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 Oggetto del messaggio: una proposta controcorrente
MessaggioInviato: mar feb 19, 2008 19:52 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Sto seguendo la campagna di Ferrara e la trovo sicuramente ipocrita.Non credo che a Ferrara stia tanto a cuore un argomento come l'aborto tanto da creare una lista, ma come al solito,cerca di stupire per dimostrare la sua innegabile intelligenza o forse per un probabile futuro accordo atto a favorire Berlusconi.Io purtroppo non conto nulla nè ho mezzi per proporre alle masse un argomento che mi turba da anni:il divorzio. Premetto che non sono interessata personalmente all'argomento e che purtroppo io non sono stata lasciata per un divorzio,ma per un motivo ben più grave :un lutto!Penso che chi ha provato questa separazione possa capire bene in quale inferno ci si possa trovare.Ma questo,purtroppo è un avvenimento tragico che la vita ,a volte,ti può riservare,ma il divorzio è qualcosa che molti hanno voluto e che lascia un vuoto altrettanto grave.Vorrei rilanciare una campagna contro,in difesa di tante povere donne,che raggiunta una certà età si ritrovano sole perchè l'uomo con cui hanno trascorso tutta una vita vengono abbandonate,per una persona più giovane,magari stupida,ma con lo scopo di distruggere la vita di una famiglia.Il divorzio così come è stato concepito è stupido e crudele.Chissà se qualcuno ci ha mai pensato!


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 Oggetto del messaggio: Re: una proposta controcorrente
MessaggioInviato: mer feb 20, 2008 20:04 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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[quote="annana"] Ho voluto aprire un post sul divorzio in relazione a quanto ha fatto Ferrara sull'aborto.Capisco che la proposta è per molti fantascientifica,ma io vorrei dimostrare che tutto ciò che ci sembra certo e giusto potrebbe non essere tale, e per questo motivo l'argomento andrebbe esaminato e discusso .Troppe leggi o consuetudini che ci sembrano normali hanno invece peggiorato la nostra vita e quella dei nostri figli.Se ne potrebbe parlare? Purtroppo gli argomenti vengono seguiti solo se lanciati da grandi pensatori,ma io spero di potere trovare sul forum persone interessate al problema. Grazie!


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MessaggioInviato: mer feb 20, 2008 20:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Scusa, ma non ho capito qual'è la proposta controcorrente che vorresti lanciare.
Grazie per il chiarimento.


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MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 13:28 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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LucianaM ha scritto:
Scusa, ma non ho capito qual'è la proposta controcorrente che vorresti lanciare.
Grazie per il chiarimento.
La mia proposta rigurda il divorzio così com'è stato concepito.Se ci sono situazioni particolarmente difficili,è naturale che si debba dare ai coniugi la possibilità di chiudere una storia,ma vi sembra opportuno e morale che una persona possa essere abbandonata solo per un capriccio momentaneo e lasciare il coniuge e figli nella disperazione? La vita non è un film,la vita deve essere vissuta con la consapevolezza che dobbiamo assumerci delle responsabilità per primo verso i figli che mettiamo al mondo,poi verso il coniuge,(spesso è la donna non più giovanissima a farne le spese)La mia proposta è dunque di rivedere il divorzio e non concederlo se non per validi motivi:Una sbandata si può superare con il tempo e non deve essere sufficiente per mandare all'aria la vita di una famiglia.La passione è come un grosso falò che dura lo spazio di qualche ora e non si può barattare con una vita vissuta serenamente e spezzarla in un momento


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MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 15:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Non credo che la legge sul divorzio entri nel merito delle motivazioni che portano la coppia a separarsi.
Questa è una materia che appartiene al campo della morale, e non della giustizia, per cui è compito dei rispettivi legali verificare se tra i coniugi c'è un margine per la riappacificazione oppure no - altrimenti si procede con gli atti legali.

Si può, però, riflettere sull'opportunità della tua proposta. Secondo me bisogna essere in due per decidere di amarsi e per continuare ad amarsi. Se, indipendentemente dai motivi, uno dei due coniugi non vuole più rispettare il patto d'amore contratto attraverso il matrimonio è lecito obbligarlo a rimanere sposato a una persona che non ama più?
Che rapporto diventa quello dove uno dei coniugi vuole a tutti i costi rimanere sposato, mentre all'altro non gliene importa più nulla?

Quando un amore finisce non c'è mai un motivo che possa definirsi valido per il coniuge che resta innamorato. Ecco perchè, nel divorzio, le motivazioni dei coniugi che li portano a questo atto non hanno nessuna importanza.

Diventano importanti, invece, qualora si richieda l'annullamento ecclesiastico del matrimonio. Non so se tu abbia contratto il matrimonio concordatario o solo quello civile. Per ottenere l'annullamento del matrimonio religioso è necessario fornire motivazioni precise che risalgono, ad esempio, a costrizioni di qualsiasi genere che hanno portato al matrimonio, o a gravi fatti intervenuti durante il medesimo.

Comunque, come ben sai, il nuovo Concordato del 1984 ha diviso le strade civili ed ecclesiastiche del divorzio. Per cui, la coppia che decide di dividersi deve farlo sia davanti allo Stato, col divorzio, sia davanti alla Chiesa, con l'annullamento. La coppia che non richiede l'annullamwento ecclesiastico del matrimonio, secondo il Codice Canonico non può più contrarre matrimonio religioso.


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MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 16:13 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 88
Vabbè dai, a sto punto aboliamo il matrimonio e non se parli più!



:D


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MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 19:34 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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Soluzione interessante, ma credo che il problema posto da Annana si potrebbe presentare anche in caso di convivenza o di DICO! :roll:


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MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 19:05 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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E' vero, ma senza matrimonio si sta insieme se ci si ama, e ci si lascia in caso contrario, tutto é piu' semplice.
C'e' il caso del genitore capriccioso che lascia tutti nella disperazione (citato piu' su), col matrimonio non si risolve: se il genitore vuole andare via, sposato o no se ne va, nessun giudice puo' obbligarlo a stare in casa come in carcere, in piu' sarebbe peggio, sicuramente. Certo il matrimonio garantisce il povero che puo' chiedere un po' di soldi al piu' ricco, ma ridurre l'amore a una situazione finanziaria... Certo in alcune situazioni é plausibile, ma in altre no...

In piu' eviterebbe tutte le questioni di chi si puo' sposare e chi no, con quante persone, ecc...
A presto.
Rominion.


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MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 18:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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[quote="Rominion"A proposito delle risposte che mi sono state date sulla mia proposta per una modifica della legge sull’aborto,vorrei fare notare che convincere di quanto ho scritto le persone molto giovani è difficile .I ventenni di oggi sono figli di quarantenni che sono cresciuti con questa convinzione,e per loro sembra impossibile che si possa pensare diversamente.Come ho già detto nel primo post, non sono interessata direttamente al problema,in quanto la mia solitudine è solo frutto del destino.Proprio per questo ho cercato di misurare il dolore dell’abbandono .Quando due persone ,in particolare con dei figli piccoli o adolescenti decidono di lasciarsi,il più delle volte lo fanno perché uno dei due, trova una persona più giovane per la quale provano una forte nuova attrazione. Questo nuovo amore nel giro di poco, quasi sempre finisce e la vita ridiventa monotona come la precedente. La vita è questa: la felicità ,la passione,sono condizioni passeggere.Vale la pena barattare un dolore immenso inflitto ad un coniuge e ai propri figli per una passione che non potrà mai essere eterna?


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MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 15:44 pm 

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Non sono un ventenne, e il mio babbo ha superato i settanta. Come fai a conoscere (credere di conoscere) l'età di chi scrive?
Il fatto che scrivi su un argomento che non ti riguarda direttamente va tutto a tuo vantaggio: vuol dire che ti interessi agli altri.
A parte che non capisco perché vuoi mettere lo Stato in mezzo a questioni cosi' personali, ma come ti dicevo sarebbe inutile, tranne se chiudi in casa quello che vuole andare via... In piu' le storie d'amore possono finire per innumerevoli ragioni, cosa ti spinge ad affermare che la prima é cambiare il vecchio per il nuovo (giusto o sbagliato che sia)? In piu' capita anche che il coniuge partito mantenga buoni rapporti, se non con quello rimasto, almeno con i loro figli...
A presto.
Rominion.


annana ha scritto:
[quote="Rominion"A proposito delle risposte che mi sono state date sulla mia proposta per una modifica della legge sull’aborto,vorrei fare notare che convincere di quanto ho scritto le persone molto giovani è difficile .I ventenni di oggi sono figli di quarantenni che sono cresciuti con questa convinzione,e per loro sembra impossibile che si possa pensare diversamente.Come ho già detto nel primo post, non sono interessata direttamente al problema,in quanto la mia solitudine è solo frutto del destino.Proprio per questo ho cercato di misurare il dolore dell’abbandono .Quando due persone ,in particolare con dei figli piccoli o adolescenti decidono di lasciarsi,il più delle volte lo fanno perché uno dei due, trova una persona più giovane per la quale provano una forte nuova attrazione. Questo nuovo amore nel giro di poco, quasi sempre finisce e la vita ridiventa monotona come la precedente. La vita è questa: la felicità ,la passione,sono condizioni passeggere.Vale la pena barattare un dolore immenso inflitto ad un coniuge e ai propri figli per una passione che non potrà mai essere eterna?


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MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 18:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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[quote="Rominion" Lo Stato c'entra perchè dovrebbe modificare una legge troppo permissiva.Il divorzio dovrebbe essere concesso in casi di effettiva necessità:Dovremmo riconsiderare una vita con più attenzione ai valori morali ed educare i nostri giovani alla rinuncia per le cose superflue. Non si può avere sempre tutto ciò che si desidera perchè nella vita,purtroppo non sempre tutto è ottenibile


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MessaggioInviato: lun feb 25, 2008 15:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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La necessità è soggettiva. Chi dovrebbe decidere chi puo' divorziare e chi no? Lo Stato? I giudici? A me sembra improponibile...
E' vero che purtroppo non tutto è ottenibile, ma questo non vuol dire che niente è ottenibile. Se lo scopo di ognuno è di vivere il meglio possibile (è quello che penso) deve poter scegliere se vive bene con una persona o se sarebbe piu' felice altrove. Non vedo ragioni che dovrebbero costringere chicchessia a vivere una vita che non sente sua... La legge è per me già abbastanza rigida. sui tempi del divorzio (c'e' una discussione in proposito) per esempio.
In quanto ai valori morali scusami, ma dovresti esplicitarmeli, perchè, non seguendo il tuo ragionamento, penso che ne abbiamo di diversi...
La rinuncia del superfluo è utile quando la "non rinuncia" porta a qualcosa di negativo, se è un capriccio, senno' non c'e' ragione di farsi del male.
Per dirtela tutta io sarei per l'abolizione del matrimonio. Ognuno si gestisce i propri rapporti come meglio crede. Credo che sia importante responsabilizzare ogni cittadino alle proprie scelte di vita.
A presto.
Rominion.


annana ha scritto:
[quote="Rominion" Lo Stato c'entra perchè dovrebbe modificare una legge troppo permissiva.Il divorzio dovrebbe essere concesso in casi di effettiva necessità:Dovremmo riconsiderare una vita con più attenzione ai valori morali ed educare i nostri giovani alla rinuncia per le cose superflue. Non si può avere sempre tutto ciò che si desidera perchè nella vita,purtroppo non sempre tutto è ottenibile


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MessaggioInviato: lun feb 25, 2008 20:16 pm 

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[quote="Rominion"]Credo non ci sia impresa più ardua che cercare di convincere chi ha un’idea contraria alla propria. Noi stiamo discutendo sul divorzio,io cerco di proporre una modifica,ma vedo che entrambi rimaniamo nelle nostre posizioni. Cosa devo pensare ? Sei stato un bambino felice? Ora sei una persona felice? Hai sempre reso felice le persone che hai avuto accanto? Saresti uno dei pochi che non ha avuto problemi di sorta. Eppure è sotto gli occhi di tutti la vita di tanti adolescenti infelici e sbandati che vivono solo aspettando il sabato per andare a stordirsi in discoteca,per drogarsi e ritornare a casa in macchina ubriachi a velocità pazzesche sfidando la morte. Tu mi chiederai quale nesso abbia con il divorzio questo nuovo modo di comportarsi dei giovani., ma se me lo pensassi davvero non saresti sincero.La famiglia è il luogo dove i figli prendono esempio,dove acquistano la sicurezza che li porterà ad affrontare la vita in modo responsabile con la consapevolezza che i problemi vanno risolti insieme ,che non ci si può fermare al primo ostacolo,e che l’amore ricevuto da bambini ce lo porteremo per tutta la vita come un salvagente per le situazioni difficili. Quale esempio ci può venire da famiglia dove ognuno pensa per sé?


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MessaggioInviato: mar feb 26, 2008 11:17 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 13
mi sembra molto interessante riparlare di divorzio, così come è importante continuare a parlare di aborto, però ritengo sbagliato parlarne in termini di legge. Non si riduce il numero di aborti se si impone una legge più restrittiva, così come non migliora la qualità dei matrimoni se vengono fissati vincoli regolamentari più rigidi. Quello che mi pare opportuno è discutere sull'aborto e sul divorzio alla luce di quella che Ferrara l'altra sera alle invasioni barbariche definiva "l'ideologia dominante". E' l'ideologia dominante che porta alla banalizzazione del sesso, all'ossessione sessuale presente in molti adolescenti e spesso anche in poco più che bambini, ed è la stessa ideologia che rimuove l'aborto come problema e punta a eliminarlo come tema di discussione. Per il matrimonio vale lo stesso: ognuno deve inseguire la felicità, sempre secondo il pensiero dominante, non sapendo che in questo modo se ne diventa schiavi e si è disposti a far soffrire il coniuge e i figli per inseguire un'emozione momentanea.
Non voglio fare moralismo, ma dovremmo ammettere che sia l'aborto che il divorzio non sono eventi positivi nella vita di una persona e per questo motivo bisognerebbe creare una società che spinga ad evitare questi eventi, non attraverso la legislazione, ma attraverso la cultura.


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 Oggetto del messaggio: Bi-post
MessaggioInviato: mar feb 26, 2008 23:33 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
Ciao Annana, (segue il "ciao contest")
hai ragione, mi pare evidente che non la pensiamo allo stesso modo, ma se non ti annoia, continuo un pochino.
Due persone che si amano devono essere piu' che certi della loro relazione per fare un bambino, senno' non gli si "regala" la vita, gliela si impone. Se poi non ostante tutto finisce che non si sta piu' bene insieme, credo che restando insieme le cose non migliorino. Ma ci si puo' lasciare in buoni termini, per esempio. Per la grande gioia del bimbo che continua a vedere i due genitori,uno alla volta, d'accordo, ma felici e che non fanno il muso o si gridano addosso tutto il giorno, cosa che porterebbe qualunque giovane a schiantarsi con la macchina contro una discoteca. Ora se nella "modifica" della legge ci si vuol mettere che i genitori possono divorziare ma devono restare in buoni rapporti, in teoria sono d'accordo, ma in pratica non funziona... A proposito quali sono esattamente le modifiche che proponi? Forse non ho capito niente dall'inizio...

Ciao contest,
Certo che la cultura aiuta. Rousseau parlava dell'educazione dei sentimenti differenziandola dall'educazione formale. La mia traduzione semplificata é quella di insegnare (ed imparare) ad essere gentili. Ed accanirsi ad essere gentili in ogni circostanza.... Lavoro duro... Ma lo appoggio pienamente!
Se tutti fossero gentili (termine forse un po' infantile, ma é quello che rispecchia meglio la mia idea) non ci sarebbe bisogno di leggi... Purtroppo le leggi ci sono proprio per limitare in qualche modo, la cafonaggine... Tranne quando la legge la fa un cafone, ovviamente... Sigh!
A Presto.
Rominion.


contest ha scritto:
mi sembra molto interessante riparlare di divorzio, così come è importante continuare a parlare di aborto, però ritengo sbagliato parlarne in termini di legge. Non si riduce il numero di aborti se si impone una legge più restrittiva, così come non migliora la qualità dei matrimoni se vengono fissati vincoli regolamentari più rigidi. Quello che mi pare opportuno è discutere sull'aborto e sul divorzio alla luce di quella che Ferrara l'altra sera alle invasioni barbariche definiva "l'ideologia dominante". E' l'ideologia dominante che porta alla banalizzazione del sesso, all'ossessione sessuale presente in molti adolescenti e spesso anche in poco più che bambini, ed è la stessa ideologia che rimuove l'aborto come problema e punta a eliminarlo come tema di discussione. Per il matrimonio vale lo stesso: ognuno deve inseguire la felicità, sempre secondo il pensiero dominante, non sapendo che in questo modo se ne diventa schiavi e si è disposti a far soffrire il coniuge e i figli per inseguire un'emozione momentanea.
Non voglio fare moralismo, ma dovremmo ammettere che sia l'aborto che il divorzio non sono eventi positivi nella vita di una persona e per questo motivo bisognerebbe creare una società che spinga ad evitare questi eventi, non attraverso la legislazione, ma attraverso la cultura.


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