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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Libertà individuali
MessaggioInviato: dom gen 06, 2008 02:33 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 2
Non penso che il problema si possa limitare a credenti cattolici e laici. La nostra società si avvia alla globalizzazione delle culture e delle razze, quindi c'è l'arabo, c'è il cinese, c'è il non credente, c'è chi crede negli UFO, c'è chi crede solo nei soldi, etc.

Affinchè lo stato in generale e quello italiano in particolare possano rispettare le libertà individuali senza discriminazioni in accordo con quanto prevede la nostra costituzione a tale riguardo (Artt. 2, 3, 19, 20)sottopongo ai partecipanti di questo forum il principio che secondo il mio parere può incontrare il favore di tutti i punti di vista che è di permettere a ciascun punto di vista di agire:

SE CON UN ATTO, CHE POSSIAMO DEFINIRE TRANQUILLAMENTE CONTRATTO, DUE O PIU' SOGGETTI SOTTOSCRIVONO CHE ESERCITANO UNA CERTA LIBERTA' IN PIENA COSCIENZA E SENZA COSTRIZIONI ALLORA TALE LIBERTA' HA EFFETTO SUI SOGGETTI E SOLO SUI SOGGETTI CHE SOTTOSCRIVONO L'ATTO.

Cerco di fare alcuni esempi con argomenti scottanti:

- l'aborto non sarebbe consentito in quanto il futuro nascituro non ha la facoltà di sottoscrivere il contratto in cui dichiara di voler essere soppresso;

- la pedofilia non sarebbe consentita in quanto il minore non può sottoscrivere il contratto in cui dichiara che si sottopone a tali atti liberamente, e secondo il principio che propongo tali contratti non possono essere delegati, in questo esempio dai genitori;

- l'eutanasia sarebbe consentita in quanto chiunque può firmare un contratto, per esempio con un medico o una struttura ospedaliera, in cui dichiara che la volontà di porre termine alla sua esistenza è fatta in piena coscienza e senza costrizioni.

- il drogarsi e lo spacciare sarebbero consentiti se ci fosse un contratto tra i soggetti coinvolti in cui ciascuno dichiara di agire senza costrizioni, in tali casi ovviamente i soggetti in questione se ledono alla libertà altrui (Esempio rapine per trovare i soldi, etc.) non sono esonerati dalle conseguenze penali etc.

- Famiglia: qualsiasi tipo di unione sarebbe consentito se formalizzato nel contratto.

Mi fermo solo a tali esempi. Premetto che sono cattolico praticante e quindi sono contrario a tutte le libertà che ho messo negli esempi, però con il principio che vi propongo chiunque le potrà esercitare o meno in base a ciò in cui crede. In questo modo lo Stato non impone (Articoli costituzione citati), la chiesa cattolica non impone, l'Islam non impone, l'ebraismo non impone.
Penso comunque che tale contratto debba essere sempre contro firmato da un magistrato per sottolineare che lo Stato ne ha preso visione e che lo stesso ha valore giuridico nei confronti dei soggetti firmatari.

Grazie per aver letto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Libertà individuali
MessaggioInviato: dom gen 06, 2008 10:08 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
antoniotoscana ha scritto:
SE CON UN ATTO, CHE POSSIAMO DEFINIRE TRANQUILLAMENTE CONTRATTO, DUE O PIU' SOGGETTI SOTTOSCRIVONO CHE ESERCITANO UNA CERTA LIBERTA' IN PIENA COSCIENZA E SENZA COSTRIZIONI ALLORA TALE LIBERTA' HA EFFETTO SUI SOGGETTI E SOLO SUI SOGGETTI CHE SOTTOSCRIVONO L'ATTO.

Interessante ma provo subito a fare l'avvocato del diavolo.
Nella vita reale dove mai è esistita la "piena coscienza" e soprattutto il "senza costrizioni"?
Pensiamo che si protituisce, chi si droga, si chi avvenela con alcool e sigarette (per fare alcuni esempi) non sia sotto qualche costrizione interna o esterna e sia pianamente consapevole di quello che fa?
Oggi chi pulisce cessi secondo lo fa "senza costrizioni" oppure esiste una qualche situazione sociale che gli impone, pur di sopravvivere, di fare anche questo? Esistono persone che non subiscano costrizioni e che non siano condizionati dagli altri?
Io non credo. Esistono persone che sianosempre pienamente coscienti e consapevoli delle decisioni che prendono? Sono molto poche, direi.

Poi aggiungerei un caso ai tuoi esempi:
Un bambino di 2 anni deve essere operato al cuore. Ha il 50% di possibilità di farcela e guarire. Ed un altro 50% di morire durante l'intervento. Se non si fa l'intervento peggiorerà e c'è una aspettativa di vita che non supera la decina di anni, immobilizzato.

Chiaramente il bambino non puo' decidere ed infatti la legge stabilisce che decidano i genitori.
Lo stesso vale per l'aborto. Non è che non si possa prendere la decisione perchè il nascituro non puo' decidere. Decide chi ha la responsabilità di farlo.
Tu parli di "contratto" e sicuramente un feto non ha la personalità giuridica per firmare contratti. Lo stato gli darà questa possibilità alla maggiore età; prima decidono su di lui le persone che hanno la responsabilità di farlo. Anche per le questioni di vita e di morte (per esempio se è in pericolo la vita della madre).

Comunque magari migliorando quel testo si arriva a qualche cosa di piu' aderente alla realtà e quindi utilizzabile.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: dom gen 06, 2008 15:59 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 227
Non vedo la necessità di contratti.
Una legge che per esempio permette l'eutanasia è già un contratto di tutti i cittadini con lo Stato (ovvero con se stessi), in cui si stabilisce che chi in libertà e coscienza vuole esercitare quel diritto lo possa fare.
Il principio che proponi è già insito nella legislazione, solo a livello collettivo.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio gen 10, 2008 01:41 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 2
La questione è che lo stato deve essere lo stato di tutti quindi l'eutanasia per legge di stato (quindi insito nella legislazione come dice Garbuglia) non è corretto in quanto lo imponi anche a chi non condivide. La mia proposta si limita alle sole libertà individuali che di solito dividono le coscienze perchè i credo e i punti di vista sono tanti. Pertanto stabilito che il testo della proposta è grezzo la sostanza è la seguente:
Oggi il dibattito è se lo Stato deve o meno per esempio permettere l'eutanasia?
Allora i cattolici dicono NO! I protestanti dicono NI! I simpatizzanti delle associazioni per la protezione degli animali potrebbero dire va bene ma solo se viene fatto sugli uomini! L'arcigay potrebbe dire va bene ma solo se viene fatto sui clericali! Etc.
E' ovvio che in questo modo non si trova mai un punto di incontro e alla fine diciamo che la "Lobby" più forte impone la propria regola a tutti.
Allora invece del contratto tra due o più soggetti può essere lo stato stesso, proprio perchè è il garante delle libertà del cittadino e vuole rimuovere gli ostacoli che non permettono il pieno esercizio di tali libertà,che per legge lascia la piena libertà al cittadino di decidere in base al proprio credo e senza condizioni. Ribadisco che essendo una libertà strettamente personale non può essere delegata e quindi per la morte del minore non può decidere un altro, l'aborto idem, quindi ammetto che per i minori ho il punto di vista cristiano, comunque l'esempio del bambino che mi fa francescopf riguarda la decisione se fare o meno un intervento (allora decidono certamente i genitori) e non se applicare o meno l'eutanasia (che come ribadito sopra non può essere delegata).
Comunque con il "contratto" non mi pongo il problema del perchè tizio si droga o si dà la morte o si prostituisce (ciò si fà in altre sedi) ma mi pongo l'obiettivo di non mandarlo in galera a causa delle scelte che fà tizio su se stesso, ovviamente se ciò che fa tizio lede la libertà di altri allora penso che siamo tutti d'accordo che ciò non è ammissibile e va perseguito.
Quindi, per esempio, io oggi decido di morire perchè credo che la mia vita fa schifo oppure ho una malattia incurabile e insopportabile allora se mi trovo in uno Stato che adotta la regola che propongo non ho problemi ad agire secondo il mio credo e quindi sono libero, in tutti gli altri casi stò subendo una regola fatta da altri e in cui potrei non credere.


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MessaggioInviato: gio gen 17, 2008 00:54 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 12
Pardon... ho sbagliato.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab feb 16, 2008 09:45 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 4
a parte la tua proposta piu' o meno bislacca, quello che mi sconcerta e' leggere ''sono cattolico praticante e dunque contrario...''. Io, che cattolico praticante non sono ma che ho avuto sempre rispetto per chi lo e' (almeno fino a prima di ratzinger e di ruini), non credo che essere cattolici praticanti significhi necessariamente essere sordi e ciechi, ne' che essere credenti obblighi ad esprimersi con il fanatismo, la violenza e la volgarita' che una Binetti, un Ruini e uno stesso papa Ratzinger usano nei confronti per esempio degli omosessuali ''pervertiti, dal dna deviato'' ecc).
Ci sono anche cattolici praticanti intelligenti ed equilibrati (vedi Rosy Bindi), oltre ai cattolici della domenica, i Berlusconi o i Ferrara per intenderci, puttanieri divorziati e falsificatori di bilanci che si scoprono grandi difensori di ''valori'' a scadenze quinquennali.
Insomma ti invito a riformulare la frase, tenendo conto che la prima affermazione ''sono cattolico praticante'' non implica necessariamente la seconda ''sono contrario a questi diritti''.


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