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 Oggetto del messaggio: A pochi passi da Mirafiori, sotto il tetto fotovoltaico ...
MessaggioInviato: lun set 08, 2008 22:35 pm 

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Sbilanciamoci, ma i temi veri non fanno rumore

Paolo Hutter


A pochi passi da Mirafiori, sotto il tetto fotovoltaico della Cascina Roccafranca splendidamente ristrutturata tra vecchi mattoni e pannelli decorativi arancione, giornata conclusiva del Sesto Forum Nazionale di Sbilanciamoci. Passano e intervengono molti dei personaggi più competenti in Italia nel campo dell'economia solidale, dell'ambientalismo, del sindacalismo metalmeccanico, dei temi della mobilità e del clima. Un appuntamento annuale che si conclude con il lancio dei Cento Punti per una Finanziaria Sostenibile e che aveva visto forti presenze - anche di ministri - negli anni passati. Questa invece è una puntata magra, completamente trascurata dalle pagine dei giornali torinesi e anche dagli enti locali di centrosinistra che non hanno raccolto l'invito a partecipare.

"Un bel lavoro" è il tema principale. E la signora bionda seduta davanti a me suppongo sia la delegata di Solidarnosc, dalla sigla del collare che porta il cellulare.

Tra Guido Viale, Giorgio Airaudo e Anna Donati c'è stato un interessante dialogo sulla mobilità: il futuro della Fiat può esserci se si punta su auto ecompatibili ma anche multiuso, come car sharing o piccoli veicoli a chiamata per la mobilità sostenibile. Poi Gianni Rinaldini della Fiom ha ipotizzato una manifestazione europea contro la direttiva che permette di alzare l'orario di lavoro. La proposta più ardita sarà quella conclusiva, di una giornata di mobilitazione in autunno per la giustizia e legalità fiscale. "Sbilanciamoci" infatti, prima di chiedere investimenti e servizi per l'ambiente e la giustizia sociale, indica le entrate e i tagli. Tassazione delle rendite finanziarie al 23%, carbon tax, e taglio delle spese militari e per le "Grandi opere". Più controtendenza di così...Per tornare in centro c'è l'autobus, ma son 40 minuti sobbalzanti.


Pubblicato il: 06.09.08
Modificato il: 06.09.08 alle ore 20.49
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Fiat, lavoratori in tutto il mondo: uniamoci!

Marco Bobbio


Divieto di lavoro minorile, no allo schiavismo, condizioni minime e comuni di libertà di associazione e di rappresentanza sindacale. Sono questi i contenuti di un accordo quadro internazionale da discutere tra il Fism, la federazione internazionale dei sindacati metalmeccanici, e Fiat. Una sorta di piattaforma condivisa e accettata che stabilisca le regole globali per un lavoro dignitoso all'interno di tutti gli stabilimenti di Fiat Auto nel mondo e nelle aziende fornitrici. Una galassia che conta oltre 210.000 lavoratori. Accordi internazionali di questo genere sono già stati sottoscritti da 53 gruppi globalizzati, tra i quali, nel settore auto, Bmw, Volkswagen, Daimler-Chrysler, Peugeot e Reanult.

La proposta, lanciata oggi a Torino all'incontro dei delegati del gruppo Fiat nel mondo svoltosi per la prima volta in Italia, sarà contenuta nella piattaforma per il rinnovo dell'integrativo aziendale in Italia, che scade alla fine del 2008. In un contesto di mercato in cui è previsto un calo di 350.000 vetture vendute, e che sulla Fiat dovrebbe pesare per 100.000 auto.

«I meccanismi di solidarietà non sono automatici ma sono frutto di processi di costruzione» dice Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom. Ad esempio la riapertura dello stabilimento serbo di Kragnievac, a seguito del protocollo di intersa tra Fiat e Zastava, ha per obiettivo la produzione di 200.000 vetture (in particolare la nuova Y e la nuova Topolino): la stessa cifra che era stata ipotizzata due anni fa per il rilancio di Termini Imerese. «E' chiaro che i nuovi stabilimenti, come quello serbo, entrano in competizione con l'occupazione negli stabilimenti italiani. Per questo è indispensabile che i sindacati presenti nel gruppo discutano tra di loro per definire condizioni minime sui diritti, sicurezza, libertà di associazione e di rappresentanza» ha precisato Airaudo, della Fiom di Torino. Oggi lo hanno fatto con la presenza di delegati provenienti dal Brasile, dalla Serbia, dalla Polonia e dalla Turchia, che si sono confrontati sulle condizioni di lavoro, sui salari, sui turni, sulla libertà di rappresentanza. Dice il turco Ozkan Atar, del sindacato Birlesik Metal: «In Fiat tutti i nuovi assunti vengono iscritti automaticamente al sindacato aziendale Turk metal. Le altre sigle non sono ammesse e possono tenere i contatti con i lavoratori solo in modo clandestino». Diversi i problemi evidenziati da Marcelino Da Rocha, rappresentante del sindacato brasiliano: «La lotta più importante da noi è per passare dalle 44 ore di lavoro settimanali, previste con una legge del 1988, alle 40 ore. C'è poi il problema dei salari bassi: il salario minimo è di 250 dollari, in Fiat si guadagna mediamente intorno agli 850 dollari. La cosa più importante di un accordo quadro internazionale, dal mio punto di vista, è la possibilità di garantire condizioni omogenee di rappresentanza e di organizzazione sindacale». E se l'obiettivo di Zorav Mihailovic, numero due del sindacato metalmeccanico serbo Samostalmi, è di «favorire il turn-over e far entrare un po' di giovani per combattere la disoccupazione», in Polonia il problema è opposto: «Mancano i lavoratori - Wanda Strozyk di Solidarnosc - I giovani però vengono assunti con contratti precari e guadagnano anche 200 euro in meno. In più ci sono rapporti pessimi tra operai e quadri».


Pubblicato il: 05.09.08
Modificato il: 06.09.08 alle ore 15.07
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