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 Oggetto del messaggio: I veleni del nord scaricati in Campania.L'emergenza continua
MessaggioInviato: dom lug 20, 2008 20:36 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
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fonte: Repubblica di Napoli

Sono quasi pronti, rappresentano il secondo importante passo nell´inchiesta sul disastro ambientale tra Napoli e Caserta, provocato dal patto d´acciaio tra clan dei Casalesi, imprenditori del Nord che sversavano abusivamente evadendo il fisco e titolari di ditte per lo smaltimento della Campania. Rifiuti normali e speciali, spesso tossici. Stanno per partire oltre cinquanta avvisi di garanzia con la stessa accusa verso il Centro e il Nord Italia. Verso quelle regioni dove hanno sede vari tipi di ditte chiamate in causa dall´imprenditore pentito Gaetano Vassallo. Anche se il suo elenco non è completo. Le indagini coordinate dall´Antimafia stanno ricostruendo una ragnatela di interessi e rapporti d´affari illeciti ben più fitta.

Racconta il collaboratore di giustizia Dario De Simone agli inquirenti: «Furono convogliati grossi quantitativi di rifiuti provenienti dal Nord Italia. Per esempio ricordo la grande consistenza di rifiuti provenienti dall´area bresciana, da Firenze, da Prato, da Santa Croce sull´Arno, da Lucca e da Viareggio. Poi accadde che vennero fatte delle grosse buche per l´estrazione di inerti da asservire ai lavori stradali in zona. Si trattava di buche di alcuni milioni di metri cubi che l´organizzazione ritenne opportuno utilizzare come discarica, proprio per proseguire nell´affare rifiuti che si era rivelato molto lucroso. Arrivavano oltre cento camion di rifiuti al giorno... ».

Quei cento camion al giorno arrivavano dal Nord Italia. E l´elenco delle ditte che Gaetano Vassallo fornisce agli inquirenti è parziale. Ma preciso. Parla di una ditta di Lucca (che scarica "pulper" di cartiera, un rifiuto speciale) e di una di Candidino di Capannoni (Lucca) che dava duemila euro mensili alla camorra soltanto per avere la disponibilità della discarica anche senza utilizzarla. Da una ditta di Montecatini Terme arrivano i rifiuti: il trasporto è gestito da un impiegato del Comune toscano di Lamporecchio. Comincia a scaricare nelle discariche abusive dal 1988 una ditta di Capannoli (Lucca), seguita a ruota da una di Pisa e da una di La Spezia. Ma i rifiuti arrivano anche da Velletri (Roma) e Cisterna di Latina (Latina), da Nettuno e da Torre del Lago (Lucca), Viareggio. Vetro e plastica da Milano.


Città da cui partiva solo una percentuale dei rifiuti dal Nord. Cui vanno aggiunti quelli individuati da squadra mobile di Caserta (vice questore Silvana Giusti) e Guardia di Finanza (capitano Alessio Bifarini) durante le indagini. E cui vanno sommati gran parte dei Comuni della zona tra Giugliano e la provincia di Caserta. Amministrazioni locali che sversavano in accordo e complicità con il clan dei Casalesi. Infine l´elenco delle ditte della Campania, province di Napoli, Caserta e Salerno. Fino all´emergenza anche per le discariche abusive sature.

Spiega Gaetano Vassallo: «Una volta colmate le discariche i rifiuti venivano interrati ovunque. In questi casi gli imprenditori venivano sostanzialmente by-passati, ma talora ci veniva richiesto di concedere l´uso dei nostri timbri in modo da coprire e giustificare lo smaltimento dei produttori di rifiuti del Nord Italia». Ci sono anche i rifiuti speciali di una azienda di coloranti e affini della provincia di Savona. «Furono smaltiti nella mia discarica - racconta il pentito Vassallo - per circa seimila quintali. I rifiuti sono stati interrati. Trattai questo carico in modo separato rispetto agli accordi con i clan».


Ultima modifica di Ospite il mar lug 22, 2008 12:31 pm, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mar lug 22, 2008 12:30 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:07 pm
Messaggi: 2602
fonte: Repubblica Napoli

I cassonetti sono stati svuotati. Ma sono quarantuno le discariche a cielo aperto individuate dall´Asìa nel centro e nelle periferie cittadine. Il censimento degli sversatoi fuorilegge è stato promosso dal Comune, che adesso sollecita il sottosegretario Bertolaso ad affrontare, con un piano di conferimento straordinario, la "fase due" dell´emergenza rifiuti. Intere strade cittadine sono occupate da frigoriferi, materassi, mobili, divani, sacchetti, ma anche mattoni, piastrelle, blocchi di cemento, pneumatici, amianto. Da rifiuti speciali e ingombranti, dunque, ma anche pericolosi e tossici. I siti sono proliferati durante la crisi dei mesi scorsi, come se i rifiuti non raccolti giustificassero comportamenti poco civili. Con il risultato che oggi le discariche abusive si estendono per centinaia di metri, a volte anche per chilometri.

Il caso più eclatante è vicino all´ippodromo di Agnano. Via Ruggiero è per tutto il tragitto, di oltre due chilometri, ricoperta da rifiuti d´ogni genere. Qui anche l´Arpac ha eseguito un sopralluogo e redatto un verbale. Ma la più grossa area di stoccaggio abusivo censita dall´Asìa è in via Fratelli Wright, non lontano dall´aeroporto di Capodichino. Ponticelli invece è il quartiere più tormentato dalle discariche, sia per numero che per quantità di rifiuti.
L´Asìa ha tracciato la mappa delle strade-pattumiera e ha calcolato il volume dei rifiuti da rimuovere: sono circa 5500 metri cubi. Se i cumuli di rifiuti fossero ammassati in un unico punto, riempirebbero un´area vasta come il campo di calcio dello stadio San Paolo. L´emergenza mai finita è a macchia di leopardo. I rifiuti assediano tutte le Municipalità. Unica eccezione, i quartieri di San Ferdinando, Chiaia e Posillipo dove, secondo il censimento del Comune, non ci sono sversatoi illegali. Nella V Municipalità (Vomero-Arenella), altra zona-bene della città, invece le discariche fuorilegge sono due, e si trovano a meno di tre chilometri di distanza l´una dall´altra: in via Camaldolilli e a Cupa Gerolomini i materiali di risulta occupano uno spazio di oltre 100 metri cubi. Anche ai Colli Aminei, dove è partita la raccolta differenziata porta a porta, eliminati i cassonetti, non sono scomparsi i rifiuti per le strade. Si trovano anche nelle aree adiacenti agli ospedali. In via del Serbatoio, per esempio, vicino al Cardarelli, e in via Due Portoni, non lontano dal Cotugno e dal Monaldi, sono abbandonati cumuli per un´area di circa 120 metri cubi.


Ma la situazione peggiore si riscontra nella periferia. La zona Est, infatti, ha un doppio primato negativo: è al primo posto per numero di discariche abusive e per quantità di materiale ammassato, circa un terzo di quello disseminato in tutta la città. Nella VI Municipalità sono undici le strade dell´emergenza: via Ingangi, via Virginia Woolf, via De Roberto; a 600 metri, altra discarica in via Galeoncello. A Ponticelli persino le rampe, da via Palermo a via Madonnelle, sono invase dalla spazzatura. Stessa situazione in via Domenico Resa, via Ettore Pancini, viale della Villa Romana, traversa Cimitero Barra, via dei Mosaici Lotto e via Attila Sallustro.

L´elenco delle discariche a cielo aperto è ancora lungo. Ce n´è una nei pressi del mercato ittico e del parco mai nato della Marinella. In piazza Duca degli Abruzzi residenti esasperati sabato scorso hanno incendiato centinaia di pneumatici che, pieni di acqua stagnante, si erano trasformati in vivai di zanzare.
Altre quattro discariche fuorilegge si trovano a Pianura e a Soccavo, nei pressi del polo artigianale, della bretella stradale, da via Cintia a via Padula, e, nel raggio di due chilometri, in via Pigna e in via Monti. Mesto scenario anche a Cavalleggeri, non lontano dal centro sportivo dell´Università Federico II: via Caserma di Cavalleria e via Cattolica sono strade-pattumiera. Camion "pirata" scaricano rifiuti a ogni ora del giorno.

E poi Agnano. Oltre alla situazione limite di via Ruggiero, a 700 metri, esattamente alle spalle dell´ippodromo, c´è uno sversatoio fuorilegge in via delle Murate. Mentre altre discariche abusive sono a Scampia e a Piscinola, all´altezza della scuola "Alpi" (prolungamento di viale della Resistenza) e in località Cupa Pepillo e Cupa San Giovanni; sulla variante Toscanella e in via del Cassano a Secondigliano, in via Pendino a Chiaiano. E ancora, in via Paternum a San Pietro a Patierno; lungo la parallela a Calata Capodichino (in via Santa Maria ai Monti e in via Masoni) e in salita Scudillo; in via Veterinaria, all´altezza delle scale Paradisiello (zona Orto Botanico); in via Gianturco, all´altezza dell´ingresso della strada provinciale.

Individuati i 41 sversatoi fuorilegge, il Comune punta dritto alla bonifica delle aree. «Ma l´Asìa - spiega l´assessore alla Nettezza urbana Gennaro Mola - non può smaltire questi materiali. Occorre l´intervento di ditte specializzate, quindi un impegno straordinario del Comune. E noi non abbiamo grandi risorse per le bonifiche». Di qui l´appello al sottosegretario per l´emergenza rifiuti in Campania: «È necessaria - dice Mola - un´azione sinergica con Bertolaso e l´intervento di Asl e Arpac». Ieri si è svolto un vertice al Comune su questi temi. «Stiamo studiando - prosegue l´assessore - anche un piano per evitare che le aree, una volta pulite, possano trasformarsi di nuovo in discariche abusive. Per la vigilanza utilizzeremo la polizia municipale, i dipendenti dell´Asìa e chiediamo la collaborazione delle altre forze, anche dell´esercito».


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