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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Cosa si propone ai lavoratori del turismo e spettacolo?
MessaggioInviato: mer mar 12, 2008 20:06 pm 

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Vorrei sapere se esiste nel programma del PD qualche ammortizzatore sociale o altro provvedimento per i lavoratori stagionali del turismo e dello spettacolo.
Infatti questi lavoratori sono stati tenuti fuori dal provvedimento della finanziaria per il quale dopo 36 mesi continuativi di lavoro nella stessa azienda si deve essere assunti a tempo indeterminato.
Chi, ad esempio, lavora nei villaggi turistici o negli alberghi in Italia o all'estero come animatore turistico ha in genere contratti di collaborazione che durano 3-4 mesi a stagione per un totale di 9 mesi all'anno. Negli altri 3 mesi, prima che le società li richiamino, sono....a spasso, o meglio, a carico dei loro genitori, anche se hanno più di 30 anni e sono laureati!
Spero che in futuro si pensi anche a loro, poichè sono artefici importanti del successo di molte imprese turistiche e la loro mancanza sarebbe, oggi, impensabile, per chi va in vacanza.
Però......si mangia tutti i giorni!
Spero che qualcuno sappia rispondermi.


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 Oggetto del messaggio: Lavoro Stagionale e Politiche di Settore
MessaggioInviato: dom apr 06, 2008 22:37 pm 

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Proviamo a confrontarci insieme, piu che dare risposte facili a problemi complessi .

Premessa

Il diritto del lavoro a mio avviso dovrebbe essere astratto e generale . Quindi un diritto del lavoro che sia rivolto a tutto il mondo UNITARIO del lavoro dipendente e del lavoro ‘ assimilato ’ al lavoro dipendente.
Quindi la norma giuridica deve essere statuale e CENTRALE , e generale anche in materia di lavoro.
Oltre alle norma giuridiche vi sono poi i contratti di lavoro ( CCNL, Territoriali ed aziendali).
Il contratto di lavoro deve o dovrebbe essere il contratto a tempo INDETERMINATO il contratto standard.
In questo contesto NON c è spazio ne per precarietà ne per la flessibilità ‘ in uscita ‘.
Come si ottiene il contratto a tempo indeterminato.
a) tramite una cultura del diritto IMPERATIVO . Art. 1 il contratto di lavoro di regola DEVE ESSERE A TEMPO INDETERMINATO .
b) La politica economica di sostegno e sviluppo dei consumi e degli investimenti ( in ambito macroeconomico ) con l’obiettivo della piena occupazione . Una politica monetaria a sostegno degli investimenti. Una politica dell’ offerta premiante per le imprese che assumono nuovi occupati . ( come esempio l’estensione del bonus con premi diversi a tutto il territorio nazionale ).

La prima versione la via giudico imperatativa ha connotati antisistema , il lavoro come variabile completamente indipendente dal sistema economico, lavoro come variabile esogena.
La seconda versione fa riferimento ai modelli francesi e tedeschi ( anche se con differenze tra loro) e anche all’ Italia nelle esperienze migliori del centro sinistra.
E anche il governo Prodi e dell’unione ha cercato di promuovere una politica verso il lavoro a tempo indeterminato.
Questo implica comunque un RUOLO ECONOMICO delle STATO .
Argomento attuale in USA patria del neoliberismo radicale ,li oggi viene chiesto l’intervento da parte di tutti e anche della destra della ‘ politica fiscale e quindi della politica per evitare la crisi dei mutui e del settore immobiliare ’.
Il lavoro non è una variabile esogena dell’economia ma non è neppure una semplice merce che si regola con quantità e prezzi come un qualsiasi manufatto.
Non solo uomini e donne mangiano tutti i giorni,
La costituzione italiana parla di vita dignitosa e di giusta retribuzione.

Finita la premessa il problema dei lavoratori stagionali del settore turismo ( in parte dei lavoratori edili ) si pone , è difficili imporre comunque il contratto a tempo indeterminato quando vi è la impossibilità OGGETTIVA di svolgere la prestazione lavorativa.

Se l’ Italia ritorna ad una politica economica degna di questo nome e ad una PROGRAMMAZIONE ECONOMICA alcuni interventi verso la STABILIZZAZIONE dei lavoratori stagionali nel settore turismo sono possibili.

1) trasferire TUTTE le manifestazione fieristiche nei distretti turistici .
2) organizzare le manifestazioni culturali ( sociali, politiche ) nei distretti turistici,
3)verticalizzazione organizzativa delle strutture turistiche, incentivi a fusioni tra strutture del turismo estivo ( zona mare ) con strutture del turismo invernale ( zona montagna),

con queste politiche economiche e di SETTORE INDUSTRIALE i lavoratori stagionali possono trovare un contratto di lavoro a tempo indeterminato o comunque ad una occupazione quasi annuale,
Entrando nello specifico delle problematiche del lavoro legate ai lavoratori stagionali.

1) Contratto a chiamata
2) Successioni di contratti a termine
3) Apprendistato
4) Indennità di Disoccupazione per gli stagionali .
( continua )


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lun apr 07, 2008 15:13 pm 

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Vorrei leggere anche la parte successiva al "continua".
Grazie


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 Oggetto del messaggio: contratto a chiamata per gli stagioali
MessaggioInviato: sab apr 19, 2008 18:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:11 pm
Messaggi: 169
1)Contratto a Chiamata per gli stagionali.

Come è noto la legge 24 dicembre 2007 n. 247 ha abolito il lavoro a chiamato ( art 1 comma 45 gli articoli da 33 a 40 del D. Lgs. 10 settembre 2003 n. 276 sono abrogati ) .
Quindi tutto l’ articolato che riguardava il lavoro a chiamata poi denominato lavoro di somministrazione è stato abrogato.

Per il lavoro stagionale il comma 47 recita : ‘ al fine di contrastare il possibile ricorso a forme di lavoro …sommerso per sopperire ad esigenze di utilizzo di personale per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo nel settore del turismo e dello spettacolo , i relativi contratti collettivi stipulati ……………………possono prevedere la stipula di specifici rapporti di lavoro per lo svolgimento delle predette prestazioni durante il fine settimana, festività , periodi di vacanza scolastiche…..

La norma giuridica è un capolavoro di equilibrio , abolisce il lavoro a chiamato alquanto odioso per la precarietà che crea , se mai questa abolizione doveva avvenire prima.
Inoltre riconosce la particolarità strutturale del lavoro stagionale nel settore turistico e mantiene in essere il contratto a chiamata ( o Somministrato) per questo settore.

COSA NON HA FUNZIONATO VISTO CHE NON SONO ATTUATI I CONTRATTI A CHIAMATA ?

Argomento alquanto complesso vediamone la problematicità senza voler dare risposte che sarebbero semplicistiche.

a)il contratto rimane in essere ‘ per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo ‘ ci dice il comma 47 art 1 della Legge, ma siamo sicuri che si tratti di lavoro discontinuo nel settore turistico ?

In astratto nel contratto Pubblici esercizi per molte mansioni l’orario di lavoro è un orario di lavoro discontinuo ma si tratta di una ipotesi astratta e non applicabile in quanto si tratta di verificare l’orario di lavoro in situazioni che il CCNL definisce settori speciali .
Per esempio nel settore alberghiero il CCNL ci dice,,,,,, art . 214 ‘ il lavoro giornaliero si svolge in due turni ….comma 2 …….il nastro orario è di quattordici ore per il personale………..e di 12 ore per il restante personale.

Questo orario organizzato NON consente il lavoro discontinuo e di attesa.

Questo è il motivo per cui difficilmente vengono attualmente instaurati contratti a chiamata utilizzando la norma giuridica sul lavoro discontinuo il Regio Decreto n. 2657 del 1923 .

b)art 1 comma 47 ci dice ‘ i contratti collettivi …possono prevedere la stipula di specifici rapporti di lavoro ..( per il contratto a chiamata ) …

qui sicuramente MOLTE COSE NON HANNO FUNZIONATO.
Quali contratti collettivi di lavoro ?
Quelli nazionali, territoriali o aziendali ?
Qui si pone un problema sulla natura della contrattazione in quanto nei distretti turistici i sindacati potevano avere una loro AUTONOMIA organizzativa e progettuale e questo non è stato possibile perché c è ancora una cultura sindacale troppo centralistica ..


LA COSA SBAGLITA MA ANCHE LA COSA GIUSTA DEL SINDACATO ,

a)La cosa sbagliata.

Che senso ha firmare un importante accordo addirittura nominato la riforma del welfare e poi non attuarlo in una sua parte , non attuarlo nella parte che riguardava il lavoro stagionale nei pubblici esercizi.
Sarebbe stato molto piu TRASPARENTE e ONESTO cancellare completamente la parte che riguardava il lavoro a chiamata per gli stagionali.

b)La cosa giusta.

Ma è mai possibile che con milioni di turisti i lavoratori a chiamata venivano ‘ chiamati’ solo per 8 ore o 16 ore al mese ?
Mancando la presunzione della obbligatorietà della retribuzione a norma del contratto di lavoro i datori di lavoro ufficializzavano il rapporto di lavoro con orari minimi molto al di sotto degli effettivi.
In questo senso il sindacato ha bloccato un abuso.

Comunque essendo firmato l’ accordo tra le parti sarebbe dovuto intervenire il governo con il ministro del lavoro all’interno di una esigibilità contrattualistica di natura ‘dolce’ non imperativa.

Il contratto a chiamata per i lavoratori a chiamata stagionali richiama 2 problematicità molto importanti :

a)indennità di disoccupazione
b)contributi ai fini pensionistici

l’ indennità di disoccupazione verrà analizzata piu avanti.

Ai fini pensionistici la situazione è drammatica in quanto si tratta di accantonamenti con il sistema contributivo che sono praticamente INESISTENTI,.
La legge che definiamo per brevità riforma del welfare prevede una commissione che tra le altre cose ‘ per proporre modifiche ( ai fini pensionistici)….che tengono conto ….anche delle carriere discontinue dei giovani ‘.
Tutto molto vago , una proposta è che i contributi dei lavoratori a chiamata stagionali settore turistico vengano calcolati non sul reddito EFFETTIVO ma sul reddito calcolato sui minimali inps, questo comporta un aumento dei costi per le aziende ma il vantaggio di poter ottenere i contratti a chiamata senza gli abusi che sono all’origine della attuale sospensione.

Infine i contratti a chiamata hanno avuto un effetto nuovo ed imprevisto nel settore pubblici esercizi.

Molti datori di lavoro pubblici esercizi hanno instaurato rapporti di lavoro a chiamata con lavoratori che hanno in essere già un contratto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo pieno.
Si tratta di contratti per lavori solo serali o sabato e domenica.
Per questi contratti possono anche essere previste forme particolari di contratti part time , cosa che per altro sta già avvenendo .

La problematicità riguarda il cumulo dell’orario di lavoro in quanto il D. L.vo n. 66 del 2003 art 3 prevede un orario normale di 40 ore , mentre il successivo art. 4 prevede la durata massima di 48 ore ( ma 8 ore devono essere di straordinario ) nel caso di cumulo di 2 contratti ‘normali’ di lavoro non si possono applicare straordinari all’interno del normale orario di lavoro, questo comporta o l’annullamento del secondo contratto o comunque un vuoto legislativo .
( continua )


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 Oggetto del messaggio: Successioni di contratti a termine per lavori stagionali.
MessaggioInviato: dom apr 27, 2008 01:36 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:11 pm
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2) Successioni di contratti a termine per lavori stagionali.

Come ormai è noto la legge 24 dicembre 2007 n 247 art 1 comma 40 4 bis ‘ qualora per effetto di successioni contratti a termine ….qualora….abbia complessivamente superato i 36 mesi compresi proroghe e rinnovi , indipendentemente dai periodi di interruzione ….il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato’.

Anche prima di questa modifica per il D. Leg. n. 368 del 2001 il limite massimo dei contratti a termine era 36 mesi ma per un errore nella formulazione letterale del D.lgs. con i rinnovi del contratto a termine il periodo massimo di 36 mesi poteva essere aggirato.

Il comma 4 ter regola il contratto a termine : le disposizione di cui ….NON TROVANO applicazione nei confronti delle attività stagionali definite dal D.P.R. n.1525 del 1963 nonche ….( quelle normate dai CCNL ).
Non vi sono avvisi comuni in ambito CCNL NUOVI ( in vigore dopo l’ entrata della riforma del welfare ) che definiscono possibilità di deroghe ai 36 mesi.
In quanto al DPR n. 1525 del 1963 Elenco che determina le attività stagionali , nell’elenco che oggi risulta alquanto datato al punto 48 rientrano nelle attività stagionali ‘ attività esercitate dalle aziende turistiche , che abbiano, nell’anno solare un periodo di inattività non inferiori a 60 giorni continuativi o a 120 giorni non continuativi.’
A questo punto l’interpretazione letterale non lascia possibilità di analisi diverse , alle ‘attività esercitate dalle aziende turistiche , che abbiano, nell’anno solare un periodo di inattività non inferiori a 60 giorni continuativi o a 120 giorni non continuativi.’ Non si applica la possibilità di trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato trascorsi i 36 mesi.


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MessaggioInviato: mar mag 06, 2008 17:14 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Ti ringrazio per l'esauriente risposta. Ma certo ora non sono più serena, perchè capisco che per questi lavoratori non c'è altra possibilità se non quella di cambiare lavoro, sempre ammesso che lo trovino. Se tutti lo facessero in massa, addio turismo.......con buona pace dei datori di lavoro!


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