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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Lavoratore precario PA
MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 17:57 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 3
A Sylvia vorrei rispondere che la prima cosa da fare per il Partito Democratico qualora vincesse le elezioni, è quella di verificare se in Italia con la Legge Finanziaria del 2006 e del 2007 tutte le Amministrazioni hanno avviato le procedure di stabilizzazione dei dipendenti con i requisiti richiesti.
Molti politici del Partito Democratico hanno fatto parte come Ministri nel Governo Prodi e posso dire con certezza hanno creato cittadini di serie A e di serie B"
Un caso di parte che mi riguarda da vicino?
MINISTERO DIFESA:
UFFICIALI A FERMA PREFISSATA CON 42 MESI DI SERVIZIO.
Mandati a casa con tre righe di Messaggio perchè tutto il potere decisionale se tenerli o meno è stato dato all'Ammiraglio DI PAOLA Capo di Stato Maggiore Difesa.
Sono stati chiamati i rappresentanti militari in Commissione Difesa della Camera e del Senato senza che sia successo niente.
La Politica che lascia il potere ai Generali e agli Ammiragli non è una buona politica.
Ci sono realtà lavorative a 60, 61 anni che sarebbero potute essere sostituite con giovani che hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Sono tutti entrati con regolare concorso e dura selezione di vita in Accademia.
Hanno stabilizzato gli Ufficiali dei Carabinieri creando come dicevo prima cittadini di serie A e cittadini di serie B
Gradirei una risposta grazie


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: dom feb 24, 2008 15:31 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 1
Con l’introduzione dell’art. 3 comma 76, nella legge n. 244 del 24/12/2007, è stata modificata la modalità di conferimento degli incarichi per i collaboratori esterni delle pubbliche Amministrazioni.
In particolare, le parole “di provata competenza”, inserite nel comma 6 dell’art. 7 del d.l. 30/03/2001 n. 165, sono sostituite da “di particolare e comprovata specializzazione universitaria”.
Quindi, dal 01/01/2008, tutti i collaboratori esterni delle Amministrazioni, per avere un contratto di lavoro autonomo, occasionale o coordinato e continuativo, dovranno essere laureati.
Probabilmente, l’intento del legislatore, era quello di “stabilizzare” i contratti del personale precario che collaborava, a vario titolo, con le Amministrazioni e “costringere le stesse ad assumere con contratti a tempo indeterminato.
Purtroppo l’effetto non è stato quello previsto, anzi!
Non sono stati predisposti piani per la “stabilizzazione” di questi lavoratori ( part-time, ecc.) e l’effetto più immediato è quello del non rinnovo dei contratti di collaborazione, e quindi la perdita del lavoro per migliaia di persone non laureate.
Altro che aiuto al lavoro!
Inoltre, se la condizione “di particolare e comprovata specializzazione universitaria” può avere una qualche logica per contratti per mansioni di alto livello, non ha alcuna attinenza per contratti per livelli medio-bassi (personale amministrativo, ecc.).
Se trasliamo il tutto nel mondo della Formazione Professionale, l’introduzione del sopraccitato articolo diviene ancor più paradossale.
In molte situazioni si vuole dare la priorità al “pezzo di carta” piuttosto che alla professionalità ed all’esperienza di chi, anche se non è laureato, ha un importante ruolo nel mondo del lavoro ed è in grado di ritrasmette le proprie competenze.
Anche la genericità dei termini (di particolare e comprovata specializzazione universitaria) non aiuta a fugare i dubbi interpretativi; a meno che non si voglia affermare che un laureato, magari in una materia umanistica, appena uscito dall’università, è più competente, ad esempio nella progettazione di prodotto, di un diplomato con anni di esperienza nel mondo del lavoro.
Spero che questa situazione sia il frutto di una svista, di una non felice interpretazione delle necessità non solo dei lavoratori, ma di tutto il sistema economico nazionale.


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MessaggioInviato: ven apr 04, 2008 19:01 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:00 pm
Messaggi: 1407
baldo2000 ha scritto:
Con l’introduzione dell’art. 3 comma 76, nella legge n. 244 del 24/12/2007, è stata modificata la modalità di conferimento degli incarichi per i collaboratori esterni delle pubbliche Amministrazioni.
In particolare, le parole “di provata competenza”, inserite nel comma 6 dell’art. 7 del d.l. 30/03/2001 n. 165, sono sostituite da “di particolare e comprovata specializzazione universitaria”.
Quindi, dal 01/01/2008, tutti i collaboratori esterni delle Amministrazioni, per avere un contratto di lavoro autonomo, occasionale o coordinato e continuativo, dovranno essere laureati.
Probabilmente, l’intento del legislatore, era quello di “stabilizzare” i contratti del personale precario che collaborava, a vario titolo, con le Amministrazioni e “costringere le stesse ad assumere con contratti a tempo indeterminato.
Purtroppo l’effetto non è stato quello previsto, anzi!
Non sono stati predisposti piani per la “stabilizzazione” di questi lavoratori ( part-time, ecc.) e l’effetto più immediato è quello del non rinnovo dei contratti di collaborazione, e quindi la perdita del lavoro per migliaia di persone non laureate.
Altro che aiuto al lavoro!
Inoltre, se la condizione “di particolare e comprovata specializzazione universitaria” può avere una qualche logica per contratti per mansioni di alto livello, non ha alcuna attinenza per contratti per livelli medio-bassi (personale amministrativo, ecc.).
Se trasliamo il tutto nel mondo della Formazione Professionale, l’introduzione del sopraccitato articolo diviene ancor più paradossale.
In molte situazioni si vuole dare la priorità al “pezzo di carta” piuttosto che alla professionalità ed all’esperienza di chi, anche se non è laureato, ha un importante ruolo nel mondo del lavoro ed è in grado di ritrasmette le proprie competenze.
Anche la genericità dei termini (di particolare e comprovata specializzazione universitaria) non aiuta a fugare i dubbi interpretativi; a meno che non si voglia affermare che un laureato, magari in una materia umanistica, appena uscito dall’università, è più competente, ad esempio nella progettazione di prodotto, di un diplomato con anni di esperienza nel mondo del lavoro.
Spero che questa situazione sia il frutto di una svista, di una non felice interpretazione delle necessità non solo dei lavoratori, ma di tutto il sistema economico nazionale.


Sono andato da un patronato per vedere la situazione pensionistica di mio figlio.

Per + di un anno ha fatto lavori come LAP (ex co.co.co.) poi su mia insistenza ha trovato lavoro con C.N.L. sia pure a tempo determinato.

Iscrivendolo all'INPS telematica (su internet) ho visto che i contributi con lavoro regolare spuntano tutti, mentre quelli come LAP non vengono mostrati.

Allora sono andato appunto dal patronato e ho scoperto una cosa allucinante:

- i contributi dei lavoratori LAP vanno a finire in un contenitore X, presso l'INPS

- quando dopo 5 anni di lavoro normale (a tempo determinato o a tempo indeterminato) il lavoratore può chiedere la congiunzione dei contributi LAP, ma qui sta l'orrore:

per poterli ricongiungere bisogna avere contributi LAP per almeno 6 (sei) anni complessivi ... altrimenti vengono PERSI.

Avete capito bene?

PERSI, significa che i contributi non vengono sommati, e che l'anzianità non viene sommata ... sei anni della vita dei nostri figli buttati al vento.

Vorrei sapere cosa faceva il ministro Ferrero al suo ministero: sonnellini ben pagati?

Sono molto triste nel constatare che i nostri politici, dico tutti, NON HANNO alcuna percezione dei problemi dei giovani e del mondo del lavoro.

joblack


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