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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Liberalizzazioni ed abolizione dei monopoli
MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 13:04 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 3
Buongiorno a tutti.

Mi sono appena iscritto al sito e questo mi sembra il forum più prossimo a tematiche di tipo economico.

Volevo proporre una riflessione sul fatto che l'Italia appare come un paese ingessato nel quale prevalgono gli interessi costituiti, i monopoli privati, pubblici o originati da concessioni pubbliche, nel quale la gente è sostanzialmente soddisfatta di come sta e non più voglia di investire e quindi rischiare e crescere.

La soluzione che ho in mente passa per una decisa azione che combatta tutte le situazioni di monopolio di fatto e che sono tante. Devo riconoscere che le varie "lenzuolate" di liberazzizzazioni proposte con i vari decreti Bersani mi hanno alquanto deluso. La liberalizzazione più significativa è stata quella delle sale scommesse e personalmente avrei eticamente gradito che un governo di centro sinistra evitasse di impestare l'Italia di sale scommesse e di video poker).

Vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che in Italia esistono una quantità di situazioni di monopolio più o meno di fatto. A parte le televisioni, pensate alle autostrade (Benetton), alle ferrovie, alle stazioni ferroviarie (Benetton), alle telecomunicazioni, agli aeroporti (Benetton), l'Alitalia, ecc.ecc.

Io credo che passi decisivi per cambiare questa situazione sarebbero, nell'ordine:

- "nazionalizzare" le strutture come, ad esempio, la linea ferroviaria, la rete autostradale, le frequenze, le stazioni, gli aerei, come del resto spesso è già.

- l'infrastruttura pubblica, materiale o meno, viene data in concessione per un periodo molto molto breve, due anni al massimo, a chi vince un'asta europea. Naturalmente in questo modo nessun concessionario avrà una posizione "dominante" per un lungo periodo, ad ogni gara è verosimile che lo stato incasserà più soldi, insieme alla concessione lo stato si "libera" dei dipendenti e di tutti i costi di gestione dell'infrastruttura medesima.

- il privato deve prendere tutti i lavoratori che gestiscono l'infrastruttura (provenienti dalla Stato o dal precedente concessionario) ma è libero di licenziare o assumere come vuole. In questo modo è libero di fare efficienza;

- normalmente le concessioni di infrastruttura sono lunghissime perchè il concessionario deve avere la possibilità di poter rientrare degli investimenti. Ciò è ovviamente pessimo perchè di fatto crea concessioni dominanti, fa sì che gli investimenti vengano effettuati solo nei primi anni della concessione o che si debba necessariamente prorogare la concessione nel caso in cui il concessionario sia obbligato a fare investimenti verso la fine della concessione medesima. La soluzione è prevedere che debba essere il proprietario dell'infrastruttura, lo Stato, a finanziare gli investimenti.

Se applicassimo questa logica a praticamente tutto quanto è oggi pubblico (inclusa la scuola, la sanità e molte funzioni attribuite alla pubblica amministrazione) oppure privatizzato su base, di fatto, permanente otterremmo in un colpo solo:

- una riduzione mostruosa della spesa pubblica attraverso la maggiore efficienza che soggetti privati in competizione tra loro potrebbero dare la sistema;
- apriremmo infinite nuove possibilità di business all'imprenditoria privata creando immediatamente occupazione e crescita;

- conserveremmo la proprietà pubblica delle infrastrutture e non permetteremmo la creazioni di monopoli privati per mezzo dell'(ab)uso di infrastrutture pubbliche.

Certo i nostri imprenditori, con la propensione al rischio che si ritrovano, non sarebbero molto contenti......

Cosa ne pensate?


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 14:09 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 13
la scomposizione delle attività monopolistiche in due con la rete pubblica e gli operatori privati mi sembra una buona idea. d'altra parte nell'erogazione di energia elettrica mi sembra funzioni già in questo modo. mi sembra un po' difficile invece pensare che l'efficienza si fa con la libertà di licenziare i dipendenti: non è che si può creare un mercato del lavoro a parte solo per le imprese ex monopoliste.
comunque quello che mi preme dire è che non contano tanto i metodi per liberalizzare, ma l'effettiva capacità di farlo.
In un sistema politico maturo la capacità di riforma della destra dovrebbe scardinare quei privilegi e quelle incrostazioni presenti nei settori e nelle categorie che sostengono la sinistra; una politica di sinistra dovrebbe scardinare quelle incrostazioni presenti nelle lobbies di destra. Quindi non mi sorprende che Bersani abbia iniziato da tassisti e farmacisti, quello che invece sorprende è che Berlusconi non abbia toccato il pubblico impiego. Detto questo vorrei dire che a mio avviso il PD dovrebbe puntare non tanto ad assicurarsi il consenso di questa o quella categoria, ma della parte buona e disposta al sacrificio presente in ogni categoria. Non si può riformare la scuola se ci si vuole assicurare il sostegno di tutta la categoria degli insegnanti, non si può riformare l'amministrazione pubblica se ci si vuole assicurare il sostegno dell'intera categoria del lavoratori pubblici.


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven feb 22, 2008 18:41 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 3
la scomposizione delle attività monopolistiche in due con la rete pubblica e gli operatori privati mi sembra una buona idea.

Grazie

d'altra parte nell'erogazione di energia elettrica mi sembra funzioni già in questo modo.

Insomma...

mi sembra un po' difficile invece pensare che l'efficienza si fa con la libertà di licenziare i dipendenti: non è che si può creare un mercato del lavoro a parte solo per le imprese ex monopoliste.

Quello che voglio dire è che se imponi i livelli di occupazione non puoi pretendere l'efficenza dal concessionari privato!

comunque quello che mi preme dire è che non contano tanto i metodi per liberalizzare, ma l'effettiva capacità di farlo.

Non sono d'accordo. Il metodo è decisivo. Non vorrei sbagliarmi ma credo che quello che i benetton hanno pagato la concessione di Autostrade, sia una parte dei loro profitti annui!!!!! E' vero che si dovrebbero fare gli investimenti, ecc.ecc. ma c'è voluto che Di Pietro minacciasse il ritiro della concessione per fargliene fare qualcuno. E questa ti sembra una privatizzazione di successo o, piuttosto, un grazioso regalo?

Detto questo vorrei dire che a mio avviso il PD dovrebbe puntare non tanto ad assicurarsi il consenso di questa o quella categoria, ma della parte buona e disposta al sacrificio presente in ogni categoria. Non si può riformare la scuola se ci si vuole assicurare il sostegno di tutta la categoria degli insegnanti, non si può riformare l'amministrazione pubblica se ci si vuole assicurare il sostegno dell'intera categoria del lavoratori pubblici.

D'accordo. Cercare il consenso su base corporativa è comunque miope e soprattutto ti vincola qualunque liberalizzazione. Ah, vincere le elezioni senza vendersi alle lobbies! questa sì che è la più ardua delle sfide!


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab feb 23, 2008 17:26 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 13
Non intendo dire che il metodo usato per la liberalizzazione non sia importante, intendo dire che bisogna decidersi non nella teoria ma nella pratica a liberalizzare; fatto questo ovviamente non possono essere ripetuti errori fatti come nel caso Autostrade.


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