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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Bistecche clonate
MessaggioInviato: dom gen 13, 2008 11:38 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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[color=darkblue]L'Efsa: sicuri carne e latte da animali-fotocopia
A maggio il voto finale della Ue.
De Castro: "contrari"
Primo sì alla bistecca clonata
ma è subito rivolta: immorale
di ANTONIO CIANCIULLO

<B>Primo sì alla bistecca clonata a è subito rivolta: immorale</B>
ROMA - Mangeremo bistecche clonate? Il latte che finirà sulla nostra tavola sarà tutto geneticamente omogeneo, frutto di una produzione zootecnica in cui alle variabili naturali si è sostituita la rigida pianificazione dei laboratori? Seguendo a ruota il via libero tecnico degli Stati Uniti, il comitato scientifico dell'Efsa (l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare) ha dato un primo parere favorevole all'uso di animali clonati per fornire carne, latte e formaggi.

La decisione, anche se solo interlocutoria, ha sollevato un'onda di polemiche. Hanno cominciato gli animalisti della Lav attaccando le ricerche "tese a sviluppare animali fotocopia per uno stile di vita 20 volte più costoso di quello adottato da un vegetariano". Ha rilanciato la Legambiente ("Sembra che parli l'agenzia europea per l'insicurezza alimentare"). Durissime anche le associazione degli agricoltori: dalla Coldiretti, che ha lanciato l'allarme precisando che non si potrà capire dall'etichetta se si sta bevendo latte proveniente da una filiera clonata, alla Cia, che ritiene la scelta carica di rischi per il consumatore. Dal Senato sono arrivati i no di Loredana De Petris (Verdi) e Francesco Ferrante (Pd). E in serata anche il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro si è pronunciato con chiarezza: "Ci atterremo ai pareri scientifici, ma siamo eticamente contrari alla clonazione; i consumatori devono stare tranquilli perché la sicurezza alimentare viene prima di tutto".

La decisione dell'Efsa non arriverà comunque prima di aprile. "La clonazione è una delle tecnologie che possono aiutarci a mantenere intatto il patrimonio genetico della zootecnia, salvaguardando alcune specie in via di estinzione", spiega Vittorio Silano, presidente del Comitato scientifico dell'Agenzia. "Poiché alcuni cloni hanno problemi di salute, si intende che solo i capi sani entrerebbero in produzione". Queste conclusioni, aggiungono all'Efsa, non sono definitive: sul sito dell'agenzia è stata avviata una consultazione che durerà otto settimane.

Sulla natura dei rischi legati all'uso della clonazione i pareri restano diversi. Secondo Stefano Cinotti, direttore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, questa tecnica non presenta rischi sanitari ed è competitiva sotto il profilo economico. "Abbiamo dieci anni di esperienza alle spalle e possiamo dire che si tratta di interventi piuttosto semplici", afferma Cinotti. "Qualche difficoltà nasce invece quando si osserva la questione sotto il profilo etico. A tutti gli allevatori piacerebbe avere una copia di un campione come Varenne, ma se in gara ci fossero solo Varenne non ci sarebbe più divertimento. Occorre un limite, anche perché rischiamo di impoverire il patrimonio genetico delle specie e questo può costituire un rischio grave".

Per l'Efsa il cammino è in salita e infatti l'approccio è per il momento prudente. Un sì cauto che suona come un sondaggio per misurare le resistenze dei cittadini europei all'introduzione del cibo clonato. Ma è bastato questo primo via libera per evidenziare due punti deboli del progetto. Il primo è legato all'alto numero di problemi sanitari che affliggono gli animali frutto della clonazione stile Dolly. Il secondo riguarda gli interessi in gioco. "Un prodotto alimentare uguale per tutti ma di proprietà di pochi non è quello che vogliamo: per restare competitivi dobbiamo puntare sulle produzioni che ci distinguono, non sulla clonazione", ha commentato Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative. L'export alimentare italiano è una voce decisiva nel bilancio e nell'immagine del paese: sostituire le eccellenze frutto di una storia millenaria con prodotti senza luogo e senza tempo può essere un azzardo.

(12 gennaio 2008)[/b]
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 Oggetto del messaggio: Ma quanti sanno che ....
MessaggioInviato: dom gen 13, 2008 11:44 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Non so chi tra noi si rivolti contro le bistecche clontate e per quali motivi ideologici ma chiedo quantio sanno che ormai la produzione ortofrutticola (quindi bei pomodorini tondi e rossi, le carote, l'insalata e via dicendo) che si mangano sulle tavole d'europa è praticamente quasi tutta clonata.

Non capisco che problemi ci siano a mangiare un pomodoro clonato (ed infatti la notizia non fa notizia) piuttosto di un vitello o un manzo. Il problema è come viene nutrito, non come vengono concepiti.

O no?

Francesco


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 Oggetto del messaggio: bistecca clonata
MessaggioInviato: sab gen 19, 2008 15:45 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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..anche in questo caso...potremmo evitare di portare tutto sul livello dello scontro ideologico?

Intanto:
perchè dovremmo clonare mucche per la produzione di carne e latte??
Normalmente e quotidianamente si fanno pratiche per la riproduzione ed il miglioramento delle razze sia nella zootecnia da carne che da latte. Si studia, si fa ricerca, si forniscono agli agricoltori capi per la riproduzione o seme...ma la clonazione è una cosa molto diversa.

Tanti investimenti pubblici sono stati messi a disposizione per recuperare razze e specie autocnone, che hanno anche recuperato valore di mercato...
cito la Chianina, la Cinta senese e mille altre varietà che soprattutto in alta montagna, in zone impervie costituisce unico presidio agricolo ed economico e reddito per allevatori di pregio...

Prima di parlare di clonazione (in teoria lo spesso capo con le stesse caratteristiche moltiplicato per quanto qualcuno vorrà...), vorrei capire perchè si vuole intraprendere questa strada...
a chi giova???

Susanna


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun gen 21, 2008 19:20 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 67
Produrre mucche clonate non costa di più che farle riprodurre come natura comanda?
Perchè privare gli animali del piacere del sesso? :oops: 8)


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 Oggetto del messaggio: Re: bistecca clonata
MessaggioInviato: lun gen 21, 2008 21:39 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
futura ha scritto:
Intanto:
perchè dovremmo clonare mucche per la produzione di carne e latte??

Molto semplice. La clonazione si fa per riprodurre in modo esatto le caratteristiche fenotipiche degli individui migliori, per qualità e quantità del latte o della carne.
Nel frattempo clonare non significa che TUTTE le micche sono clonate ma solo quelle destinate alla produzione di qualità.
Nel frattempo continuano gli esperimenti per individuare, tramite incroci come sempre, individui migliori. Una volta trovati si passa a clonare quelli.
Ed il ciclo continua.
E lo stesso ciclo che produce oggi la maggiornaza della produzione ortofrutticola di qualità.

A chi giova? Sicuramente ai consumatori. Forse ti capita di comprare carne scadente, ogni tanto. Fa parte della variabilità della natura, insita nella normale riproduzione sessuata e casuale. Anche se selezioni il toro migliore (e già lo si fa, pora bestia) le mucche sono tante e tutte diverse.
La variabilità è alla base della natura ma al consumatore, che paga sempre lo stesso prezzo, non piace: vuole sempre il massimo, senza scarti e proditti difettosi. la clonazione permette di "fotocopiare" gli individui migliori.

Pomodori perfetti e bistecche perfette.
Bistecche con il giusto rapporto di grasso, .... è evidente che un consumatore che cerca l'ottimo avrà delle garanzie di qualità costante.

Il procedimento in se non è innaturale, è lo stesso che in natura produce i parti plurigemellari.

Poi ovviamente occorre che l'alimentazione sia sana e corretta, ma se la base è identica il prodotto vale il prezzo che paghi.

Ciao,
Francesco

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun gen 21, 2008 21:43 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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LucianaM ha scritto:
Produrre mucche clonate non costa di più che farle riprodurre come natura comanda?
Perchè privare gli animali del piacere del sesso? :oops: 8)

Sono decenni che le mucche subiscono la riproduzione artificliale, con il seme introdotto da appositi siringoni. Sono animali addomesticati e la natura non comanda piu'. Sono 10'000 anni che miliardi di esseri viventi sopravvivono grazie al fatto che specie vegetali ed animali sono state addomesticate e selezionate ed oggi non sarebbero capaci di sopravvivere in natura.
Una mucc adi oggi, lasciata a se stessa, muore, perchè se nessuno la munge tu puoi immaginare cosa le succede.

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: informarsi prima
MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 17:01 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 8
Innanzi tutto non è vero che mageremo prodotti di animali clonati. Sia FDA che EFSA hanno detto no all'immisione in commercio di prodotti derivati da animali clonati.
Mentre hanno detto si (EFSA parzialmente) per i prodotti derivati dai figli di animali clonati.
Non conviene a nessuno fare clonazione su clonazione, ma conviene selezionare attarevresio la clonazione.
Anche se sia FDA che EFSA che tutti i genetisti al mondo sanno che non è vera l'equazione anmalie clonato=animale di partenza.
Questo perché la natura non fa esprimere i geni nello stesso modo (sto semplicizzando).
Pensate ai gemelli monozigoti...sono uguali..ma non troppo!
Inoltre EFSA, che essendo un'agenzia europea deve tenere conto dei principi del trattato di Amsterdam, per i lquale gli animali "sono esseri senzienti", ha però posto una serie di dubbi sull'uso della clonazione a fini della produzione animale per quanto riguarda il benessere dedli animali. Anche se alla fine EFSA ha dato un assenso (vincolato ad unindagine pubblica!!),ha comunque posto una serie molto lunga di raccomandazioni, che alla fine faranno fare alla Commissione una scelta politica sul problema, tale da prendere tempo.


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