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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: ogm
MessaggioInviato: dom gen 13, 2008 11:33 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
futura ha scritto:
Fame e cavallette non si battono con gli ogm, ma con politiche di sviluppo capaci di misurarsi seriamente con il diritto di accesso al cibo fondamentale per tutti gli esseri umani.
ciao a tutti.

Belle ed ottime parole ma passando ai fatti (le parole non si mangiano) possiamo osservare un dato molto semplice ed impressionante. In un secolo siamo passati da una popoplazione mondiale di un miliardo e mezzo ad una che ora è di 6.6 miliardi. Non è mai successo nella storia dell'umanità un simile quadruplicarsi in 100 anni della popolazione.
È successo per vari motivi, che vanno dalla drastica diminuzione della mortalità infantile ai successi della medicina, alla eradicazione di alcuni virus mortali ma soprattutto ai vantaggi della introduzione in agricoltura dei concetti industriali (industrializzazione dell'agricoltura) e tutto quanto ha portato ad un drastico aumento della resa per ettaro senza per questo desertificare come avveniva in passato. Le tecniche OGM (che ormai sono attive da 30 anni) permettono di proseguire su questa strada atrraverso diversi filoni che vanno dalla possibilità di un utilizzo minore di prodotti chimici (antiparassitari e fertilizzanti) e soprattutto al miglioramento della qualità di quanto mangiamo; si pensi all'esperimento, per ora insufficente di produrre un riso contenente ferro e anche vitamina A, per sopperire a carenze endemiche in certe zone.

Come ulteriori applicazioni ne vedo una molto interessante (non per noi ricchi europei ... ma non siamo l'ombelico del mondo) riguardante le coltivazioni in zone equatoriali.
Come chiunque si occupi di queste cose sa l'agricoltura è nata in varie zone del mondo (mezzaluna fertile, america, cina) caratterizzate da particolarità climatiche. Le specie piu' produttive che conosciamo pero' non attecchiscono nelle zone equatoriali (per via del diverso clima) e questo porta a gravi problemi nutrizionali nelle zone fuori dal naturale areale delle specie che noi usiamo per nutrirci. Questa è una ottima sfida per la bio ingegneria.
Le possibilità attuali comunque mi sembrano ben riassunte nella ottima scheda che si trova su wikipedia nel paragrafo "applicazioni".

Ciao,
Francesco

PS che poi si debbano fare anche e soprattutto politiche per la distribuzione e l'accesso al cibo non ci piove ma sono cose diverse e non in conflitto. Intanto diciamo che possiamo ridistribuire se qualcuno prodce in abbondanza e senza sprechi. E non è poco.


Ultima modifica di Ospite il dom gen 13, 2008 19:29 pm, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: La nostra ricerca di certezze...
MessaggioInviato: dom gen 13, 2008 12:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 19
Arlecchino ha scritto:
klavdi,

Ti senti certo di quanto l'ARPA del Veneto afferma in proposito e in generale?

Il caso De Longhi è un episodio isolato di imprecisione nelle dichiarazioni ARPA?

ciaoooooooooo

Potremmo sopprimerla, che ne dici?
E fare altrettanto con chiunque commetta un qualsiasi errore (o presunto tale).


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 Oggetto del messaggio: ogm
MessaggioInviato: lun gen 14, 2008 00:22 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 4
caro Francesco,
francamente a me non interessa dare lezioni ma mi convince poco anche chi cerca di darmene. questo è uno spazio in cui ci si confronta...credo..
ti darò una notizia...ci sono anche gli amministratori che studiano, leggono e si confrontano, e lavorano quotidianamente nell'interesse pubblico..pensa un pò!
e addirittura ti dirò...ci sono anche sempre più contadini con più di una laurea sai? ..che non si affidano solo al calendario di frate indovino per il loro lavoro ma chiedono, finanziano, applicano ricerca...
Ci sono le Arpa regionali, le agenzie per la ricerca in agricoltura, ci sono le asl che da noi fanno controlli...

come si può affrontare il tema ogm sono con l'arcaica contrapposizione sviluppo/arretratezza, ignoranza/conoscenza??

Magari si facesse più ricerca pubblica!
nella mia regione si fa ricerca e sperimentazione sul campo, ed il principio di precauzione continua per quanto mi riguarda ad essere il primo principio di riferimento in caso di non sufficienti garanzie da parte della scienza.
ci sono montagne di trattati su entrambi i fronti, ma non ricerca pubblica imparziale sul tema.

In Italia si faranno regole per la coesistenza tra coltivazioni ogm e non ogm. Le regioni e gli agricoltori sceglieranno, ma dovremo garantire chi non vuole queste sementi dai rischi di possibile contaminazione...e poi sceglieranno i consumatori.

Mi pare piuttosto democratico...non credete?
a presto.
S.


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 Oggetto del messaggio: Perchè...
MessaggioInviato: lun gen 14, 2008 00:35 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
klavdi,

... sopprimere l'ARPA?

Meglio capire se può lavorare meglio.

Penso per noi sia molto più importante approfondire come opera e quali problemi irrisolti si è lasciata dietro... in Veneto.

Vogliamo approfondire?

ciaooooooooo


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 Oggetto del messaggio: Re: ogm
MessaggioInviato: mar gen 15, 2008 21:31 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
futura ha scritto:
caro Francesco,
francamente a me non interessa dare lezioni ma mi convince poco anche chi cerca di darmene. questo è uno spazio in cui ci si confronta...credo..

Viva il confronto ma allora accetta le cose che scrivo e contestale nel merito senza utilizzare la facili scorciatoie dialettiche del "non dare lezioni " come del non accettarle, cosa che francamente lascerei alle spalle. Il confronto è fatto su opinioni e su fatti. Non puoi sfuggire con il giochino del "dare lezioni".

Ti ripeto, sulla base del principio di precauzione il prezzemolo dovrebbe essere bandito da ogni tavola, piu' di ogni OGM. Perché la tua regione (che non ricordo quale sia ma è sicuramente tanto saggia) non lo fa?

Se non si affronta questo, come è possibile affrontare il tema delle vero o false contrapposizioni?

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio: Re: OGM
MessaggioInviato: ven feb 15, 2008 22:58 pm 

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Messaggi: 3234
il giardiniere ha scritto:
Si sente spesso parlare degli O.G.M. in termini catastrofici, ma anche in modo confuso almeno per mè.
Chiedo ai partecianti di questo forum delucidazioni, è possibile definire con chiarezza quali sono i rischi che corriamo. (salute, ecosistema)
Ringrazio fin da ora chi risponderà dando informazioni chiare a questo quesito.

Ho trovato in liberia, pochi giorni fa, un libro di Francesco Sala, "Gli ogm sono davvero pericolosi?" edito da laterza.

Lo sto "divorando" ed ho trovato molte informazioni utili (sia pur già sapessi parecchio essendo biologo di formazione).

Ecco la scheda su InternetBookShop
http://www.internetbookshop.it/code/978 ... -sono.html

Ciao,
Francesco


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 17:34 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 8
Premesso che sedi scientifiche indipendenti dove si valuta scientificamente il problema ci sono (EFSA), vorrei riportare il problema dal punto di vista dell'agricoltore.
Perché è permesso importare prodotti OGM in Italia e non produrne?
Perché l'imprenditore agricolo non può fare scelte imprenditoriali autonome, visto che non esistono controindicazioni scientifiche all'uso degli OGM?
Vorrei segnalarvi l'ultimo rapporto di NOMISMA sull'argomento che potre scaricare dal sito della Confagricoltura www.confagricoltura.it
Si parla di problemi economici seri per gli imprenditori agricoli...
Mediatate..meditate!
Bigio66


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MessaggioInviato: gio feb 21, 2008 19:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
bigio66 ha scritto:
Premesso che sedi scientifiche indipendenti dove si valuta scientificamente il problema ci sono (EFSA), vorrei riportare il problema dal punto di vista dell'agricoltore.
Perché è permesso importare prodotti OGM in Italia e non produrne?
Perché l'imprenditore agricolo non può fare scelte imprenditoriali autonome, visto che non esistono controindicazioni scientifiche all'uso degli OGM?
Vorrei segnalarvi l'ultimo rapporto di NOMISMA sull'argomento che potre scaricare dal sito della Confagricoltura www.confagricoltura.it
Si parla di problemi economici seri per gli imprenditori agricoli...
Mediatate..meditate!
Bigio66

Guarda, poni domande molto serie e concrete a cui pero' non so rispondere, se non con l'auspicio che il "basta alla politica del NO" annunciato da Veltroni riguardi anche le resistenze ideologiche agli OGM.
Abbiamo abbandonato ogni ricerca e questo si riflette in unostato pietodo della nostra produzione di qualità. Il San Marzano è a rischio, il Carnaroli è decimato per non parlare dell'uva, i prezzi della nostra produzione sono alti anche per la "tolleranza zero" sugli OGM imposta da Alemanno e perseverata da Pecoraro Scanio. Il risultato è che i nostri brevetti OGM che potrebbero risolvere il problema giaciono nei cassetti e importiamo pomodoro dalla Cina.

Leggi quel libro e ti fai una idea delle risposte alla tua legittima domanda.

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: mar mar 18, 2008 09:19 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 49
OGM? due gli aspetti da valutare a mio giudizio:

La Salute pubblica:
Nulla è stato accertato in maniera definitiva, a parte il fatto che una varietà geneticamente modificata coltivata in pieno campo ha la certezza di ibridarsi con altre varietà naturali, propagando ineluttabilmente il gene modificato in natura, farà bene o farà male? lo sapremo definitivamente solo quando non potremo più farci nulla, e questa d'altronde è la posizione delle multinazionali americane detentrici dei brevetti, che tanto hanno brigato ed investito per piegare gli europei ad accettare l'ingegneria genetica sulle loro tavole, ora dicono: " Ormai, mais, soia e cotone transgenico hanno varcato le vostre frontiere nelle nostre derrate, inutile che vi ostiniate a voler imporre alle merci etichette con la dicitura "CONTIENE OGM" non potete più farlo!! " (i nostri cari amici americani!)
Penso che il principio di precauzione ricordato da Futura sarebbe auspicabile e sacrosanto anche se, forse, ormai tardivo.

La Politica:
Gli antenati che ci hanno preceduto sui campi, hanno, nei secoli, selezionato un infinita varietà di piante con metodi naturali.
Un lavoro diffuso, fatto da innumerevoli mani abili e pazienti, che ha portato sulle nostre tavole specialità deliziose in un tripudio di gusto ed un arcobaleno di colori.
Nessuno di questi misconosciuti benefattori dell'umanità ha chiesto onori o brevetti per il lavoro svolto, possiamo solo intuire che le pere william's ci provengono, per riproduzione agamica, dalle marze di un unico albero di un fantastico selezionatore di nome William, ma non dobbiamo pagare ne a lui ne ai suoi eredi alcuna royalty.

Tutto cambia con l'avvento del capitalismo.
In agricoltura l'attività di selezione delle varietà diventa un affare industriale, specie nel campo dei cereali, e nel breve volgere di mezzo secolo le varietà di frumento in Italia passano dalle diverse migliaia del primo dopoguerra, alle poche decine dei giorni nostri, grazie anche alla politica della Comunità europea che riconosce sussidi solo a chi abbandona la pratica della risemina dei genotipi locali per abbracciare l'agricoltura moderna, quella ottusa e senza background, fatta di cavalli-motore, monocolture, concimi chimici e fitofarmaci.
Non contenti di questo, i giganti industriali inaugurano una nuova stagione, quella della caccia alle varietà naturali ed il loro brevetto: Biologi e ricercatori vengono sguinzagliati per il mondo, ovunque la natura presenti interessanti biotipi, al solo scopo di impossessarsene, brevettandone la varietà.
Così può accadere che un pastore sardo, che volesse oggi riprodursi il seme del trifoglio nano, particolarmente resistente alla siccità, che i suoi avi hanno selezionato nei secoli, potrebbe vedersi trascinato in giudizio dalla ditta australiana che, alla chetichella, alla fine degli anni novanta se ne è brevettata il gene.
Questa attività, secondo molti, illecita e predatoria, è stata ormai soppiantata dall'ingegneria genetica. Qui la proprietà intellettuale è molto più al sicuro e la tecnica offre possibilità affascinanti per chi, come i manager di multinazionali, è interessato al profitto senza limiti e senza remore.
Possono inventarsi un seme di mais, che grazie all'apporto di frammenti di DNA di un pesce giapponese, produca una pianta resistente all'erbicida più potente (quello di diretta derivazione dall'agente orange, famosissimo, nella giungla vietnamita) naturalmente a condizione che la pianta stessa produca sementi sterili, se no che fine fanno i profitti?
Così si ottiene una dipendenza incrociata e perdurante per i contadini, che devono comprare sia il seme che l'erbicida, naturalmente prodotto dalla medesima ditta.
Della scarsa convenienza di tale procedura si sono accorti i contadini indiani, che privi del paracadute dei sussidi di Stato e più vicini di noi, al ricordo dell'agricoltura del buonsenso, per primi hanno intuito e denunciato la mostruosità di questo disegno depauperante e monopolistico.
Purtroppo questa loro sacrosanta lotta è ostacolata e repressa severamente dai governi locali, completamente asserviti agli oligopoli occidentali, a noi ce ne giungono gli echi smorzati sui pochi giornali di sinistra rimasti e sui libri di Vandana Shiva o Arundathi Roy, ma sarebbe il caso che gli si prestasse orecchio, perché l'onda nera del capitalismo dell'apocalisse monta sempre più alta e finirà per travolgere anche noi.

Andrea Marciani, agricoltore biologico in maremma


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MessaggioInviato: mar mar 18, 2008 09:58 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
andream ha scritto:
OGM? due gli aspetti da valutare a mio giudizio:

La Salute pubblica:
Nulla è stato accertato in maniera definitiva, a parte il fatto che una varietà geneticamente modificata coltivata in pieno campo ha la certezza di ibridarsi con altre varietà naturali, propagando ineluttabilmente il gene modificato in natura, farà bene o farà male? lo sapremo definitivamente solo quando non potremo più farci nulla, e questa d'altronde è la posizione delle multinazionali americane detentrici dei brevetti, che tanto hanno brigato ed investito per piegare gli europei ad accettare l'ingegneria genetica sulle loro tavole, ora dicono: " Ormai, mais, soia e cotone transgenico hanno varcato le vostre frontiere nelle nostre derrate, inutile che vi ostiniate a voler imporre alle merci etichette con la dicitura "CONTIENE OGM" non potete più farlo!! " (i nostri cari amici americani!)
Penso che il principio di precauzione ricordato da Futura sarebbe auspicabile e sacrosanto anche se, forse, ormai tardivo.

Se si vuole evitare l'ibridizzazione si puo' rendere sterili gli OGM ma poi ci sono le infinite polemiche sulla necessità di dover ricomprare le sementi dal produttore, come già avviene con gli ibridi F1 (che non sono OGM) oppure ci sono anche altre possibilità, rispettando le distanze, per esempio, o piantando solo femmine OGM.
Alcune imprecisioni: non esiste un "gene modificato" in un OGM ma solo geni aggiunti ma già presenti in natura. Questo continuo legare gli OGM alle multinazionali suona tanto di donchisciottismo anticapitalista ma in realtà le tecniche OGM sono molto economiche ed alla portata di laboratori normali. In Cina ed India ci sono un migliaio di laboratori diffusi sul territorio.
Il principio di precauzione non è un principio, altrimenti dovrebbe essere adattabile anche su di se, portando ad una contraddizione.

andream ha scritto:
La Politica:
Gli antenati che ci hanno preceduto sui campi, hanno, nei secoli, selezionato un infinita varietà di piante con metodi naturali.
Un lavoro diffuso, fatto da innumerevoli mani abili e pazienti, che ha portato sulle nostre tavole specialità deliziose in un tripudio di gusto ed un arcobaleno di colori.
Nessuno di questi misconosciuti benefattori dell'umanità ha chiesto onori o brevetti per il lavoro svolto, possiamo solo intuire che le pere william's ci provengono, per riproduzione agamica, dalle marze di un unico albero di un fantastico selezionatore di nome William, ma non dobbiamo pagare ne a lui ne ai suoi eredi alcuna royalty.

Tutto cambia con l'avvento del capitalismo.
In agricoltura l'attività di selezione delle varietà diventa un affare industriale, specie nel campo dei cereali, e nel breve volgere di mezzo secolo le varietà di frumento in Italia passano dalle diverse migliaia del primo dopoguerra, alle poche decine dei giorni nostri, grazie anche alla politica della Comunità europea che riconosce sussidi solo a chi abbandona la pratica della risemina dei genotipi locali per abbracciare l'agricoltura moderna, quella ottusa e senza background, fatta di cavalli-motore, monocolture, concimi chimici e fitofarmaci.


Hai ragione ma dimentichi che l'industrializzazione dell'agricoltura ha aumentato in modo notevole la produttività per ettaro, portando all'abbandono delle specie meno produttive.
In cento anni questo ha significato un aumento incredibile della popolazione, passata da un miliardo e mezzo di fine '800, agli oltre sei miliardi di oggi. Mai nella storia dell'umanità la popolazione è quadruplicata in un secolo! Mai c'è stata una simile abbondanza di cibo, con tutti i problemi caso mai di ridistribuzione. Ora ritengo che il compito principale dell'agricoltura sia appunto quello di darci il cibo ed ovviamente di farlo in modo sostenibile da un lato, ma anche dando da mangiare a chi chiede cibo e fa figli. Il capitalismo ha fatto tutto questo ma è chiaro che ogni medaglia ha il suo rovescio. Aumenta la desertificazione, diminuiscono le superfici coltivabili, aumentano le sensibilità ai parassiti, aumenta la necessità di acqua. Tutti aspetti a cui gli OGM potranno dare risposta, con varietà che necessitano di meno acqua, che tollerano una maggiore salinità, che possono crescere anche in zone equatoriali, che contengono vitamine A e ferro.
Se fra 50 anni saremo 10 miliardi (che bevono acqua e necessitano di case e quindi togono risorse ai campi) cosa daremo loro da mangiare senza OGM? Noi possiamo anche fare gli schizzinosi per precauzione (tanti ci avveleniamo fumando, bevendo alcool, inquinando le nostre città) ma il resto del mondo ha fame. Se fra 50 anni saremo ancora 6 miliardi per nostre errate scelte di produzione alimentare e non per una pianificazione delle nascite, significa che da qui a 50 anni avremo ucciso 4 miliardi di esseri umani. Un'ottima applicazione del principio di precauzione.

Ciao,
Francesco


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MessaggioInviato: mer mar 19, 2008 00:34 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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francescopf ha scritto:
Se si vuole evitare l'ibridizzazione si puo' rendere sterili gli OGM ma poi ci sono le infinite polemiche sulla necessità di dover ricomprare le sementi dal produttore, come già avviene con gli ibridi F1 (che non sono OGM) oppure ci sono anche altre possibilità, rispettando le distanze, per esempio, o piantando solo femmine OGM.

Piantando solo femmine?... Una pianta di mais ha infiorescenze femminili ascellari e infiorescenza maschile sull'apice vegetativo, è il suo apparato riproduttivo, e se si vogliono raccogliere pannocchie il polline deve cadere dall'infiorescenza maschile su quella femminile e fecondarla, i suoi semi saranno sterili, nel senso che daranno vita a nuove piante sterili (loro non faranno pannocchie), ma la prima pianta non lo è, e se il suo polline maschile incontra infiorescenze femminili "naturali" trasmette i suoi geni modificati, e potrebbe dar vita a sementi fertili anche se è stato creato terminator,( si sa, la natura lasciata a se stessa, combina solo casini)
L' Aiab (associazione di certificazione biologica) ha accertato che anche nei rari casi in cui si erano rispettate le distanze previste per la sperimentazione, si erano verificate ibridazioni accidentali nelle colture circostanti, difficile stabilire a tavolino quali distanze può percorrere un grano di polline di pochi micron ( sai com'è, la natura...etc.)
francescopf ha scritto:
Questo continuo legare gli OGM alle multinazionali suona tanto di donchisciottismo anticapitalista

Beh, che io sia ostile al modello capitalistico corrente è assolutamente certo, il donchisciottismo ce lo aggiungi tu per dileggio, è il tuo stile, contento tu...
francescopf ha scritto:
Il principio di precauzione non è un principio, altrimenti dovrebbe essere adattabile anche su di se, portando ad una contraddizione.

Accidenti, questa proprio non la capisco... me la spieghi meglio? magari con un disegno...
francescopf ha scritto:
Hai ragione ma dimentichi che l'industrializzazione dell'agricoltura ha aumentato in modo notevole la produttività per ettaro, portando all'abbandono delle specie meno produttive.
In cento anni questo ha significato un aumento incredibile della popolazione, passata da un miliardo e mezzo di fine '800, agli oltre sei miliardi di oggi. Mai nella storia dell'umanità la popolazione è quadruplicata in un secolo! Mai c'è stata una simile abbondanza di cibo, con tutti i problemi caso mai di ridistribuzione.

In parte è vero, ma il merito ( se poi è un merito) va molto più semplicemente attribuito al petrolio.
vedi Francesco, se provi a sovrapporre la curva dei consumi di combustibili fossili e la curva demografica ti accorgerai che hanno una quasi perfetta sovrapposizione, quantitativa e cronologica.
Il ricorso ai combustibili fossili ha dopato l'economia mondiale, l'accesso ad energia accumulata in epoche remote ha consentito all'umanità di svincolarsi dal ritmo di erogazione quotidiana dell'energia solare e di fare una fantastica piroetta; ma solo di questo si è trattato, di una futile, effimera e dolorosissima piroetta.
dubito che ci saranno popolazioni di dieci, quindici miliardi negli anni a venire, perché siamo sul colmo della gobba, sull'orlo della montagna russa, ora ci aspetta solo una lunga discesa.
Non dobbiamo disperarci o stacciarci le vesti, perché avremmo ancora modo di pilotare questa discesa, ma dovremmo fare uno sforzo comune di comprensione e di solidarietà, dovremmo smantellare organismi internazionali come il WTO, e la Banca Mondiale che lavorano solo all'arricchimento di una sparuta élite a scapito di un oceano di derelitti, dovremmo rifondare l'ONU dotandola di un sistema di voto fondato sui numeri delle popolazioni, Dovremmo abolire i paradisi fiscali dove multinazionali acefale, capitalisti corrotti e mafiosi tessono le loro orride trame in piena libertà, al riparo della giustizia che ancora riescono ad esprimere pochi stati nazionali democratici.
Ci sarebbe un immenso lavoro da svolgere per cercare di rendere la discesa indolore, ma proprio adesso che ci sarebbe bisogno di consapevolezza, lucidità ed impegno ci ritroviamo ad annaspare in questo limbo di buonismo moscio e permaloso, intralciati dalla menzogna del superamento della lotta di classe (come se i capitalisti invece d'essere le carogne edoniste che sono, fossero diventati, anche loro, tutti buoni e solleciti come suorine.)

Se la discesa non sarà ammortizzata da un 'equa ridistribuzione delle risorse allora diventerà un precipizio, allora davvero vedremo sparire miliardi di persone ( e forse spariremo anche noi) in carestie, rivoluzioni e repressioni apocalittiche, ma c'entreranno poco le nostre ritrosie agli OGM.

Non so se hai seguito le rivolte dello scorso anno in Messico, quelle causate dal raddoppio del prezzo delle tortillas.
Ebbene il Messico coltiva praticamente solo mais OGM della Monsanto, quindi secondo i tuoi ragionamenti, dovrebbe essere al sicuro dalle carestie, grande produttività, qualità sopraffina, immense monocolture, perché mai dovrebbe mancare farina gialla per le tortillas dei peones ?
Semplice, gli USA hanno deciso di fare gli ecologisti e di fabbricarsi il biodiesel con l'olio di mais. Grazie al Nafta gli conviene comprarlo in Messico piuttosto che coltivarlo in California, dove tra l'altro i braccianti messicani clandestini cominciano a piantar grane per essere messi in regola.
Risultato? Gli Hammer dei ragazzotti californiani rombano felici sulle autostrada lasciandosi dietro un'allegro odore di frittura, e i poveri cristi nelle favelas messicane non riescono neanche a pagarsi una focaccia di farina di mais.
Dimmi, Francesco, cosa propone l'ingegneria genetica per ovviare a questo indecoroso episodio? ( causato senza dubbio dagli sciocchi capricci di una natura infida e matrigna)


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MessaggioInviato: lun apr 14, 2008 09:48 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 440
futura ha scritto:
Mi chiamo Susanna Cenni, ho 44 anni, lavoro in una pubblica amministrazione, e in questo momento faccio l'assessore regionale all'agricoltura della regione toscana. In questa veste sto conducendo una battaglia convinta contro l'ingresso di ogm. Comprendo benissimo il bisogno di saperne di più, di saper e quali rischi per la salute e quantaltro come ho letto nella discussione... Io non ho mai amato parlare di "cibi frankestain" o di conseguenze per la salute, anche se ci sono vicende pesanti e reali di cui ad esempio l'India è buona testimone... Pongo però una sola e semplice domanda? Perchè dovremmo consentire il loro ingresso oggi, in mancanza di totali garanzie in termini di ricerca e di contaminazione.. Perchè dovremmo arrenderci ad una idea di appiattimento, di annientamento delle tante biodiversità? chi guadagnerebbe da operazioni utili solo all'arricchimento di coloro che brevetterebbero sementi ogm?
siamo il paese della biodiversità, la nostra ricchezza, la nostra competitività, la capacità di curare e selezionare i semi più adatti ai vari terreni e climi è nel dna dei nostri agricoltori.
Le cose da dire sarebbero tante...comincio da qui.
un caro saluto
Susanna :D

Condivido. Io ritengo che per es. una pianta di mais che ha i geni di un altra specie sia qualche cosa di diverso e quindi si deve impedire che la specie del mais(che ha quelle caratteristiche che la distinguono dalle altre) si estingua.
Poi è assurdo che i politici e i gruppi che sostengono gli ogm non diano la possibilità di scegliere; se un cibo è modificato io ho il pieno diritto di saperlo, invece fino a 0,85% non è obbligatorio indicarlo nell'etichetta.
Ritengo che gli ogm si possano usare solo per produrre l'energia (ma non i soliti biocarburanti visto che dovrebbe aumentare la mobilità sul ferro) e sempre con dei controlli che impediscano un uso pericoloso di questi e che ci siano i rischi che ho elencato sopra.


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