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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Telelavoro
MessaggioInviato: lun giu 16, 2008 10:14 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 84
La crescita economica di grandi democrazie come India e Brasile, e della Cina, sta iniziando ad avere grandi impatti sulla distribuzione delle risorse nel pianeta e sui prezzi delle stesse.
Questa discussione necessiterebbe probabilmente anche un ripensamento del modello di crescita occidentale, ma qui voglio focalizzarmi su un semplice aspetto del problema.

L'Italia è un paese dotato di poche risorse naturali e, per reagire alla recessione prossima ventura, deve compiere un decisivo cambiamento nella sua "funzione di produzione" nazionale.
Ebbene, io propongo una fortissima riduzione delle imposte per ogni dipendente pubblico e privato cui sarà consentito di lavorare attraverso il telelavoro.
Dal punto di vista del sistema paese, ciò avrebbe molteplici vantaggi:

1) riduzione del pendolarismo, con conseguente risparmio della bolletta energetica, dei costi diretti ed indiretti (inquinamento in primis) dei trasporti, del tempo passato dalle persone in modo imporduttivo trasferendosi da un punto all'altro della città o della regione;

2) riduzione dei costi delle imprese, che vedrebbero ridotti drasticamente i costi cosiddetti "overhead" (locazione, pulizia, viglianza, manutenzione...) di una larga parte dei propri dipendenti, e quindi una loro maggiore competitività;

3) miglioramento della situazione effettiva delle famiglie, grazie alla presenza entro le mura domestiche del telelavoratore, sia in termini di sicurezza, che di tutela sociale (nel caso di convivenza con genitori del telelavoratore, o di persone non autosufficienti), che di miglioramento di rapporti con i figli;

4) creazione di un circolo virtuoso, in cui l'Italia diventi uno stato leader nelle applicazioni necessarie per assicurare la buona riuscita di un sistema basato sul telelavoro (rete informatica, sicurezza dei dati...).

Tutto questo si opporrebbe alle modalità con cui l'attuale governo sembra voler contrastare gli effetti della presenza di queste nuove democrazie sul mercato della distribuzione delle risorse globali: aumento dei dazi e dei vincoli al commercio internazionale, riduzione delle accise. Tutti palliativi che non combattono alla radice il vero problema.
Ra riduzione delle accise, ad esempio, avrà un effetto ben scarso se il prezzo del petrolio raggiungerà i 200 dollari entro l'anno; ovvero i vincoli al commercio internazionale avranno scarso effetto se anche il grano ed il riso (e le altre materie prime agroalimentari) crescerano di prezzo rapidamente.

Il discorso sarebbe lungo, e mi aspetto altri contributi per formulare una proposta immediata che porti l'Italia in prima linea nell'innovazione.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun giu 16, 2008 18:58 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:08 pm
Messaggi: 31
Gli argomenti che lei porta a sostegno del telelavoro , presi uno per uno, sono abbastanza condivisibili sulla carta. Ma non verrebbe meno con il telelavoro la funzione sociale del lavoro stesso ? non si rischierebbe la disgregazione dei rapporti sociali tra individui favorendo l’isolamento e l’alienazione del singolo individuo ? Cosa cerchiamo, una società in cui per sfuggire all’alienazione delle forme di lavoro tradizionale con rapporti diretti tra individuo ed individuo si propone una nuova società in cui questi rapporti diretti vengono sostituiti da un rapporto indiretto in cui l’interfaccia o mediatore è un computer ? Non si rischia un’alienazione ben più grave ? Ho molte perplessità , tuttavia penso che , quando è possibile e per un tempo definito, (uno o due anni al massimo) sia giusto provare (anche in dipendenza da necessità famigliari) il telelavoro.
Vicaska


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 Oggetto del messaggio: Telelavoro e comunicazione
MessaggioInviato: lun giu 16, 2008 23:07 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 84
Non capisco bene a cosa si riferisce con il concetto di alienazione.
Sembra quasi che lei non usi alcun sistema di comunicazione a distanza nel lavoro: né computer, né telefono, né fax, né lettere (tutti mezzi di comunicazione alienanti secondo il suo concetto).

Il telelavoro, ovviamente, non comporta l'assenza dal luogo della produzione in ogni caso, ma potrebbe essere di gran lunga ridotto (ad esempio, per usufruire di benefici fiscali, un telelavoratore non dovrebbe essere fisicamente in ufficio più del X% delle giornate lavorative).
Esistono poi mezzi molto efficaci (teleconferenze, webcam, per non parlare di tecnologie futuristiche ma già in uso come gli ologrammi) per consentire uno scambio anche visivo con gli interlocutori e per superare l'eventuale "alienazione da isolamento".

Le ricordo che uno degli scioperi di maggior successo dell'anno appena trascorso è stato lo sciopero dei lavoratori europei di IBM su Second Life (uno sciopero "virtuale" in un mondo "virtale").
Quindi il collegamento "virtuale" tra le persone può divenire uno strumento di aggregazione e di lotta addirittura più efficace di quello "reale".


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 Oggetto del messaggio: Telelavoro e comunicazione
MessaggioInviato: lun giu 16, 2008 23:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 84
Non capisco bene a cosa si riferisce con il concetto di alienazione.
Sembra quasi che lei non usi alcun sistema di comunicazione a distanza nel lavoro: né computer, né telefono, né fax, né lettere (tutti mezzi di comunicazione alienanti secondo il suo concetto).

Il telelavoro, ovviamente, non comporta l'assenza dal luogo della produzione in ogni caso, ma potrebbe essere di gran lunga ridotto (ad esempio, per usufruire di benefici fiscali, un telelavoratore non dovrebbe essere fisicamente in ufficio più del X% delle giornate lavorative).
Esistono poi mezzi molto efficaci (teleconferenze, webcam, per non parlare di tecnologie futuristiche ma già in uso come gli ologrammi) per consentire uno scambio anche visivo con gli interlocutori e per superare l'eventuale "alienazione da isolamento".

Le ricordo che uno degli scioperi di maggior successo dell'anno appena trascorso è stato lo sciopero dei lavoratori europei di IBM su Second Life (uno sciopero "virtuale" in un mondo "virtale").
Quindi il collegamento "virtuale" tra le persone può divenire uno strumento di aggregazione e di lotta addirittura più efficace di quello "reale".


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