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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: CAMBIAMENTO DELLA POLITICA E RIFORMA DELLA PA
MessaggioInviato: mer lug 18, 2007 16:12 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
CAMBIAMENTO DELLA POLITICA E RIFORMA DELLA PA: FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Nuova politica, migliore amministrazione. Il successo del Partito Democratico e il cambiamento della PA camminano assieme, perché quest’ultimo passa inesorabilmente per la riforma della politica e delle istituzioni. Queste, infatti, non possono che concorrere a un comune obiettivo: assicurare i diritti di cittadinanza, promuovere le libertà economiche.

Non si tratta di uno schema nuovo: già negli anni Novanta crisi della politica e delegittimazione delle istituzioni si alimentavano reciprocamente. Era andato perso, allora come oggi, il senso profondo del circuito che collega politica e amministrazione con i cittadini, con le associazioni e con le imprese: il valore della funzione di servizio orientata, appunto, ai diritti e alle libertà.

Eppure da quella crisi, forse ancora più profonda di quella che attraversiamo adesso, prese le mosse un processo di trasformazione proseguito per un intero decennio.
Un processo nel quale politica e amministrazione avanzarono assieme in un sodalizio virtuoso che per molti versanti ha tracciato un periodo della vita pubblica del Paese: stabilità politica che equivaleva a perduranza dei processi di innovazione, responsabilità politica che si fondava sulla fiducia per i risultati raggiunti.
Si pensi alla “la stagione dei sindaci” – e alla capacità di quel mutamento politico-istituzionale e amministrativo di contagiare positivamente gli altri livelli istituzionali.
Lentamente, con difficoltà, ma anche con stabilità, fino alla brusca interruzione accusata nella scorsa legislatura.

Le parole chiave di quella stagione non sono dissimili da quelle che possiamo utilizzare oggi:
trasparenza, perché nulla di ciò che accade nell’amministrazione dev’essere celato ai cittadini, e questo rappresenta la garanzia di massima attenzione ai risultati raggiunti e al contenimento dei costi;
imparzialità, come condizione nella quale l’amministrazione compone gli interessi di tutti, non solo di chi è rappresentato al governo o di chi ha la forza di rappresentarli;
merito, per valutare progetti e persone, quindi come criterio primario per l’allocazione delle risorse e degli incentivi, per i percorsi di carriera e per la premialità anche economica;
risultati, valutati anche attraverso la partecipazione dei cittadini, degli utenti, secondo le tecniche dell’audit civico e della public review;
innovazione, perché l’investimento in tecnologia realizza in concreto questi principi quando rende facile accedere a tutte le informazioni sull’accesso, attivare i servizi stessi, conoscere chi lavora negli uffici (con quali obiettivi e risultati, con quali competenze e con quali premi) e, infine, partecipare, attraverso la rete alla formulazione di posizioni, proposte o valutazioni.

Queste parole descrivono il perimetro sul quale oggi occorre ristabilire quel rapporto di fiducia che è alla base di uno dei beni più preziosi della democrazia: l’affidamento nelle proprie istituzioni, nella loro capacità di servire.
La stessa fiducia riguarda non solo la percezione che i cittadini hanno dell’amministrazione, ma anche quella che i dipendenti pubblici hanno del proprio ruolo. Un funzionario dello Stato, un medico, un insegnante, un impiegato del comune, un carabiniere: riforma dell’amministrazione sono anche i simboli che questi vedono nel proprio specchio. Ed è certo che un funzionario pubblico che avverte crescere attorno un clima di trasparenza e imparzialità è più capace di isolare le tensioni all’inefficienza e incentivato a raccogliere la sfida del merito e del risultato.

Se questa è la scommessa del Partito Democratico, bisogna partire dalla consapevolezza del terreno perduto, perché l’accelerazione della crisi democratica non lascia margini, richiede una capacità di risposta di pari impatto e una decisa inversione di rotta. Il Partito Democratico deve esserne l’occasione perché lo stesso centrosinistra non è senza responsabilità: troppo spesso si è offerto il volto di una politica che moltiplica incarichi e spese, mortificando le capacità di assumere decisioni ma, allo stesso tempo, deplora (ipocritamente) i costi crescenti della politica. Questa dinamica alimenta una percezione di scollamento tra le parole e i comportamenti, rendendo più arduo il lavoro di riconquista di credibilità e reputazione della funzione politica e della funzione pubblica.

IL TEMPO PER CAMBIARE E LA STRADA DA PERCORRERE
Per queste ragioni il tempo è un fattore dirimente. Perché o le due svolte – della politica e dell’amministrazione – appartengono a un unico momento di trasformazione del Paese, oppure la politica riformatrice cede il passo, perde la partita e viene sconfitta anche quell’idea di amministrazione garante di diritti, promotrice di libertà e di crescita.

Ma come rompere il circuito nel quale siamo bloccati? O meglio ancora: come trovare la forza di superare comportamenti consolidati che appartengono anche all’area delle forze riformatrici?

La riforma amministrativa non va ri-progettata o ri-scritta. Esiste un pensiero consolidato ed una sperimentazione ampia cui fare riferimento: la strada è quella dell’avvicinamento tra amministrazione e cittadino, enti intermedi, soggetti produttivi, perché è su questo piano che si collega il tema delle grandi riforme istituzionali con quello del comportamento quotidiano e diffuso degli operatori pubblici: completare la transizione al federalismo con il varo della Carta delle autonomie, il federalismo fiscale, il potenziamento del sistema delle conferenze. E poi semplificazione della burocrazia, perché il tempo dei cittadini non può essere distratto per oneri amministrativi, semmai per partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la propria collettività, per esprimere valutazioni sul miglioramento continuo della qualità, o per esercitare quell’iniziativa di cittadinanza che la costituzione promuove come complemento dell’azione dei pubblici poteri in chiave di sussidiarietà orizzontale.

Ecco la differenza: tutto questo non è “meno amministrazione”, è un’amministrazione moderna e all’altezza dei tempi. Un’amministrazione che discrimina rispetto alla capacità del Paese di affrontare la competizione globale e l’appartenenza alle dinamiche sociali ed economiche dell’Europa allargata. È anche il modo più diretto per rispondere alla richiesta così pressante di lotta agli sprechi, sanzioni per i fannulloni, riduzione dei costi che la politica scarica sui cittadini. Perché se l’amministrazione è più vicina, aperta, partecipata, si riducono gli spazi dove nascondere lo sperpero, che finalmente può essere smascherato non dall’inchiesta giudiziaria o giornalistica, ma dall’ordinario funzionamento della macchina.
In tal modo federalismo, partecipazione, controllo civico, si legano l’un l’altro, possono diventare l’uno rinforzo dell’altro. La riforma dell’amministrazione è infatti uno straordinario moltiplicatore di valore: semplificare le sedi decisionali non significa solo risparmiare, ma evitare il reciproco discarico di responsabilità e così rendere più rapidi gli interventi.

IL CORAGGIO DEL PARTITO DEMOCRATICO
Cosa deve sostenere il Partito Democratico? Soprattutto il coraggio di cambiare comportamenti, scelte gestionali, condotte quotidiane. Poi verranno anche ulteriori cicli di interventi normativi. Ma il primo passo è fermezza nel cambiamento dei comportamenti.
Si pensi al rapporto tra politica e amministrazione. Non occorre elevare steccati con legge. Già da oggi la politica può recuperare il proprio posto nell’esercizio della facoltà di scelta degli scenari e delle priorità. Occorre forse una legge per ricordarci che la politica deve affermare quali diritti vanno tutelati per primi e chi contribuisce a queste tutele? E che le nomine di manager pubblici devono informarsi al criterio della capacità e non dell’appartenenza? E non è attraverso un’ulteriore legge che i funzionari pubblici si possono misurare attraverso la capacità del proprio lavoro piuttosto che nella ricerca dell’affiliazione più conveniente.
E ancora: servono leggi per ricordarci che il patto per una nuova amministrazione dev’essere costruito con la partecipazione non solo della politica e del sindacato - protagonisti fondamentali ma insufficienti se isolati e autoreferenziali - ma con l’apertura più ampia alle forze sociali organizzate che dell’amministrazione sono partner, utenti e cittadini presi in carico?

Sono solo alcuni di molti esempi che potremmo fare.
Ecco allora che la forza del Partito Democratico la misureremo nella sua capacità di tenere dritta la barra su comportamenti concreti. Non è semplice, ovviamente, ma l’ambizione della sfida non permette di indugiare. Saprà il Partito Democratico fare scelte semplici ma significative: ridurre i Ministeri, scegliere manager di provata competenza, mettere in rete le valutazioni sulle performance degli uffici, siglare contratti che ancorino saldamente produttività e retribuzione, abbandonare lo stop & go di assunzioni precarie e sanatorie di massa, perché è il precariato che va contrastato, non chi versa in condizioni di precarietà?

Passa per questi interrogativi la possibilità di ricucire quel rapporto di fiducia tra il paese e le sue istituzioni, recuperare il senso del proprio ruolo per milioni di dipendenti pubblici, avanzare una proposta alle nuove generazioni di italiani per dirgli che il “mestiere di servire” rappresenta uno dei valori fondativi di una migliore vita pubblica. Ed è anche per questa strada che si esalta la capacità del sindacato di essere sponda fondamentale della trasformazione, com’è già stato nel ciclo di riforme dello scorso decennio.
Per questo il valore del Partito Democratico lo misureremo non dopo il 14 ottobre, ma già nel periodo che ci separa da quella data. Lo faremo rivendicando regole di cambiamento, ma soprattutto rispettandole con coerenza. Con gli impegni, le regole, ma soprattutto con l’esempio.

Primi firmatari

Luigi Nicolais
Giampiero Scanu
Oriano Giovanelli
Alessandro Pajno
Beatrice Magnolfi
Silvia Paparo
Antonio Zucaro
Andrea Tardiola
Marco Piredda
Alessandra De Santis


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 Oggetto del messaggio: Si puo´ fare una domanda???
MessaggioInviato: lun ago 13, 2007 21:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 14
Siccome virgola piu´ virgola meno queste cose in Italia vengono promesse dal 1848, quando i Savoia dall´alto della loro grazia si misero a "fare l´Italia" e si possono copiare-incollare dai programmi di TUTTI I PARTITI POLITICI ITALIANI dal 1943 ad oggi e ADESSO ANCORA CI RITROVIAMO SEMPRE LI´, CHE COSA VI FA CREDERE CHE L´INVENZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO (SEDICENTE DEMOCRATICO) CAMBIERA´ STRUTTURALMENTE QUALCOSA???

NON E´ CHE SI TRATTI DI UN PALLIATIVO PERCHE´ ORMAI LA NAVE E´ DESTINATA AD AFFONDARE E NIENTE LA FERMERA´???

Cordialmente

Luca Zampetti


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 Oggetto del messaggio: Comitato 14 ottobre
MessaggioInviato: ven set 07, 2007 12:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 1
Già dai nomi presenti si capisce che il partito democratico parte malissimo: che ci fa nel comitato gente che ha contribuito alla rovina del sud?
Alla faccia della novità.

Saluti


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 Oggetto del messaggio: Facciamo sul serio?
MessaggioInviato: sab set 08, 2007 00:35 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 9
http://www.gawronski.it/piergiorgio/pd/ ... azione.htm

Mi pare che c'è poco da aggiungere


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven set 14, 2007 14:51 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 3
Chi ha responsabilità di governo non può indicare agli altri la strada da percorrere e le cose che bisogna fare.
Il compito di un amministratore, a qualunque livello, è di fare le cose e non di dire come si fanno.
Altrimenti diventa sempre la stessa solfa.
Carmariano


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun ott 08, 2007 14:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 67
Mi sembra che le persone che hanno partecipato al forum sono abbastanza rassegnate, come del resto lo sono io; una PA che sono decenni che deve cambiare ma non è mai cambiata tanto da diventare il vero tallone d'achille dello stato italiano; eppure qualche esempio di eccellenza lo abbiamo: le finanze con la costituzione delle agenzie fiscali e degli uffici unici, con l'ampio ricorso agli strumenti telematici sono state oggetto di studio anche da parte dei cinesi che hanno inviato più volte delegazioni governative per studiare il fenomeno Italia-Finanze. Purtroppo in questi ultimi anni si è notato un arretramento nell'utilizzazione degli strumenti informatici e telematici in quasi tutta la PA e questo per un fatto politico; ritengo che non si possa più rinviare, per il bene del paese, la riforma della PA e spero che si tenga in considerazione che alla fine le organizzazioni sono fatte funzionare dalle persone; sono le risorse umane il principale patrimonio di un ente, sia esso pubblico o privato,
e questo deve essere tenuto presente per predisporre i necessari strumenti di comunicazione, formazione ed incentivazione affinchè il cambiamento vede la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.


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 Oggetto del messaggio: Al servizio del cittadino
MessaggioInviato: ven nov 16, 2007 16:18 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 2
Al servizio del cittadino non è una cosa semplice e facile; Ogni piccola realtà ha un suo problema perchè i cittadini non hanno tutti problemi comuni.Nella P.A.
è doveroso che ci sia una linea guida regolamentare uguale per tutti che affronti in generale la "regola", ma lo scontro quotidiano è tra la "regola" e il bisogno, comprensibile ed umano, che il cittadino deve risolvere. Nelle righe della "regola" c'è bisogno di spazio di interpretazione intelligente e fattiva che non renda il pubblico funzionario un robot come sta succedendo da un bel pò di anni a questa parte (qualunque parte politica sia al potere, dalla locale alla nazionale). La burocrazia è uno strumento necessario ma è auspicabile risolvere con trasparenza e snellezza i problemi legati al quotidiano, riallacciando i rapporti tra intenzioni fattive dei politici e chi materialmente deve attuarle. Penso con fiducia che il nuovo P.D. abbia la forza e la volontà di approfondire
nell'interesse di tutti nessuno escluso.


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 Oggetto del messaggio: PD GATTOPARDIANO
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 06:10 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
"Bisogna che tutto cambi affichè niente cambi mai"
Ah, il mio conterraneo nobile Tomasi di Lampedusa!
Lui, sì che commenterebbe con queste amare parole il percorso "democratico" dell'Italia del 21° Secolo.

A colpi di decreti ESPULSIONI xenofobi e leggi TERRORISTI che puntano il dito sqadrista in direzione non di Al-Quaeda (rivelatasi fortunatamente nel nostro paese invenzione mediatica) ma dei FACINOROSI DELLA LAZIO.

Dagli anni '50 al 2007 in Italia in effetti (qualcuno scriveva addirittura dall'unità della nazione) la PA è cambiata poco o niente.

Nemmeno durante il ventennio fascista il Duce riuscì a mutare sostanzialmente l'impianto napoleonico della nostra burocrazia.

Mission impossible anche per il PD dunque?

Inefficiente tipica del settore pubblico o sprechi di tempo e denaro consapevoli e "disegno" per NON CAMBIARE MAI?

Probabilmente, come spesso accade, la verità risiede (come la virtù) IN MEDIA.

Dunque, noi dobbiamo prima capirne le ragioni (colleagate o collegabili talvolta alla mafia).

Poi, dobbiamo adoprarci per un REALE CAMBIAMENTO.

Tale cambiamento, come ogni VERO cambiamento politico non può e non deve, nel 2007 in Italia specialmente essere rivoluzionario.
Neppure estremamente reazionario (chè, s'intende, non cambierebbe in effetti nulla).

Il problema DI FONDO, a mio avviso, è che uno stato pesantemente burocratico appesantisce sì le vite di tutti i singoli cittadini, ma lo fa ovviamente per controllare meglio il territorio.
Più un stato è fascista, più ha bisogno (poichè impaurito) di avere sempre maggior controllo sulla vita pubblica (talvolta persino in parte privata) dei cittadini.

Detto questo, mi (e vi) auguro seriamente che un cambiamento nella PA possa avvenire, ma ho i miei dubbi su QUESTO PD (motivati anche dal fatto che il leader che chiama la nuova stagione era membro del PCI).

Sono Ingegnere della Amministrazione Pubblica (nuovo corso del Politecnico di Milano) e pertanto ho una vaga idea di ciò che sto dicendo.

Grazie per l'attenzione,

Luca Silvestrini


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun nov 19, 2007 15:29 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 67
I temi che sono stati sollevati richiedono un minimo di riflessione.
Le Regole. Molto spesso la regola è stata interpretata nella PA come un paravento dietro il quale nascondersi; tale paravento giuridico era agevolato dalla inaccessibilità fisica degli uffici.
Alle Finanze alla fine degli anni novanta abbiamo iniziato a realizzare gli Uffici delle Entrate che comportavano una grande rivoluzione copernicana nei rapporti tra cittadino e fisco: veniva realizzato un grande front-office e un servizio di assistenza e consulenza da personale appositamente addestrato. Gli Uffici hanno ben funzionato finchè c'è stato un governo attento alle esigenze del personale e delle strutture. Con il cambiamento degli obiettivi politici, gli uffici sono stati abbandonati, quasi disincentivati, e tutto questo ha portato ad un degradamento della qualità del servizio. Le altre Pubbliche Amministrazioni, che non avevano neppure iniziato un percorso di rinnovamento, sono rimaste al palo. Ora occorre che riparta quel ciclo virtuoso per far fare il vero salto di qualità a TUTTA la PA, magari partendo dalle realtà di eccellenza per esportare i modelli verso quelle aree della PA che sono più indietro.
Occorre inoltre che il legislatore consenta una utilizzazione più intelligente dell'informatica permettendo, ad esempio, la presentazione dei documenti anche in formato elettronico, che ne consente il trattamento da parte degli impiegati senza essere subissati dalle valanghe di carta (io penso sempre, non so perchè, al ministero delle giustizia).
Per quanto concerne la mafia occorre distinguere tra PAC e PAL ovvero, rispettivamente, tra Pubblica Amministrazione Centrale e Locale; per quel che concerne la mia esperienza mi sembra di poter dire che, nella PAC, il fenomeno è marginale.
La consapevolezza dell'esigenza di innovazione è ormai presente a tutti i livelli, il know how è disponibile...occorre solo partire (ovvero l'incipit politico)!!!!


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven gen 18, 2008 17:24 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 1
Riforma della Pubblica Amministrazione?
Riduzione della spesa pubblica?
Da una parte in Parlamento ci sono decine di proposte bipartisan, anche recentissime, finalizzate all'abolizione delle Province, e dall'altra qui nelle nelle Marche sta per nescere la "nuova Provincia di Fermo" che vedrà la luce l'anno prossimo e consterà di una popolazione pari a circa 170.000 abitanti...
Non credo debba aggiungersi altro...
Cordiali saluti.


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 Oggetto del messaggio: Ma è possibile
MessaggioInviato: sab gen 19, 2008 13:31 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 7
Non è possibile che su questo forum non si possa parlare di attualità politica, non c'è una sezione che parli del caso Mastella e di ciò che sta succedendo.
Ci state prendendo in giro prima cfate finta di aprirvi a noi plebe e poi non ci fatge discutere delle vostre scelte.... il PD doveva cambiare lo scenario politico ma state lavorando per tornare indietro di venti anni


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma è possibile
MessaggioInviato: lun gen 21, 2008 15:50 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 1911
radicalliberal ha scritto:
Non è possibile che su questo forum non si possa parlare di attualità politica, non c'è una sezione che parli del caso Mastella e di ciò che sta succedendo.
Ci state prendendo in giro prima cfate finta di aprirvi a noi plebe e poi non ci fatge discutere delle vostre scelte.... il PD doveva cambiare lo scenario politico ma state lavorando per tornare indietro di venti anni


Basta che vai a vedere nel forum "Discussioni Uliviste in libertà" e sarai accontentato.

Prima di esprimere eventuali disinformati commenti faresti bene a visitare con attenzione i vari forum e poi esprimerti in merito.

Saluti Perrynic


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 Oggetto del messaggio: UMILTA' AD IMPARARE DAGL'ERRORI FINQUA COMMESSI.....
MessaggioInviato: mar feb 05, 2008 11:14 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 52
mi domando quanti sono per meritato concorso vinto cioe' con le credenziali idonee alla mansione dietro questi uffici,non voglio sollevare un polverone,ma voglio solo essere realista,se la P.A.(come la chiamate voi)e' lenta,"antiquata",ecc,ecc e'perche' molti sono li' per "favori politici"e lo sappiamo tutti!! non e' bello,perche' con questo circolo vizioso,i competenti o hanno la fortuna di inserirsi nel privato(ora con sta cacchio di legge 30 che con l'ascesa ormai,purtroppo inevitabile di "alibaba e i suoi quaranta" non cambiera' di una virgola,mi auguro che non peggiori...)oppure sono obbligati ad andarsene all'estero dove l'impegno teorico e le risorse umane per un cittadino europeo sono affiancate ad un programma di sviluppo e crescita professionale...
insomma,possibile che in italia un paese che dava lavoro a tanta gente oggi sia costretta a ripiegare all'estero come se fossimo tutti,anche noi,extracomunitari?
e' il sistema italia che,con un po' di umilta' deve cambiare dando piu' rispetto alla"spina dorsale" che e' quella della prestazione d'opera altrimenti addio made in italy(ve la immaginate voi un griffe italiana che si fregia di esserla perche' produce in italia e poi vai a vedere la borsetta, costa 2000 euro ed e' prodotta da abili persone oramai rassegnati a guadagnare 800 euro mensili perlo piu' extracomunitarie...)
finiamola di prendere per il c..o i cittadini e cerchiamo di avere un po' di umilta' nel dire mea culpa perche' ai senatori da 20.000 al mese non ci crede nessuno,


SE non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo
VERGOGNA!!


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 Oggetto del messaggio: date un bel segno di cambiamento....
MessaggioInviato: mar feb 05, 2008 22:27 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 2
Date un bel segno di cambiamento: fate dimettere Bassolino per le gravi responsabilità che ha avuto, non solo nella gestione dello scandalo rifiuti...!
F.


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 Oggetto del messaggio: Re: CAMBIAMENTO DELLA POLITICA E RIFORMA DELLA PA
MessaggioInviato: mer feb 06, 2008 14:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 146
[quote="francescopf"]CAMBIAMENTO DELLA POLITICA E RIFORMA DELLA PA: FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

MI RIFIUTO DI COMMENTARE : ADESSO E' ORA DI FINIRLA.
E' ORA DI CAPIRE PERCHE' QUESTE STESSE COSE SONO ARGOMENTATE ANCHE DA DESTRA.
QUALCUNO DEVE INIZIARE A FARCI CAPIRE E A FAR CAPIRE AD UN NUMERO DI PERSONE POSSIBILMENTE PARI AL 50% + 1 DEGLI ITALIANI DOVE STANNO LE DIFFERENZE.
E' ORA CHE I GRANDI PENSATORI LAVORINO SUL TEMA ASSEGNATO E NON SU CIO' CHE GLI PARE.
RESTIAMO IN ATTESA.
saluti
Luigi Sanna


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