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 Oggetto del messaggio: Greenpeace e Legambiente scrivono a Pecoraro-Scanio
MessaggioInviato: dom apr 06, 2008 10:00 am 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:01 pm
Messaggi: 3234
Roma, Italia — Le associazioni ambientaliste chiedono di fermare i due provvedimenti che ostacolano l’energia del vento
Due norme contro l’eolico, due decreti proposti dal Ministero
dell’Ambiente che rischiano di mortificare lo sviluppo dell’energia
pulita. A mettere in evidenza il paradosso di un Ministero dell’Ambiente
che si rende responsabile di provvedimenti contro le fonti rinnovabili
sono Walter Ganapini, presidente di Greenpeace e Roberto Della Seta,
presidente di Legambiente che all’onorevole Alfonso Pecoraro Scanio
hanno scritto una lettera preoccupata. “Egregio Ministro le scriviamo in
merito ad alcuni recenti provvedimenti che riguardano gli impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte energetica in Italia”. Greenpeace e Legambiente puntano il dito contro il Decreto Legge 16 agosto 2006, n.251 in materia di conservazione della fauna selvatica che vieta la realizzazione di impianti nelle ZPS (zone a protezione speciale) e il Decreto Legislativo approvato il 12 Settembre 2007 che istituisce la Valutazione di Impatto ambientale nazionale per gli
impianti eolici di potenza superiore ai 20MW. Entrambe le norme sono
figlie del Ministero dell’Ambiente. Per quanto riguarda il primo
provvedimento – spiegano le due associazioni ambientaliste – non si
comprendono le ragioni poiché per l’eolico è infatti individuata una
procedura cautelativa speciale oltre quanto previsto per ogni tipo di
impianti. E comunque la valutazione d’incidenza “deve essere basata su
un monitoraggio dell’avifauna presente nel sito interessato di durata
compatibile con il ciclo biologico della stessa e la realizzazione
dell’intervento è subordinata a conforme e obbligatorio parere
dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS)”. Considerando che
sono pochi gli impianti eolici previsti in aree ZPS questa scelta appare
più ideologica che pratica e quindi incomprensibile.
L’introduzione della procedura VIA rappresenta, invece, una novità
preoccupante, che non ha eguali in Europa e che esautora le Regioni da
una procedura che le era stata affidata per Legge nella valutazione di
tutti gli impianti da fonti rinnovabili.
“L’eolico rappresenta – si legge nella missiva di Greenpeace e
Legambiente - la fonte energetica rinnovabile più competitiva da un
punto di vista tecnologico e quella con maggiori capacità di diffusione
a livello internazionale, con importanti potenzialità per un Paese come
l’Italia che fatica a raggiungere risultati al pari di altri Paesi
europei nella diffusione delle fonti energetiche pulite e nella
riduzione delle emissioni di CO2. Siamo convinti dell’importanza di una
diffusione dell’eolico che sia attenta alla tutela dei valori ambientali
e dell’avifauna, ed è per questo che da tempo chiediamo l’approvazione
delle Linee Guida previste dal DL 387/2003 che permetterebbero per
l’eolico, come per tutte le fonti rinnovabili, di avere finalmente un
quadro unitario e coerente di regole nazionali.


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