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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Interruzione di gravidanza: dirittosì/dirittono?
MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 18:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 93
Premetto che sono faforevole ad aborto ed eutanasia... E che non sono un maniaco omicida.
Cio' detto, propongo un altro punto di vista: non piu' il diritto alla vita, ma il diritto di morte (o della non-vita). La morte é una cosa triste solo per i vivi, i morti non sanno neanche di esserlo (tranne per i credenti, ma per loro si vive meglio da morti, no?...)
Il feto non sa di essere vivo, i genitori sono piu' ameni a sceliere per lui, conoscendo la propria vita (quindi quello che aspetta il piccolo), piuttosto che lo Stato che non conosce un cavolo (se mi passate l'espressione).

A chi mancherebbe il feto? Ai genitori prima di tutto. Forse a qualche nonno, ma non certo allo Stato. Tutte persone che partecipano alla scelta dell'aborto. C'e' chi ci mette anche il feto, ma lui non si rende neanche conto di essere vivo e di tutte le possibilità che gli offre il fututro eventuale, quindi di vivere o morire a lui non gli puo' fregare di meno al momento. Inoltre chissà che rendendosene conto non sceglierebbe la morte? In questo caso non gli si "regalerebbe" la vita, ma gliela si imporrebbe. Qui dovrei attaccare con l'eutanasia, ma mi fermo qui. Preferisco aspettare di sapere se qualcuno é interessato.

A presto.
Rominion.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 19:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 330
Si puo' imporre ad una donna di portare a termine una gravidanza contro la sua volonta'?

Io credo di no.

Lo stato non puo' disporre del corpo di un essere umano neanche se si trattasse di salvare una vita, altrimenti dovrebbe imporre pratiche molto meno invasive e rischiose di una gravidanza come la donazione di sangue o quella di midollo osseo.

Addirittura non ritiene che sia possibile imporre la donazione di organi dopo la morte cerebrale, come puo' tollerare che per legge si imponga ad una donna di decidere se affrontare o meno la gravidanza?

L'aborto lo si combatte diffondendo informazioni sui metodi contraccettivi e facendo educazione sessuale seria nelle scuole, senza falsi moralismi.

Applichiamola davvero la 194, facciamo si' che i consultori aiutino chi cerca metodi contraccettivi sicuri, scoraggiando l'uso di quelli meno sicuri (i cosiddetti metodi naturali) a meno che la coppia non sia disposta ad accettare un figlio non programmato.

Faccio fatica a credere alla buona fede di chi si oppone alla contraccezione e poi si dichiara contrario all'aborto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Interruzione di gravidanza: dirittosì/dirittono?
MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 19:03 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 27
[quote="Alb_pd"]Per prima cosa.. un affettuoso saluto a TUTTI!
Provo ad affrontare un tema delicatissimo anche se non ho certo la pretesa di essere esaustivo; offro comunque il mio contributo e vi invito a leggere questo messaggio senza preconcetti né pregiudizi. Al termine sono dispostissimo ad ogni suggerimento!

poniamo che l'amministratore decida che il latte non si possa più bere per colazione. Quanti si adeguerebbero, o meglio quanti prenderebbero l'amministratore elo manderebbero "ad arare i campi"
io credo che tutte le scelte che riguardano l'individuo debbano rimanere all'individuo.Ogni decisione che lo riguarda, che riguarda la sua persona, debba rimanere di sua esclusiva pertinenza.
se un malato terminale non sopporta più la sua condizione di vita o meglio di non vita, deve poter scegliere liberamente se praticare ulteriori terapie per prolungare la sua esistenza oppure morire assistito nel migliore dei modi, lui solo lui deve decidere. non altri condomini. non l'amministratore
una coppia deve poter decidere liberamente come convivere, anche se questo dà fastidio agli altri condomini. una donna deve decidere lei, solo lei, se o non avere un figlio. non i condomini. non l'amministratore. non deve secondo mè essere messo in discussione il libero arbitrio ( sancito anche dalla chiesa) come deve essere rispettato il libero pensiero degli altri condomini. nel caso specifico dell'interruzione volontaria della gravidanza credo sia troppo riduttivo inserirlo nel paragone del condominio. certo è molto suggestivo, ma il condominio non interviene ad aiutare gli altri condomini finanziariamente, se un condomino non ha i soldi per pagare una rata delle spese credo che nessuno intervenga in suo aiuto, lo stato deve invece intervenire anche sostenendo finamziariamente le persone e equindi può legiferare anche in temi che riguardano la pesona


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 Oggetto del messaggio: Re: Interruzione di gravidanza: dirittosì/dirittono?
MessaggioInviato: ven mar 07, 2008 12:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 77
papopapo ha scritto:
nel caso specifico dell'interruzione volontaria della gravidanza credo sia troppo riduttivo inserirlo nel paragone del condominio. certo è molto suggestivo, ma il condominio non interviene ad aiutare gli altri condomini finanziariamente, se un condomino non ha i soldi per pagare una rata delle spese credo che nessuno intervenga in suo aiuto, lo stato deve invece intervenire anche sostenendo finamziariamente le persone e equindi può legiferare anche in temi che riguardano la pesona


anch'io penso sia riduttivo (d'altronde era solo un esempio), tuttavia non per i motivi che citi tu.
Mi spiego: il fatto che lo Stato possa (ed in alcuni casi debba) intervenire finanziariamente sulla singola persona, non lo autorizza minimamente a decidere sui temi che riguardano la vita privata di questa persona.
Banalizzando per semplificazione, sarebbe come giustificare che un datore di lavoro, per il fatto stesso che paghi il dipendente, possa poi imporre a quest'ultimo un determinato stile di vita.
Detto ciò, torniamo all'argomento del topic.
Il fine è quello di ridurre gli aborti ed incentivare le nascite, per tante ragioni che non sto qui ad evocare.
Orbene, una buona legge si limiterà a prevedere incentivi, anche economici, per le coppie che desiderano mettere al mondo dei bambini, ma non potrà in alcun modo, ad esempio, imporre ai cittadini di fare figli o vietare l'aborto.
Per la semplice e banale ragione che non può e non deve intervenire in una sfera che riguarda esclusivamente la vita privata dei cittadini.
Per queste ragioni ritengo che la 194 sia una buona legge.
E che se si vogliono ottenere ulteriori successi (oltre alla enorme riduzione del numero degli aborti dall'entrata in vigore della legge), bisogna intervenire con politiche di sostegno alle coppie (non necessariamente sposate e non necessariamente di cittadinanza italiana) che desiderano mettere al mondo un figlio ma che magari non hanno la possibilità, anche economica, di crescerlo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Interruzione di gravidanza: dirittosì/dirittono?
MessaggioInviato: sab mar 08, 2008 15:36 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 27
percomelavedoio ha scritto:
papopapo ha scritto:
nel caso specifico dell'interruzione volontaria della gravidanza credo sia troppo riduttivo inserirlo nel paragone del condominio. certo è molto suggestivo, ma il condominio non interviene ad aiutare gli altri condomini finanziariamente, se un condomino non ha i soldi per pagare una rata delle spese credo che nessuno intervenga in suo aiuto, lo stato deve invece intervenire anche sostenendo finamziariamente le persone e equindi può legiferare anche in temi che riguardano la pesona


anch'io penso sia riduttivo (d'altronde era solo un esempio), tuttavia non per i motivi che citi tu.
Mi spiego: il fatto che lo Stato possa (ed in alcuni casi debba) intervenire finanziariamente sulla singola persona, non lo autorizza minimamente a decidere sui temi che riguardano la vita privata di questa persona.
Banalizzando per semplificazione, sarebbe come giustificare che un datore di lavoro, per il fatto stesso che paghi il dipendente, possa poi imporre a quest'ultimo un determinato stile di vita.
Detto ciò, torniamo all'argomento del topic.
Il fine è quello di ridurre gli aborti ed incentivare le nascite, per tante ragioni che non sto qui ad evocare.
Orbene, una buona legge si limiterà a prevedere incentivi, anche economici, per le coppie che desiderano mettere al mondo dei bambini, ma non potrà in alcun modo, ad esempio, imporre ai cittadini di fare figli o vietare l'aborto.
Per la semplice e banale ragione che non può e non deve intervenire in una sfera che riguarda esclusivamente la vita privata dei cittadini.
Per queste ragioni ritengo che la 194 sia una buona legge.
E che se si vogliono ottenere ulteriori successi (oltre alla enorme riduzione del numero degli aborti dall'entrata in vigore della legge), bisogna intervenire con politiche di sostegno alle coppie (non necessariamente sposate e non necessariamente di cittadinanza italiana) che desiderano mettere al mondo un figlio ma che magari non hanno la possibilità, anche economica, di crescerlo

aggiungerei anche una sana prevenzione.Non solo fisica
ma informando i giovani correttamente, perchè si formino una consapevolezza sulla sessualità e utilizzino bene il loro potenziale in modo da poter effettivamente scegliere liberamente


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