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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Le azioni di governo in caso di vittoria del PD
MessaggioInviato: lun mar 03, 2008 19:02 pm 

Iscritto il: lun feb 13, 2012 15:10 pm
Messaggi: 3
Ho letto con molto interesse le “azioni di governo” che il PD intende intraprendere in caso di vittoria alle elezioni e in particolare quelle relative ad ambiente ed energia, argomento che mi sta particolarmente a cuore, denominate 5 - L’AMBIENTALISMO DEL FARE.

Riporto qui di seguito i punti proposti e per ciascuno aggiungo alcune mie considerazioni costruttive.

Rottamiamo il petrolio. L’Italia sia il Paese del sole anche in fatto di energia, con più pannelli solari, attraverso lo sviluppo di altre energie rinnovabili, per produrre il 20% di energia con il sole e il vento.
Bene, ma ci vuole un termine: entro quanto tempo si pensa di coprire un quinto del fabbisogno nazionale con energia solare ed eolica? E cosa succede degli altri quattro quinti? Si pensa di continuare a coprirli con combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) per un tempo indefinito? Come mai non si fa cenno all’energia geotermica?

Un piano per realizzare in 10 anni la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici pubblici e privati.
Va bene, ma perché solo il riscaldamento e non anche il condizionamento e l’illuminazione? Si intende di tutti gli edifici o di una parte? E quale sarà la nuova fonte? Solare? O ci si accontenta, che so, di trasformare le vecchie caldaie a gasolio in moderne caldaie a gas ad alta efficienza? Il governo francese ha dichiarato che tutti i nuovi edifici dovranno essere produttori netti di energia entro il 2020. Prego notare che la Francia ha già oggi emissioni pro capite di biossido di carbonio tra le più basse.

Energia: maggiore ricorso al mercato e ai prezzi, per garantire la qualità ambientale
Suona bene, ma credo si debba essere più specifici, pur nell’inevitabile concisione. Vuol dire tassare, o disincentivare in qualche modo, impianti e veicoli che producono gas serra? Se sì, quali forme di disincentivazione?

Valutazione di impatto ambientale da concludersi in 3 mesi
Bene. Credo si debba anche includere il costo per il clima, o carbon cost, nella pianificazione di tutti i principali progetti, sull’esempio francese.

Incrementare la raccolta differenziata
Bene, ma ci vogliono un obiettivo misurabile e una scadenza. A che percentuale si vuole arrivare? 60% dovrebbe essere alla portata, ma si può essere più ambiziosi. E bisogna chiarire oltre ogni dubbio che il primo passo è evitare i rifiuti (ad esempio incentivando imballaggi più razionali), il secondo passo è il recupero o riciclo, e ciò che rimane al termovalorizzatore o alla discarica.

Più impianti di rigassificazione e infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, garantendo la loro terzietà rispetto ai competitors
Va bene. Ma nell’ottica di chiamare le cose con il loro nome (secondo il condivisibile principio dichiarato più avanti) è bene ricordare che i rigassificatori servono a ridurre la dipendenza dai fornitori di gas naturale, ma non danno nessun beneficio nella riduzione dei gas serra antropogenici (è vero, il gas naturale produce un po’ meno biossido di carbonio del carbone o del petrolio; è meglio di niente ma si deve essere più ambiziosi).

In almeno tre città (al Nord, al Centro, al Sud) sperimentare nuove tecnologie e azioni di recupero delle aree degradate e di riqualificazione urbana
Bello, molto interessante

Diffondere la banda larga in tutti i comuni, con infrastrutture a basso impatto ambientale
Bene. Dovrebbe favorire il telelavoro e il disbrigo di pratiche per via telematica, riducendo così gli spostamenti e contribuendo sia a ridurre l’inquinamento che a migliorare la qualità della vita. Ma bisogna accertarsi che le aziende e le amministrazioni pubbliche siano in grado di utilizzare efficacemente queste tecnologie.

Garantire ai pendolari treni decenti, “cura del ferro” nelle città, aprire alla concorrenza il trasporto
Ineccepibile.

Basta con l’ambientalismo del NO. Nuove infrastrutture: proporre e valutare coinvolgendo tutti, ma quando si è deciso, realizzarle
D’accordo anche su questo. Penso che a volte l’atteggiamento negativo sia dovuto alla sfiducia nelle istituzioni sviluppatasi nel tempo (ricordate autorevoli dichiarazioni secondo cui la diga del Vajont era sicurissima, gli impianti petrolchimici producono aria e acqua quasi salubri, a Seveso e a Cengio non è successo nulla, e ahimè molte altre?). Bisogna lavorare anche su questo aspetto, e mi rendo conto che non è facile: ci vuole una vita a costruirsi una buona reputazione ma basta un minuto per perderla.

Sì ad infrastrutture moderne e sostenibili. Chiamare le cose col loro nome: rigassificatori, termovalorizzatori, TAV Lione-Torino-Trieste
Vorrei ricordare i commenti fatti più sopra a proposito di rigassificatori e termovalorizzatori.

Qualche altra considerazione e proposta che credo debba essere presa in considerazione:
1. Razionalizzare la logistica, minimizzando i trasporti non necessari
2. Stimolare l’introduzione dell’idrogeno (preferibilmente estratto dall’acqua usando energia solare) come “vettore di energia” e delle celle a combustibile
3. Sequestrare il biossido di carbonio fissandolo in carbonati inerti che hanno alcune interessanti applicazioni, ad esempio ripristinare i campi corallini danneggiati da riscaldamento e acidificazione delle acque
4. Ri-forestare: estendere le aree verdi e proteggere sia i boschi nuovi che quelli esistenti
5. Incentivare l’adozione di “tetti verdi”, magari convincendo le aziende e le amministrazioni a dare il buon esempio.

Grazie per l’attenzione.


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