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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: IL MONDO SENZA CIBO...
MessaggioInviato: dom apr 13, 2008 15:52 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
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Il mondo senza cibo
un disastro evitabile
di ROMANO PRODI
( DA REPUBBLICA DEL 13/4)

Il disastro più grande è quello di mettere in conflitto il cibo con il carburante in un periodo già di scarsità.
Miliardi di persone soprattutto in Africa, in Asia e in America centro-meridionale, sono colpiti da un progressivo e insostenibile rincaro di tutti i prodotti agricoli, dal grano alla soia, dal riso al mais, dal latte alla carne. Ogni giorno scoppiano rivolte e si ha notizie di repressioni.
I più recenti studi (come quelli dell'Ocse e Royal Society) sostengono invece che con le tecnologie oggi impiegate per produrre biocarburanti, il bilancio energetico è solo marginalmente positivo o addirittura negativo. Il computo preciso dipende dalle specifiche realtà territoriali ma vi è chi autorevolmente sostiene (come le analisi apparse su National Resources Research) che l'energia impiegata per produrre biocarburanti sia negli Stati Uniti del 30% superiore all'energia prodotta.
Il grano richiesto per riempire il serbatoio di un così detto Sport Utility Vehicle (Suv) con etanolo (240 chilogrammi di mais per 100 litri di etanolo) è sufficiente per nutrire una persona per un anno. E già siamo arrivati ad utilizzare per usi energetici intorno al 20% di tutta la superficie coltivata a mais negli Stati Uniti.
Bisogna agire perché sia negli Stati Uniti che in Europa la produzione di carburante in concorrenza col cibo si fermi e gli incentivi vengano riservati agli studi e alle ricerche necessarie per arrivare alla produzione di biocarburanti di nuova generazione. Non possiamo più ammettere che la gente muoia di fame in Africa perché c'è qualcuno negli Stati Uniti che considera i voti degli agricoltori o dei proprietari terrieri più importanti della sopravvivenza di milioni di persone.

Dopo questo appello di Prodi ATTENTI ,
le biomasse per produrre energia SONO ACCETTAbili solo quando provengono da rifiuti, coltivazioni da terreni inquinati non adatti all'agricoltura per l'alimentare, ex discariche ecc.


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MessaggioInviato: mer apr 23, 2008 20:08 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
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Dalle mie parti, ormai da anni, nelle annate in cui il prezzo del grano toccava livelli indecenti per l'agricoltore ( due anni fa si è venduto a € 8,00 x quintale) molti agricoltori, per rabbia, preferivano bruciarlo nelle stufe a pellet piuttosto che conferirlo.
A me è sempre sembrata un eresia e non l'ho mai fatto ma non potevo dar torto ai miei vicini:
Ai prezzi di allora, a parità di calorie, e dato per riferimento il prezzo del gasolio da riscaldamento a 100, con la legna si spendeva 75 e col grano tenero trebbiato 40.
C'erano già tutti i segnali per prevedere quanto comincia a succedere oggi.
Ora, dare la colpa agli agricoltori mi sembra alquanto insensato, gli agricoltori,come tutti i lavoratori e gli imprenditori cercano di trarre il maggior profitto possibile dalle loro fatiche. e se i produttori di biodiesel pagano meglio dei mulini, chiedere loro di non venderglielo è francamente assurdo, specie dopo che per anni sono stati negletti e trattati come una categoria di parassiti.
Un intervento degli Stati nazionali sarebbe auspicabile, ma questo dovrebbe essere teso a morigerare i consumi, vietando la produzione di vetture con cilindrate superiori allo stretto necessario, o applicando tasse elevatissime sulle cilindrate eccedenti il buonsenso.(negli anni sessanta una Fiat di 500 cc. trasportava senza problemi quattro persone, con i progressi motoristici fatti la si potrebbe rifare + confortevole e - inquinante)
Perchè se devo individuare un comportamento criminoso, in questa vicenda io lo trovo tra coloro che a fronte dell'imminente esaurimento del petrolio, invece di ridurre i consumi,ed al solo scopo di dimostrare di poterselo permettere, si comprano SUV che in una giornata di guida bruciano l'equivalente di un anno di cibo di un povero diavolo.


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MessaggioInviato: gio apr 24, 2008 10:00 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:03 pm
Messaggi: 2167
andream ha scritto:
Dalle mie parti, ormai da anni, nelle annate in cui il prezzo del grano toccava livelli indecenti per l'agricoltore ( due anni fa si è venduto a € 8,00 x quintale) molti agricoltori, per rabbia, preferivano bruciarlo nelle stufe a pellet piuttosto che conferirlo.
A me è sempre sembrata un eresia e non l'ho mai fatto ma non potevo dar torto ai miei vicini:
Ai prezzi di allora, a parità di calorie, e dato per riferimento il prezzo del gasolio da riscaldamento a 100, con la legna si spendeva 75 e col grano tenero trebbiato 40.
C'erano già tutti i segnali per prevedere quanto comincia a succedere oggi.
Ora, dare la colpa agli agricoltori mi sembra alquanto insensato, gli agricoltori,come tutti i lavoratori e gli imprenditori cercano di trarre il maggior profitto possibile dalle loro fatiche. e se i produttori di biodiesel pagano meglio dei mulini, chiedere loro di non venderglielo è francamente assurdo, specie dopo che per anni sono stati negletti e trattati come una categoria di parassiti.
Un intervento degli Stati nazionali sarebbe auspicabile, ma questo dovrebbe essere teso a morigerare i consumi, vietando la produzione di vetture con cilindrate superiori allo stretto necessario, o applicando tasse elevatissime sulle cilindrate eccedenti il buonsenso.(negli anni sessanta una Fiat di 500 cc. trasportava senza problemi quattro persone, con i progressi motoristici fatti la si potrebbe rifare + confortevole e - inquinante)
Perchè se devo individuare un comportamento criminoso, in questa vicenda io lo trovo tra coloro che a fronte dell'imminente esaurimento del petrolio, invece di ridurre i consumi,ed al solo scopo di dimostrare di poterselo permettere, si comprano SUV che in una giornata di guida bruciano l'equivalente di un anno di cibo di un povero diavolo.


Quanto affermi è vero, ma ciò non cambia il problema perchè se si produce il biodiesel da terreni non idonei a coltivazioni alimentari, dai rifiuti,dalle eccedenze in agricoltura ecc. chiaramente non converrebbe più farlo da prodotti previsti per l'alimentazione, per non parlare poi del bilancio energetico quasi negativo.


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MessaggioInviato: lun mag 19, 2008 15:15 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 49
Kcf4br1s ha scritto:
Quanto affermi è vero, ma ciò non cambia il problema perchè se si produce il biodiesel da terreni non idonei a coltivazioni alimentari, dai rifiuti,dalle eccedenze in agricoltura ecc. chiaramente non converrebbe più farlo da prodotti previsti per l'alimentazione, per non parlare poi del bilancio energetico quasi negativo.


Perdona, ma quando parli di terreni non idonei alle coltivazioni alimentari a me si accappona la pelle.
Presumo tu voglia riferirti a quelli inquinati da diossina, che si trasferisce su quei vegetali che a stento vi crescono.
Ebbene, se si usassero per produrre biodiesel, la diossina si ritrasferirebbe nell'atmosfera durante la combustione ed andrebbe ad inquinare nuovi terreni e nuove falde acquifere.
Per il resto, se i terreni non sono adatti all'alimentazione, sono inadatti anche alla vita vegetale.

Ma la cosa che più mi disturba del tuo ragionamento è l'intrinseca accettazione di questo stato di cose.
Quando negli anni settanta a Seveso una fuga di diossina da una industria chimica contaminò la campagna circostante, fu intrapresa una vasta ed onerosa operazione di bonifica, per ripristinare la salubrità dei luoghi.
Oggi in Campania, nessuno la prende nemmeno in considerazione una tale bonifica, mentre scrivo, centinaia di roghi di spazzatura continuano a riversare tonnellate di diossina nei terreni circostanti.

In fin dei conti se non potremo più coltivarci profumati san marzano o produrci deliziose mozzarelle di bufala, potremo sempre farci il biodiesel.


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MessaggioInviato: mar giu 10, 2008 23:10 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:04 pm
Messaggi: 1700
Al ondo vivono più di sei miliardi di persone. Forse per il futuro servirebbe regolamentare le nascite in modo da non assistereallingolfamento del pianeta.


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