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 Oggetto del messaggio: DA CHIANTI A FONTINA, ARRIVA MUSEO FALSI D'AUTORE
MessaggioInviato: sab ott 20, 2007 23:38 pm 

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2007-10-20 11:42

DA CHIANTI A FONTINA, ARRIVA MUSEO FALSI D'AUTORE


CERNOBBIO - Dal chianti californiano alla fontina svedese, dalla ricotta australiana alla mortadella Bologna fatta con il tacchino, fino a inquietanti imitazioni di gorgonzola, soppressata calabrese, salame toscano, asiago, pomodori San Marzano e addirittura polenta. Il falso made in Italy ha da oggi il suo museo degli orrori, inaugurato a Cernobbio dal presidente della Coldiretti, Sergio Marini. 'Falsi dal mondo: pezzi unici provenienti dai diversi continenti' è l'esplicito titolo della mostra aperta nell'ambito del Forum internazionale dell'agricoltura e dell' alimentazione organizzato da Coldiretti e Studio Ambrosetti.

Una esposizione completa che ha portato alla luce il fenomeno crescente della pirateria agroalimentare internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

"All'estero - ha detto Marini - è falso più di un prodotto alimentare italiano su quattro, con le esportazioni dall'Italia che raggiungono il valore di 16,7 miliardi di euro e rappresentano appena un terzo del mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari made in Italy che vale oltre 50 miliardi di euro". Le esportazioni di prodotti agroalimentari made in Italy potrebbero dunque quadruplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine.

Il rischio reale, secondo il presidente della Coldiretti, è che "si radichi nelle tavole internazionali un falso made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili".

I Paesi dove sono più diffuse le imitazioni sono Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti dove - denuncia la Coldiretti - appena il 2% dei consumi di formaggio di tipo italiano sono soddisfatti con le importazioni di formaggi made in Italy, mentre per il resto si tratta di imitazioni e falsificazioni ottenute sul suolo americano con latte statunitense in Wisconsin, New York o California.

Ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina, dove il falso made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita. "Siamo di fronte a un inganno globale per i consumatori - ha rilevato Marini - che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana e che sul piano internazionale va combattuto cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto, ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l' obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari".

da ansa.it


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 Oggetto del messaggio: Re: DA CHIANTI A FONTINA, ARRIVA MUSEO FALSI D'AUTORE
MessaggioInviato: lun ott 22, 2007 16:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 1
Arlecchino ha scritto:
2007-10-20 11:42

Ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina, dove il falso made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita. "Siamo di fronte a un inganno globale per i consumatori - ha rilevato Marini - che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana e che sul piano internazionale va combattuto cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto, ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l' obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari".

da ansa.it


ben venga l'etichetta di origine, sempre che poi non si falsifichino pure quella; non è una novità che il marchio CE sia stato leggermente modificato e che stesse a significare "china export".


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