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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Appello per il Partito Democratico
MessaggioInviato: lun ago 06, 2007 23:06 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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bloemendal ha scritto:
c)riaprire concorsi pubblici. Oggi l’accesso è quasi esclusivamente riservato a volontari delle Forze amate. Ciò annulla o quasi criteri di pari opportunità introdotti dalla legge 121 (dalle forze armate provengono solo operatori maschi) e crea nuovi disequilibri rispetto alle diverse provenienze regionali (per la gran parte proveniente dalle regioni del sud) quando tutte le raccomandazioni europee vanno nella direzione di una polizia che per composizione rispecchi la società in cui operare (di qui le raccomandazioni a trovare le strade per inserire in polizia giovani di origine straniera). Inoltre le professionalità possedute non sono assolutamente corrispondenti a quelle che sono richieste nel campo della sicurezza. Il mestiere di militare è diverso da quello di poliziotto (vale anche per i finanzieri). Non si può continuare a sottolineare che c’è un problema: occorrono risposte.


Per il resto tutto condivisibile, per quanto riguarda questo punto invece non concordo totalmente.

Con tutto rispetto delle pari opportunità però bisogna dire con sincerità che "operativamente parlando" le donne hanno difficoltà ad espletare determinati servizi in determinate condizioni con la stessa efficienza di un uomo.

Concordo col fatto che hanno fatto una cavolata eliminando il concorso pubblico per entrare in Polizia, permettendolo solo ed unicamente a chi proviene dalla ferma militare (sono un po' troppo inquadrati).

Forse nei concorsi pubblici era preferibile mettere un tetto percentuale per le donne, ma non per cattiveria ma per esperienza personale mia e di tanti altri colleghi.

Con il ritmo di assunzione delle donne in Polizia, visto che notoriamente sono superiori nei concorsi, non era più supportabile la presenza di operatrici donne, proprio per la particolarità di determinati servizi e quindi bisognava mettere un freno, ma putroppo hanno usato la rapida (tecnicamente sarebbe il freno d'emergenza dei treni).

Per carità, ci sono tante ottime colleghe ma magari sono utili più per la sala operativa o per l'ufficio stranieri che in pattuglia per strada, perché fisicamente non potrebbero affrontare situazioni critiche.
Di contro ce ne sono anche di colleghe nettamente superiori anche fisicamente a certi colleghi uomini che è giusto che rimangano a fare i piantoni in Questura.

Si spera che pongano un rimedio più ragionato rispetto alle novità introdotte dal precedente governo (fortemente volute da AN, come si nota dal risultato).

Saluti Perrynic


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 Oggetto del messaggio: Re: Appello per il Partito Democratico
MessaggioInviato: mar ago 07, 2007 18:11 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 8940
perrynic ha scritto:
Concordo col fatto che hanno fatto una cavolata eliminando il concorso pubblico per entrare in Polizia, permettendolo solo ed unicamente a chi proviene dalla ferma militare (sono un po' troppo inquadrati).
Saluti Perrynic

Questo non lo sapevo:
Che lo abbiano fatto: per il motivo che uno finito la ferma si trova senza lavoro?
E se sono un po troppo inquadrati!Non vi sono corsi
diciamo di aggiornamento?
Percui mi dici in questo momento un ragazzo normale che aspirasse a fare il poliziotto, non lo può fare!
non mi sembra giusto.
Ciao
Paolo11


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MessaggioInviato: ven ago 17, 2007 11:29 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 291
bloemendal ha scritto:
Per questo occorre dotare la Polizia municipale di poteri adeguati: con la qualifica giuridica di agente e ufficiale di polizia locale attribuita dal sindaco, con l’accesso alle banche dati delle forze di polizia nazionali, con il collegamento diretto alle sale operative delle polizie nazionali, con l’attivazione di un nazionale di tre cifre per l’accesso ai servizi.


Una ipotesi del genere non mi trova d'accordo. Un maggiore coordinamento tra polizia municipale e forze dell'ordine è auspicabile in alcuni campi ben delimitati. Per quanto riguarda l'accesso alle banche dati delle forze di polizia, qua siamo ormai tutti schedati per ragioni fiscali, lotta al terrorismo ecc. Più ampli le possiblità di accesso a questi database maggiori sono i rischi di abusi e utilizzi impropri a danno dei cittadini, le cronache degli ultimi mesi sono piene di fatti del genere. La privacy dei cittadini è un valore fondamentale della democrazia oggi pesantemente a rischio. Non mi sembra opportuno peggiorare ulterirmente la situazione.

trilogy


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MessaggioInviato: dom set 16, 2007 12:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Mi convince senz'altro l'analisi del fenomeno, la differenza fra reati, macrocriminalità, microcriminalità (secondo l'accezione comune che si dà oggi a questi termini) e diffuso senso di illegalità percepita, che non corrisponde necessariamente al compimento di un "reato previsto dal codice penale". Penso sia giusto tenere slegate le questioni, altrimenti si rischia di non affrontarne nessuna.
Vorrei aggiungere, come elemento di analisi,che gran parte del senso di insicurezza percepito per fenomeni di mancato controllo, dipende dalla struttura che regge economicamente il territorio. Voglio dire che diamo per scontato che i fenomeni legati all'economia -e quindi al mercato e al valore delle aree- si "regolamentino da sè". Ovvero che per anni non abbiamo in alcun modo contrastato, ma anzi, forse accompagnato, l'idea che i quartieri delle nostre città si costruissero -nella fruizione- così come il sistema economico ne avesse il maggior vantaggio. E quindi riteniamo "normale" e non contrastabile il fatto che i centri storici si spopolino di residenza (con la conseguenza che di giorno sono "preda" di illegalità, dagli ambulanti di griffe false alla mendicità di varia natura, e di notte -svuotati, ma zeppi di bar, ristoranti, pub- diventino il teatro di scorribande di vario genere) e che le periferie siano solo dormitori, dove in certe ore del giorno e della notte tutto è permesso perchè "non c'è manco un bar aperto, una luce o un lampione".) Tutto questo non è un destino cinico e baro, non contrastabile dalla politica solo perchè il mercato specula sulle aree (non si può abitare nei centri storici per i prezzi assurdi delle abitazioni, e non conviene aprire attività terziarie nelle periferie): la politica, invece, può determinare e gestire le destinazioni del territorio. Politica, in fondo, significa proprio "governo della città", letteralmente.

Sulla sintesi che si traduce in leggi e norme positive: sono perplessa sulla questione dei maggiori poteri alla vigilanza amministrativa, come pure sulla creazione di ulteriori luoghi di coordinamento. Intendo dire che mi augurerei che questo non significasse nè un maggior controllo sulla libertà dei cittadini tutti, nè un proliferare di organismi pletorici. Però, per carità, non dico che non si debba fare: dico cautela e regole non interpretabili.

In finale, sulla professionalità e l'organizzazione delle forze di polizia non mi pronuncio troppo: si rischia in questi casi una generalizzazione ingenerosa e pure pericolosa per la cultura che potrebbe ingenerare. Però dà da pensare, al comune cittadino e anche a me che sono molto "istituzionale" -nel senso che credo fortemente nel valore delle istituzioni- il fatto che capiti di vedere il vigile urbano che "fa solo quello che gli compete quel giorno" (e quindi non interviene a sanzionare un ristoratore che se ne frega delle regole sulla ocuupazione di suolo pubblico, perchè quel giorno "è comandato di fare le multe solo ai cani randagi e non altro", pure se "altro" sta accadendo sotto i suoi occhi) come pure la finanza che contrasta con la presenza fissa i fenomeni di abusivismo e contraffazione commerciale, "ma solo in via Condotti, non anche in via Bocca di Leone", due strade limitrofe del centro storico di Roma, dico limitrofe nel senso che distano zero metri, una incrocia l'altra. Sembra che facciano solo "contrasto d'immagine", perchè via Condotti è famosa e ci passano milioni di turisti...E nel frattempo a tutti gli angoli della strada appresso si vendono falsi Gucci che è un piacere.


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MessaggioInviato: mar dic 18, 2007 14:12 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 3
La sicurezza è sicuramente un "tema caldo" nel nostro paese, e molto influisce anche la percezione della sicurezza sui comportamenti individuali.

Sono convinta che, per aumentare la sicurezza nelle nostre città, sia necessario innanzitutto rendere effettiva la certezza della pena: il lavoro delle nostre amate forze dell'ordine viene in qualche modo vanificato quando queste catturano qualcuno in flagranza di reato e la persona arrestata gira liberamente il giorno dopo, senza rimanere in carcere neanche un'ora, libera di reiterare il reato... Un errore che il presente Governo ha commesso insieme anche a buona parte dell'opposizione (e che ha peggiorato notevolmente la situazione) è stato l'indulto che ha sì reso vivibili le carceri (molte carceri sono state costruite a suo tempo ma sono inutilizzate - Striscia la notizia docet) ma ha anche liberato molti delinquenti senza prospettive di lavoro e/o sostentamento che adesso girano liberamente nelle nostre città potendo ritornare a commettere atti illegali o peggio criminosi. L'indulto è il provvedimento del presente governo sul quale io ho più dubbi e per il quale sono un po'delusa. Spero tanto che il PD, attraverso un contatto maggiore con la popolazione reale del paese, quella fuori dai palazzi si intende, possa cominciare a cambiare ed a migliorare un po'le cose. Io ho questa speranza.


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MessaggioInviato: mar dic 18, 2007 16:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 8940
Siamo stati la Nazione nell'ambito delle nazione unite
che si è fatta portavoce per eliminare la pena di morte nel mondo.Vorrei ora che guardassimo la nostra nazione all'interno dove la giustizia è una chimera.
Non vi è certezza della pena applicata fino in fondo.
Es... quelle tre ragazze che qualche anno addietro uccisero una suora,ora si pensa alla libertà.
Lo stesso Maso che uccise i genitori fra poco, con riduzioni di pena ed altro Uscira, e molti altri.
Allora mi chiedo la giustizia in questo paese dove abita!I processi vanno all'infinito non si riesce a giudicare per vari cavilli eccc....
Poco o niente si fa,per rendere efficente il sistema giudiziario,siamo citati spesse volte a Trasburgo per questa nostra giustizia.
Non vedo fino ad ora governi o altro che cerchino di modificare questo andazzo.
Ma... non ci vedo chiaro.
Ciao
Paolo11


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar dic 18, 2007 23:30 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 528
Mi sorprende moltissimo che, nell'elencare gli indispensabili "investimenti per la sicurezza", qui nessuno abbia parlato del più triste ma più necessario degli investimenti: l'investimento nel sistema penitenziario.

Lasciare le carceri senza spazi e senza risorse le lascia in mano alla malavita, che ne fa la propria "università" e che fa uso del loro sovraffollamento per stimolare periodicamente(passando addirittura per il papato!) amnistie e indulti.

Investire nelle carceri, anche perchè aumentino i casi di detenuti veramente recuperati alla vita civile, è la più dolorosa ma la più fondamentale delle cose da fare per la sicurezza.


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 Oggetto del messaggio: secondo un'ignorante......
MessaggioInviato: gio dic 20, 2007 10:09 am 

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Messaggi: 52
piu' prevenzionemeno repressione pena certa......


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 Oggetto del messaggio: E le vittime di reati violenti?
MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 01:45 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 11
Nel programma dell’Unione, tra le cose da fare con priorità, c’era quella di aiutare le VITTIME DI REATI VIOLENTI, come richiesto da numerose disposizioni, risoluzioni, direttive e leggi quadro, dell’ONU e dell’UE.
Infatti il 24.11.1983 il Consiglio d’Europa ha concluso una Convenzione sul risarcimento alle vittime di reati violenti.
Il 15.3.2001 ha emanato una Decisione Quadro relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale, precisando una serie di norme a favore delle vittime di reati violenti, che gli stati aderenti avrebbero dovuto recepire in gran parte entro il 22.3.2002.
Il 29.4.2004 ha emanato una direttiva che impegna gli stati aderenti ad adottare delle leggi atte ad indennizzare le vittime di reati violenti, entro l’1.7.2005.

Ma a tutt’oggi lo Stato italiano non ha adempiuto a dette direttive, tanto che la CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA’ EUROPEE IL 29 NOVEMBRE 2007 LO HA CONDANNATO PER INADEMPIMENTO DELLA SUA DIRETTIVA DEL 29.4.2004.
Per ora.
In compenso, però, l’Italia ha “premiato” gli autori dei reati violenti!!!
Con l’indulto.

Che non c’era proprio nel programma dell’Unione.
E ha lasciato le vittime alla mercé della giustizia italiana.
E se, esasperate per il comportamento della giustizia, si permettono di esprimere delle critiche, magari inviando un esposto al C.S.M., rischiano di essere querelate dai magistrati e di pagare decine di migliaia di euro di risarcimento, come è capitato alla sig.ra Cordopatri di Reggio Calabria.

In effetti in Italia la vittima di reati violenti è in una situazione forse peggiore rispetto a tutti gli altri stati europei, in quanto:
non ha diritto ad un processo pubblico ed equo, così come previsto dalla risoluzione del Parlamento Europeo sul Libro Verde nel caso in cui l’autore del reato scelga di essere processato in base al giudizio abbreviato;
non ha diritto di informare e di essere informata, e di comprendere e di essere compresa, così come previsto dalla Decisione Quadro;
non ha praticamente diritto al rimborso delle spese sostenute in relazione al procedimento penale, così come previsto dalla Decisione Quadro;
non ha praticamente diritto ad un risarcimento nell’ambito del procedimento penale, così come previsto dalla Decisione Quadro;
non ha diritto a che le sia prestata particolare attenzione onde evitare una sua vittimizzazione secondaria, così come previsto dalla Decisione Quadro;
non ha diritto ad un indennizzo equo ed adeguato da parte dello Stato, così come previsto dalla Direttiva del 29/4/2004.

Comunque bisogna dire che il programma del Partito Democratico è moralmente migliore di quello dell’Unione perché, almeno nei 12 punti pubblicizzati, non parla del problema di aiutare le vittime di reati violenti.
Così nessuno potrà eventualmente dire che non ha mantenuto le sue promesse.
Ma così se ne frega anche delle leggi quadro, direttive e condanne dell’Unione Europea.

Ma come fa il PD a fregarsene delle vittime di reati violenti ed a lasciare che siano ulteriormente vittimizzate?
Ma come fa un cittadino, con un po’ di cuore, a votare per chi ha concesso l’indulto agli autori degli sturpi e degli assassinii più efferati senza far niente per aiutare le loro vittime, e che neanche ora si pone il problema di aiutarle, in barba a tutte le disposizioni dell'UE e dell'ONU?
Non dovrebbe sentirsi un po’ complice degli autori dei reati violenti e della giustizia italiana?
Ma perché il Partito Democratico non inserisce nel suo programma, e con priorità, il problema di aiutare le vittime di reati violenti, con le modalità richieste dalle direttive dell'Unione Europea?


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 Oggetto del messaggio: Re: Appello per il Partito Democratico
MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 16:45 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Nell'appello per la sicurezza non ho visto nulla riguardo i seguenti punti:

a) legalizzazione coltivazione cannabis

Perché non viene legalizzata la coltivazione per uso personale della cannabis?

Una semplice mossa, che farebbe 'sparire' migliaia di falsi criminali dalla scena.

E carabinieri e polizia avrebbero le forze per combattere i veri criminali non dovendo più stare dietro a 'falsi' criminali.

b) vendita stadi alle società di calcio e imposizione degli steward (a carico delle società di calcio) negli stadi

Il problema di ordine pubblico creato dai tifosi di vari natura risulta impegnare ogni fine settimana migliaia di elementi delle forze armate. Risorse impegnate per una ''sicurezza della domenica''

saluti.


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 Oggetto del messaggio: Un aiuto per le vittime di reati violenti
MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 10:23 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Penso che una cosa che si potrebbe fare subito per aiutare le vittime di reati violenti, senza bisogno di tante leggi o riforme, sia quella di consentir loro di rivolgersi al Ministro della Giustizia (naturalmente ad un suo rappresentante) per esporre le loro eventuali lamentele sul comportamento della magistratura, con l'accordo che esse non possano essere usate per querele dei magistrati.
Così il Ministro, se le riterrà fondate, potrà inviare i propri ispettori per svolgere adeguate indagini.
Attualmente, invece, una vittima di reati violenti può inviare un esposto al CSM, che dato che normalmente si tratta di critiche su attività giurisdizionali, si dichiara incompetente e lo archivia. Ma se il contenuto dell'esposto viene a conoscenza dei magistrati interessati (cosa non difficile), questi possono utilizzarlo per querelare la vittima ed ottenere decine di migliaia di euro di risarcimento. Pertanto l'esposto al CSM si può rivelare una trappola, anche perché questo rischio non è mai stato divulgato dai giornali, salvo che dal settimanale Panorama, tramite gli articoli di Jannuzzi. Quello che si è interessato anche del caso Tortora e per il quale è dovuto intervenire il Presidente Ciampi con la Grazia, per non farlo imprigionare a causa di una querela di magistrati. Ed è anche per questo motivo che Freedomhouse ha giudicato che la libertà di espressione in Italia è solo parzialmente libera, a differenza di tutti gli altri stati europei.
Naturalmente ci sono tante altre cose da fare per aiutare le vittime di reati violenti, ma almeno questa andrebbe fatta subito, perché non è proprio accettabile che una vittima di reati violenti, oltre al danno subito e al dover sopportare, almeno, di non essere ben trattata durante il processo (e di più non si può scrivere), possa subire anche la beffa di dover risarcire decine di migliaia di euro ai magistrati, se esprime dei pareri critici sul loro comportamento.


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 Oggetto del messaggio: Un caso pratico di vittima di reati violenti
MessaggioInviato: mar feb 26, 2008 23:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
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Poiché ho notato che nessuno alimenta questo importante tema, e cioè quello della sicurezza, salvo costa1969, aggiungo qualcosa io, tratto da due articoli pubblicati sul Gazzettino.

Si tratta di un caso effettivo accaduto nell'ottobre del 2006.

E’ stato arrestato dai Carabinieri di Treviso con l’accusa di violenza carnale aggravata.
In manette è finito un marocchino di 30 anni.
L’uomo, incensurato, regolare e residente a Cornuda, nel trevigiano, ha sequestrato una giovane studentessa e poi l’ha stuprata per oltre cinque ore.
La vicenda risale al 29 ottobre 2006: la 25enne trascorre la serata in compagnia di amici all’interno di una nota discoteca.
Dopo averli salutati si dirige verso il parcheggio dove si trova la sua auto.
Mentre si appresta a partire per tornare a casa, viene avvicinata da un uomo, che la costringe con la forza a salire insieme a lui sulla vettura. La minaccia e la conduce a Pederobba, in aperta campagna, dove mette in atto la violenza sessuale, abusando di lei per tutta la notte. Dalle 2 alle 7 del mattino, la vittima subisce gli atti dell’immigrato che, oltre allo stupro compiuto, le porta via tutti i suoi effetti personali, cento euro e il cellulare, per poi darsi alla fuga.
La 25enne, seppur terrorizzata dalla lunghissima notte trascorsa in balia del marocchino, riesce a tornare a casa e a raccontare la terribile vicenda ai genitori, che l’accompagnano immediatamente in caserma per sporgere denuncia. La studentessa riesce anche a descrivere minuziosamente il suo aggressore.
E’ proprio l’identikit fornito dalla 25enne a portare i militari a rintracciare l’immigrato, proprio a Cornuda, nella sua abitazione. Oltre all’accusa di violenza sessuale, l’uomo dovrà rispondere anche dei reati di rapina aggravata e sequestro di persona.

L'anno successivo si è svolto il processo.
Ecco i commenti della vittima.


Lavora, e paga i conti.
Del medico, che la segue ancora settimanalmente e dell'avvocato che l'ha seguita.
Ieri era in aula, mentre lui a pochi metri diceva che era stato adescato da lei; difeso da due avvocati che verranno pagati dai fratelli, ma denaro per risarcire lei, quello che ha passato, i costi che sta subendo, ovviamente il marocchino non ne ha e non ci sarà alcun risarcimento del danno.
«Facevo meglio a stare zitta, dopo il fatto», dice. «Lo dico perché mi sarei risparmiata un'udienza penosa come quella di ieri, in cui mi sono sentita accusare. Mi sarei risparmiata i costi, e anche la rabbia che provo adesso. Sei anni secondo me sono pochi, anche perché so che in Italia dopo una certa parte della pena si può uscire; so che conterà, nell'anticipare la sua scarcerazione, la condotta.
Come sta adesso?
«Relativamente bene, cerco di girare pagina; ma è un'esperienza che non dimenticherò mai più. Quando ieri ha chiesto di parlare, quasi pensavo chiedesse scusa, ma quando l'ho sentito accusare me credevo di non controllarmi più».
"Ce l'ho con questo Stato: per l'incubo che io mi porterò dentro per tutta la vita, lui ha avuto dallo Stato anche uno sconto di pena di un terzo. Ha potuto dire che io l'avevo adescato, difeso da ben due avvocati che i fratelli hanno il denaro per pagare. Ma per aiutare me, che chissà per quanto resterò in cura e che ho dovuto costituirmi con un legale, nemmeno una lira.".

Possibile che i responsabili del Partito Democratico, non si rendano conto che le sinistre hanno perduto molti consensi a causa della legge sull'indulto, che ha premiato anche gli stupratori e gli autori degli assassini più efferati, e che un modo per recuperare consensi sarebbe quello, almeno, di aiutare le loro vittime?


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mer feb 27, 2008 00:37 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
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Dolorosa le rievocazione di un fatto grave e inadeguata ogni parola di conforto e comprensione alla vittima ma... il PD che c'entra?

Dell'indulto abbiamo discusso a suo tempo nel forum e ricordiamo che fu un'infelice provvedimento voluto dalla maggioranza e dall'opposizione in parlamento.

ciaoooooooooooo


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 Oggetto del messaggio: Ecco cosa c'entra il PD
MessaggioInviato: mer feb 27, 2008 23:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 11
Arlecchino,
per quanto riguarda l’indulto, il fatto che anche gran parte (non tutta) dell’opposizione sia stata d’accordo, non giustifica l’Unione dall’averlo attuato e dal non aver fatto nulla per rimediare all’”infelice provvedimento”, che ha liberato, sta liberando e continuerà a liberare, quasi tutti i 60.000 delinquenti allora in carcere. E non solo. Perché anche i delinquenti ancora in libertà ed in attesa di giudizio, faranno tre anni di meno di carcere. E la liberazione di delinquenti, come pure l’incremento degli immigrati extracomunitari, non può che far aumentare il numero delle vittime di reati violenti.

Per cui durante il suo governo l’Unione avrebbe dovuto, almeno, aiutare le vittime di reati violenti.
Almeno in base alle varie direttive, leggi quadro, convenzioni, risoluzioni dell’ONU e dell’UE.
Invece per le vittime di reati violenti, non ha fatto niente.
Tanto che la Corte di Giustizia Europea, il 29 Novembre 2007 ha condannato l’Italia per inadempimento di una sua direttiva del 29.4.2004 relativa proprio agli aiuti alle vittime di reati violenti.

Ma l’Unione non ha adempiuto neanche alla decisione quadro del 15.3.2001, che a pagina 64 del suo programma era posto come un obiettivo prioritario.
E non ha neanche aderito alla convenzione del 1983 relativa ai risarcimenti delle vittime di reato.
E non ha neanche fornito delle adeguate risposte alle richieste dell’Unione Europea, in merito al risarcimento delle vittime di reati violenti.
Invece ecco alcuni passi della risposta della Germania.

Non sono necessarie misure legislative per implementare la direttiva in Germania. La legge per il risarcimento delle vittime della criminalità, che è entrata in vigore nel 1976, prevede già tutto quanto richiesto.
Dal 1960 in tutto il mondo le vittime della criminalità erano largamente abbandonate al loro destino. All’alba dell’era moderna l’umanesimo e l’illuminismo avevano fatto crescere l’interesse sociale verso i delinquenti e il loro reinserimento nella società. Invece l’aiuto alle vittime era rimasto sullo sfondo.
Una comunità che prende seriamente i principi costituzionali dello stato sociale, come regola di legge, non può rimanere indifferente alle vittime, specialmente dei reati vio-lenti. E non è sufficiente riferirsi alle condizioni delle leggi civili per i risarcimenti. La percentuale di individuazione dei colpevoli di reati violenti è molto elevata ma, spesso, il delinquente non è in una situazione finanziaria tale da risarcire i danni.
Dal 1976 la Germania ha offerto aiuto alle vittime di reati violenti, entrando così in un nuovo territorio legislativo. La legge per il risarcimento alle vittime di reati violenti è stata approvata all’unanimità e rappresenta un passo significativo in avanti nella legge e nella politica sociale. La Germania è stata uno dei primi paesi al mondo a provvedere una legge base per il diritto delle vittime ad essere risarcite.

Pertanto se la giovane stuprata, che io ho citato, ha dovuto sopportare di essere ulteriormente vittimizzata, di doversi pagare l’avvocato, le cure mediche e di non ottenere alcun risarcimento, la colpa è dell’Unione, che durante il suo governo non ha provveduto neanche ad adempiere alle direttive europee, tanto che l'Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea.
Ma potrebbe accadere anche di peggio, perché se per caso, esasperata per il trattamento subito, detta giovane si permettesse di esprimere delle critiche sulla magistratura, rischierebbe di dover pagare decine di migliaia di euro di risarcimenti.

Ecco cosa è stato scritto su Panorama in merito ad una dichiarazione di Mauro Mellini, un autorevole membro della Suprema Corte: “I nostri magistrati godono del privilegium fori, come un tempo gli ecclesiastici, sono intoccabili, titolari di una totale immunità, non solo non pagano per gli abusi e i loro errori, ma si rifanno su chi ancora osa criticarli, facendoli condannare al posto degli imputati dei processi che perdono, e incassando da loro e dai giornali che ospitano le critiche, congrue parcelle di risarcimento”.

I giornali e la televisione, forse per paura?, non riportano questi fatti.
Ma almeno un esempio lo puoi trovare su internet, basta che su Google digiti il nome “Teresa Cordopatri”.

Tu domandi cosa c’entra il PD.
Niente, se non c’entrasse con l’Unione.
Ma non credo che possa dire che non c’entra con quello che ha fatto, o meglio non ha fatto, l’Unione, e con la condanna per inadempimento della Corte di Giustizia Europea, che l’Italia ha subito solo tre mesi fa.

Ma nel suo programma, a differenza di quello dell’Unione, non ha neanche parlato dell’esigenza di aiutare le vittime di reati violenti, almeno in base alle direttive dell’Unione Europea.
Ed è per questo motivo che ho presentato le mie critiche e, soprattutto, la mia proposta, che ripeto qui di seguito.
Ma perché il Partito Democratico non inserisce nel suo programma, e con priorità, il problema di aiutare le vittime di reati violenti, con le modalità richieste dalle direttive dell'Unione Europea?

Inoltre potrebbe invitare il governo Prodi ad istituire immediatamente una funzione all'interno del ministero della Giustizia, col compito di poter sentire le lamentele delle vittime di reati violenti (con l'impegno assoluto che non possano essere usate dai magistrati per querele) e, eventualmente, poter intervenire per effettuare delle indagini sul comportamento della magistratura ed anche con aiuti economici immediati. Questo soprattutto per quelle vittime di reati violenti, i cui autori abbiano goduto dell'indulto, così, almeno potrebbero "sfogarsi".
Quest'ultima cosa dovrebbe essere messa in atto subito (magari con un decreto legge), perché altrimenti, se perderanno le elezioni, ai politici di centro sinistra rimarrà l'"infamia" di aver premiato anche gli autori degli stupri e degli assassini più efferati, con l'indulto, ma di non aver fatto nulla per aiutare le loro vittime, neanche dopo che l'Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea proprio a causa di un inadempimento relativo agli aiuti alle vittime di reati violenti.


Ciao e grazie per avermi consentito di precisare meglio le mie “accuse” e le mie richieste all’Unione e al PD.


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 Oggetto del messaggio: Re: Appello per il Partito Democratico
MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 12:31 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 77
costa1969 ha scritto:
Nell'appello per la sicurezza non ho visto nulla riguardo i seguenti punti:

a) legalizzazione coltivazione cannabis

Perché non viene legalizzata la coltivazione per uso personale della cannabis?

Una semplice mossa, che farebbe 'sparire' migliaia di falsi criminali dalla scena.

E carabinieri e polizia avrebbero le forze per combattere i veri criminali non dovendo più stare dietro a 'falsi' criminali.


:roll:
ti è sfuggito:

bloemendal ha scritto:
f)Ridefinire i mercati illegali
Molti dei problemi delle città derivano dall’estendersi difficilmente contenibile dei mercati illegali: sostanze stupefacenti, prostituzione, abusivismo commerciale. Bisogna entrare nell’ottica di misurarsi con queste problematiche, in una prospettiva di intelligente e pragmatica “riduzione del danno”, anziché fingere che i problemi non esistano, e che sia meglio scansarli. Il Partito Democratico è determinato a discuterne, e a provare a costruire, con la messa a sistema di best practices, soluzioni, anche parziali.


P.S. dove si firma l'appello?
P.P.S. solo questo punto toglie alle varie mafie 2 delle 3 principali fonti di guadagno, scusate se è poco...
:D


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