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 Oggetto del messaggio: Manifesto per il Partito Democratico
MessaggioInviato: ven lug 27, 2007 14:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
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Verso il PARTITO DEMOCRATICO
FORUM DELL’AGROALIMENTARE , DELLA PESCA E DEL MONDO RURALE

PREMESSA
La costruzione del Partito Democratico rappresenta una grande innovazione nel quadro politico nazionale. I sostenitori di questo documento aderiscono alla costituzione del PD con lo spirito di contribuire alla costruzione di una visione per il futuro dell’agricoltura, della pesca, del comparto alimentare e del mondo rurale, secondo principi di sostenibilità, democrazia, giustizia sociale.
La globalizzazione, il riscaldamento del pianeta, il problema energetico, gli squilibri Nord-Sud, i flussi migratori e le nuove tecnologie stanno progressivamente cambiando l’organizzazione della nostra società e innalzando il livello delle sfide future. Tali cambiamenti agiscono in maniera profonda anche sul modo in cui l’agricoltura, la campagna, il mare, vengono vissuti e percepiti e indicano nuove priorità per le politiche in grado di assicurare cibo e ambiente sani e socialmente sostenibili per noi e per le generazioni future.
Il PD, attraverso l’incontro tra culture e tradizioni politiche diverse, può costituire una straordinaria occasione per un progetto unificante in grado di superare tradizionali debolezze e conservatorismi del mondo agricolo, dando valore al ruolo innovativo che l’agricoltura, la ruralità e la pesca possono svolgere nella società del futuro.
Il Forum dell’Agroalimentare, della Pesca e del Mondo Rurale sarà un luogo di confronto aperto al contributo dei rappresentanti delle istituzioni ai vari livelli, nazionale, regionale e locale, delle associazioni d’impresa, dei lavoratori, dei consumatori, dei tecnici, del mondo della ricerca, delle esperienze innovative dei giovani imprenditori e imprenditrici agricole.
Questo documento rappresenta un primo momento di riflessione sui ruoli e sulle prospettive dell’agroalimentare, della pesca e del mondo rurale, che sarà seguito da altre occasioni di confronto. Una base di discussione aperta, da arricchire e dettagliare attraverso il metodo della partecipazione, per giungere alla definizione del Manifesto dell’agroalimentare, della pesca e del mondo rurale, da presentare e condividere all’Assemblea Costituente del PD.

AGRICOLTURA E CAMBIAMENTI CLIMATICI
E’ ormai generalizzata la consapevolezza dell’urgenza di affrontare il problema ambientale e in particolare quello del riscaldamento del pianeta. L’agricoltura è una delle attività maggiormente influenzate dai cambiamenti climatici. Il fenomeno del riscaldamento globale interessa il settore primario sia per l’impatto in termini di fenomeni meteorologici eccezionali, sia per i problemi connessi alla scarsità della risorsa idrica. In questo senso l’agricoltura e la sua capacità di adattamento verranno messe a dura prova negli anni a venire.
Allo stesso tempo, in un contesto in cui la riduzione dei gas serra condizionerà l‘intero sistema economico, un’agricoltura basata su alti input chimici ed energetici non sarà più compatibile con le priorità future. La sfida per il futuro sarà quindi puntare ad un’agricoltura sostenibile, basata sulla biodiversità e in grado di utilizzare tecnologie ad alta intensità di conoscenza per contribuire al raggiungimento degli obbiettivi di Kyoto: consumando meno energia fossile, rilasciando meno gas serra e funzionando da serbatoio di carbonio.

UN SISTEMA AGROALIMENTARE PER IL CITTADINO – CONSUMATORE
I comportamenti di consumo stanno cambiando rapidamente. L’evoluzione degli stili di vita, le preoccupazioni generate dagli scandali alimentari e l’affermarsi di nuove sensibilità determinano nuove esigenze e nuove domande da parte di un consumatore sempre più esigente.
La produzione agricola è il primo, fondamentale, momento del ciclo produttivo, in cui si genera la gran parte dei valori associati al prodotto finale. Sull’irrinunciabile elemento dell’origine e dell’identità dei prodotti agricoli si innesta il sistema di garanzia sulla sicurezza e riconoscibilità dei loro contenuti qualitativi, che si arricchisce, dal campo alla tavola, del contributo altrettanto importante delle altre componenti della filiera. Informare e garantire la sicurezza al consumatore e metterlo in condizione di riconoscere l'origine dei prodotti è un obiettivo prioritario non solo nel suo interesse, ma anche per sostenere la competitività delle imprese agricole e delle aree rurali, che sempre più è legata alla valorizzazione del loro contenuto di specificità.
Il perseguimento di una strategia basata sul valore distintivo delle nostre produzioni alimentari passa anche per la scelta di un’agricoltura non omologata ed il più possibile OGM free: una scelta che salda interessi dei consumatori e dei produttori, nella preservazione della qualità, della tipicità e delle specificità della nostra produzione. Questo non significa bloccare la ricerca in materia di biotecnologie, ma sostenerla garantendone la compatibilità con tale prospettiva, nel pieno rispetto del principio di precauzione.

LA GLOBALIZZAZIONE COME OPPORTUNITA’
La globalizzazione mette di fronte, all’interno di un’unica arena competitiva, economie, sistemi sociali, sensibilità e aspettative profondamente diverse, ma al tempo stesso sempre più reciprocamente contaminate. In un contesto di progressiva apertura dei mercati e di liberalizzazione commerciale, la strategia del nostro sistema agroalimentare non può essere la competizione sui costi; il nostro vantaggio competitivo, risiede in un patrimonio enogastronomico straordinario, ricco di molteplici valori materiali e immateriali, la cui valorizzazione è un obiettivo che risponde alle aspettative dei cittadini e che al tempo stesso rappresenta una risposta economicamente valida alle nuove sfide del mercato. Una prospettiva che passa attraverso un approccio rigoroso sul terreno delle politiche europee e internazionali, con posizioni negoziali che, rifuggendo da tentazioni protezionistiche, possano garantire adeguate protezioni per i marchi di qualità europei e il sistema del made in italy agroalimentare, assicurando al consumatore la completezza e la trasparenza delle informazioni che accompagnano i prodotti.
Ma questa sfida richiede anche uno sforzo significativo in termini di sostegno alle politiche di integrazione
settoriale e territoriale, che mettano la moderna impresa agricola in grado di produrre volumi adeguati e
aderenti agli andamenti della domanda, di sviluppare efficaci sistemi di organizzazione delle relazioni sia
orizzontali che verticali, di fare sistema con le componenti a valle. D’altra parte, il nostro ricco patrimonio
produttivo può essere sfruttato a pieno solo se valorizzato con adeguati interventi organizzativi e logistici. Nello
stesso tempo, la differenziazione delle tante agricolture presenti nel nostro paese è essa stessa fattore
competitivo, da valorizzare sostenendo processi di sviluppo integrato locale, che sappiano coniugare
l’agricoltura con le altre risorse, materiali ed immateriali presenti sui territori.

DIALOGARE CON IL MEDITERRANEO ATTRAVERSO IL MEZZOGIORNO
Il bacino mediterraneo ha assunto una rilevanza strategica straordinaria sia per la mole sempre maggiore di traffici commerciali che in esso transita sia per l’imminente attivazione dell’area di libero scambio euro mediterranea. Questa prospettiva apre nuove occasioni per il comparto agroalimentare italiano: in particolare per il Mezzogiorno, che rappresenta un ponte naturale verso il Mediterraneo. La prospettiva di un Mezzogiorno protagonista nel processo di valorizzazione dell’offerta alimentare mediterranea offre una straordinaria opportunità di rilancio del suo enorme potenziale agricolo e rurale. Anche per questi motivi l’agricoltura e i territori rurali, attraverso politiche differenziate e integrate, rappresentano fattori prioritari su cui poggiare il progetto di crescita e sviluppo delle aree meridionali .

PESCA E ACQUACOLTURA, RISORSE DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
Pesca ed acquicoltura, oltre a fornire prodotti di elevata qualità per una sana politica alimentare, offrono opportunità di natura non solo economica. Il ruolo sociale della pesca, presente in tutta la fascia costiera, è ancora rilevante e si presta ad integrazioni moderne con il turismo marino e con le politiche di tutela ambientale. La difesa dell’ecosistema mediterraneo e la valorizzazione sui mercati delle capacità produttive che in esso risiedono richiedono una regolamentazione più equa e razionale. In questo quadro, occorre promuovere e sostenere politiche di armonizzazione delle misure tecniche di pesca e sollecitare iniziative finalizzate a valorizzare la qualità delle produzioni ittiche.

IL PROTAGONISMO DEI TERRITORI
La tradizionale contrapposizione tra “città” e “campagna” che ha segnato il processo di industrializzazione nel nostro paese, ha portato alla marginalizzazione delle aree rurali, con squilibri ambientali e demografici che hanno riversato i loro effetti anche sulle aree urbane. Oggi, si manifesta un’inversione di tendenza: le aree rurali diventano attraenti per i ceti urbani, grazie alla presenza di risorse materiali e immateriali e di valori per lungo tempo oscurati dai processi di modernizzazione ma oggi ritornati straordinariamente importanti. In questo senso, le aree rurali vanno viste come luoghi in cui cercare risposte alle nuove domande della società urbana, attraverso la valorizzazione delle loro specificità territoriali, ambientali e storico culturali, che oggi assumono un ruolo chiave nel processo di qualificazione dello sviluppo e nel consolidamento dei percorsi di inclusione sociale nelle campagne.

GIOVANI ED ECONOMIA DELLA CONOSCENZA
I giovani sono il futuro dell’agricoltura e dei territori rurali, costituendo al contempo l’immagine e la sostanza del rinnovamento culturale e dei processi produttivi ed organizzativi in atto nel sistema agroalimentare. I giovani possono essere la leva del cambiamento, specie nelle aree più svantaggiate del nostro paese, rivisitando e riproponendo in modo nuovo valori e tradizioni che costituiscono l’identità delle comunità rurali. E’ quindi indispensabile favorire il ricambio generazionale ed il conseguente ingresso dei giovani in agricoltura, destinando maggiori risorse alla ricerca ed alla creazione di impresa, nonché alle attività di formazione, alimentando la diffusione di nuovi processi culturali e di coesione sociale.
Investire sui giovani, sulla loro formazione e sulle loro occasioni di accesso all’innovazione, significa garantire la sopravvivenza e la crescita dell'agricoltura e delle stesse comunità rurali.

IL PROTAGONISMO DELLE DONNE
Le donne sono sempre più protagoniste nel processo di modernizzazione agricola fondata sulla multifunzionalità, sull'innovazione dei processi e sull’impiego delle nuove tecnologie, ed il loro apporto è sempre più determinante per la crescita e lo sviluppo dell’intero comparto agroalimentare. La maggiore presenza femminile va di pari passo con la maggiore attenzione agli standard di qualità e di sicurezza alimentare e contribuisce alla creazione di nuove imprese e servizi altamente qualificati, capaci di competere nel mercato globale.
Sono sempre di più numerose le donne che scelgono l’agricoltura come progetto di vita e che si impegnano in prima persona nel migliorare la qualità delle relazioni sociali, il dialogo intergenerazionale e la continuità dei valori culturali delle comunità rurali. E’ quindi prioritario per il futuro delle aree rurali rafforzare la promozione di politiche di genere, per il sostegno al lavoro femminile in agricoltura, fornendo servizi e forme previdenziali adeguate.

IL LAVORO IN AGRICOLTURA
L’occupazione agricola è un rilevante fattore di coesione sociale nelle aree rurali. Anche per questo, investire sulle risorse umane è una componente imprescindibile della strategia di modernizzazione del nostro sistema agroalimentare, dove spesso, in corrispondenza di difficoltà di mercato, trovano maggiore diffusione le pratiche elusive delle norme e dei contratti e si alimenta l’acquisizione di manodopera in nero, per lo più di origine extracomunitaria.
Il tema del lavoro deve essere una priorità nella visione futura del settore, per sostenere il consolidamento dei livelli occupazionali, il rispetto delle norme e dei diritti dei lavoratori, la qualificazione delle risorse umane. In questa direzione va assicurata la piena legalità del mercato del lavoro in agricoltura ed il ripristino delle condizioni di sicurezza per le imprese agricole.

ENERGIA E AGRICOLTURA
La produzione di bio-energia è destinata a diventare una nuova frontiera dell’agricoltura, in un orizzonte che potrebbe essere molto più breve di quanto oggi si tende a pensare. Anche in risposta a politiche energetiche sempre più orientate al ricorso a fonti rinnovabili, la domanda e l’offerta di colture energetiche sono in rapida espansione.
L’Italia non è destinata ad essere uno dei principali attori sul mercato mondiale delle colture energetiche, ma anche nel nostro paese è necessaria una politica di incentivazione delle bio-energie: come politica ambientale, come leva strategica e come opportunità di diversificazione delle attività agricole. A questo scopo sono necessarie politiche selettive, con cui accompagnare gli imprenditori agricoli e il sistema a valle verso modelli sostenibili e per quanto possibile integrati con la produzione locale di materia prima, adeguatamente organizzati per posizionarsi in modo competitivo ed autonomo su mercati che sono ancora in formazione.

Roma 17 Luglio 2007

Comitato Promotore del “FORUM AGROALIMENTARE E DELLA PESCA” del Partito Democratico


1) Felice Adinolfi Coordinatore Circoli nuova agricoltura
2) Francesco Adornato Coordinatore comitato scentifico Autonomia tematica
3) Federica Argentati Direttore dell’Organizzazione Produttori “Rossa di Sicilia
4) Francesco Baldarelli Presidente ISA
5) Gianni Bessi Capo Gabinetto Pr. Ravenna , cooperatore
6) Susanna Cenni Assessore agricoltura Toscana
7) Anna Ciaperoni Esecutivo nazionale AIAB
8 ) Viola Conti Portavoce FORUM donne in agricoltura
9) Giusy Costantino Ricercatore INEA e fondatrice associazione per il Pd
10) Paolo De Castro Ministro Politiche agricole alimentari e forestali
11) Fabrizio De Filippis Ordinario di economia agraria Roma tre
12) Francesco Di Giulio Associazione Allevatori Basilicata
13) Claudio Gallerani Bieticoltore Presidente COPROBI
14) Giovenale Gerbaudo V.Presidente Confcooperative
15) Manuela Giovannetti Ordinario di Microbiologia Un. Pisa
16) Massimo Guerrieri Federcoopesca
17) Ettore Janì Commissario emergenze zootecniche
18 ) Enzo Lavarra Resp. agr. DS
19) Maria Grazia Mammuccini Amministratore ARSIA Cons. CRA
20) Luca Marcora Resp. agr. Margherita
21) Augusto Marinelli Magnifico rettore Un. Firenze
22) Enrico Martinoli Ricercatore Consigliere CRA
23) Dania Mondini Giornalista
24) Cinzia Pagni Imprenditrice agricola Livorno
25) Marisa Paradisi Tecnico agricolo Umbria
26) Rosaria Pellecchia Dirigente agricola Campania
27) Leana Pignedoli V.Presidente Comm. Agr. Senato
28 ) Gianfranca Pirisi Presidente Ass. Giovani Imprenditori Agricoli-CIA
29) Giuseppe Politi Presidente CIA
30) Valerio Poi Coordinatore Consulta agricola della Margherita
31) Lino Rava Presidente INEA
32) Rita Rognoli Agrotecnica Marche
33) Paola Rosatini Imprenditrice agricola Viterbo
34) Tiziana Rufo Direttore G.A.L. versante laziale Parco Nazionale d'Abruzzo
35) Enzo Russo Assessore agricoltura Puglia; Coordinatore Assessori
36) Antonio Schiavelli AD OSAS Campoverde settore ortofrutticolo
37) Giuseppina Servodio V.Presidente Comm. Agr. Camera
38 ) Luciano Sita Presidente ANCA Lega
39) Guido Tampieri Sottosegretario Mipaaf
40) Mino Taricco Assessore agricoltura Piemonte
41) Piernicola Tondo Circoli Nuova Agricoltura Puglia
42) Rosario Trefiletti Presidente Federconsumatori
43) DanielaValentini Assessore agricoltura Lazio
44) Sandro Vallesi Autonomia tematica agricoltura
45) Franco Verrascina V. Presidente COPAGRI
46) Angelo Zucchi Capogruppo Ulivo Comm. Agr. Camera


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MessaggioInviato: ven ott 19, 2007 12:06 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
... FORUM AGROALIMENTARE E DELLA PESCA” del Partito Democratico:

a pochi giorni dalla nascita del nostro PD, non ritenete utile inoltrarvi/ci nella materia, con una indagine approfondita e trasparente, per capire come vengono utilizzati i fondi europei a favore del mondo agricolo?

Nel passato, in che misura ci sono stati riconosciuti e quali risultati, concreti e "palpabili" dal Consumatore, hanno dato?

ciaooooooooooooo


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