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 Oggetto del messaggio: Due ragazze uccise dalla mafia degli sprechi
MessaggioInviato: lun dic 10, 2007 19:28 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 6306
[color=darkblue]Le due ragazze morte nell'ospedale di Vibo Valentia dovrebbero costringere questo paese a vergognarsi. Federica Monteleone ed Eva Ruscio sono state assassinate dalla mafia peggiore, quella che si nutre dello spreco di denaro pubblico e uccide anche il futuro del nostro paese. Tutte le istituzioni sono responsabili di quello che è accaduto a Vibo Valentia. Perchè dopo la morte della prima sedicenne tutti sapevano che quell'ospedale era un mattatoio. Dopo l'inspiegabile fine di Federica Monteleone, avvenuta nello scorso gennaio, la Commissione d'inchiesta del Senato ha ispezionato il nosocomio, con un verdetto choc: bisogna chiuderlo subito, perchè è fuori da ogni regola. Inutile cercare di risanarlo o ristrutturarlo: sarebbero soldi buttati via. L'unica strada, scrissero i senatori, è trasferire subito i malati sotto le tende di un ospedale da campo, dove verrebbero curati meglio che in quelle corsie. Anche dopo la morte della prima sedicenne, a Vibo era tutto fuori dalla legge: sale operatorie obsolete, nessuna garanzia contro le infezioni, nido in abbandono, bagni che danno sulle cucine. Nessuno dei dirigenti della Asl sapeva quanti fossero i posti letto disponibili. Ma dopo la morte di Federica milioni di euro sono stati buttati via per una struttura che andrebbe abbattuta. Un esempio? È stata acquistata una Tac ultimo modello, piazzata in sale vetuste con corridoi così stretti dove nemmeno le barelle riescono a passare. L'unica cosa che abbondavano erano gli infermieri: il Senato ne ha censiti 426 per 300 pazienti. Tutte cose pubblicate da L'espresso nello scorso maggio. Tutto qui? No. L'Alto commissariato per la lotta alla corruzione ha scritto in un rapporto che la Asl di Vibo Valentia è nelle mani della 'ndrangheta. E che in quell'ospedale ci sono infermieri pregiudicati che andavano in corsia con la pistola sotto il camice.
Queste informazioni dovevano impedire che Eva Ruscio morisse nello stesso modo. Quante altre persone dovranno perdere la vita prima che lo Stato ritrovi la dignità?

Scritto il 06/12/07 alle 15:23 [/b]


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 Oggetto del messaggio: Re: Due ragazze uccise dalla mafia degli sprechi
MessaggioInviato: lun dic 10, 2007 20:16 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 127
mariok ha scritto:
[color=darkblue]Le due ragazze morte nell'ospedale di Vibo Valentia dovrebbero costringere questo paese a vergognarsi. Federica Monteleone ed Eva Ruscio sono state assassinate dalla mafia peggiore, quella che si nutre dello spreco di denaro pubblico e uccide anche il futuro del nostro paese. Tutte le istituzioni sono responsabili di quello che è accaduto a Vibo Valentia. Perchè dopo la morte della prima sedicenne tutti sapevano che quell'ospedale era un mattatoio. Dopo l'inspiegabile fine di Federica Monteleone, avvenuta nello scorso gennaio, la Commissione d'inchiesta del Senato ha ispezionato il nosocomio, con un verdetto choc: bisogna chiuderlo subito, perchè è fuori da ogni regola. Inutile cercare di risanarlo o ristrutturarlo: sarebbero soldi buttati via. L'unica strada, scrissero i senatori, è trasferire subito i malati sotto le tende di un ospedale da campo, dove verrebbero curati meglio che in quelle corsie. Anche dopo la morte della prima sedicenne, a Vibo era tutto fuori dalla legge: sale operatorie obsolete, nessuna garanzia contro le infezioni, nido in abbandono, bagni che danno sulle cucine. Nessuno dei dirigenti della Asl sapeva quanti fossero i posti letto disponibili. Ma dopo la morte di Federica milioni di euro sono stati buttati via per una struttura che andrebbe abbattuta. Un esempio? È stata acquistata una Tac ultimo modello, piazzata in sale vetuste con corridoi così stretti dove nemmeno le barelle riescono a passare. L'unica cosa che abbondavano erano gli infermieri: il Senato ne ha censiti 426 per 300 pazienti. Tutte cose pubblicate da L'espresso nello scorso maggio. Tutto qui? No. L'Alto commissariato per la lotta alla corruzione ha scritto in un rapporto che la Asl di Vibo Valentia è nelle mani della 'ndrangheta. E che in quell'ospedale ci sono infermieri pregiudicati che andavano in corsia con la pistola sotto il camice.
Queste informazioni dovevano impedire che Eva Ruscio morisse nello stesso modo. Quante altre persone dovranno perdere la vita prima che lo Stato ritrovi la dignità?

Scritto il 06/12/07 alle 15:23 [/b]


Buonasera,

credo che il problema non sia interamente attribuibile, e in senso lato e astratto, a chi governa anche se il problema di fondo rimane lo stesso perchè forse, alla fine, sono proprio le istituzioni che consentono che succedano determinate cose.

Certo la chiusura di un ospedale rappresenta un momento critico e il fatto che esiste una normativa nazionale secondo cui molti ospedali dovrebbero essere già chiusi da tempo, la dice lunga. Allo stesso tempo, l'Ospedale rappresenta anche qualcosa di sociale, di appartenente alla cittadinanza. Questo sotto due aspetti principali, per evidenziarne solo alcuni riferiti direttamente alla cittadinanza:

1) rappresenta posti di lavoro e questi, in ambito politico hanno sempre contato qualcosa (il numero di infermieri citati dice qualcosa in questo senso); che si tratti di posti di lavoro meritati o, di più, necessari, credo che questo sia un altro discorso;

2) rappresenta per la cittadinanza un punto fermo da difendere, nella convinzione (corretta in particolare al Sud) che in assenza di quello mancherebbe del tutto qualsiasi forma di assistenza. Non sono nuove le proteste della cittadinanza per l'annuncio di chiusura, di un Ospedale come di una fabbrica con impatti .... cancerogeni (mi domando alle volte come pensiamo ....).

Credo che, comunque, di fronte a situazioni del genere sarebbe necessario pensare. Pensare come palesemente non è stato fatto nel momento in cui si è autorizzato l'acquisto di una TAC (vero che si può spostare ma a quel punto ...), piuttosto che ripensare il sistema dell'assistenza della zona. Ho chiesto qualcosa di simile in un post sui medici che credono di essere Dio, credo sia difficile ottenere risposta soprattutto sulle modalità di controllo dell'utilizzo del danaro pubblico per iniziative che ... spesso non hanno granchè senso .... salvo che per chi parteciperà alla presentazione, debitamente allestita.

Credo ancora nella necessità di essere costruttivi, perseguendo i colpevoli ma cercando di porre attenzione alle modalità di soluzione delle situazioni degradate. Come quella di Vibo Valentia, arrivata al secondo caso eclatante in così poco tempo.

Buon lavoro.


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