmente d'accordo con questa frase
Cita:
aggiungo che la politica del "laissez faire laissez passaire" crea tutti i presupposti perchè la situazione degeneri, la gente diventi peggiore facendosi giustizia da sola e in ultima analisi si arrivi al razzismo.

Quando un cittadino di qualunque nazione vede che l'intervento delle istituzioni è inefficace da una parte perde la fiducia in esse, dall'altra inizia ad "odiare" le categorie di persone che secondo lui creano problemi.
Io penso che anche da questo punto di vista il paese abbia bisogno di SEMPLICITA'. Il carico di "scartoffie" per ogni atto giuridico è esagerato e assorbe il 70% del lavoro degli Agenti di qualunque forza di polizia.
Lasciamo le sanzioni inalterate e pensiamo a come renderle effettive. Credo che ne avremo un benefico effetto, sia dal punto di vista della "soddisfazione sociale" nel senso che il disagio per la continua impunità di chi turba la "sicurezza" della vita quotidiana andrà a diminuire, sia dal punto di vista della "prevenzione di ritorno" nel senso che una punizione rapida anche se non "esemplare" è decisamente meglio di una sanzione "esemplare" comminata a distanza di tempo tale da farne perdere la valenza educativa e trasformare la punizione in vessazione.
Saluti!


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 Oggetto del messaggio: I vetri rotti e i giovani
MessaggioInviato: dom gen 27, 2008 23:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 5
Secondo me, parlando della mia fascia d'età ci sono vari fenomeni che vedo rientrare nella teoria dei vetri rotti , ad esempio
condivisione illegale di materiali protetti
utilizzare mezzi pubblici senza biglietto
saltare giorni di scuola perchè non si ha studiato per un compito
questi i primi che mi vengono in mente, ma non certamente gli unici


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MessaggioInviato: gio mag 22, 2008 17:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 291
La tolleranza zero che è una delle strategie conseguenti alla teoria dei vetri rotti i nostri politici ormai la brandiscono come una soluzione a tutti i problemi. Altre cose molto interessanti "prodotte" dagli studiosi americani le ignorano. :roll:

La lettera è stata firmata da oltre 100 esperti e studiosi di immigrazione e criminalità

http://www.ailf.org/ipc/ipc_openletter0507.shtml

http://www.ailf.org/ipc/special_report/sr_022107.pdf


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