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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Lavoro e morte
MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 22:21 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 1093
Dopo i morti della Thyssen-Krupp di Torino ci sono i morti di Molfetta. Le statistiche dimostrano che precari e giovani, donne e stranieri, sono le categorie di lavoratori più esposte agli "infortuni".
In Italia all'eccessivo numero di morti da lavoro corrisponde un salario medio tra i più bassi d'Europa.
Al risparmio sui salari gli imprenditori aggiungono il risparmio sulla manutenzione degli impianti produttivi e sui costi sulla sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro. Che posizione prendiamo come democratici: queste morti sono il frutto di un capitalismo che a costo della competitività tralascia gli investimenti sulla sicurezzza o,semplicemente, sono il frutto di una burocrazia malata che non effettua controlli, che non applica le leggi in materia?
E ancora? In un regime capitalistico-globalizzato che
valore diamo al lavoro, a quello vero, a quello prodotto dall'operaio che trasforma col suo sudore la materia in prodotto di consumo?


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MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 22:23 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 88
Mah...sentiremo la ricetta di Calearo, no?


:D


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 Oggetto del messaggio: é peggio di una guerra
MessaggioInviato: mar mar 04, 2008 21:53 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:05 pm
Messaggi: 8940
Dal blog di Grillo.
Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.
Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.
Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.
Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.
Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.
Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.
Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.
Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.
Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.
Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.
Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.
Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.
Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.
Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.
Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.
Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.
Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.
Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.

........
Ciao
Paolo11


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MessaggioInviato: mar mar 04, 2008 22:56 pm 
Amministratore

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:02 pm
Messaggi: 4044
Il fatto certo è che lì è morto anche il padrone.
Tutto questo la dice lunga non dell'importanza che diamo ad una buona vita vita ma alla vita stessa.
Sento poi parlare da alcuni di "Difesa della Vita" e poi nulla contro quello che si è costruito.
Era meglio il tempo delle miniere inglesi? Allora a morire andavano solo i poveracci ma almeno il padrone
teneva alla sua di vita. Ora neanche questo, neanche padroni, schiavi e liberti, niente ha più valore, solo una manciata di spiccioli.
Che cazzo. (chiedo scusa).
Manca il senso della vita e il giusto valore
all'intelligenza, perché costa poco vincere la parsimonia per certe
spese e la pigrizia del non utilizzare le misure.
Serve anche vedere
sempre i volti dei familiari e delle vite spezzate, non intervallandole
con la pubblicità, il mandante non va insieme alla vittima.


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MessaggioInviato: mer mar 05, 2008 06:36 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
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Darwin ha detto: manca il senso della vita ed il giusto valore...
Paolo11 ha detto:quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria...

Ed infatti come sta reagendo la Confindustria alla firma sul decreto-sicurezza? Dichiarandosi assolutamente contraria all'inasprimento delle sanzioni. E quanto hanno pagato finora gli industriali per le migliaia di morti bianche che "accadono" nonostante le tante promesse televisive di tutti? Gli operai continuano a morire nella sostanziale indifferenza generale, anzi in una indifferenza accompagnata dal quel disgustoso refrain di finta commozione-indignazione, ripresetv senza senso, interventi insulsi dei politici.
Il problema vero è che gli industriali vorrebbero l'impunità solo perché "danno lavoro" e guai, ancora oggi, chiedergli conto di qualcosa. La cultura finto-liberale del nord ci sta fregando tutti.
Siamo tutti pronti ad alzare steccati sul passato perché non è più cool parlare di certe cose. Oggi è assolutamente sbagliato fare distinzione tra operai e dipendenti. Sono tutti uguali. E così si riempiono i vari ballarò-portaaporta di contenuti sempre più monotoni: meno tasse-più salari-più produttività e gli operai continuano a morire, perché, appunto "manca il senso della vita" ed il nostro sfrenato egoismo ci sta facendo perdere il senso dei valori grandi ed immutabili che nessun ci potrà mai rimodulare: il grande valore della vita appunto ed il dramma della morte che tocca ancora oggi tante famiglie operaie che per me saranno sempre su un gradino più alto nella "gerarchia" dei lavoratori.


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MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 13:27 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 848
giannetto ha scritto:
Darwin ha detto: manca il senso della vita ed il giusto valore...
Paolo11 ha detto:quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria...

Ed infatti come sta reagendo la Confindustria alla firma sul decreto-sicurezza? Dichiarandosi assolutamente contraria all'inasprimento delle sanzioni. E quanto hanno pagato finora gli industriali per le migliaia di morti bianche che "accadono" nonostante le tante promesse televisive di tutti? Gli operai continuano a morire nella sostanziale indifferenza generale, anzi in una indifferenza accompagnata dal quel disgustoso refrain di finta commozione-indignazione, ripresetv senza senso, interventi insulsi dei politici.
Il problema vero è che gli industriali vorrebbero l'impunità solo perché "danno lavoro" e guai, ancora oggi, chiedergli conto di qualcosa. La cultura finto-liberale del nord ci sta fregando tutti.
Siamo tutti pronti ad alzare steccati sul passato perché non è più cool parlare di certe cose. Oggi è assolutamente sbagliato fare distinzione tra operai e dipendenti. Sono tutti uguali. E così si riempiono i vari ballarò-portaaporta di contenuti sempre più monotoni: meno tasse-più salari-più produttività e gli operai continuano a morire, perché, appunto "manca il senso della vita" ed il nostro sfrenato egoismo ci sta facendo perdere il senso dei valori grandi ed immutabili che nessun ci potrà mai rimodulare: il grande valore della vita appunto ed il dramma della morte che tocca ancora oggi tante famiglie operaie che per me saranno sempre su un gradino più alto nella "gerarchia" dei lavoratori.

io credo che Confindustria sbaglia, ma non si può far vivere un imprenditore con l'angoscia di finire in tribunale un giorno si e l'altro anche per responsabilità che non sempre sono sue.

Il mancato rispetto delle norme di sicurezza, posto che al lavoratore sono dati tutti gli strumenti e le indicazioni del caso, possono portare al licenziamento per giusta causa? se così non è, assieme all'inasprimento delle pene per l'imprenditore bisogna anche intervenire su questa norma di diritto del lavoro.


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MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 17:22 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:06 pm
Messaggi: 1093
incrociatore ha scritto:
giannetto ha scritto:
Darwin ha detto: manca il senso della vita ed il giusto valore...
Paolo11 ha detto:quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria...

Ed infatti come sta reagendo la Confindustria alla firma sul decreto-sicurezza? Dichiarandosi assolutamente contraria all'inasprimento delle sanzioni. E quanto hanno pagato finora gli industriali per le migliaia di morti bianche che "accadono" nonostante le tante promesse televisive di tutti? Gli operai continuano a morire nella sostanziale indifferenza generale, anzi in una indifferenza accompagnata dal quel disgustoso refrain di finta commozione-indignazione, ripresetv senza senso, interventi insulsi dei politici.
Il problema vero è che gli industriali vorrebbero l'impunità solo perché "danno lavoro" e guai, ancora oggi, chiedergli conto di qualcosa. La cultura finto-liberale del nord ci sta fregando tutti.
Siamo tutti pronti ad alzare steccati sul passato perché non è più cool parlare di certe cose. Oggi è assolutamente sbagliato fare distinzione tra operai e dipendenti. Sono tutti uguali. E così si riempiono i vari ballarò-portaaporta di contenuti sempre più monotoni: meno tasse-più salari-più produttività e gli operai continuano a morire, perché, appunto "manca il senso della vita" ed il nostro sfrenato egoismo ci sta facendo perdere il senso dei valori grandi ed immutabili che nessun ci potrà mai rimodulare: il grande valore della vita appunto ed il dramma della morte che tocca ancora oggi tante famiglie operaie che per me saranno sempre su un gradino più alto nella "gerarchia" dei lavoratori.

io credo che Confindustria sbaglia, ma non si può far vivere un imprenditore con l'angoscia di finire in tribunale un giorno si e l'altro anche per responsabilità che non sempre sono sue.

Il mancato rispetto delle norme di sicurezza, posto che al lavoratore sono dati tutti gli strumenti e le indicazioni del caso, possono portare al licenziamento per giusta causa? se così non è, assieme all'inasprimento delle pene per l'imprenditore bisogna anche intervenire su questa norma di diritto del lavoro.



Trovo un pò strano questo intervento :evil: A parte che il mancato rispetto delle regole purtroppo in alcuni casi può portare il lavoratore al camposanto piuttosto che al licenziamento, anche se si può essere d'accordo in linea di principio sulla tua precisazione, pensi davvero che il vero problema per la maggior parte dei datori di lavoro in Italia ( pensiamo al settore edilizio ad es.) sia la preoccupazione che i propri operai non adottano tutte le misure di sicurezza che ha fornito loro oppure, più verosimilmente, che quelle misure e le relative indicazioni non le ha proprio fornite? :roll:


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MessaggioInviato: gio mar 06, 2008 18:30 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 848
giannetto ha scritto:
Trovo un pò strano questo intervento :evil: A parte che il mancato rispetto delle regole purtroppo in alcuni casi può portare il lavoratore al camposanto piuttosto che al licenziamento, anche se si può essere d'accordo in linea di principio sulla tua precisazione, pensi davvero che il vero problema per la maggior parte dei datori di lavoro in Italia ( pensiamo al settore edilizio ad es.) sia la preoccupazione che i propri operai non adottano tutte le misure di sicurezza che ha fornito loro oppure, più verosimilmente, che quelle misure e le relative indicazioni non le ha proprio fornite? :roll:

beh, è meno strano di quanto tu pensi sai...

Certo che è il lavoratore che va al creatore, ma se ci va per sua colpevole imperizia, sopravvalutazione, negligenza... per quale motivo dovrebbe esserne responsabile il datore di lavoro?

Guarda che il problema è più serio di quanto si creda. Non tutti gli imprenditori sono dei delinquenti, la stragrande maggioranza è sempre più attenta alle problematiche della sicurezza, molte volte molto di più di quanto non lo siano i lavoratori.

Collaboro con un'azienda produttrice di vernici... più di una volta ho assistito a scene per le quali incazzarsi, ma non con il titolare... con i lavoratori.

Questo spende una cifra per mettere a norma gli impianti e fargli i corsi sulla 626... un giorno andando in reparto con lui scopriamo che alla macchina imbarattolatrice l'addetto aveva bloccato il sistema che costrige all'utilizzo delle due mani per avviare il processo... "perché è più comodo" è stata la risposta alle bestemmie del titolare... un'altra volta a un altro che si rifiutava di mettere le scarpe antinfortunistiche: "mi fanno male i piedi" la motivazione a quel punto il titolare gli ingiunge: "se sei malato vai dal dottore immediatamente e ti fai fare un bel certificato e me lo riporti domani mattina o ti fai dare i giorni di malattia che ti servono, ma qui in scarpe da tennis non ci rimani"... bestemie dell'interessato e al pomeriggio era di nuovo sul posto di lavoro... con le scarpe adeguate... Un altro ancora vediamo che sta armeggiando con un bidone di solvente nitro... notiamo che è un po' "assente" e scopriamo che l'idiota senza maschera (che aveva in dotazione) e senza occhiali (che aveva in dotazione) si era fatto una "pippata" di solvente nitro mettendo dentro la testa nel bidone semivuoto vai a sapere per fare che cosa... l'abbiamo dovuto prendere di peso e portarlo all'aria aperta fuori dal reparto... ma se non passevamo di li? la colpa era del titolare?

Io credo che il problema sia molto più complesso di quanto, sull'onda di una certa emotività, si rischia di vedere.


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