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 Oggetto del messaggio: VERGOGNA POLIZIA ASSASSINA VERGOGNA TIFOSI TEPPISTI
MessaggioInviato: lun nov 12, 2007 13:15 pm 

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TIFOSO UCCISO, GIACHETTI (PD): C'E' MOLTO CHE NON VA




Roma, 12 nov - "I vertici della polizia hanno taciuto fino a tarda sera, e la versione ufficiale viene affidata nel pomeriggio al Questore di Arezzo che fino a sera mente sapendo di mentire, parlando di due colpi sparati in aria: una vergogna". Così Roberto Giachetti, deputato del Pd, dalle pagine del suo blog, commenta la morte del tifoso laziale e l’ondata di violenza che si è scatenata in diverse città. "C'è qualcosa che non va – sottolinea Giachetti dopo aver ripercorso la giornata nella successione dei fatti –. C'è molto che non va. In chi pensa, in chi decide, in chi agisce".


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 Oggetto del messaggio: Re: VERGOGNA POLIZIA ASSASSINA VERGOGNA TIFOSI TEPPISTI
MessaggioInviato: lun nov 12, 2007 22:45 pm 

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luca1984 ha scritto:
TIFOSO UCCISO, GIACHETTI (PD): C'E' MOLTO CHE NON VA

Roma, 12 nov - "I vertici della polizia hanno taciuto fino a tarda sera, e la versione ufficiale viene affidata nel pomeriggio al Questore di Arezzo che fino a sera mente sapendo di mentire, parlando di due colpi sparati in aria: una vergogna". Così Roberto Giachetti, deputato del Pd, dalle pagine del suo blog, commenta la morte del tifoso laziale e l’ondata di violenza che si è scatenata in diverse città. "C'è qualcosa che non va – sottolinea Giachetti dopo aver ripercorso la giornata nella successione dei fatti –. C'è molto che non va. In chi pensa, in chi decide, in chi agisce".


I vertici della Polizia prima di parlare e sparare cazzate nell'immediato come spesso fanno i mezzi di informazione cercano prima di capire e di informarsi su come realmente si sono svolti i fatti.

Mi sembra che non ci sia nulla da eccepire sui vertici della Polizia, contrariamente a quello che hanno fatto bande di delinquenti in giro per l'Italia.

Rimanendo al fatto.
C'è stato un intervento di Polizia sbagliato su una rissa tra persone.
Penso che i colleghi intervenuti non avevano la minima idea, vista la distanza, che fosse una rissa tra tifosi.
Quindi in questa tragedia il calcio non centra un benemerito niente.

I balordi dei tifosi hanno solo trovato un pretesto, che per quello che è successo loro sono convinti che sia giustificato, per attaccare a testa bassa la polizia cioè quello che hanno sempre desiderato fare.

Resta il fatto che il poliziotto ha fatto una cazzata madornale e pagherà giustamente per questo, l'unica attenuante ..... la sfiga .... perché penso che se lo avesse provato volontariamente 100 volte non ci sarebbe mai riuscito.

Infine, pace all'anima del ragazzo morto.

Saluti Perrynic


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 01:51 am 

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Anche secondo me il problema non c'entra con il calcio. O meglio.
1) se si vede una rissa, che si tratti di tifosi o di chiunque altro è sensato estrarre una pistola (a decine di metri di distanza) e sparare in aria? E' concesso alle forze dell'ordine fare questo? E' normale??
2) Mia mamma mi diceva quando ero piccola che non si corre con le FORBICI in mano... figuriamoci con la PISTOLA! Mi pare quantomeno sconsiderato. Chiunque di noi poteva casualmente trovarsi in quella macchina ed essere colpito...francamente parlare di "tragico errore" mi pare riduttivo.
3) Se le prime notizie non avessero parlato di TIFOSO morto per mano di altri TIFOSI (prime si, ma a più di tre ore dal fatto...) non necessariamente si sarebbe ricondotta la tragedia ad un problema calcistico.
4) già nelle prime ore le città si sono riempite di cortei con striscioni che chiedevano la sospensione delle partite e dicevano (perchè per Raciti si e per il tifoso no?) "I morti sono tutti uguali". Perchè le partite non sono state sospese? Era ovvio che a Roma, in quanto ultima partita della giornata, sarebbe successo un inferno! Con questo è chiaro che non inetndo giustificare atti che definirei violenti e vandalici francamente più che "terroristici"( che c'entra????) ma se non comprensibili quantomeno prevedibili...
Ci sono una buona quantità di colpe da attribuire a tutti i livelli e mi auguro sinceramente che si faccia chiarezza.
Inoltre mi chiedevo: ma perchè tutte le testate on line sono piene di stime di agenti feriti e da nessuna parte compare neppure UN tifoso ferito? Possibile? cosa facevano i poliziotti? Manifestavano come i pacifisti del G8 con le mani in alto?boh...


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 Oggetto del messaggio: A MANI GIUNTE
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 15:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
Di solito é la preghiera che avviene a mani giunte.
La veritá é stata deliberatamente oscurata da parte delle autoritá che si ostinano ad autodefinirsi DEMOCRATICHE.

LA DEMOCRAZIA (o quel brandello agonizzante che ne rimaneva) é MORTA!
LA PAURA HA VINTO! (Ahimé!)
Nessuno che chiede scusa, nessuno umile abbastanza da dimettersi.
Tutti attaccati alle poltrone che occupano da molti, troppi anni. A CASA! DA AMATO IN GIU'.

L’Antiterrorismo ha censito oltre 25mila tifosi potenzialmente «pericolosi».

ANTITERRORISMO!?!?
Ma non dovevano essere impegnati a smantellare al qaeda??

Mah...

The show must go on



di Francesco Piobbichi*

Questa non è la prima volta che muore un ragazzo nella guerra delle tribù del calcio. Oggi però questa morte interroga la politica in maniera ancora più netta, perché ad uccidere non è stato un coltello, una pietra, o una bomba carta, ma un proiettile di un'agente, sparato per “errore”.
L'inumanità dell'industria del calcio, ha condito questa domenica di un'ulteriore ipocrisia, perché ha deciso di non fermare il campionato, andando avanti ad ogni costo per mandare in onda le pubblicità fra un calcio d'angolo e un altro, infischiandosene se da lì a breve qualcuno avrebbe tentato di rompere la vetrina. La morte è uguale per tutti, recitava uno striscione degli ultras del Parma, hanno ragione ma quando comanda il denaro la morte di un ragazzo vale solo 10 minuti di ritardo. Si scriveranno fiumi d'inchiostro sul fatto che oramai la situazione è fuori controllo e che ci vuole fermezza. Qualcuno chiederà di interrompere le trasferte, ma oramai anche questo sembra non influire più di tanto nella dinamica che si è accesa, perchè nella guerra delle tribù sono entrate mani e piedi anche le forze dell'ordine, e gli ultras hanno oramai trovato un nemico contro il quale ogni colore, perde di significato, un nemico che sarà presente tutte le domeniche e non solo nella zona dello stadio. Gli assalti alle "sedi" delle forze di polizia secondo me si devono interpretare non tanto come un assalto contro lo stato, ma come un'assalto ad un'altro gruppo che ha rotto il codice dello scontro, ed ad un potere il CONI che non ha rispettato un lutto.


Più di qualcuno ieri ci ha spiegato che il calcio è uno specchio della società, voglio credergli, e per una volta mi sforzo di guardare in quello specchio e vedo dove ci hanno portato i media che parlano di ultras senza mai essere entrati in una curva, le invocazioni alla zero tolleranza e le infiltrazioni xenofobe, guardo dove ci hanno portato i pacchetti sicurezza, la discrezionalità delle diffide e l'esaltazione della violenza di chi nelle curve ha imposto la logica militare. Mi accorgo di come la decretazione d'urgenza fatta in base alle pulsioni motivazionali abbia alimentato questi elementi anzichè ridurli, arrivando al paradosso che in alcune curve metropolitane non ci sono più ultras ma capibastone della criminalità organizzata. Penso allora che qui non si tratta più di fermare un campionato e basta, ma si tratta d'intervenire su di un meccanismo più generale, in cui sembra che l'emergenza di turno trovi quasi per naturalità la legge bella e pronta nei cassetti del Ministero degli Interni come se fosse una pillola per il mal di testa della società.


In tempi di pacchetti sicurezza nei quali si paragonano i writers ai criminali, sarebbe bene che sia la politica a fermarsi e non solo i campionati di calcio, perchè pensare di governare la nostra società dando solamente all'approccio penale e repressivo l'elemento prevalente, senza riflettere in maniera adeguata rispetto ai meccanismi di reazione che queste leggi attivano nei soggetti sociali potrebbe voler dire semplicemente moltiplicare gli episodi di violenza anzichè ridurli, e questo vale per le tribù delle curve ma anche al resto della società. Crescendo nella curva ho imparato a non generalizzare e ho capito qual'era il senso profondo della solidarietà fra pari, ho l'esperienza diretta che le curve stesse possono essere luoghi di tessitura di legami sociali, di mutuo aiuto, ma anche l'esatto opposto. Oggi mi pare che sia l'opposto ad aver avuto la meglio anche, ma non solo per l'incapacità della politica nel comprendere il fenomeno. Cerchiamo di evitare allora che si finisca per farlo vincere definitivamente.

*Responsabile politiche sociali Prc


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 Oggetto del messaggio: 4 UOMINI ?? E LA DONNA TERRORISTA?
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 15:29 pm 

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14:22 Roma, solo per 2 aggravante terrorismo

Sono Claudio Gugliotti, 21 anni, Saverio Candamano, 27, Valerio Minotti 21, e Lorenzo Sturiale, 30, i quattro tifosi arrestati a Roma per gli incidenti di domenica sera. Ai primi due viene contestata l'aggravante del terrorismo


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 Oggetto del messaggio: Re: A MANI GIUNTE
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 15:35 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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luca1984 ha scritto:
Di solito é la preghiera che avviene a mani giunte.
La veritá é stata deliberatamente oscurata da parte delle autoritá che si ostinano ad autodefinirsi DEMOCRATICHE.

LA DEMOCRAZIA (o quel brandello agonizzante che ne rimaneva) é MORTA!
LA PAURA HA VINTO! (Ahimé!)
Nessuno che chiede scusa, nessuno umile abbastanza da dimettersi.
Tutti attaccati alle poltrone che occupano da molti, troppi anni. A CASA! DA AMATO IN GIU'.


The show must go on

di Francesco Piobbichi*

Questa non è la prima volta che muore un ragazzo nella guerra delle tribù del calcio.

*Responsabile politiche sociali Prc


Prima cosa Amato non ha nulla di cui rimproverarsi.

Secondo questo Piobbichi sarà anche responsabile delle politiche sociali di Prc, ma è anche duro di comprendonio, visto che non ha ancora capito che questo episodio con il calcio non centra una mazza.

Se ragiona così vuole dire che lo devo considerara allo stesso livello intellettivo di quei deficenti che hanno devastato le città alla reazione della notizia, con in più l'aggravante che se i tifosi non sapevano come erano andate le cose ed hanno collegato il tifoso al mondo del calcio, il Piobbichi parla dopo che ormai è certa la dinamica dei fatti .... ce ne vuole.

Saluti Perrynic


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 Oggetto del messaggio: A MENTE FREDDA
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 15:45 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Facile parlare a mente fredda...e se avessero ucciso impunemente tuo fratello?

Io non voglio giustificare nessuno, peró se non si vuole capire le RAGIONI dell'orrore, non si risolve nessuna crisi sociale (che il governo, a mio modesto avviso, sta contribuendo ad aggravare ora dopo ora!)

Ma come fai a non capire che loro (tra di loro) si considerano fratelli?
Loro sbagliano nei mezzi, ma hanno ragione nell'idea.
L'idea di base e'(NEL CASO IN CUI ANCORA NON L'AVESSI COMPRESO) che UNA VITA x = UNA VITA y.
Quindi, se per il povero Raciti si ferma il campionato, ALLORA per l'altrettanto povero Sandri si ferma UGUALMENTE il campionato.

Visto che, appunto il calcio come tu dici, non DOVREBBE MAI riguardare la morte di nessuno, si fa una bella pausa, anche di diverse settimane, per meditare sull'accaduto.

O no?

Saluti e auguri,

Luca

p.s. un pó di onestá intellettuale una volta ogni 60 anni non guasta


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 Oggetto del messaggio: Re: A MENTE FREDDA
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 16:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
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luca1984 ha scritto:
Facile parlare a mente fredda...e se avessero ucciso impunemente tuo fratello?

Ma come fai a non capire che loro (tra di loro) si considerano fratelli?
Loro sbagliano nei mezzi, ma hanno ragione nell'idea.
L'idea di base e'(NEL CASO IN CUI ANCORA NON L'AVESSI COMPRESO) che UNA VITA x = UNA VITA y.
Quindi, se per il povero Raciti si ferma il campionato, ALLORA per l'altrettanto povero Sandri si ferma UGUALMENTE il campionato.

Visto che, appunto il calcio come tu dici, non DOVREBBE MAI riguardare la morte di nessuno, si fa una bella pausa, anche di diverse settimane, per meditare sull'accaduto.

O no?

Saluti e auguri,

Luca

p.s. un pó di onestá intellettuale una volta ogni 60 anni non guasta


Ti ripeto che in questa occasione non centra niente il calcio.

E' stato un grave errore di un operatore di Polizia in un itervento per rissa tra persone ... punto e basta.

Quindi collegare questo episodio al mondo del calcio è la cosa più sbagliata che si possa fare.

Saluti Perrynic


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 Oggetto del messaggio: «Attenti, sta nascendo il partito dei violenti»
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 17:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 25475
«Attenti, sta nascendo il partito dei violenti»

Alleanze trasversali contro il potere.

Il sociologo Ferrarotti: c'è chi cavalca la tragedia


FERRAROTTI


MILANO — Cosa significa se la maggioranza dei gruppi ultrà, anche avversari tra loro, si passa parola e scende in strada contro un nuovo nemico comune, la polizia e lo Stato?

Significa forse che sta per nascere un nuovo partito trasversale degli ultrà, significa che, dopo la morte del tifoso all'autogrill, c'è stato un salto di qualità nell'azione delle tifoserie di cui ancora stentiamo a renderci conto, uno slittamento verso umori comuni, una saldatura politica? La domanda non è facile, e sicuramente già solo il fatto di porsela implica un balzo in avanti, un atto d'audacia intellettuale e può far alzare il sopracciglio a più d'uno. Eppure «l'idea è tutt'altro che balzana. Potrebbe davvero nascere un partito trasversale che per quanto piccolo oggi, potrebbe assumere significato strategico nel tempo, perché ormai la politica si muove più fuori dalla politica ufficiale che non dentro» conferma il sociologo Franco Ferrarotti, autore già qualche anno fa del saggio All'ultimo stadio, in cui vedeva i club sportivi in trasferta come truppe di mercenari, sorta di lazzaroni del re al seguito delle squadre.

Una nuova manifestazione di quegli umori antipolitici che attraversano l'Italia, insomma. E che si basano sull'uso accorto e disinvolto di Internet, dei blog, delle reti. Perché in effetti da domenica mattina sembra quasi che si sia messo in moto un tam tam spontaneo che ha coinvolto, in una specie di maxi effetto Grillo, le radio e le tv locali, i forum, ed è arrivato fino alle trasmissioni nazionali, dove scorrevano in continuazione messaggini del tipo «Gabbo sei tutti noi», «Piangiamo Gabbo» firmati non solo dagli ultrà laziali, ma da tifosi di tutte le bandiere.

«E io penso — dice Ferrarotti — che sia stata una cosa ben organizzata da gruppi piuttosto avveduti che hanno cavalcato sapientemente la reazione a un caso isolato, per quanto terribile come l'incidente dell'autogrill, con l'obiettivo preciso di sferrare un attacco al potere. Il quale potere poi ha reagito intimidito, impreparato, quasi impappinato ». Tifoserie dunque che hanno già fatto un salto di qualità nel politico, informate, non sprovvedute, pronte ad esplorare nuovi inediti gemellaggi, che vadano oltre a quelli tradizionali di Lazio- Inter o Torino-Fiorentina: una tesi suggestiva che non trova consenziente un altro esperto di storia ultrà, Alessandro Dal Lago, autore di Descrizione di una battaglia: I rituali del calcio, che ricorda come la profonda avversione verso la polizia sia una componente storica delle tifoserie che le porta anche temporaneamente a solidarizzare in gemellaggi temporanei per poi presto ridividersi, fatto confermato anche dalle vicende degli hooligans britannici.

Dal Lago e così Tim Parks, l'inglese che a lungo ha studiato e seguito gli ultrà del Verona, sono convinti che il calcio non sia sicuramente più solo uno sport, ma qualcosa di molto complesso perché fondato su interessi ramificati e che come tale vada trattato con grande cura politica, ma che le tifoserie non possano diventare esse stesse gruppi eversivi o politici perché non hanno nessun progetto: «A meno che non si facciano gli errori degli ultimi tempi, da Raciti in poi, perché allora si può ottenere l'effetto boomerang». E qui il riferimento è all'inasprimento delle leggi seguito alla morte del poliziotto Filippo Raciti (ucciso dopo il derby Catania-Palermo nel febbraio scorso), che hanno costretto, tra l'altro, le società a tagliare fondi a tutte le tifoserie. Che la situazione sia molto delicata e che richieda grande lucidità e piglio da parte delle istituzioni è fuor di dubbio, e di certo una carenza di leadership crea vuoti che poi possono essere malamente riempiti. Per questo Ferrarotti torna a insistere sul fatto che il dramma dell'autogrill, e tutto il tam tam che ne è scaturito, rappresenta un episodio inedito in Italia e un vero salto di qualità. Tutti gli altri episodi di violenza avvenuti in precedenza erano avvenuti ancora dentro i campi, e implicavano in qualche modo un confronto. «Ma qui è diverso. Qui c'è stato davvero un salto di qualità». E conclude: «Non mi meraviglierei per esempio che — non troppo in là nel tempo— ci possa essere una saldatura fra questo "partito" e la destra di Storace».
Il sociologo Franco Ferrarotti è membro della New York Academy of Sciences Sul tema: «All'ultimo stadio»

Maria Luisa Agnese
13 novembre 2007

da corriere.it


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 Oggetto del messaggio: PARTITO NUOVO??
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 17:36 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
Consiglio ai vari professoroni ignorantoni di controllare le seguenti pagine web prima di parlare e scrive ipotesi campate in aria.

http://www.azionegiovani.org/index.php

http://www.forzanuova.org/index.htm


Auguri e saluti,

Luca


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 Oggetto del messaggio: CORRIERE DELLA SERVA? NO COMMENT....
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 17:37 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
RETROSCENA
Figc e Lega «salvano» la serie A

MILANO — Nel vertice di metà giornata con il Coni (Petrucci e Pagnozzi), la Federcalcio (Abete) e la Lega (Matarrese), il ministro Melandri aveva chiesto un segnale forte: uno stop della A il 24 e 25 novembre, visto che domenica il campionato si ferma per la nazionale.

Con grande civiltà, Abete e Matarrese non hanno nascosto la loro contrarietà a questa ipotesi, per una lunga serie di motivi, a cominciare dalla genesi del caos, molto diversa da quella legata all'omicidio dell'ispettore Raciti per finire a quella linea di severità che i dirigenti del calcio ancora non vedono nelle forze dell'ordine. Le parole della Melandri, a fine vertice, sono state vissute come un tentativo di forzare la mano alle istituzioni del pallone. Il summit serale del calcio, nato con l'idea di non fermare la A, è finito con una soluzione quantomeno bizzarra: lo stop della C accompagnato da quello della B. Peccato che anche in una giornata come quella di ieri, alcuni dirigenti (Moroni del Lecce e Fantinel della Triestina) avessero ribadito l'intenzione di fermarsi domenica, ma per motivi estranei all'uccisione di Sandri: una serrata contro la diminuzione dei ricavi e le difficoltà della B.

Trasformare uno stop per rivendicazioni economiche in una chiusura per lutto, soltanto per non scontentare troppo il ministro, è un nuovo record di cattivo gusto per la Lega. E per tutto il calcio italiano.

F. Mo.
13 novembre 2007


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 Oggetto del messaggio: AMATO? PAROLE DI....RESA!
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 17:55 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
CASINI: «PAROLE DI RESA» - Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha repilcato in aula di essere «profondamente deluso» e «scorato» per quanto detto dal ministro dell'Interno Giuliano Amato. «Da parte sua - ha osservato Casini rivolgendosi al numero uno del Viminale - abbiamo ascoltato parole di resa. Quello che lei ci ha detto dimostra che c'è stata una vera e propria resa dello Stato» davanti alle violenze di tifosi e ultrà. Casini in particolare ha criticato la parte dell'intervento di Amato nella quale si è detto che le forze dell'ordine non hanno reagito agli episodi di violenza «per limitare i danni». Per il leader dell'Udc, infatti, la "caccia all'uomo" che c'è stata domenica nei confronti della Polizia dimostra che ci sono delle «forze terroristiche» che hanno una regia da parte dei capi delle tifoserie, che ormai «ricattano le società sportive» apertamente. Che meritavano una reazione da parte dello Stato. Casini invita quindi il ministro dell'Interno a chiedere con forza al governo di stanziare più fondi, in questa finanziaria, per le forze dell'ordine.


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 Oggetto del messaggio: A CASA!
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 17:56 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
Baldassarri (An): "Istituzioni silenziose con i Sandri"

"La famiglia Sandri non ha ricevuto nessun messaggio di solidarietà da parte delle istitituzioni". Lo ha detto in aula al Senato il deputato di An Mario Baldassarri.


Manganelli si scusi pubblicamente e si dimetta insieme ad Amato!
A casa ora!


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 Oggetto del messaggio: FINALMENTE, SCUSA
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 18:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 129
Minniti: "Scuse e condoglianze alla famiglia Sandri"

"Porgo le mie scuse e le mie condoglianze alla famiglia Sandri" dice il viceministro Marco Minniti


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 Oggetto del messaggio: CONNECTION? MAGISTRATURA VICINA AL POTERE
MessaggioInviato: mar nov 13, 2007 20:49 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Strasburgo, 19:25
WHY NOT: DE MAGISTRIS, MAGISTRATURA VICINA AL POTERE

La magistratura e' diventata troppo vicina al potere politico, soprattutto con il Governo Prodi, per questo ha reagito tiepdiamente ad una vicenda come quella all'avocazione dell'inchiesta "Why not" o al trasferimento ordinato dal ministro alla Giusitizia Clemente Mastella. Se Berlusconi avesse fatto le stesse cose ci sarebbero state delle proteste di piazza. E' quanto ha spiegato il Pm di Catanzaro Luigi De Magistris, parlando al Parlamento europeo a Strasburgo in una conferenza sull'utilizzo dei fondi europei insieme a Beppe Grillo, Marco Travaglio e Giulietto Chiesa. La magistratura, ha detto De Magistris, "negli ultimi anni, ma soprattutto con il Governo di centro-sinistra si e' andata troppo a sedere nelle stanze del potere" e "ci sono state troppe vicinanze con il potere esecutivo, troppi ammiccamenti" e "in questo momento (la magistratura, ndr) non ha la forza di rimettere sul tappeto questi argomenti cosi' centrali". La prova e' "questo silenzio della magistratura associata sulla vicenda dell'avocazione o della vicenda del trasferimento cautelare" ordinato da Mastella, "se l'avesse fatto il governo Berlusconi sarebbero scesi in campo anche i pensionati, Slow Food e Mc Donalds e si sarebbero riempite le piazze". "Io - ha insistito De Magistris - credo che il magistrato deve fare il magistrato" e "se si mette il bavaglio ad una parte della magistraturae ad una parte dell'informazione l'Italia rischia di entrare in un circuito, non sudamericano perche' in parte ci siamo gia', ma qualcosa di ancora peggio".


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