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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: stupefacenti liberi
MessaggioInviato: gio feb 28, 2008 22:23 pm 

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Stupefacenti in libera vendita sotto controllo medico, col mantenimento di tutte le proibizioni di buon senso, quali la guida di veicoli a motore o l'esercizio di attività lavorative sensibili sotto effetto di droghe o alcool:
Vantaggi per lo Stato:
1) Monitoraggio permanente del consumo.
2) Riscossione degli oneri fiscali
3) Eradicamento della microcriminalità legata agli alti costi per il consumatore.
4) Radicale inaridimento dei flussi finanziari mafiosi
Vantaggi per il cittadino:
1) Esercizio del libero arbitrio
2) Assistenza sanitaria
3) Qualità dei principi attivi stabile e garantita (fine delle morti per overdosaggio)
4) Prezzi onesti e di mercato
5) Fine della clandestinità e libertà dal ricatto criminale
Controindicazioni:... non mi vengono in mente, qualche suggerimento?


Ultima modifica di Ospite il ven feb 29, 2008 17:59 pm, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: stupefacenti liberi
MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 09:28 am 

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andream ha scritto:
Controindicazioni:... non mi vengono in mente, qualche suggerimento?


uhm...
dove trovare i soldi per i sussidi di disoccupazione per i mafiosi?
:twisted:


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MessaggioInviato: ven feb 29, 2008 17:55 pm 

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beh, se è per questo, bisognerebbe ricollocare anche una sacco di poliziotti. 8)


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 09:36 am 

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tornando seri, io credo che attualmente in Italia una regolamentazione del fenomeno nell'ottica della riduzione del danno sia un'impresa politicamente molto difficile.
Troppi ancora, ahimè, i pareri contrari tra la gente.
E poi non basterebbe una singola legge, ma bisognerebbe formulare un'intero quadro normativo.
Bisognerebbe cominciare a lavorare sulla gente e sensibilizzarla al problema, solo allora si potrà proporre qualcosa di serio.


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 16:00 pm 

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Anche il viaggio a piedi intorno al mondo deve cominciare con un primo passo.
A presto.
Rominion.


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 16:47 pm 

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State proponendo che lo Stato eserciti un governo/controllo sulla possibilità di lasciare che una delle fasce deboli della società continui a rimanere nella sua debolezza invece di promuoverne la crescita umana?
Queste "proibizioni di buon senso" alle quali si fa riferimento cosa dovrebbero essere? Ti consento di drogarti, ma se vuoi morire vai dallo spacciatore? Ti dò l' lsd ma non ti dò il crack? (Scusate io non conosco i nomi delle droghe mortali moderne.)
Io non voglio che le mie tasse, quelle proprio mie personali, quelle che pago con la busta paga al servizio sanitario nazionale servano per dare la droga ai ragazzi.
Preferirei che lo Stato investisse seriamente sui centri di recupero - senza San Patrignano (iniziativa privata) l'Italia non si sarebbe mai inventato i Sert per la tossicodipendenza.


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 19:22 pm 

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Rominion ha scritto:
Anche il viaggio a piedi intorno al mondo deve cominciare con un primo passo.
A presto.
Rominion.


certo, ma partire senza aver preventivato dove andare e soprattutto senza aver valutato se si hanno le forze per sostenere il viaggio può essere controproducente.
:wink:


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MessaggioInviato: dom mar 02, 2008 19:54 pm 

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LucianaM ha scritto:
State proponendo che lo Stato eserciti un governo/controllo sulla possibilità di lasciare che una delle fasce deboli della società continui a rimanere nella sua debolezza invece di promuoverne la crescita umana?


assolutamente no.
si tratta di sostenere una politica di riduzione del danno.
mi spiego: il fenomeno della tossicodipendenza è sotto gli occhi di tutti ed è stato affrontato finora, per quasi 50 anni, con una politica di repressione che, mi permetterai, ha dimostrato tutti i suoi limiti.
Una corretta politica di riduzione del danno si esplica attraverso una serie di iniziative (legislative e non) coordinate.
1) Lotta al narcotraffico ed all'illegalità.
2) Eliminazione delle morti per overdose.
3) Riduzione dei crimini correlati alla necessità di procurarsi una dose.
4) Sensibilizzazione dei giovani alla drammaticità del fenomeno.
Tutto ciò non significa assolutamente promuovere la crescita del fenomeno, anzi lo mina alle fondamenta.
Non credo che un ragazzo che si rechi in una narcosala per la "prima volta", venga incentivato, anzi, magari troverebbe uno psicologo in grado di capire perchè è alla ricerca di "sensazioni forti".
In strada il mercato sarebbe distrutto.
E bada che finora stiamo parlando delle cosiddette "droghe pesanti", perchè il discorso delle "droghe leggere" qui c'entra proprio poco, anzi nulla.

LucianaM ha scritto:
Queste "proibizioni di buon senso" alle quali si fa riferimento cosa dovrebbero essere? Ti consento di drogarti, ma se vuoi morire vai dallo spacciatore? Ti dò l' lsd ma non ti dò il crack? (Scusate io non conosco i nomi delle droghe mortali moderne.)


Credo si riferisse ai divieti da imporre a chi fa uso di droga: guidare, esercitare un lavoro a rischio incolumità, esercitare un lavoro professionale etc.
Ti sembrerà strano, ma oggi come oggi nessuno mi da la certezza assoluta che il chirurgo (non me ne voglia la categoria, è solo un esempio) che mi deve operare non abbia fatto uso, che so, di cocaina...

LucianaM ha scritto:
Io non voglio che le mie tasse, quelle proprio mie personali, quelle che pago con la busta paga al servizio sanitario nazionale servano per dare la droga ai ragazzi.


beh, in realtà non servono a quello.
Servono ad evitare che i tossicodipendenti si sparino sostanze tagliate con le schifezze più allucinanti.
Servono ad evitare che ci siano morti per overdose.
Servono ad evitare che le carceri continuino ad essere un circuito di iniziazione alle droghe pesanti.
Servono a finanziare consultori per dare sostegno anche psicologico.
Servono a sostenere campagne di sensibilizzazione del cittadino (ed in particolar modo dei ragazzi).

E comunque, non vorrei sbagliarmi, ma credo che qualcuno abbia già calcolato che i soldi si riescano recuperare dal risparmio che lo Stato avrebbe in termini di minori detenuti nelle carceri.

LucianaM ha scritto:
Preferirei che lo Stato investisse seriamente sui centri di recupero - senza San Patrignano (iniziativa privata) l'Italia non si sarebbe mai inventato i Sert per la tossicodipendenza.


sono d'accordo, ma l'uno non esclude l'altro.

detto ciò, ribadisco che attualmente in Italia non siamo ancora pronti a portare avanti una campagna del genere.
Prima capire, discutere e sensibilizzare, poi agire.
:D


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MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 20:13 pm 

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percomelavedoio ha scritto:

detto ciò, ribadisco che attualmente in Italia non siamo ancora pronti a portare avanti una campagna del genere.
Prima capire, discutere e sensibilizzare, poi agire.
:D


Certo, e va anche detto che il cambio di strategia dovrebbe essere planetario, non nazionale. (Basta vedere i problemi che incontra l'Olanda con la sua miniliberalizzazione solitaria)
Eppure qualcosa va tentata con la massima urgenza, non tanto in difesa dei consumatori, che, se maggiorenni, a parer mio, devono assumersi in proprio l'onere della loro esistenza. ma in difesa della società civile.
Chiarisco meglio il mio pensiero:
In un rapporto delle Nazioni Unite del 2005 si valutava che circa il 30% di tutto il denaro contante di tutte le valute del globo era in mano alle organizzazioni mafiose, in uno più recente della commissione antimafia si descrive la 'ndarangheta come una potenza planetaria con capacità di controllo di una fetta importante dell'economia di tutte le maggiori democrazie occidentali, Australia e Canada incluse.
Questi enormi flussi di denaro provengono in maggior parte dal traffico di droga, e questa immensa disponibilità di denaro sta minando alla base tutta l'economia mondiale in un dumpimg sfrenato.
Le aziende sane devono far fronte alla concorrenza di quelle ormai controllate dalla mafia, che posso produrre sottocosto, perchè il loro fine non è il profitto ma il riciclo del denaro di provenienza illecita.
In Italia chiunque svolga attività imprenditoriale di basso know how si è prima o poi dovuto confrontare con questo tipo di problemi.
E che dire dei tanti perfetti sconosciuti improvvisamente saliti agli onori delle cronache finanziarie in qualità di speculatori supermiliardari?

Non c'è che un modo per fermare tutto ciò (e per la verità temo che sia ormai tardi) l'attività di commercio di sostanze psicotrope deve diventare legale.
Per la verità caro "percomelavedoio" ciò che da sempre ostacola questa soluzione non è l'assenza di preparazione dell'opinione pubblica, ma l'azione di lobbing delle associazioni mafiose che tengono nel loro libro paga un numero esorbitante di politici, e mica solo in Italia.
Ed a LucianaM voglio dire: condivido le tue preoccupazioni per la sorte dei minori, tristi e spaesati di fronte ad un futuro cupo ed incerto, ma non sarà con i divieti che li salveremo, hanno bisogno di buoni esempi, di cultura e di amore, ci vogliono buoni genitori e buoni maestri per fare giovani solidi, non poliziotti ringhiosi.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar mar 04, 2008 10:18 am 

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andream ha scritto:
Per la verità caro "percomelavedoio" ciò che da sempre ostacola questa soluzione non è l'assenza di preparazione dell'opinione pubblica, ma l'azione di lobbing delle associazioni mafiose che tengono nel loro libro paga un numero esorbitante di politici, e mica solo in Italia.


vedi, caro andream, io non ho mica affermato il contrario.
sono pienemente d'accordo con te sul fatto che le lobbies (ma qui dovremmo parlare di veri e propri cartelli mafiosi) giochino un ruolo fondamentale nel sostegno al proibizionismo.
Ma, proprio per questo, dubito seriamente si possa intraprendere alcuna iniziaziva regolamentatrice senza il necessario supporto (e la forza) della "base elettorale", delle persone comuni.
Se l'opinione pubblica al riguardo continua ad avere un atteggiamento di ottuso propagandismo proibizionista, non si avranno mai i numeri per portare avanti una campagna seria e duratura.


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